Cappotto termico: alla ripartizione delle spese partecipano anche i condomini dei locali interrati

?Stampa l'articolo o salvalo in formato PDF (selezionando la stampante PDF del tuo sistema operativo)
Stampa articolo PDF

La Cassazione chiarisce che le spese per l’isolamento a cappotto di un condominio devono essere ripartite fra tutti i condomini, anche tra i proprietari di box, cantine, magazzini

Con l’ordinanza n. 10371/2021 al Corte di Cassazione fornisce degli utilissimi chiarimenti sulle spese di ripartizione di interventi di isolamento termico tra i proprietari di un condominio.

Tali delucidazioni appaiono utili ed attualissime visto che il cappotto termico è il principale intervento trainante detraibile con il Superbonus 110%.

Per maggiori dettagli sul Superbonus consulta i nostri focus di approfondimento.

I fatti di causa

Alcuni condomini impugnano dinanzi al tribunale due deliberazioni assembleari del 2011/2012, con cui erano state ripartite fra i condomini le spese straordinarie sostenute per la coibentazione dell’immobile condominiale.

Essendo i ricorrenti i proprietari dei locali interrati (ad uso magazzino), e dato che l’intervento di coibentazione ha riguardato i piani alti dell’edificio, il motivo di ricorso si basa sulla presunta indebita pretesa del condominio di contribuzione a tali spese da parte di tali condomini, nonché alla restituzione di quanto già corrisposto a seguito di intimazione di decreto ingiuntivo.

Secondo i ricorrenti “i lavori eseguiti per la realizzazione del cappotto di coibentazione consistevano in innovazioni gravose e voluttuarie, le cui spese dovevano ripartirsi ai sensi dell’art. 1121 c.c.“, permettendo loro di evitare di partecipare alle spese.

Visto che il ricorso viene respinto sia in primo grado sia in Appello (e dato che i ricorrenti ritengono che i giudici avessero omesso di esaminare l’effettiva “godibilità in misura diversa della coibentazione“), la causa giunge in Cassazione.

La decisione della Cassazione

I giudici della Cassazione premettono che “i lavori di coibentazione permettono a lungo termine un risparmio energetico che ripaga ampiamente la eventuale gravosità della spesa iniziale, peraltro in parte fiscalmente detraibile”.

La Cassazione precisa, poi, che ai sensi dell’art. 1121 c.c.:

si intendono innovazioni voluttuarie, per le quali è consentito al singolo condomino di sottrarsi alla relativa spesa, quelle nuove opere che incidono sull’entità sostanziale o sulla destinazione della cosa comune che sono tuttavia prive di oggettiva utilità, mentre sono innovazioni gravose quelle caratterizzate da una notevole onerosità rispetto alle particolari condizioni e all’importanza dell’edificio.

I Giudici proseguendo chiariscono che “la realizzazione di un cappotto termico sulle superfici esterne dell’edificio condominiale, in quanto volta a migliorare l’efficienza energetica dello stesso, non dà luogo ad opera che possa ritenersi suscettibile di utilizzazione separata, agli effetti dell’art. 1121, comma 1, c.c. né una volta eseguita, configura una cosa che è destinata a servire i condomini in misura diversa, oppure solo una parte dell’intero fabbricato, sicché le relative spese possano intendersi da ripartire in proporzione dell’uso o da porre a carico del solo gruppo dei condomini che ne trae utilità”.

In conclusione le opere, gli impianti o manufatti che, come il “cappotto” sovrapposto sui muri esterni dell’edificio, sono finalizzati alla coibentazione del fabbricato in funzione di protezione dagli agenti termici, vanno ricompresi tra quelli destinati al vantaggio comune e goduti dall’intera collettività condominiale (art. 1117, n. 3, c.c.), inclusi i proprietari dei locali terranei.

La Cassazione respinge, quindi, il ricorso.

 

Clicca qui per scaricare l’ordinanza della Cassazione

 

usBIM.superbonus

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *