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bSDD HBIM

bSDD per HBIM: ottimizzazione dei processi attraverso l’openBIM e la standardizzazione

Tempo di lettura stimato: 7 minuti

L’importanza dell’openBIM e dello standard bSDD nell’ottimizzazione dei processi nel settore delle costruzioni. Scopri come l’utilizzo di bSDD nell’ambito HBIM può ottimizzare i processi legati alla gestione del patrimonio architettonico

Nel panorama dell’ingegneria civile e dell’architettura, la complessità dei progetti e la necessità di coordinare molteplici attori richiedono un approccio integrato alla gestione dei dati e dei processi. In questo contesto, l’openBIM risulta essere una metodologia che promuove la collaborazione e l’interoperabilità tra i diversi soggetti coinvolti in un progetto edilizio.

Importanza dei formati standard e aperti

L’adozione di formati standard e aperti è fondamentale per garantire la corretta trasmissione e condivisione delle informazioni nel settore delle costruzioni. Lo standard IFC (Industry Foundation Classes) rappresenta un punto di riferimento in questo contesto. Definito dalla norma ISO 16739:2013, l’IFC è un modello di dati standardizzato che consente di scambiare informazioni tra diverse soluzioni software senza perdite o conversioni problematiche.

Ruolo dello standard IFC

Lo standard IFC è un formato neutro sviluppato da buildingSMART international che facilita lo scambio di informazioni tra i vari attori coinvolti in un progetto edilizio e promuove anche una maggiore coerenza e uniformità nei processi di progettazione, costruzione e gestione delle infrastrutture. Grazie alla sua natura neutra e basata sugli oggetti, l’IFC permette di rappresentare in modo accurato gli elementi costruttivi e le relazioni tra di essi, fornendo una base solida per lo scambio di dati e la collaborazione tra professionisti.

Vantaggi dell’openBIM

L’approccio openBIM offre numerosi vantaggi, tra cui:

  • interoperabilità: consente a diversi software e sistemi di comunicare e scambiare dati senza problemi.
  • collaborazione: favorisce la collaborazione e la condivisione delle informazioni tra i vari attori coinvolti in un progetto.
  • tracciabilità: permette di tracciare le modifiche e le revisioni apportate ai modelli edilizi nel corso del tempo.
  • flessibilità: offre la possibilità di integrare nuovi strumenti e tecnologie senza compromettere la coerenza dei dati.

bSDD: un dizionario comune per la standardizzazione

Come detto, per il settore delle costruzioni, la standardizzazione dei dati è fondamentale per garantire la coerenza e l’efficienza nei processi di progettazione, costruzione e gestione degli edifici. In questo contesto, il bSDD (buildingSMART Data Dictionary) si rivela uno strumento importantissimo per la creazione e la condivisione di un linguaggio comune all’interno dell’ambiente BIM (Building Information Modeling).

Mappa dei processi e del software utilizzato

Mappa dei processi e del software utilizzato

Descrizione e funzionalità del bSDD

Il bSDD è un dizionario comune di definizioni e attributi di oggetti specificamente sviluppato per il settore delle costruzioni. Offre una vasta gamma di concetti e termini correlati alle varie fasi del ciclo di vita di un edificio, dalla progettazione alla demolizione. Grazie alla sua natura basata sullo standard IFD (ISO 12006-3), il bSDD fornisce una struttura organizzativa che facilita la categorizzazione e la classificazione delle informazioni, consentendo agli utenti di accedere in modo rapido e intuitivo a dati rilevanti per le loro attività.

Schema che sintetizza il concetto di IFD (International Framework for Dictionary) e bSDD (Building SMART Data Dictionary)

IFD (International Framework for Dictionary) e bSDD (Building SMART Data Dictionary)

Vantaggi nell’integrazione di standard specifici e nazionali

Una delle principali caratteristiche del bSDD è la sua capacità di integrare standard esistenti, sia a livello nazionale che internazionale. Questo significa che gli utenti possono utilizzare il bSDD come una piattaforma per armonizzare e consolidare diversi sistemi di classificazione e terminologia utilizzati nel settore delle costruzioni. Ad esempio, il bSDD può essere integrato con sistemi di classificazione nazionali, nonché con standard applicativi come ETIM o IfcAirport. Ciò consente agli utenti di accedere a una vasta gamma di informazioni e dati, garantendo al contempo coerenza e coesione all’interno del processo decisionale e della gestione delle risorse.

Utilizzo del bSDD nella standardizzazione dei processi HBIM

Nell’ambito della gestione delle strutture esistenti (EBIM e HBIM), il bSDD applicato per la gestione e documentazione dello stato di conservazione gioca un ruolo chiave nel fornire una sistematizzazione strutturata di conoscenze tecniche e specialistiche, vaste e complesse, mediante l’utilizzo di metodologie e tecnologie avanzate openBIM® a garanzia di processi collaborativi ed interoperabili.
Attraverso l’utilizzo del bSDD, gli operatori possono standardizzare workflow operativi ed openBIM® per documentare lo stato di conservazione di edifici storici e progettare i necessari interventi di conservazione del bene, garantendo coerenza e uniformità nei dati raccolti e nelle informazioni fornite.

La gestione delle strutture esistenti, supportata dall’impiego dell’HBIM (Heritage Building Information Modeling), rappresenta una sfida complessa e cruciale per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico e culturale. In questo contesto, l’utilizzo del bSDD (buildingSMART Data Dictionary) offre una serie di vantaggi e applicazioni significative.

Uno degli utilizzi principali del bSDD nell’ambito di HBIM è la gestione e la documentazione dello stato di conservazione dei manufatti storici. Grazie alla sua struttura organizzativa e semantica, il bSDD fornisce agli operatori un framework standardizzato per registrare e classificare le condizioni fisiche e materiali degli edifici storici. Questo permette di monitorare il degrado nel tempo, identificare eventuali rischi e pianificare interventi di conservazione e manutenzione in modo più efficace e tempestivo.

Modello IFC in usBIM.browser: collegamento a usBIM.bSDD per associare le informazioni del dominio “Stato di Conservazione” al modello

Modello IFC in usBIM.browser: collegamento a usBIM.bSDD per associare le informazioni del dominio “Stato di Conservazione” al modello

Standardizzazione dei processi di valutazione e manutenzione

L’integrazione del bSDD nei processi di valutazione e manutenzione delle strutture esistenti consente una maggiore standardizzazione e coerenza nelle pratiche operative. Gli operatori possono utilizzare i concetti e le definizioni del bSDD per definire criteri di valutazione, identificare le patologie più comuni e pianificare interventi di restauro e manutenzione in base a standard condivisi. Ciò favorisce una maggiore trasparenza e coerenza nei processi decisionali, riducendo il rischio di errori e malintesi durante l’analisi e l’interpretazione dei dati.

Facilitazione della collaborazione e condivisione delle informazioni

L’utilizzo del bSDD facilita la collaborazione e la condivisione delle informazioni tra i diversi attori coinvolti nella gestione delle strutture esistenti. Grazie alla sua natura aperta e interoperabile, il bSDD consente agli operatori di accedere e condividere dati e conoscenze in modo più efficiente e trasparente. Questo favorisce una maggiore coesione e cooperazione tra i professionisti del settore, consentendo loro di lavorare in modo più integrato e sinergico per preservare e valorizzare il patrimonio architettonico e culturale.

Supporto alla decisione e pianificazione strategica

Infine, l’utilizzo del bSDD fornisce un supporto prezioso per la decisione e la pianificazione strategica nel campo della gestione delle strutture esistenti. Gli operatori possono utilizzare i dati e le informazioni standardizzate del bSDD per analizzare le condizioni degli edifici storici, valutare i rischi e le priorità di intervento, e sviluppare strategie di conservazione e valorizzazione a lungo termine. Ciò permette di ottimizzare l’allocazione delle risorse e di massimizzare l’efficacia delle azioni di tutela e manutenzione, garantendo la conservazione e la fruizione sostenibile del patrimonio architettonico e culturale nel tempo.

Flusso di lavoro

Nel contesto della gestione delle strutture esistenti e della conservazione del patrimonio architettonico, un flusso di lavoro ben definito e ottimizzato è essenziale per garantire l’efficienza e l’efficacia delle operazioni di valutazione, manutenzione e documentazione. Il flusso di lavoro proposto per l’implementazione del bSDD nell’ambito di HBIM è articolato in diverse fasi chiave, ciascuna finalizzata a garantire la coerenza, l’integrità e l’accuratezza dei dati raccolti e delle informazioni generate.

Mappatura grafica 3D del degrado e delle alterazioni

La prima fase del flusso di lavoro prevede la mappatura grafica tridimensionale del degrado e delle alterazioni presenti nelle strutture esistenti. Questo processo viene eseguito utilizzando BIM authoring di progettazione, come Edificius di ACCA, che consentono di generare modelli tridimensionali dettagliati e accurati delle strutture edilizie.

Esportazione del modello in formato IFC

Una volta completata la mappatura grafica, il modello tridimensionale viene esportato in formato IFC (Industry Foundation Classes). Il formato IFC rappresenta uno standard aperto e neutrale che consente lo scambio di informazioni tra diversi software BIM e piattaforme, garantendo la coerenza e l’interoperabilità dei dati.

Approfondimento delle prescrizioni vigenti e delle indicazioni di conservazione

Successivamente, viene condotta un’analisi dettagliata delle prescrizioni vigenti e delle indicazioni relative alla documentazione dello stato di conservazione dei materiali edili. Questo processo coinvolge la consultazione di normative, raccomandazioni tecniche e linee guida specifiche, al fine di garantire la conformità e l’aderenza alle migliori pratiche nel settore della conservazione del patrimonio architettonico.

Individuazione dei materiali e delle patologie

Un passaggio chiave del flusso di lavoro consiste nell’individuazione dei materiali tipici e delle patologie rilevanti presenti nelle strutture esistenti. Questo processo richiede una valutazione accurata delle caratteristiche fisiche e chimiche dei materiali edili, nonché una classificazione delle principali patologie e alterazioni che possono influenzarne lo stato di conservazione nel tempo.

Sistematizzazione delle informazioni nel bSDD

Una volta identificate le patologie e le caratteristiche dei materiali, le informazioni vengono sistematizzate e organizzate utilizzando il bSDD. Questo implica la definizione di classi, sottoclassi, proprietà e insiemi di proprietà all’interno del dizionario dati, al fine di standardizzare e strutturare in modo coerente le informazioni raccolte durante il processo di valutazione e documentazione.

Validazione e applicazione del dominio ‘Stato di Conservazione’

Infine, il dominio ‘Stato di Conservazione’, formalizzato attraverso il bSDD, viene applicato al modello IFC utilizzando strumenti specifici come usBIM.bSDD. Questo consente di associare in modo accurato le informazioni relative allo stato di conservazione delle strutture al modello BIM tridimensionale, garantendo coerenza e coesione tra i dati raccolti e le rappresentazioni digitali delle strutture.

Modello BIM completo di degrado e mappatura tematica con colori associati agli elementi del dominio "Stato di conservazione"

Modello BIM completo di degrado e mappatura tematica con colori associati agli elementi del dominio “Stato di conservazione”

Il flusso di lavoro illustrato per l’implementazione del bSDD nell’ambito di HBIM è progettato per garantire una gestione efficiente e accurata delle informazioni relative allo stato di conservazione delle strutture esistenti. Attraverso una serie di fasi ben definite e integrate, il processo consente di standardizzare le operazioni di valutazione, documentazione e manutenzione, favorendo una maggiore trasparenza, coerenza e collaborazione tra gli attori coinvolti nella gestione del patrimonio culturale come quello architettonico. Tale flusso, ed in sintesi questo contenuto, sono tratti dal contributo “bSDD to document state of preservation of architectural heritage in openBIM system” di Simona Scandurra e Antonella di Luggo del DIARC, Dipartimento di Architettura – Università Federico II di Napoli.

Caso studio

Il flusso di lavoro è stato successivamente verificato applicandolo alla documentazione della villa Matarazzo, in quanto manufatto rappresentativo di beni di interesse storico da conoscere e salvaguardare. Villa Matarazzo si trova nella città di Ercolano e fa parte del più ampio sistema territoriale delle Ville Vesuviane, sebbene la sua costruzione sia successiva a quella della maggior parte delle altre ville della zona.

Sull’argomento leggi anche l’articolo “Progetto di restauro: dal rilievo alla documentazione dei fenomeni di degrado”.

Il video che segue illustra come documentare lo stato di conservazione di un edificio storico (Villa Matarazzo a Ercolano) con l’impiego di usBIM.bSDD.

Conclusioni e prospettive future

L’adozione del bSDD nell’ambito HBIM si configura come un passo significativo verso la standardizzazione e l’ottimizzazione della gestione e documentazione dello stato di conservazione di manufatti storici a supporto delle attività di pianificazione degli interventi di conservazione, a garanzia di processi collaborativi ed interoperabili, qualità dei dati e coerenza delle informazioni.
L’importanza della disponibilità di uno standard condiviso e il valore del capitale culturale che esso veicola portano a comprendere come questi strumenti possano essere facilmente implementati anche nei flussi delle pubbliche amministrazioni, contribuendo a una gestione più efficiente e collaborativa del patrimonio architettonico esistente.

 

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