• RSS
  • Newsletter
  • Aggiungi BibLus alle tue Fonti
  • PLUS
BibLus

Informazione e approfondimento tecnico per i professionisti dell'edilizia

  • Notizie
  • Focus
    • Acustica
    • Bonus edilizi
    • Calcolo strutturale
    • Certificazione energetica
    • Contabilità e Direzione Lavori
    • Impiantistica e Antincendio
    • Lavori pubblici
    • Opere edili, lavori privati e condominiali
    • Professioni tecniche e imprese edili
    • Rinnovabili ed edilizia sostenibile
    • Sicurezza Cantieri e Lavoro
    • Titoli edilizi e urbanistica
  • BIM topic
    • ACDat e piattaforme collaborative
    • IFC-openBIM®
    • BIM nelle costruzioni
    • BIM e infrastrutture
    • BIM e cantiere
    • BIM e MEP
    • BIM e Facility Management
    • HBIM
    • Digital Twin
    • BIM e formazione
    • BIM e GIS
    • BIM e norme tecniche
    • BIM project examples
  • Norme
    • Tutti i documenti in archivio
    • Testo Unico Edilizia – D.P.R. 380/2001
    • Codice Appalti – D.Lgs. 36/2023
    • Testo Unico Sicurezza – D.Lgs. 81/08
    • Norme Tecniche Costruzioni – Decreto 17/01/2018
    • Prestazione energetica in edilizia – D.Lgs. 192/2005
    • Prestazione energetica in edilizia – Decreto Requisiti Minimi 2025
    • Codice Prevenzione Incendi – D.M. 03/08/2015
    • Testo Unico Rinnovabili – D.Lgs. 190/2024
    • Leggi e norme edilizie in Italia
  • Giurisprudenza
    • Giurisprudenza Urbanistica
    • Giurisprudenza Lavori Pubblici
    • Giurisprudenza Sicurezza
    • Giurisprudenza Condominio
  • BibLus PLUS
  • BibLus AI
  • Click to open the search input field Click to open the search input field Cerca
  • Menu Menu
List List Menu
  • Notizie
  • Focus
    • Acustica
    • Bonus edilizi
    • Calcolo strutturale
    • Certificazione energetica
    • Contabilità e Direzione Lavori
    • Impiantistica e Antincendio
    • Lavori pubblici
    • Opere edili, lavori privati e condominiali
    • Professioni tecniche e imprese edili
    • Rinnovabili ed edilizia sostenibile
    • Sicurezza Cantieri e Lavoro
    • Titoli edilizi e urbanistica
  • BIM topic
    • ACDat e piattaforme collaborative
    • IFC-openBIM®
    • BIM nelle costruzioni
    • BIM e infrastrutture
    • BIM e cantiere
    • BIM e MEP
    • BIM e Facility Management
    • HBIM
    • Digital Twin
    • BIM e formazione
    • BIM e GIS
    • BIM e norme tecniche
    • BIM project examples
  • Norme
    • Tutti i documenti in archivio
    • Testo Unico Edilizia – D.P.R. 380/2001
    • Codice Appalti – D.Lgs. 36/2023
    • Testo Unico Sicurezza – D.Lgs. 81/08
    • Norme Tecniche Costruzioni – Decreto 17/01/2018
    • Prestazione energetica in edilizia – D.Lgs. 192/2005
    • Prestazione energetica in edilizia – Decreto Requisiti Minimi 2025
    • Codice Prevenzione Incendi – D.M. 03/08/2015
    • Testo Unico Rinnovabili – D.Lgs. 190/2024
    • Leggi e norme edilizie in Italia
  • Giurisprudenza
    • Giurisprudenza Urbanistica
    • Giurisprudenza Lavori Pubblici
    • Giurisprudenza Sicurezza
    • Giurisprudenza Condominio
  • BibLus PLUS
  • BibLus AI
Resta aggiornato! Le notizie di BibLus direttamente nella tua casella di posta.
Immagine
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER ›

Home » BIM Topic » BIM project examples » Case a ballatoio: progetti famosi da scaricare

Case a ballatoio: progetti famosi da scaricare

WoZoCo Apartments ed altre case a ballatoio: progetti con caratteristiche tecniche, immagini e modelli 3D BIM da navigare online

Tempo di lettura stimato: 10 minutidi Redazione BibLus / 8 Settembre 2026/0 Commenti/in BIM project examples /di
Case a ballatoio progetti famosi da scaricare

La casa a ballatoio rappresenta un modello tipologico di straordinaria attualità. Nato storicamente per rispondere alle esigenze dell’edilizia residenziale ad alta densità, oggi viene riscoperto per la sua capacità di coniugare la dimensione privata dell’alloggio con uno spazio collettivo aperto che stimola la vita di comunità e il co-housing.

In questo articolo, attraverso un’analisi che spazia dall’inquadramento generale alle singole unità abitative, vengono analizzate le caratteristiche distributive, funzionali e di orientamento che definiscono questa forma di residenza pluripiano.

Inoltre vedremo le caratteristiche che contraddistinguono le case di ringhiera e le descriveremo attraverso alcuni progetti famosi: di questi avremo a disposizione per il download i file di progetto da cui è possibile estrapolare piante, prospetti, sezioni e qualsiasi altro elaborato di interesse.

Vista di insieme del quartiere WoZoCo

Vista di insieme del quartiere WoZoCo – immagine realizzata con Edificius e ottimizzata con usBIM.codesign AI

Origine ed evoluzione della casa di ringhiera

La casa a ballatoio affonda le sue radici nell’edilizia popolare dell’Ottocento e del primo Novecento. Nata nel contesto della seconda Rivoluzione Industriale, questa tipologia edilizia si è diffusa capillarmente nei grandi centri urbani in rapida espansione, come Milano, Torino e i principali distretti manifatturieri europei.

La sua nascita rispondeva a un’esigenza primaria e stringente: massimizzare la densità abitativa riducendo al minimo i costi di costruzione e di distribuzione. L’intuizione tipologica fu semplice quanto efficace: sostituire i molteplici vani scala interni con un unico blocco scale collegato a percorsi orizzontali esterni. Questo assetto permetteva di servire un elevato numero di alloggi medio-piccoli con un solo corpo scala, liberando superficie utile all’interno dell’involucro edilizio.

Dalla dimensione popolare al valore della corte

Nei modelli storici, il ballatoio non era un semplice corridoio di scorrimento, ma si affacciava quasi sempre su una corte interna (o cortile). Questo spazio centrale delimitato serviva da polmone di luce e ventilazione, ma soprattutto da fulcro della vita comunitaria.

In questi complessi, la sfera privata della singola abitazione si estendeva naturalmente verso l’esterno: la ringhiera diventava un luogo informale di incontro, di lavoro domestico condiviso e di supervisione dei bambini, generando un forte senso di appartenenza e solida coesione sociale tra i residenti.

Per portare a termine questa tipologia di progetti, è necessario affidarsi a un software per la progettazione di giardini.

Il riscatto moderno: dal degrado al co-housing

Nel corso del Secondo Dopoguerra, con l’avvento di nuovi standard abitativi e l’espansione dei quartieri intensivi moderni, le case di ringhiera hanno attraversato una fase di progressivo abbandono e degrado, spesso percepite come obsolete per via della ridotta metratura degli alloggi e della promiscuità degli spazi.

Tuttavia, negli ultimi decenni questa tipologia ha vissuto una vera e propria rinascita architettonica e sociale:

  • rigenerazione urbana e gentrificazione in molte città – gli storici edifici a ballatoio sono stati oggetto di importanti interventi di recupero edilizio, volti a unire più cellule abitative per creare appartamenti più ampi, senza intaccare il fascino della struttura originaria;
  • il modello del co-housing contemporaneo – gli architetti contemporanei hanno riscoperto la straordinaria attualità del ballatoio come strumento per combattere l’isolamento urbano. Oggi, i principi della casa di ringhiera vengono riletti in chiave moderna all’interno di progetti di co-housing e social housing, dove i percorsi distributivi all’aperto fungono da vero e proprio “spazio intermedio” tra la strada e l’abitazione, favorendo le relazioni di vicinato e la sostenibilità sociale.

Caratteristiche dell’edificio a ballatoio

L’edificio a ballatoio è una struttura pluripiano e multifamiliare caratterizzata da uno sviluppo prevalentemente orizzontale. Dal punto di vista volumetrico, la sua altezza e la sua lunghezza sono teoricamente illimitate: la lunghezza, in particolare, è strettamente legata al numero di alloggi (o cellule abitative) aggregate in sequenza sul singolo piano.

Il corpo di fabbrica presenta solitamente uno spessore contenuto e variabile, generalmente compreso tra gli 8 e i 10 metri, ideale per garantire un’adeguata illuminazione naturale e una ventilazione incrociata all’interno degli alloggi. L’altezza complessiva, l’impronta a terra (superficie coperta) e la cubatura totale dipendono invece dai vincoli dello strumento urbanistico locale e dalle scelte compositive compiute dal progettista.

case-a-ballatoio-a-Ripa-di-Pineta-pianta-piano-terra

case a ballatoio a Ripa di Pineta – pianta piano terra

Posizionamento della scala, vie di fuga e antincendio

Nel layout distributivo dell’edificio, la posizione del nucleo scala rispetto al corpo di fabbrica è variabile e risponde a precise esigenze distributive e strutturali:

  • interna – posizionata nell’interasse tra i singoli alloggi;
  • in testata – disposta al termine del fabbricato, con sviluppo parallelo o perpendicolare al corpo principale;
  • esterna – staccata o adiacente, parallela o perpendicolare allo sviluppo del ballatoio.

I collegamenti verticali e i percorsi orizzontali possono essere realizzati in forma aperta oppure chiusa (mediante l’inserimento di vetrate o infissi).

Per garantire la fruibilità e la sicurezza degli occupanti, il dimensionamento deve rispettare precisi criteri ergonomici e normativi. In termini di ingombro minimo, per consentire il passaggio contemporaneo di due persone, sia la scala che il ballatoio devono prevedere un’ampiezza utile non inferiore a 1,20 metri (pari a 2 moduli da 60 cm).

prospetto-1

prospetto 1

prospetto-2

prospetto 2

Prevenzione incendi e vie di fuga

Il numero delle scale e la loro ubicazione sono condizionati dalle normative di sicurezza antincendio. La lunghezza massima del percorso di esodo sul ballatoio verso una zona sicura (oppure una scala protetta o una scala a prova di fumo) deve rispettare le distanze limite previste dalle norme di Prevenzione Incendi (solitamente non superiori a 15–30 metri in vicolo cieco, a seconda della strategia di esodo adottata). Qualora il ballatoio superi determinate lunghezze, si rende necessaria l’introduzione di un secondo corpo scala d’emergenza in testata o in posizione intermedia.

Inserimento nel lotto ed esposizione eliotermica

Il rapporto tra l’edificio e il lotto di pertinenza definisce la qualità degli spazi esterni non edificati e guida la progettazione del verde, delle aree attrezzate, dei parcheggi e della viabilità pedonale. In base alla giacitura rispetto al lotto, l’edificio si può classificare in:

  • al centro del lotto con sviluppo parallelo al lato lungo;
  • al centro del lotto, ruotato orientato secondo l’asse eliotermico o per assecondare specifici vincoli ambientali;
  • al centro del lotto con sviluppo perpendicolare al lato lungo;
  • sul fronte strada allineato lungo il lato lungo dell’edificio;
  • sul fronte strada allineato lungo il lato corto, con lo sviluppo longitudinale perpendicolare al fronte stradale.

Nell’orientamento dell’edificio è fondamentale analizzare l’esposizione solare (asse eliotermico): il posizionamento ottimale prevede che i percorsi del ballatoio siano rivolti verso i quadranti meno elio-favorevoli (Nord o Nord-Est), riservando ai locali d’abitazione principali gli affacci verso Sud, Est o Ovest per massimizzare l’apporto termico e luminoso naturale.

Accessibilità e superamento delle barriere architettoniche

Nella progettazione contemporanea, il ballatoio rappresenta un eccellente elemento di distribuzione accessibile, a condizione che rispetti le prescrizioni normative sull’abbattimento delle barriere architettoniche (come il D.M. 236/89 in Italia).

Dimensionamento percorsi – sebbene la larghezza minima per il passaggio di due persone sia di 1,20 m, per garantire la manovrabilità e l’inversione di marcia di una sedia a rotelle (180°) è necessario prevedere larghezze utili di almeno 1,50 m, specialmente in corrispondenza degli accessi agli alloggi e degli sbarchi ascensore.

Progettazione degli ascensori – il nucleo ascensore deve servire direttamente il piano del ballatoio con sbarco a livello (senza dislivelli o gradini residui), offrendo uno spazio antistante libero da ostacoli di almeno 1,50 × 1,50 m.

Protezioni e parapetti –  i parapetti lungo il ballatoio devono avere un’altezza minima di 1,00 m (spesso elevata a 1,10 m nei piani alti), essere inattraversabili da una sfera di 10 cm di diametro e privi di appigli che ne consentano l’arrampicamento.

pianta-primo-piano

pianta primo piano

pianta-secondo-piano

pianta secondo piano

pianta-terzo-piano

pianta terzo piano

pianta-quarto-piano

pianta quarto piano

Caratteristiche dell’alloggio (o cellula)

L’alloggio (o cellula) è delimitato generalmente da 4 lati, a due a due paralleli. A seconda che si tratti di un alloggio interno o di un alloggio di testata possiamo trovarci di fronte alle seguenti situazioni:

  • alloggio interno – presenta 2 lati ciechi adiacenti alle cellule contigue, 1 lato aperto con affaccio libero sul paesaggio/corte e 1 lato prospiciente il ballatoio (con possibilità di affaccio limitate a causa dell’introspezione visiva);
  • alloggio di testata – presenta 1 solo lato cieco adiacente alla cellula contigua, 1 lato prospiciente il ballatoio, 1 lato aperto principale e un ulteriore lato libero esterno (la parete di testata), che offre il vantaggio di aperture supplementari per luce e ventilazione naturale.

Come avviene nelle case a schiera, l’alloggio tipo di riferimento è quello intermedio e non quello di testata. Anche i criteri di aggregazione tra le cellule riprendono quelli della tipologia a schiera, basandosi sull’accostamento e sul ribaltamento (o specchiatura) dei moduli per accoppiare i cavedi e le colonne degli scarichi.

In corrispondenza della facciata sul ballatoio vengono generalmente collocati i locali di servizio (cucina, bagni o disimpegni). Per tutelare la privacy ed evitare l’introspezione da parte dei passanti, le finestre di questi ambienti presentano una quota davanzale elevata (solitamente pari o superiore a 1,80 metri dal piano di calpestio) o adottano soluzioni con vetri satinati e schermature.

La superficie del singolo alloggio è estremamente variabile: all’interno dello stesso edificio è possibile integrare moduli abitativi omogenei oppure combinare tagli dimensionali differenti.

Dal punto di vista tipologico, le cellule si dividono in:

  • simplex – sviluppate su un unico livello;
  • duplex – articolate su due livelli interni collegati da una scala privata. In questo secondo caso, il ballatoio di distribuzione esterna è presente solo ogni due piani (in corrispondenza della zona giorno). Questo assetto garantisce al livello superiore (zona notte) un doppio affaccio completamente libero da percorsi comuni e privo di problemi di introspezione.
case-a-ballatoio-WoZoCo-Apartments-sezione

case a ballatoio – WoZoCo Apartments – sezione

Vantaggi e svantaggi della tipologia a ballatoio

La scelta della tipologia a ballatoio comporta precisi compromessi tra efficienza distributiva, comfort abitativo e aspetti socio-comportamentali. Di seguito un quadro sintetico dei principali punti di forza e delle criticità da gestire in fase di progetto.

Vantaggi

  • promozione della socialità e del vicinato – il ballatoio funziona come una vera e propria “strada in quota” (spazio di transizione tra pubblico e privato) che facilita l’incontro informale, il senso di sicurezza condivisa e la coesione comunitaria, rendendo questo modello ideale per interventi di co-housing e social housing;
  • ottimizzazione della ventilazione incrociata – la conformazione sottile del corpo di fabbrica (8–10 m) e il doppio affaccio opposto favoriscono il riscontro d’aria naturale, migliorando la qualità dell’aria e il comfort termo-igrometrico estivo all’interno degli alloggi;
  • efficienza economica e distributiva – l’impiego di un solo vano scala (e ascensore) per servire numerose unità abitative sullo stesso piano riduce i costi di costruzione, le spese di manutenzione e la superficie utile destinata ai collegamenti verticali interni;
  • flessibilità compositiva – la modularità della struttura facilita l’aggregazione di cellule di diverse metrature nello stesso edificio (da monolocali per studenti/anziani ad appartamenti per famiglie), adattandosi facilmente a esigenze abitative eterogenee.

Svantaggi e criticità

  • introspezione visiva e privacy ridotta – il passaggio costante dei residenti lungo il ballatoio limita la privacy dei locali che affacciano sul percorso comune. Questa criticità richiede accorgimenti specifici, come l’innalzamento delle quote dei davanzali (oltre 1,80 m), l’uso di vetri satinati o l’arretramento dell’involucro abitativo;
  • inquinamento acustico lungo i percorsi – il calpestio e il vocio sui camminamenti esterni possono arrecare disturbo agli alloggi adiacenti, specialmente nelle ore notturne. È quindi fondamentale prevedere giunti desolidarizzati e pavimentazioni con isolamento dai rumori d’impatto;
  • rischio di ponti termici lineari – l’aggancio strutturale dei ballatoi a sbalzo rispetto alla facciata rappresenta uno dei punti più critici per la dispersione del calore. Senza un idoneo taglio termico (tramite connettori strutturali isolati o isolamento a cappotto continuo), si rischiano condensazioni superficiali e muffe all’interno degli appartamenti;
  • esposizione agli agenti atmosferici – trattandosi di percorsi all’aperto, i ballatoi sono soggetti a pioggia, neve e gelo, richiedendo un’accurata progettazione delle pendenze, dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche e della manutenzione delle superfici antiscivolo.

Esempi celebri: WoZoCo’s Apartments ad Amsterdam (MVRDV)

Tra le interpretazioni contemporanee più iconiche e geniali della casa a ballatoio figura il complesso residenziale WoZoCo’s Apartments, progettato dallo studio olandese MVRDV e realizzato tra il 1994 e il 1997 nel quartiere Osdorp ad Amsterdam Ovest.

casa-di-ringhiera-WoZoCo-Apartments-prospetto-nord

casa di ringhiera – WoZoCo Apartments – prospetto nord

Il contesto urbano e il vincolo normativo

Verso la metà degli anni Novanta, la “Città Giardino” di Amsterdam Ovest (costruita originariamente tra gli anni ’50 e ’60) si trovò ad affrontare un massiccio incremento della densità abitativa. La principale sfida progettuale consisteva nel soddisfare il fabbisogno abitativo senza compromettere le ampie aree verdi pubbliche, da sempre elemento identitario e di maggior pregio del quartiere.

In questo quadro, la committenza affidò a MVRDV l’incarico di realizzare un blocco residenziale destinato ad accogliere 100 alloggi per anziani (over 55), con l’obiettivo di garantire la massima indipendenza agli utenti e la possibilità di riconvertire in futuro gli spazi per residenti più giovani.

L’idea distributiva iniziale prevedeva un classico edificio con tipologia a ballatoio per tutte le 100 unità. Tuttavia, il piano regolatore vigente (General Extension Plan – AUP di Cornelis Van Eesteren, risalente alla fine degli anni ’20) imponeva severi vincoli sull’altezza e sul distanziamento per garantire la corretta insolazione degli edifici circostanti. Applicando rigidamente le norme eliotermiche, nel corpo di fabbrica principale era possibile inserire solamente 87 appartamenti. Quindi come collocare le 13 unità abitative rimanenti senza occupare altro suolo verde e senza oscurare i fabbricati adiacenti?

Scartata l’ipotesi di realizzare un secondo blocco indipendente (che avrebbe eroso il parco) e impossibilitati nell’ampliamento della profondità del corpo di fabbrica (vincolata dal modulo generatore di 7,20 m per l’orientamento Nord-Sud), lo studio MVRDV adottò una soluzione strutturale estrema: appendere le 13 unità direttamente sulla facciata Nord.

I 13 appartamenti mancanti sono stati letteralmente sospesi come grandi parallelepipedi a sbalzo lungo la parete dove si sviluppano i ballatoi. I volumi aggettanti, orientati Est-Ovest con vista sul polder circostante, sono sostenuti da un complesso sistema di travi reticolari in acciaio integrate nei muri portanti dell’edificio.

case-a-ballatoio-WoZoCo-Apartments-assonometria-anteriore

case a ballatoio – WoZoCo’s Apartments – assonometria anteriore

case-a-ballatoio-WoZoCo-Apartments-assonometria-posteriore

case a ballatoio – WoZoCo’s Apartments – assonometria posteriore

Integrazione acustica e strutturale

Per ragioni di isolamento acustico tra le unità, i setti murari divisori erano stati preventivamente dimensionati con uno spessore maggiorato di 8 cm rispetto alle strette necessità carico-resistenti. MVRDV ha sfruttato sapientemente questo spessore extra per annegare i nodi di ancoraggio delle travi in aggetto, evitando così di incrementare il peso complessivo della struttura portante. Le travi sono state poi opportunamente rivestite per rispondere alle prescrizioni di isolamento termico e protezione antincendio.

Qualità architettonica e identità di facciata

Oltre all’ingegnosa trovata ingegneristica, l’intervento di MVRDV riscatta la rigida monotonia tipica degli “appartamenti-galleria” tradizionali attraverso accorgimenti compositivi dinamici:

  • varietà prospettica – ogni ballatoio offre scorci visuali differenti, spezzando la serialità dei percorsi interni ed esterni;
  • personalizzazione degli alloggi – la diversa posizione delle finestre, la variabilità dimensionale dei balconi e l’uso di materiali differenti conferiscono a ciascuna unità abitativa un’identità distinta;
  • tavolozza cromatica – le facciate sono vivacizzate dall’uso di parapetti in vetro colorato e da un ritmo asimmetrico delle bucature, trasformando un potenziale blocco grigio di periferia in un’opera briosa, iconica e riconosciuta a livello internazionale.
Vista frontale del quartiere WoZoCo

Vista frontale del quartiere WoZoCo – immagine realizzata con Edificius e ottimizzata con usBIM.codesign AI

Edificius

Architettura, interior design, outdoor design, rendering, impianti... Scopri Il software 3D/BIM per la progettazione edilizia integrata

PROVALO GRATIS

Esempi celebri: Residenza a Ripa di Pineta

Il progetto della Residenza a Ripa di Pineta rappresenta un chiaro esempio didattico e professionale di come la tipologia a ballatoio possa integrarsi perfettamente in un contesto naturale e residenziale a densità medio-bassa, coniugando essenzialità distributiva e qualità abitativa.

Residenza Ripa di Pineta-prospetto 1

Prospetto dell’edificio a ballatoio Ripa di Pineta

Organizzazione volumetrica e flessibilità distributiva

L’intervento si sviluppa su più livelli fuori terra, proponendo un corpo di fabbrica lineare e compatto in cui il percorso del ballatoio distribuisce uniformemente le singole cellule abitative.

L’edificio sfrutta la modularità tipica della casa di ringhiera per offrire un mix tipologico: all’interno dello stesso inviluppo convivono infatti tagli immobiliari differenti (da bilocali più contenuti a moduli più ampi per famiglie), a dimostrazione della versatilità della pianta.

  • Sviluppo verticale – la sequenza dei piani evidenzia una sovrapposizione ordinata delle cellule, in cui i setti portanti e i cavedi tecnici si allineano in senso verticale per ottimizzare la struttura e le reti impiantistiche;
  • I collegamenti verticali – il corpo scala è posizionato strategicamente per servire in modo baricentrico il percorso orizzontale, riducendo al minimo le distanze di camminamento per raggiungere gli accessi dei singoli alloggi.

Gestione degli affacci e della privacy

Nel progetto di Ripa di Pineta, la gestione del rapporto tra la sosta interna e il passaggio esterno riprende i principi fondamentali della tipologia a ballatoio:

  • facciata a Nord/Ballatoio – sulla parete prospiciente il camminamento comune si aprono principalmente i locali di servizio (bagni, angoli cottura o disimpegni). Le aperture sono dimensionate e posizionate ad altezze tali da proteggere la sfera privata dall’introspezione visiva dei residenti in transito;
  • facciata opposta – sull’affaccio libero, privo di camminamenti, si concentrano invece i locali nobili dell’abitazione (soggiorno e camere da letto), dotati di ampie superfici vetrate e balconi privati per catturare l’illuminazione naturale e garantire la massima permeabilità verso il paesaggio circostante.

Clicca qui per conoscere Edificius, il software di progettazione edilizia

Altri esempi celebri e progetti storici di case a ballatoio

Per comprendere appieno la flessibilità e l’evoluzione della casa a ballatoio, è utile analizzare una selezione di interventi realizzati nell’ultimo secolo. Attraverso questi casi studio (che spaziano dal social housing contemporaneo alla ricostruzione post-sismica, fino ai quartieri storici e d’avanguardia del Novecento) emerge come la distribuzione a ballatoio sappia adattarsi a contesti, scale e requisiti funzionali molto differenti.

Complesso residenziale post-terremoto a L’Aquila

Sviluppato all’interno dei piani di recupero successivi al sisma che ha colpito l’Abruzzo nel 2009, questo intervento da ventotto unità abitative rinnova la classica distribuzione a ballatoio mediante l’integrazione di principi compositivi mutuati dalla tradizione abitativa giapponese.

Organizzazione degli spazi e flessibilità d’uso

I camminamenti di distribuzione esterni fungono da veri e propri assi di collegamento tra le diverse cavità dell’impianto urbano, alternando scorci in ombra e zone illuminate. I tre percorsi principali instaurano un dialogo dinamico con l’ambiente circostante, indirizzando la vista verso le aree verdi, il panorama cittadino o i cortili interni.

All’interno delle abitazioni, la ripartizione degli ambienti è affidata a pareti opache a scorrimento (ispirate ai fusuma) e a elementi divisori e contenitori di tipo pivotante. Questa modularità permette di riorganizzare gli spazi in funzione delle diverse fasi della vita familiare o dei ritmi della giornata:

  • fruizione diurna e notturna – le stanze da letto possono convertirsi in zone giorno durante le ore diurne immagazzinando i materassi (futon);
  • evoluzione temporale – gli ambienti si adattano facilmente alle mutate esigenze del nucleo familiare (come la nascita di figli o il cambio di necessità degli anziani).

Inquadramento strutturale e materico

  • sistema portante – l’ossatura primaria è costituita da setti murari in calcestruzzo armato, affiancati da una maglia secondaria di pilastri posizionati in corrispondenza del centro dei moduli principali;
  • trattamento delle facciate – il prospetto orientale impiega grigliati di chiusura in alluminio, mentre i versanti a nord e ovest mantengono a vista la matericità delle strutture portanti.

Edifici residenziali in Rue Des Suisses a Parigi – Herzog & De Meuron (1996 – 2000)

Inserito nel tessuto urbano parigino, il complesso progettato dallo studio Herzog & de Meuron si compone di tre edifici distinti: due posizionati in continuità con i fronti stradali di Rue des Suisses e Rue Jonquoy, e un terzo ubicato all’interno della corte. Quest’ultimo si configura come una spina orizzontale di tre piani fuori terra in cui la distribuzione degli alloggi avviene tramite un ballatoio continuo.

I blocchi affacciati sulla strada presentano una spiccata verticalità e sono dotati di una “pelle” protettiva e austera in lamiere metalliche microforate, costituita da imposte pieghevoli regolabili dagli utenti per variare il grado di apertura e illuminazione. Addentrandosi nella corte, il linguaggio formale si ingentilisce: la spina interna a ballatoio mostra un fronte modellato e sinuoso in legno, dall’aspetto più caldo e morbido.

  • tipologie abitative – combinazione di appartamenti di diverse metrature (con affacci su strada o verso la corte) e piccole case unifamiliari disposte nella corte che suddividono lo spazio aperto in aree private e giardini al piano terra;
  • integrazione paesaggistica – presenza diffusa di componenti vegetali disposte su supporti laterali esterni, in copertura e all’interno della corte.

Social housing a Terrassa – Studio TAC Arquitectes (2013)

Il complesso residenziale pubblico realizzato a Terrassa, in Catalogna, rappresenta una testimonianza recente di come il modello a ballatoio possa rispondere efficacemente alle esigenze del social housing contemporaneo. L’intervento punta sull’efficienza distributiva e sulla chiarezza costruttiva per offrire alloggi di qualità a costi contenuti.

L’edificio fa dell’essenzialità e del rigore compositivo i suoi punti di forza, sfruttando la distribuzione esterna come elemento di mediazione tra gli appartamenti e lo spazio urbano circostante.

Borgata del Trullo a Roma – Nicolini e Nicolosi (anni ’40)

Realizzato dall’IFACP agli inizi degli anni ’40 nello stretto fondovalle della Borgata del Trullo, questo intervento rappresenta un modello storico di edilizia popolare basato su una rigorosa essenzialità geometrica e tipologica. Il nucleo si compone di fabbricati a due o tre piani disposti “a pettine” rispetto all’andamento planimetrico principale, unificati da un orientamento costante studiato per ottimizzare l’esposizione solare delle abitazioni.

I fabbricati si basano sull’aggregazione seriale di due tipologie edilizie principali per un totale di 336 alloggi distribuiti in tre lotti principali tra via del Trullo e viale Ventimiglia:

  • primo tipo – quattro alloggi per piano serviti da un ballatoio con un’unica scala disposta in testata. Ogni unità comprende tre camere, cucina e bagno;
  • secondo tipo – tre alloggi per piano (due con due camere, cucina e bagno; uno con due camere, cucinotto e bagno);
  • tecnologia costruttiva – fondazioni e zoccolatura in muratura di tufo e strutture portanti realizzate in conglomerato di pomice, con facciate ad intonaco tinteggiato.

Quartiere Harar a Milano – Figini, Pollini e Ponti (1955)

Progettato nel 1955 nell’area nord-ovest di Milano come quartiere autosufficiente per 5.500 abitanti, l’insediamento Harar si fonda sul contrasto armonico tra edifici lineari multipiano e case basse unifamiliari raggruppate in insulae. La disposizione “a turbina” delle nove “lame” multipiano delimita un’ampia area a verde pubblico al centro del quartiere.

L’elemento cardine dell’intervento è il cosiddetto “grattacielo orizzontale”, un edificio a ballatoio lungo 150 metri e sollevato da terra di 2,30 metri su un porticato aperto. L’edificio si sviluppa su sei piani totali, formati dalla sovrapposizione di tre serie di alloggi in tipologia duplex.

Organizzazione della cellula: L’ingresso dal ballatoio immette in uno spazio a doppia altezza illuminato a nord da una grande vetrata a quota 3,20 m. Il soggiorno si sviluppa sotto il volume delle camere fino a raggiungere la cucina, la quale si affaccia sulla loggia posta sul lato opposto.

Materiali e finiture: Muri portanti in mattoni a vista, tamponamenti rifiniti in intonaco bianco, infissi e persiane in legno.

Download modello 3D BIM

Scarica il modello 3D BIM (file .edf) ispirato al progetto di casa di ringhiera a Ripa di Pineta

Scarica il modello 3D BIM (file .edf) ispirato al progetto di case a ballatoio a WoZoCo

FAQ case a ballatoio

Qual è l’origine storica della casa a ballatoio o di ringhiera?

La casa a ballatoio nasce nell’Ottocento durante la seconda Rivoluzione Industriale per rispondere alla necessità di massimizzare la densità abitativa nelle grandi città (come Milano e Torino). L’obiettivo era ridurre i costi di costruzione sostituendo i molteplici vani scala interni con un unico blocco scale collegato a percorsi orizzontali esterni.

Quali sono le dimensioni principali e le caratteristiche costruttive dell’edificio a ballatoio?

Ha uno sviluppo prevalentemente orizzontale con altezza e lunghezza teoricamente illimitate. Lo spessore del corpo di fabbrica è compreso tra gli 8 e i 10 metri, ideale per garantire illuminazione naturale e ventilazione incrociata. Sia le scale che i ballatoi devono avere un’ampiezza utile minima di 1,20 metri per consentire il passaggio contemporaneo di due persone.

Come deve essere orientato un edificio a ballatoio rispetto all’asse eliotermico?

L’orientamento ottimale prevede che i percorsi del ballatoio siano rivolti verso i quadranti meno elio-favorevoli (Nord o Nord-Est), riservando ai locali principali dell’abitazione gli affacci verso Sud, Est o Ovest per massimizzare l’apporto termico e luminoso naturale.

Quali requisiti di accessibilità e antincendio deve rispettare la casa a ballatoio?

Per l’accessibilità (D.M. 236/89) occorrono percorsi larghi almeno 1,50 m negli snodi per la manovra delle sedie a rotelle, ascensori con sbarco a livello e parapetti alti almeno 1,00 m (o 1,10 m). Per la sicurezza antincendio, la lunghezza del percorso di esodo sul ballatoio verso una zona sicura o scala protetta è generalmente limitata a 15–30 metri in vicolo cieco.

Che differenza c’è tra alloggio intermedio e alloggio di testata?

L’alloggio intermedio ha 2 lati ciechi adiacenti agli altri appartamenti, 1 lato con affaccio libero e 1 lato sul ballatoio. L’alloggio di testata possiede invece 1 solo lato cieco, 1 lato sul ballatoio, 1 lato aperto principale e un ulteriore lato libero esterno (la parete di testata) che permette finestre e illuminazione supplementari.

Qual è la differenza tra cellule abitative Simplex e Duplex?

Le cellule Simplex si sviluppano su un unico livello. Le cellule Duplex si articolano su due piani collegati da una scala interna; in questo caso il ballatoio esterno è presente solo ogni due piani, garantendo al piano superiore un doppio affaccio libero e totale privacy.

Come si tutela la privacy dagli sguardi esterni lungo il ballatoio?

Lungo il lato del ballatoio si posizionano solitamente i locali di servizio (bagni, cucine, disimpegni), utilizzando finestre con quota davanzale elevata (pari o superiore a 1,80 metri dal piano di calpestio), vetri satinati o schermature.

Quali sono i principali vantaggi e svantaggi della tipologia a ballatoio?

Tra i vantaggi figurano la promozione della socialità, la ventilazione incrociata, il risparmio economico sui vani scala e la flessibilità compositiva. Gli svantaggi principali riguardano la ridotta privacy visiva, i rumori di calpestio lungo i percorsi, il rischio di ponti termici negli sbalzi e l’esposizione dei camminamenti agli agenti atmosferici.

Perché il progetto WoZoCo ad Amsterdam degli MVRDV presenta 13 appartamenti a sbalzo?”,

I vincoli del piano regolatore (AUP) e le norme sul distanziamento eliotermico permettevano di inserire solo 87 dei 100 appartamenti richiesti nel corpo principale. Per non consumare ulteriore suolo verde nel parco, MVRDV ha sospeso le 13 unità rimanenti direttamente sulla facciata Nord come grandi volumi a sbalzo sorretti da travi reticolari in acciaio.

Come vengono gestiti gli affacci nel progetto della Residenza a Ripa di Pineta?

Sulla facciata Nord/Ballatoio si aprono i locali di servizio con finestre ad altezze tali da evitare l’introspezione. Sull’affaccio opposto si concentrano i locali nobili (soggiorno e camere), dotati di ampie vetrate e balconi privati per massimizzare la luce naturale e la vista sul paesaggio.

Edificius

Architettura, interior design, outdoor design, rendering, impianti... Scopri Il software 3D/BIM per la progettazione edilizia integrata

PROVALO GRATIS
logo BibLus
Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/case-a-ballatoio-progetti/
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
Stampa l'articolo in PDF

Potrebbero interessarti

Carbon fiber in construction

Fibre di carbonio in edilizia

Realtà virtuale nelle costruzioni

La realtà virtuale nelle costruzioni

Il LOD e il LOIN nel BIM

LOD e LOIN nel BIM: cosa sono e a cosa servono

Cosa è l'architettura del paesaggio

Cos’è l’architettura del paesaggio?

E-Permit BIM: cos’è, come funziona e come digitalizza i permessi edilizi

STRUCTURAL-E-Permit__

Structural E-Permit: il BIM al servizio del processo amministrativo

La redazione di BibLus non fornisce risposte a chiarimenti su casi specifici né offre consulenza di carattere tecnico o legale sugli argomenti trattati negli articoli.
0 commenti
Usa questo modulo per esprimere la tua opinione sull’argomento trattato e proporre elementi di dibattito e confronto. I commenti sono soggetti ad approvazione.

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi privatamente alla redazione per segnalare eventuali omissioni o carenze, proporre integrazioni o aggiornamenti, segnalare argomenti non trattati.

    Condividi questo articolo
    • Condividi su Facebook
    • Condividi su X
    • Condividi su WhatsApp
    • Condividi su LinkedIn
    • Condividi attraverso Mail
    Stampa l'articolo in PDF
    Aggiungi BibLus su Google

    Articoli correlati

    logo biblus Il blog per l'edilizia più seguito e apprezzato
    dai tecnici italiani. Notizie, approfondimenti e
    due newsletter settimanali.
    Mission | Redazione | Termini d'uso, proprietà intellettuale e responsabilità Iscriviti alla Newsletter
    Seguici su
    • Facebook Icon Facebook Icon
    • Twitter Icon Twitter Icon
    • YouTube Icon YouTube Icon
    • Linkedin Icon Linkedin Icon
    • Instagram Icon Instagram Icon
    • Pinterest Icon Pinterest Icon
    Notizie
    • Acustica
    • Bonus edilizi
    • Calcolo strutturale
    • Certificazione energetica
    • Computo, Contabilità, Capitolati, Direzione Lavori
    • Impiantistica e Antincendio
    • Lavori pubblici
    • Opere edili
    • Professioni tecniche
    • Rinnovabili ed edilizia sostenibile
    • Sicurezza
    • Titoli edilizi
    • News, varie e brevi
    BIM Topic
    • ACDat e piattaforme collaborative
    • BIM e progettazione
    • BIM e cantiere
    • BIM nelle costruzioni
    • BIM e Facility Management
    • BIM e GIS
    • BIM e infrastrutture
    • BIM e MEP
    • Digital Twin
    • HBIM
    • IFC-openBIM®
    • BIM e formazione
    • BIM e norme tecniche
    • BIM project examples
    Scorrere verso l’alto

    ACCA software S.p.A. - Contrada Rosole 13 - 83043 BAGNOLI IRPINO (AV) - Italy - tel: 0827/69504
    email: info@acca.it - PEC: acca@pec.it e ufficiogare.acca@pec.it
    Società a socio unico - Reg.Imp. (AV) - P.IVA e C.F. 01883740647 - Cap. Soc. € 3.600.000 i.v.
    Copyright © 2024 - ACCA software S.p.A. - Tutti i diritti riservati - v. 9.1.1.377
    Privacy Cookie Policy