Opuscolo entrate Il Sistema Catastale

Catasto: la nuova guida delle Entrate

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“Il Sistema Catastale”: il recente opuscolo illustra la nuova banca dati e il sistema informativo, le procedure di aggiornamento e le principali attività di progettazione catastali e cartografiche

Pubblicato dalle Entrate un opuscolo che mette in evidenza i più recenti lavori di razionalizzazione del sistema informativo, volti a contrastare l’evasione anche attraverso la completa integrazione delle banche dati immobiliari.

Il Catasto: cos’è, a cosa serve, quando è nato

Prima di addentrarci all’interno della notizia, vogliamo ricordare i seguenti punti:

  • cos’è;
  • a cosa serve;
  • quando è nato.

Il catasto: cos’è?

Il Catasto è l’inventario dei beni immobili presenti sul territorio Italiano. Una banca dati con tantissime informazioni sulle nostre abitazioni, terreni, depositi, negozi, ecc. Tutti i terreni e fabbricati vengono classificati con alcuni parametri per diverse finalità: localizzazione superficie e consistenza, destinazione d’uso, ecc. Attualmente sono censiti 75,6 milioni di unità immobiliari.

A cosa serve?

Lo scopo principale del Catasto è quello di attribuire una rendita ed un valore agli immobili, che diventano la base di partenza per la determinazione delle diverse imposte.

Quando è nato?

Lo Stato unitario italiano si pose l’obiettivo ambizioso di accatastare l’intera penisola. Il primo accatastamento italiano è compreso tra gli anni 1874 e 1886.

L’opuscolo: Il Sistema Catastale

I dati contenuti all’interno dell’opuscolo fanno riferimento al 31 dicembre 2021 e comprendono tutto il territorio nazionale ad esclusione dei territori nei quali il Catasto è gestito, per delega dello Stato, dalle province autonome di Trento e Bolzano.

L’opuscolo è suddiviso in 8 paragrafi in base ai seguenti contenuti:

  1. generalità;
  2. contenuti del sistema informativo catastale;
  3. procedure di aggiornamento;
  4. servizi erogati;
  5. principali attività di progettazione catastali e cartografiche;
  6. sistema estimativo edilizio urbano;
  7. sistema estimativo del catasto dei terreni;
  8. commissioni censuarie.

Il volume è stato aggiornato con tutte le novità in termini di normativa, prassi catastale, procedure e alcune modalità di erogazione di specifici servizi di consultazione a categorie di utenti, nonché integrato con i principali dati quantitativi segnaletici di afflusso degli atti di aggiornamento presentati da cittadini e professionisti e i principali dati sullo stock del patrimonio immobiliare urbano e dei terreni, contenuti negli archivi censuari.

Unità immobiliari censite

Di maggior interesse è la situazione immobiliare con riferimento alle unità immobiliari censite.

Negli archivi del catasto italiano, ad eccezione delle Province autonome di Trento e Bolzano, sono censite al 31 dicembre 2021 complessivamente 75,6 milioni di immobili o loro porzioni, così suddivisi:

  • 65 milioni di immobili censiti nelle categorie ordinarie e speciali;
  • 6,9 milioni di immobili costituiscono i beni comuni non censibili (beni di utilità comune a più unità immobiliari);
  • 3,6 milioni di immobili sono censiti nelle categorie F, come unità non idonee a produrre un reddito (aree urbane, lastrici solari, unità in corso di costruzione o di definizione, che non producono un reddito proprio).

Categorie catastali

Lo stock italiano immobiliare è suddiviso in vari gruppi di categorie:

  • gruppo A (abitazioni, uffici, studi privati)
  • gruppo C (attività commerciali/artigiani, pertinenze)
  • gruppo D (destinazione speciale)
  • gruppo E (destinazione particolare)
  • gruppo B (uso collettivo)
  • gruppo F (entità urbane non produttive di reddito)

 

patrimonio immobiliare urbano

Patrimonio immobiliare urbano

La maggior parte dello stock italiano è censito nel gruppo A, B e C. Essi vanno a formare il 69,6% del totale della rendita catastale per un valore di oltre i 25,8 miliardi di euro. Gli immobili nel gruppo D formano il 2,4% del totale e rappresentano una rilevante quota di rendita complessiva, mentre gli immobili del gruppo E, rappresentano una quota della rendita catastale pari al 2,2%.

Case fantasma

Le case fantasma sono quei fabbricati non dichiarati spontaneamente in Catasto, a cui è stata attribuita una rendita presunta in attesa dell’accatastamento definitivo.

L’Agenzia delle Entrate ha avviato un’indagine territoriale in sinergia con Agea e Sogei, nell’ambito della quale sono state identificate le particelle sulle quali sono presenti dei fabbricati solo sul territorio, ma non rappresentati nella cartografia catastale.

Tale operazione ha fatto emergere su più di 2,2 milioni di particelle di catasto terreni, oltre 1,2 milioni di unità immobiliari urbane non censite nella base-dati catastale.

L’intera operazione “case fantasma” è suscettibile di generare, nel caso in cui le rendite presunte fossero confermate, circa 589 milioni di euro.

Di seguito puoi scaricare l’opuscolo dell’Agenzia delle Entrate “Il Sistema del Catasto“.

Infine ti consiglio un software per ottenere grafici, calcoli e relazioni tecniche a partire da file DXF, DWG e IFC e dall’input grafico di aree calpestabili, uscite di sicurezza, ostacoli ecc…

 

 

estimus
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