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Calcestruzzo armato: dal Consiglio di Stato chiarimenti su competenze di geometri, ingegneri ed architetti

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Rientra nelle competenze dei geometri firmare progetti di opere che prevedono strutture in calcestruzzo armato, a condizione che il calcolo e la direzione lavori di queste ultime siano affidati ad un ingegnere o ad un architetto abilitati.

Rientra nelle competenze dei geometri firmare progetti di opere che prevedono strutture in calcestruzzo armato, a condizione che il calcolo e la direzione lavori di queste ultime siano affidati ad un ingegnere o ad un architetto abilitati.
Ad affermarlo è il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 3068 del 2003.
Il TAR dell’Abruzzo, nel primo grado di giudizio, aveva annullato una concessione edilizia perché il progetto dell’opera da realizzare (una palazzina con struttura in c.a.) recava la firma di un geometra, in qualità di progettista, e di un ingegnere in qualità di progettista e direttore dei lavori delle opere strutturali.
Secondo la magistratura amministrativa abruzzese, il progetto dell’opera in questione esulava dalle competenze professionali del geometra; infatti “nessun rilievo poteva essere attribuito alla circostanza che i calcoli del cemento armato erano stati affidati a parte a un ingegnere, giacché è il professionista incaricato della progettazione della direzione dei lavori che assume la responsabilità dell’intera costruzione e non gli eventuali i suoi collaboratori (articolo 3 della legge 5 novembre 1971 n. 1086).”
Il Consiglio di Stato, al contrario, ha ritenuto che la forma di cooperazione che si è stabilita in tal modo tra i due professionisti, non è in contrasto con il citato articolo 3 della legge 5 novembre 1971 n. 1086, come sostenuto nella sentenza di primo grado.

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Sentenza n. 3068/2003 del Consiglio di Stato38 KbPDF
 
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