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Casa passiva

Casa passiva: cos’è, come funziona e 7 principi base

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

La casa passiva è un edificio sostenibile, ad impatto zero e ad alta efficienza energetica. Scopri cos’è, come funziona ed i suoi vantaggi

Tutti gli interventi di nuova costruzione o sul patrimonio edilizio esistente sono mossi da una ricerca costante del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale: ottimizzare i consumi energetici di una costruzione consente di ridurre il suo impatto sull’ambiente circostante e garantire un ambiente più sano per le generazioni future.

Tra le azioni progettuali mosse dalla sensibilità ambientale ritroviamo la casa passiva, tipologia edilizia molto comune in Europa ed in diffusione anche in Italia.

Ne hai mai sentito parlare?

Sai in cosa consiste? Scopri in questo articolo cos’è e come funziona.

Cos’è una casa passiva?

Una casa passiva, conosciuta anche come “Passive House” o “Passivhaus”, è un edificio tecnologicamente avanzato, a basso consumo energetico ed ad alta efficienza.

Esso ha la capacità di garantire un comfort termico adeguato senza ricorrere ai tradizionali impianti di riscaldamento o raffreddamento e con apporti energetici esterni bassi o addirittura nulli.

Con un involucro costituito da materiali isolanti non necessita quindi di caldaie o pompe di calore ma sfrutta il riscaldamento passivo, che è ottenuto dall’irraggiamento solare trasmesso dalle finestre, dagli elettrodomestici usati all’interno dell’abitazione o dalle persone che vi vivono.

Casa passiva ad alta efficienza energetica

Casa passiva ad alta efficienza energetica

Come funziona una casa passiva?

Una passive house funziona grazie alla combinazione di più elementi:

  • l’isolamento termico, che garantisce il mantenimento all’interno dell’abitazione di una temperatura costante ed omogena, con conseguente miglioramento del comfort abitativo e della salubrità degli spazi, riducendo il rischio di formazione di umidità e muffe;
  • l’utilizzo di infissi termici, che hanno un duplice importante compito: da un lato contribuiscono ad aumentare l’isolamento dell’edificio passivo, riducendo la dispersione del calore, dall’altro sono fondamentali ad assorbire il calore ed a trasmetterlo all’interno e ad aumentare quindi la sensazione di caldo nella stagione fredda;
  • il calore corporeo delle persone che abitano la casa o quello sviluppato dagli elettrodomestici.

A questi si aggiungono poi la ventilazione controllata e l’utilizzo di energie rinnovabili.

Con la ventilazione controllata viene estratta l’aria esausta all’interno dell’edificio e ne viene introdotta altra ricca di ossigeno, proveniente dall’esterno. In questo modo è garantito un ricambio continuo di aria, senza perdita di calore o fresco, con il benessere degli abitanti totale grazie al raggiungimento di una qualità ottimale dell’aria.

Gli impianti a fonte rinnovabile utilizzano invece le energie provenienti dal sole, dalla terra, dal vento o dall’acqua. In una casa passiva si potrà captare energia solare tramite i pannelli solari termici e i pannelli fotovoltaici e trasformarla in energia termica oppure recuperare energia geotermica tramite pompe di calore oppure realizzare pareti o tetti verdi per l’isolamento termico.

Come è nata l’idea di casa passiva?

L’idea di casa passiva nasce alla fine del 1980, nello specifico nel 1988 in Germania con il Protocollo Passivhaus, grazie alla collaborazione tra due professori universitari, il fisico tedesco Wolfgang Feist e il ricercatore svedese Bo Adamson.

Ciò che li accomunava era una passione verso l’architettura sostenibile e questa passione li portò a lavorare su un progetto ambizioso: creare la cosiddetta “Passive House” o “Passivhaus”, un edificio innovativo tecnologicamente avanzato e a basso consumo energetico per il quale non era necessario l’ausilio dei sistemi di riscaldamento.

Il loro progetto non rimase incompiuto, infatti dalla loro idea nel 1991 si diede vita ad un complesso di 4 villette a schiera a Darmstadt ad alto risparmio energetico rispetto agli edifici dell’epoca.

Successivamente, nel 1996 nacque proprio il Passivhaus Institut a Darmstadt, in cui continuarono gli studi e la diffusione degli standard costruttivi delle case passive.

Da quel momento questa nuova ondata di sostenibilità si diffuse sempre più, il fenomeno della casa passiva si diffuse a macchia d’olio dal Nord Europa al resto del continente.

Vantaggi di una casa passiva

Vivere in una casa passiva comporta importanti vantaggi, vediamo i principali:

  1. struttura di qualità: la casa passiva costruita secondo regole progettuali ferree risulta essere molto più solida e duratura rispetto alle case tradizionali, mantenendo prestazioni ottimali per molto tempo e riducendo la necessità di interventi di manutenzione;
  2. progettazione e realizzazione secondo standard: dovendo garantire un certo livello di qualità sia la fase di progettazione che quella di esecuzione sono controllate nei minimi particolari, ponendo cura nella scelta dei giusti materiali e nella posa ottimale;
  3. diminuzione dell’impatto ambientale: l’efficienza energetica di una passive house ne riduce l’impatto ambientale, molto alto invece per tutte le altre abitazioni non efficientate;
  4. elevato comfort termico: la temperatura all’interno della casa è sempre piacevole, calda d’inverno e fresca d’estate grazie alla coibentazione termica delle pareti esterne e l’inserimento di infissi termici. L’isolamento elimina inoltre la formazione di ponti termici, di conseguenza sarà eliminata la presenza di umidità e muffe;
  5. aria filtrata e pulita: l’inserimento della ventilazione meccanica permette infatti di filtrare l’aria in ingresso dall’inquinamento esterno e di assorbire, contemporaneamente, quella interna satura.

Il costo di realizzazione di una Passive House sarà maggiore rispetto ad un’abitazione tradizionale e varia in genere in funzione del materiale in cui verrà realizzata. Questo modello risulta però essere vantaggioso a lungo termine: essendo infatti un edificio NZEB ossia ad impatto zero ed ad altissima efficienza energetica, permette di abbattere i consumi di energia fino al 90% rispetto ad un edificio tradizionale e garantisce un ritorno dell’investimento nel giro di qualche anno grazie al risparmio in bolletta.

Come si può ben intuire, la casa passiva quindi è sinonimo di qualità, perché viene realizzata secondo regole e standard precisi. Per raggiungere tali standard di qualità è necessaria anche un’accelerazione nell’implementazione di nuove tecnologie nei processi costruttivi. La progettazione di case passive mediante digital twin può essere un’importante risorsa per tutti i professionisti. Il digital twin offre una visione completa e dettagliata delle prestazioni degli edifici, quindi il futuro della progettazione di case passive efficienti e altamente confortevoli risiede senza dubbio nell’utilizzo di questa tecnologia.

7 principi per progettare e realizzare una casa passiva

Per progettare e realizzare una casa passiva, è importante seguire 7 principi basilari:

  1. l’orientamento, per sfruttare al massimo l’irraggiamento solare è importante organizzare al meglio la disposizione degli infissi esterni. Orientare il prospetto principale a sud ad esempio consente di assorbire più radiazione solare ed ottenere un riscaldamento maggiore e gratuito nei periodi invernali;
  2. il rapporto di forma, definito come il rapporto tra la superficie disperdente dell’edificio (pareti esterne, coperture, solai contro terra) ed il volume riscaldato, misura la compattezza di un edificio. Tale rapporto influenza le prestazioni energetiche dell’edificio infatti a bassi valori del rapporto di forma corrisponde un edificio compatto con, proporzionalmente, minori superfici disperdenti verso l’esterno, mentre ad alti valori corrispondono edifici che presentano forme più movimentate e, quindi, più disperdenti con maggiore penetrazione e comunicazione con l’ambiente esterno;
  3. l’utilizzo dell’isolamento termico, realizzato con uno strato di materiale isolante disposto sulle pareti esterne dell’edificio, garantisce minori dispersioni verso l’esterno ed una temperatura piacevole all’interno dell’ambiente in tutte le stagioni;
  4. l’utilizzo di serramenti termici, che realizzati con triplo vetro limitano al massimo la dispersione del calore. Si predilige inoltre la realizzazione di serramenti ampi, per sfruttare al massimo il calore solare;
  5. l’assenza di ponti termici, nella realizzazione dello strato di isolamento termico è bene fare attenzione a non creare punti di discontinuità, posandolo in maniera continua. Tali punti si creano quando si verifica un cambiamento nella resistenza al passaggio del calore e sono causa della formazione di umidità e muffa;
  6. l’utilizzo di sistemi di ventilazione, le macchine VMC sono in grado di fornire in maniera costante aria pulita, priva di polveri e smog, eliminando umidità ed aria satura;
  7. l’attenzione verso la tenuta all’aria, per garantire il massimo comfort termico è opportuno infatti evitare la formazione di infiltrazioni d’aria, che generano di conseguenza condense interstiziali, causa di danni alle strutture dell’edificio.
7 principi della progettazione di case passive

7 principi della progettazione di case passive

Per seguire in maniera minuziosa questi 7 principi ti consiglio di progettare la casa passiva con l’ausilio di un software per la certificazione energetica: modellare la casa tenendo conto di tutti questi fattori, che ne influenzano il comportamento termico, ti verrà più semplice se ti affidi un software che è in grado di sviluppare una progettazione guidata del sistema edificio-impianto.

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termus
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