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Cappotto termico interno

Cappotto termico interno: ecco tutti i pro e i contro

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Il cappotto termico interno prevede l’inserimento di uno strato di materiale isolante sulle parti interne del fabbricato. Tipologie e vantaggi

Negli ultimi anni, l’attenzione verso l’efficienza energetica degli edifici è cresciuta in modo significativo, spingendo professionisti edili come appaltatori, architetti e ingegneri a cercare soluzioni innovative per migliorare l’isolamento termico degli edifici.

Al giorno d’oggi, quando si sente parlare di isolamento termico e nella fattispecie di cappotto termico, si pensa subito a quello esterno, metodo sicuramente efficace, soprattutto quando fatto in continuità per coprire tutte le superfici disperdenti.

Ma quando per vincoli urbanistici, condominiali o tecnici non si può, come fare ad isolare un appartamento o un fabbricato?

In questi casi, il cappotto termico interno rappresenta una soluzione efficace e conveniente per ridurre le dispersioni di calore e migliorare il comfort abitativo.

Con questo articolo capiremo meglio di cosa si tratta e quali sono i vantaggi e le problematiche dovute al suo utilizzo.

Cos’è il cappotto termico interno?

Applicare un cappotto termico interno consiste nell’apporre uno strato di materiale isolante, di spessore variabile, sulle superfici verticali, orizzontali o oblique, interne di un fabbricato, con lo scopo di migliorarne il comportamento termico, andando a ridurre le dispersioni ed, attraverso un minor impiego degli impianti, abbattere i costi in bolletta.

In genere si opta per questa soluzione tecnica quando ci si trova in casi in cui:

  • non è possibile intervenire sulle superfici esterne dell’edificio, predisponendo lì uno strato adeguato di isolamento termico. Ciò può essere dovuto alla presenza di vincoli architettonici e paesaggistici, per facciate di particolare pregio, vincoli urbanistici se ci si trova ad esempio in un centro storico o vincoli condominiali se non si trova un accordo con gli altri proprietari per effettuare la riqualificazione di tutti i piani dell’edificio;
  • il fabbricato oggetto d’intervento è adiacente ad altre costruzioni o presenta spazi esterni ridotti che non permettono lo sviluppo agevole di lavorazioni esterne e l’installazione di ponteggi;
  • le pareti esterne sono ventilate o presentano rivestimenti la cui eliminazione risulta difficoltosa.

Naturalmente la realizzazione del cappotto interno è una lavorazione molto delicata che deve essere realizzata con criterio, utilizzando tecniche e materiali opportuni, per mantenere condizioni ottimali di confort termico all’interno degli ambienti.

Tipologie di cappotto termico interno

Per quanto riguarda il cappotto termico interno, è possibile l’individuazione di tre tipologie:
1. a secco;
2. a pannelli;
3. in schiuma.

1. Isolamento interno a secco

L’isolamento interno a secco viene realizzato mediante l’accostamento di una parete a secco direttamente sulla superficie interna. Una delle soluzioni più comunemente adottate vede la realizzazione di strutture intelaiate in metallo (con profili tipici ad U ed a C) tra le quali intercapedini è possibile inserire qualsivoglia tipologia di isolante.

La contro parete così realizzata viene, generalmente, completata con uno strato impermeabile e poi con pannelli in cartongesso che rifiniscono e levigano la struttura.

Questa tipologia di isolamento è poco consigliata per spazi interni stretti, perché lo spessore della struttura, che può arrivare a misurare anche oltre i 10cm, comporta una notevole diminuzione del volume utile dell’edificio.

2. Isolamento interno a pannelli

L’isolamento interno a pannelli prevede l’incollaggio di pannelli composti da materiali a bassa conduttività direttamente ai muri o ai solai da isolare, naturalmente dal lato interno. Spesso non è neanche necessario coprire questi pannelli con il cartongesso, perché possono essere direttamente tassellati e poi rifiniti con rete, rasante, intonaco e pittura.

Per realizzare l’isolamento in pannelli si prediligono in genere materiali rigidi.

3. Isolamento interno in schiuma

L’isolamento interno in schiuma viene, generalmente, realizzato quando ci si trova a trattare un immobile con muratura esterna a cassa vuota. In particolare, quando l’isolamento è insufflato all’interno delle pareti si parla di isolamento in intercapedine.

La parete a cassa vuota, comunemente detta anche “a cassetta” o “a cavedio”, è una struttura che presenta un’intercapedine d’aria tra la tamponatura esterna e quella interna. L’intercapedine d’aria non ventilata si comporta al pari di uno strato isolante e ha anche la duplice funzione di impedire il passaggio dell’umidità all’interno dell’edificio.

L’inserimento dell’isolamento in schiuma tramite insufflaggio spesso viene realizzato praticando dei fori nel muro, quindi risulta parzialmente invasivo. È opportuno tra l’altro assicurare l’inserimento completo della schiuma nell’intercapedine per garantire l’efficacia dell’isolamento.

Tipologie di cappotto termico interno

Tipologie di cappotto termico interno

Quali sono i materiali più utilizzati per il cappotto termico interno?

Per l’isolamento termico interno è possibile utilizzare una moltitudine di materiali isolanti, quelli naturali, quelli minerali o quelli sintetici. Di solito la scelta è influenzata dalla tipologia di intervento che viene effettuato:

  • se si procede con un isolamento a secco spesso viene utilizzata la lana di roccia o di vetro, che tiene lontana muffa ed umidità ed isola anche acusticamente;
  • se la scelta ricade nell’isolamento a pannelli, è ottimo l’utilizzo di pannelli in sughero, materiale naturale, sostenibile e rinnovabile che risulta essere un ottimo antimuffa ed anticondensa in quanto è altamente permeabile. Tra i materiali più utilizzati vi sono anche il polistirene e il poliuterano espanso;
  • se si esegue un isolamento in schiuma si utilizzano in genere materiali inizialmente liquidi come la resina poliuretanica, la resina ureica o formo-fenolica.

Pro e contro di un isolamento termico interno

L’inserimento del cappotto termico all’interno dell’abitazione presenta, ovviamente, vantaggi e svantaggi.

I principali vantaggi che possiamo citare sono:

  • la riduzione dei consumi energetici con conseguente risparmio economico in bolletta;
  • un miglior comfort abitativo grazie ad un’ottima coibentazione termica;
  • miglioramento della classe energetica dell’abitazione;
  • una rivalutazione dell’immobile sul mercato nel momento in cui passa da una classe energetica inferiore a una più alta.

È bene precisare che la posa in opera di un isolamento interno è di per sé un intervento semplice da realizzare, in quanto non richiede la richiesta di titoli abilitativi, l’avvio di procedure edilizie e l’attesa delle autorizzazioni, inoltre presenta costi complessivi notevolmente inferiori rispetto alla realizzazione di un cappotto esterno e presenta il vantaggio di poter essere realizzato su singoli ambienti di un fabbricato.

Il cappotto interno agisce tra l’altro anche sull’isolamento acustico, garantendo un maggiore comfort abitativo.

D’altro canto però l’isolamento termico interno è un intervento delicato, in linea di massima è meno performante del cappotto esterno e risulta una soluzione meno efficace nella gestione dei ponti termici, ovvero quei punti di discontinuità in cui si manifestano deviazioni del flusso termico, inoltre riduce lo spazio calpestabile e quindi abitativo interno.

È importante tenere anche conto del fatto che alcune tipologie di isolamento interno possono arrivare addirittura a favorire la formazione di condensa interstiziale tra lo strato isolante e la parete esistente: la posa di alcuni tipi di pannelli o l’inserimento del cappotto in ambienti molto umidi come i bagni porta, infatti, alla formazione di muffa.

Si intuisce quindi come la corretta progettazione dell’isolamento termico di un edificio sia una fase cruciale per garantire risultati ottimali in termini di efficienza energetica e comfort abitativo. Prima di procedere con l’installazione del cappotto termico interno è, dunque, fondamentale condurre un’analisi dettagliata del progetto edilizio.

Al fine di garantire un corretto isolamento interno è indispensabile analizzare attentamente la struttura dell’edificio per individuare la più corretta condizione di posa e il tipo di materiale da utilizzare che possa costituire la migliore soluzione progettuale. Risulta indispensabile tenere conto di una moltitudine di parametri, primo tra tutti la conducibilità termica del materiale isolante.

Per essere sicuri di sviluppare progettazioni energetiche efficienti e scegliere la soluzione ottimale per ciascuna costruzione sempre più tecnici decidono di farsi supportare dal software per il calcolo della trasmittanza e la verifica di condensa interstiziale che in modo veloce e gratuito ti permette di:

  • modellare la parete con materiali reali, assegnando elementi differenti alle stratigrafie che compongono l’involucro. Per approfondire, guarda il video su “Come creare una nuova stratigrafia“.
  • simulare il comportamento termico dell’involucro al variare della tipologia di isolamento e delle condizioni a contorno;
  • verificare il rischio della formazione di condensa interstiziale ed esportare il diagramma di Glaser, con l’andamento delle pressioni relative e delle pressioni di saturazione nei vari mesi dell’anno.

In questo modo la scelta della tipologia di isolamento è basata su analisi e studi consapevoli, su simulazioni affidabili e su progettazioni termiche ottimali che eviteranno problematiche future dei fabbricati.

 

TerMus-G

 

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