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Categorie DPI

Categorie DPI: quante e quali sono?

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I DPI vengono classificati in base alla tipologia di protezione e in base al grado di rischio connesso all’attività lavorativa (DPI di I categoria, II categoria e III categoria)

La sicurezza sul lavoro è un aspetto fondamentale in ogni ambiente lavorativo e i DPI svolgono un ruolo importante per la protezione e la tutela della salute dei lavoratori.

I DPI sono tutte le attrezzature o strumentazioni destinate ad essere indossate e tenute dal lavoratore per proteggerlo dai rischi derivanti dalle mansioni svolte durante la sua attività.

La scelta dei DPI deve essere fatta con la valutazione dei rischi sul luogo di lavoro e della stesura del DVR. I DPI sono scelti a seconda della tipologia di rischio (generico o specifico/normato). Ovviamente non è sempre facile e c’è bisogno di conoscenze specialistiche o di un software per la redazione del DVR che prevede automaticamente il calcolo e la scelta dei DPI in relazione all’esito della valutazione del rischio.

Analizziamo in dettaglio cosa sono i DPI, in quante categorie si suddividono, la differenza tra le diverse categorie e quando è obbligatorio indossarli.

Cosa sono i DPI

DPI è l’acronimo di dispositivi di protezione individuale, definizione nella quale ricadono tutti quegli strumenti, apparecchiature o attrezzature il cui fine ultimo è quello di tutelare la salute del lavoratore mentre si trova impegnato nello svolgimento della propria mansione lavorativa.

L’art. 74 del D.Lgs. 81/08 definisce i dispositivi di protezione individuale come qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

Si differenziano dai dispositivi di protezione collettiva che, invece, vanno a tutelare più lavoratori che si trovano a lavorare in una certa area di lavoro. Alcuni esempi di dispositivi di protezione collettiva sono: reti di sicurezza, ponteggi, gruppi di continuità, rilevatori di incendio, ecc.

Quando devono essere impiegati i DPI?

I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.

DPI: classificazione

L’allegato VIII del D.Lgs. 81/08 classifica i DPI in base alla parte del corpo che essi proteggono in:

  • protezione della testa: elmetti e caschi protettivi;
  • protezione degli occhi e del viso: occhiali, visiere o schermi adattivi;
  • protezione dell’udito: cuffie, inserti auricolari;
  • protezione delle vie respiratorie: dispositivi filtranti, facciali filtranti, dispositivi isolanti;
  • protezione degli arti superiori: guanti;
  • protezione del corpo: abbigliamento protettivo, indumenti di protezione, giubbotti ad alta visibilità;
  • protezione degli arti inferiori: scarpe antinfortunistiche;
  • protezione delle cadute dall’alto: sistemi di arresto caduta, imbracature.

Categorie DPI: I, II, III

Ulteriore classificazione dei DPI viene fatta a seconda dell’entità del rischio a cui il lavoratore è esposto. La normativa di riferimento per i fabbricanti sui DPI è il regolamento UE 2016/425 che prevede che i DPI siano classificati in 3 categorie, in ordine crescente a seconda del grado di rischio connesso all’attività lavorativa:

  • DPI categoria I: proteggono da rischi minimi;
  • DPI categoria II: proteggono da rischi moderati;
  • DPI categoria III: proteggono da rischi gravi che possono causare conseguenze molto gravi o danni alla salute irreversibili.

DPI categoria I

Sono dispositivi di protezione per attività che hanno rischio minimo e che procurano danni di lieve entità. Questi includono:

  • lesioni meccaniche superficiali;
  • lesioni da prodotti per le pulizie lievi e facilmente reversibili;
  • contatto o urti con oggetti e/o superfici caldi fino ai 50°C;
  • eventuali fenomeni atmosferici, di natura non estrema, durante l’attività lavorativa;
  • lesioni oculari dovute all’esposizione alla luce del sole.

DPI categoria II

I DPI di seconda categoria sono quelli che non appartengono né alla prima né alla terza categoria. Alcuni esempi sono:

  • casco;
  • guanti
  • gli indumenti catarifrangenti.

DPI categoria III

I dispositivi di terza categoria sono in grado di garantire, quindi, al lavoratore il massimo grado di protezione, capaci di proteggerlo da rischi gravi che possono causare conseguenze molto gravi o danni alla salute irreversibili.

In particolare, proteggono da:

  • sostanze e miscele pericolose per la salute;
  • atmosfere carenti di ossigeno;
  • agenti biologici particolarmente nocivi;
  • radiazioni ionizzanti;
  • ambienti ad alta temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell’aria di almeno 100 °C;
  • ambienti a bassa temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell’aria di – 50 °C o inferiore;
  • cadute dall’alto;
  • scosse elettriche e lavoro sotto tensione;
  • annegamento;
  • tagli da seghe a catena portatili;
  • getti ad alta pressione;
  • ferite da proiettile o da coltello;
  • rumori particolarmente nocivi.
DPI categorie I, II, III

DPI categorie I, II, III

Quali requisiti devono rispettare i DPI

L’art. 76 del D.Lgs. 81/08 stabilisce che i DPI devono:

  • essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore;
  • essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;
  • tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore;
  • poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità.

In caso di rischi multipli che richiedono l’uso simultaneo di più DPI, questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell’uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti.

Obblighi del datore di lavoro nella scelta dei DPI

Il datore di lavoro deve occuparsi della scelta dei DPI in base:

  • alla valutazione dei rischi che non possono essere evitati con altri mezzi;
  • alle caratteristiche dei DPI necessarie affinché questi siano adeguati ai rischi tenendo conto anche le eventuali fonti di rischio che possono essi stessi comportare;
  • alle informazioni e norme d’uso fornite dal fabbricante a corredo dei DPI, così da raffrontare le caratteristiche dei DPI disponibili sul mercato con quelle individuate;
  • ad eventuali variazioni significative negli elementi di valutazione.

Obblighi del datore di lavoro per l’utilizzo dei DPI

Gli obblighi, invece, del datore di lavoro per quanto riguarda l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale sono:

  • assicurare l’efficienza e le condizioni d’igiene dei DPI, attraverso la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie;
  • provvedere affinché i DPI siano utilizzati soltanto per gli usi previsti, salvo casi specifici ed eccezionali, conformemente alle informazioni del fabbricante;
  • fornire le istruzioni comprensibili per i lavoratori;
  • destinare ogni DPI ad un uso personale e, qualora le circostanze richiedano l’uso di uno stesso DPI da parte di più persone, prende misure adeguate affinché tale uso non ponga alcun problema sanitario e igienico ai vari utilizzatori;
  • informare, preliminarmente, il lavoratore dei rischi dai quali il DPI lo protegge;
  • rendere disponibile nell’azienda informazioni adeguate su ogni DPI;
  • stabilire le procedure aziendali da seguire, al termine dell’utilizzo, per la riconsegna e il deposito dei DPI;
  • assicurare una formazione adeguata e organizzare, se necessario, uno specifico addestramento per l’uso corretto e l’utilizzo pratico dei DPI.

Quali sono gli obblighi dei lavoratori sui DPI?

Anche il lavoratore è soggetto ad alcuni obblighi stabiliti dall’art. 78 del D.Lgs. 81/08:

  • sottoporsi al programma di informazione e addestramento e utilizzare i DPI conformemente a quanto appreso;
  • avere cura dei DPI messi a disposizione del datore di lavoro, senza apporvi alcuna modifica;
  • segnalare eventuali difetti o inconvenienti immediatamente;
  • al termine dell’utilizzo seguire le procedure aziendali per la loro riconsegna.

I DPI devono essere marcati CE?

I dispositivi di protezione individuale devono essere marcati CE. La marcatura deve essere apposta sul dispositivo in maniera visibile e indelebile. Se ciò non fosse possibile, essa deve essere apposta sull’imballaggio e nelle istruzioni per l’uso.

La marcatura indica che un prodotto soddisfa le norme di sicurezza, la salute e l’ambiente stabilite dalle direttive europee pertinenti. In particolare, per i dispositivi la marcatura CE attesta che il prodotto è stato valutato e testato per garantire la sua idoneità all’uso.

Sanzioni

Il mancato rispetto degli obblighi relativi ai dispositivi di protezione individuale comporta, per il datore di lavoro e il dirigente, specifiche sanzioni che variano a seconda dell’entità della violazione:

  • arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 3.559,60 a 9.112,57 euro se:
    • non fornisce i DPI;
    • non assicura l’efficienza e le condizioni d’igiene dei DPI;
    • non provvede affinché i DPI siano utilizzati soltanto per gli usi previsti;
    • non destina ogni DPI ad un uso personale;
  • arresto da 2 a 4 mesi o ammenda 1.423,83 a 6.834,44 euro se:
    • non informa preliminarmente il lavoratore dei rischi;
    • non rende disponibili informazioni adeguate su ogni DPI;
    • se non fornisce formazione o addestramento sui DPI;
  • sanzione amministrativa pecuniaria da 711,92 a 2.562,91 euro se:
    • non fornisce istruzioni comprensibili per i lavoratori;
    • non stabilisce le procedure aziendali da seguire per la riconsegna e il deposito dei DPI.

 

CerTus-LdL

 

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