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Bonus restauro 19% e immobili vincolati

Bonus restauro: quali sono gli immobili che ne hanno diritto?

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Bonus restauro edifici storici: la posizione del bene in area vincolata non basta, occorre un vincolo specifico per la detrazione

L’articolo 15, comma 1, lett. g), del TUIR (Testo unico delle imposte sui redditi) prevede una detrazione del 19% per il recupero degli immobili vincolati. Per tali lavori è obbligatoria l’autorizzazione preventiva da parte della Soprintendenza.

A tal riguardo è intervenuta l’Agenzia delle Entrate con la recente risposta all’interpello, n. 461/2023. Il chiarimento fa luce sul tipo di vincolo oggetto dello sgravio. Inutile ricordare che un ottimale intervento di recupero e restauro degli immobili, parte del patrimonio storico ed artistico, deve passare necessariamente attraverso un’attenta analisi preliminare, che solo una dettagliata rappresentazione grafica del bene può fornire, per questo esiste un valido strumento di rilievo del patrimonio architettonico esistente, l’HBIM (Historical o Heritage Building Information Modeling), un software di modellazione 3D per la riqualificazione dell’esistente e il recupero degli edifici storici, oggi a tua disposizione in prova gratuita per 30 giorni.

Il quesito sulle caratteristiche del bene vincolato necessarie all’accesso al bonus restauro edifici storici 19%

Il contribuente istante, residente all’estero, fa presente che ha concluso i lavori di recupero e restauro conservativo di un immobile per i quali ha dovuto chiedere l’autorizzazione alla Soprintendenza.
L’immobile in esame è un “Rascard” (edificio tipico dell’arco alpino) del XVI secolo, in pietra e legno originali, sottoposto ai vincoli previsti dall’articolo 142, lettere d) ed f), del dlgs n. 42/2004, dalla legge regionale, nonché dal regolamento comunale.
L’istante precisa che su questo tipo di immobile, il vincolo non viene notificato dal Ministero e, inoltre, come confermato dagli uffici della Soprintendenza non c’è il diritto di prelazione all’acquisto da parte dello Stato in caso di compravendita.

Il contribuente istante chiede se possa usufruire della detrazione del 19% anche nella forma del 9,5% in caso di cumulo con altri bonus.

Non basta che il bene si trovi in area protetta, ma è necessario che su di esso ricada un interesse culturale a giustifica delle spese per la tutela

Il Fisco chiarisce che secondo il competente Ministero, la sola circostanza che un edificio si trovi in corrispondenza di territori costieri, territori montani o parchi naturali non è di per sé sufficiente ad accedere al beneficio fiscale dato che la finalità della norma:

è quella di agevolare i soggetti tenuti, per legge o in virtù del riconoscimento del Ministero, ad affrontare spese per effettuare lavori di conservazione di beni di interesse culturale.

Nel caso in esame, non risulta l’interesse culturale dell’edificio (collocato in area tutelata in quanto area montana, in prossimità di parco) né la necessità delle spese effettivamente sostenute sulla base della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà presentata alla competente Soprintendenza.

Il Ministero precisa che non assume rilievo ai fini della detrazione di imposta la classificazione del rescard come ”documento” disposta dalla pianificazione urbanistica ai sensi della legge regionale, posto che la stessa non comporta il riconoscimento dell’interesse culturale del bene da cui scaturiscono le forme di tutela stabilite dal Codice dei beni culturali, ivi compresi gli obblighi di conservazione, restauro e manutenzione posti a carico del proprietario da cui deriva il diritto alla detrazione.

Ciò premesso, sulla base del citato parere, l’istante non può fruire della detrazione di cui all’articolo 15, comma 1, lett. g) del TUIR con riferimento alle spese per i lavori di recupero e restauro conservativo dell’immobile in oggetto.

Se in possesso dei requisiti, come richiedere il bonus restauro 19%?

Il Ministero fa presente che nell’ottica di agevolare i proprietari e i detentori di beni culturali, sul sito istituzionale delle Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio sono pubblicate le informazioni e la modulistica da presentare per conseguire la detrazione fiscale.

In particolare viene previsto che nella dichiarazione sostitutiva concernente la necessità delle spese per le quali si chiede la detrazione, l’istante deve:

  • indicare il provvedimento di vincolo,
  • dichiarare che non vi è stato mutamento della destinazione d’uso del bene non autorizzato o comunque incompatibile con il carattere storico artistico del bene medesimo,
  • dichiarare che sono stati assolti gli obblighi di legge per consentire l’esercizio del diritto di prelazione in caso di trasferimenti di proprietà a titolo oneroso,
  • indicare le categorie di lavorazione eseguite indispensabili alla conservazione del bene.

Nella risposta dell’Agenzia delle Entrate si ribadisce che tali prescrizioni e indicazioni afferiscono ai beni culturali della parte seconda del Codice e non a qualsiasi bene per il solo fatto che si trovi in un’area tutelata per legge.

 

 

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