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Cappotto termico esterno

Cappotto termico esterno: ecco tutto ciò che devi sapere

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Il cappotto termico esterno è un intervento volto a migliorare il comfort abitativo. Scopri cos’è, come si realizza e quali sono i vantaggi che apporta

Il settore costruttivo continua a consumare molta energia e a produrre una grande quantità di CO2: il settore civile è infatti responsabile di circa il 36% delle emissioni di gas serra e del 40% dei consumi energetici.

L’UE, per cercare di trovare una soluzione al problema, ha indirizzato tutti i settori a procedure di riduzione dell’impatto ambientale e di promozione dello sviluppo sostenibile.

Nel settore edile, nello specifico, sono state sviluppate direttive e piani finanziari per promuovere misure di efficientamento energetico degli edifici esistenti e di nuova costruzione: basta pensare alle diverse detrazioni fiscali introdotte o ai limiti sempre più stringenti imposti.

Tra gli interventi che hanno maggiore impatto sul fabbisogno dell’edificio vi è sicuramente quello dell’isolamento termico esterno, capace di influenzare enormemente il comportamento termico della struttura.

E tu ne hai mai sentito parlare? Scopri in questo articolo tutti i dettagli.

Cos’è il cappotto termico esterno?

Il cappotto termico esterno, conosciuto anche come isolamento a cappotto, è un intervento per la coibentazione termica di una struttura e consiste nell’applicazione di una serie di pannelli isolanti sulle superfici esterne disperdenti che lo isolano sia in estate che in inverno.

Questo intervento migliora la prestazione energetica di qualsiasi edificio e ne fa aumentare il valore sul mercato immobiliare.

Gli strati isolanti limitano le dispersioni di calore, da ciò ne deriva la diminuzione del fabbisogno di riscaldamento invernale e di raffrescamento estivo e di conseguenza, un maggiore risparmio energetico.

I pannelli di isolamento termico inoltre:

  • sono un ottimo alleato contro i ponti termici, ovvero quei punti di discontinuità tecnica o di materiale, in cui si verificano maggiori dispersioni termiche;
  • contrastano l’umidità e la formazione di muffa;
  • aumentano l’isolamento acustico limitando la diffusione dei rumori esterni.

Quali sono i materiali usati per il cappotto termico esterno?

Il cappotto termico esterno può essere realizzato in genere in tre gruppi di materiali diversi, in funzione della conducibilità termica, della resistenza agli agenti atmosferici e della reazione al fuoco:

  • materiali sintetici;
  • materiali minerali;
  • materiali naturali.

Prima di analizzare nel dettaglio le caratteristiche di ciascun gruppo è bene sapere che qualsiasi sia il materiale utilizzato per la realizzazione dei pannelli, esso deve possedere la certificazione ETA (European Technical Assessment) fondamentale per poterne garantire la qualità e la conformità ai requisiti europei.

La certificazione ETA viene ottenuta a seguito di analisi e valutazione delle prestazioni tecniche del prodotto da parte dell’EOTA (European Organisation for Technical Assessment) ed è valido in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.

1. Materiali sintetici

I pannelli in materiale sintetico sono largamente utilizzati per isolare termicamente le strutture dal momento che sono facilmente reperibili ad un costo relativamente contenuto ed hanno una buona capacità termica.

Tra i più comuni vi sono:

  • l’EPS, polistirene espanso sinterizzato, che presenta conduttività termica ridotta ma è molto infiammabile, quindi deve essere trattato con un prodotto ignifugo;
  • il XPS, polistirene espanso estruso, impermeabile e con ottima resistenza alla compressione ed all’umidità;
  • il poliuretano, leggero e resistente agli agenti chimici risulta anch’esso infiammabile;

Questi materiali condividono anche il difetto di avere una bassa resistenza meccanica.

2. Materiali minerali

Gli isolanti minerali sono composti da materiali ricavati dalle rocce, biodegradabili e riciclabili. Questi sono molto utilizzati perché offrono un ottimo livello di isolamento, garantiscono alte prestazioni in presenza di umidità, sono traspiranti, resistenti alle muffe e durevoli.  Di contro, invece, sono più costosi e richiedono una maggiore attenzione nella posa poiché le sostanze contenute possono risultare nocive se a contatto con la pelle.

Tra i principali ricordiamo:

  • la lana di vetro, per anni molto utilizzato come sistema di isolamento;
  • la lana di roccia, anch’essa molto utilizzata, ma in combinazione con altri isolamenti;
  • la perlite espansa, che è molto traspirante;
  • l’argilla espansa, caratterizzata da una bassa conducibilità termica;
  • l’aerogel, è uno degli isolanti minerali migliori, in spessori ridotti ha capacità termiche elevate, ma è molto leggera e fragile.

3. Materiali naturali

I materiali naturali sono ottimi isolanti termici, sono duraturi e garantiscono un’ottima permeabilità al vapore, evitando fenomeni di condensa.

Esempi di materiali naturali sono:

  • il sughero, leggero, resistente ed ignifugo;
  • la fibra di legno, sotto forma di lastre o pannelli, trova origine dalla lavorazione degli scarti del legno;
  • la cellulosa, realizzata in genere dal cartone riciclato è molto compatta e resistente al fuoco;
  • la fibra di lino, è permeabile al vapore ma molto infiammabile;
  • la fibra di canapa, presenta ottime capacità di isolamento termico ed acustico.

Rispetto a soluzioni sintetiche risultano più costosi, ma l’utilizzo di questa categoria di isolanti non solo migliora il comfort abitativo ma, essendo ecosostenibile, non vanno ad impattare sull’ambiente e sono totalmente riciclabili o compostabili in fase di dismissione dell’opera costruita.

Come si realizza il cappotto termico esterno?

La buona realizzazione del cappotto, nonché la posa adeguata di tutti gli strati, è fondamentale per garantire la funzionalità e la sua durata nel tempo.

Per realizzare lo strato isolante in genere i pannelli vengono incollati sulla parete con opportune colle e successivamente fissati con tasselli. Di seguito lo strato sarà completato da rasature armate (doppio strato di malta con rete di rinforzo) e da finitura protettiva.

A partire dalla parete esistente di riferimento, i componenti tipo di una stratigrafia di cappotto infatti sono riassumibili in:

  • collante, funge da collegamento tra la struttura esistente ed il pannello, la cui composizione dipende dal tipo di supporto, anche se in genere sotto forma di pasta o miscela cementizia;
  • pannello isolante, di varia natura;
  • tasselli, che variano di tipologia, lunghezza e quantità e supportano la spinta orizzontale ed il peso del pannello;
  • primo strato di rasante, per la base;
  • rete di armatura, in fibra di vetro, serve ad assorbire le tensioni superficiali e le sollecitazioni e dunque migliorare la resistenza e la durabilità del sistema;
  • secondo strato di rasante, protezione della rete e dell’isolamento stesso;
  • finitura, strato di intonaco e pittura che proteggono il cappotto dagli agenti atmosferici.
Stratigrafia isolamento termico esterno

Stratigrafia isolamento termico esterno

Nella posa degli strati è bene utilizzare una serie di accorgimenti per rendere il prodotto finito a regola d’arte:

  1. verifica del supporto, prima di poter procedere alla stesura degli strati è opportuno verificare che la parete di base sia idonea, se è necessario è bene spicconare i rivestimenti esistenti e pulire da tutti i vari residui;
  2. inserire un profilo di partenza, che permette di sollevare il cappotto da terra ed evitarne il contatto con la superficie esterna, ovviando a problemi di infiltrazioni;
  3. sfalsare i pannelli di almeno 25/30 cm, si evita così la formazione di giunti tra le lastre;
  4. tassellare i pannelli 2-3 giorni dopo l’incollaggio degli stessi. I tasselli devono essere applicati secondo uno schema a T o a W, in numero adeguato a seconda del supporto;
  5. inserire rinforzi angolari in corrispondenza di spigoli ed aperture per proteggere da urti e colpi;
  6. riempire le eventuali fughe formatesi tra i pannelli con idoneo materiale isolante.

Quali sono i vantaggi del suo utilizzo?

Come già largamente anticipato, i principali vantaggi derivanti dall’utilizzo del cappotto termico esterno sono:

  • l’aumento della classe energetica dell’immobile oggetto d’intervento, che permette allo stesso di ottenere un valore di mercato maggiore;
  • il risparmio energetico, sia in termini di riscaldamento che in termini di raffrescamento;
  • la riduzione indiretta delle emissioni dei gas serra nell’atmosfera;
  • il taglio dei consumi in bolletta, conseguente alla maggiore efficienza energetica raggiunta;
  • la riduzione dell’umidità interna e delle infiltrazioni d’acqua;
  • l’acquisizione di un maggiore comfort abitativo all’interno della propria abitazione.

Come progettare correttamente il cappotto termico?

Per scegliere adeguatamente la tipologia di cappotto termico esterno, nonché le sue caratteristiche fisiche e lo spessore più idoneo, è necessario in primis conoscere la stratigrafia dell’involucro esterno che delimita l’edificio su cui stai lavorando.

A partire infatti dalla conoscenza del comportamento termico iniziale della struttura, definito in base alla trasmittanza termica U (misura la quantità di calore che attraversa una struttura di un edificio a causa della differenza di temperatura esistente tra l’interno e l’esterno), è possibile individuare lo strato di cappotto necessario a migliorarlo, permettendo di raggiungere il limite di trasmittanza previsto dal D.M. del 26 Giugno 2015, ovvero quello dei Requisiti Minimi.

Il decreto definisce infatti tutti i requisiti e le prescrizioni per gli interventi su edifici esistenti e per quelli su edifici di nuova costruzione, soffermandosi soprattutto sulle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e dei valori limiti di trasmittanza in funzione della zona climatica.

Consultare la normativa e applicare manualmente tali metodi in base al tuo progetto, non è di certo rapido e veloce, per fortuna però vengono in supporto vari software per il calcolo della trasmittanza termica, come Termus-G, che calcola gratuitamente la trasmittanza termica di pareti, solai ed infissi e TerMus-BIM che ti permette di modellare liberamente le strutture e verificare che queste rispettino i limiti previsti dalla legge. Fai la scelta giusta per non rischiare e affidati a strumenti completi e costantemente aggiornati sulle norme in vigore già utilizzati dalla maggioranza dei tecnici.

Stratigrafia cappotto esterno

Stratigrafia cappotto esterno | TerMus-BIM

Entrambi dispongono di un ricco archivio personalizzabile che, analizzando più tipologie di cappotto termico e vari spessori ti permette in pochi passi di ottenere la soluzione ottimale per il comfort termico della tua struttura, soddisfacendo al contempo le verifiche igrometriche e di trasmittanza secondo la normativa vigente.

Per comprendere meglio ti consiglio di dare un’occhiata al video esemplificativo su “Creare una stratigrafia” in cui vengono mostrati i passaggi da seguire per definire la stratigrafia di una muratura, isolata con uno strato di cappotto e la stampa della scheda riepilogativa con tutti i dati.

 

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