Responsabilità caduta calcinacci dal balcone e condomino proprietario

Caduta calcinacci dal balcone: il condomino proprietario è responsabile?

?Stampa l'articolo o salvalo in formato PDF (selezionando la stampante PDF del tuo sistema operativo)
Stampa articolo PDF

Se il condominio non provvede alla messa in sicurezza, il proprietario condomino rimane responsabile del balcone ammalorato. Lo chiarisce la Cassazione

Col termine di balcone identifichiamo la classica struttura aggettante con funzione di affaccio che sporge con tre lati dal prospetto di un edificio (a differenza dei balconi incassati nel prospetto). In pratica, il balcone costituisce prolungamento all’aperto dell’appartamento.

Secondo giurisprudenza consolidata, la manutenzione del balcone rimane a cura e a spese del proprietario tranne che per i frontalini e la parte esterna dei parapetti visibile in facciata, che rimangono a cura del condominio, essendo quest’ultimi parte integrante della presentazione estetica del prospetto a cui appartengono, e quindi a decoro, beneficio e godimento di tutti i condomini.

La Corte di Cassazione recentemente è intervenuta con la sentenza penale n. 31592/2022 ad apportare nuovi chiarimenti relativamente ad un particolare caso che contribuisce non poco a mettere in luce la natura giuridica dei balconi.

Danni da calcinacci che si staccano da un balcone fatiscente e condominio avvisato che non provvede alla messa in sicurezza, il caso

Il Tribunale condannava i proprietari condomini di un balcone (in occasione della caduta di alcuni calcinacci) per aver omesso di provvedere ai lavori necessari al ripristino dello stesso al fine di rimuovere il pericolo alle persone.

Gli imputati si difendevano principalmente tramite le seguenti motivazioni:

  • di aver più volte avvisato il condominio del degrado di quel balcone, anche in sede di assemblea;
  • i lavori dovevano e potevano eseguirsi solo in ambito condominiale, trattandosi dei frontalini del balcone.

La questione sfociava in un ricorso in Cassazione.

Le liti condominiali rimarranno fonti inesauribili di contese giudiziarie che spesso necessitano di consulenti tecnici d’ufficio (CTU) e consulenti tecnici di parte (CTP) in aiuto ai giudici a districare i casi di litigio. Le responsabilità della gestione delle consulenze tecnico-legali a cui vanno incontro tali figure non sono poche ed è per questo che vorrei consigliarne il giusto software di gestione CTU e CTP per:

  • gestire gli incarichi;
  • calcolare i compensi spettanti secondo il dm 30 maggio 2002;
  • compilare automaticamente modelli tipo (accertamento tecnico preventivo, concordato preventivo, richiesta di proroga, etc.)
  • stampare, anche in formato uso bollo, documenti e modulistica.

Il giudizio della Corte di Cassazione: ritardi nella messa in sicurezza da parte del condominio? Deve provvedere il condomino proprietario!

Gli ermellini precisano che nell’eventualità di omissione di lavori di manutenzione in costruzioni che minacciano rovina negli edifici condominiali:

nel caso di mancata formazione della volontà assembleare e di omesso stanziamento di fondi necessari per porre rimedio al degrado che dà luogo al pericolo, non può ipotizzarsi la responsabilità per il reato di cui all’art. 677 cod. pen. a carico dell’amministratore del condominio per non aver attuato interventi che non erano in suo materiale potere, ricadendo in siffatta situazione su ogni singolo proprietario l’obbligo giuridico di rimuovere la situazione pericolosa, indipendentemente dall’attribuibilità al medesimo dell’origine della stessa.

Nel caso in esame il Tribunale ha correttamente ritenuto di affermare la responsabilità penale degli imputati con riferimento al reato in questione, per non essersi gli stessi attivati al fine di evitare l’evento.

Non risulta, infatti, che i medesimi abbiano diffidato l’amministratore del condominio ad intervenire a titolo precauzionale né tantomeno che abbiano posto in essere autonomamente degli interventi tesi ad evitare crolli.

Per la Cassazione a nulla vale la circostanza secondo cui gli imputati si erano sempre preoccupati di segnalare la situazione della facciata condominiale all’amministratore e avevano sempre partecipato alle assemblee condominiali.

Il ricorso non è, quindi, accolto.

 

Per maggiore approfondimento, leggi anche questi articoli di BibLus-net:

 

 

 

 

certus-pn
certus-pn

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.