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Bonus facciate e de cuius: recupero cessione dei crediti dall'erede

Bonus facciate e de cuius: ok al recupero della cessione rate dall’erede

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Dal Fisco l’ok per il recupero da parte dell’erede della cessione delle rate non fruite dal de cuius sul bonus facciate ma a determinate condizioni

Ereditare un immobile sul quale è aperta una pratica di bonus facciate, consente all’erede la possibilità di perfezionare la cessione del credito delle rate non fruite dal de cuius?

A questa domanda ha replicato l’Agenzia delle Entrate attraverso la risposta all’interpello n. 213/2023 che fornisce nuovi chiarimenti in merito.

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Ereditare un immobile con tanto di pratica aperta di bonus facciate. Il quesito

L’istante rappresenta che, nel corso del 2021, il padre ha sostenuto spese per interventi di rifacimento della facciata dell’edificio del quale era proprietario, ammissibili alla detrazione di cui all’articolo 1, commi da 219 a 223, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (bonus facciate) e che, essendo deceduto nel 2022, non ha potuto perfezionare la cessione del credito corrispondente a tale detrazione a favore della propria banca.

L’istante specifica che i predetti interventi sono iniziati e terminati nel 2021, che sono stati fatturati dalla ditta esecutrice dei lavori, pagati attraverso gli appositi bonifici bancari e certificati dal tecnico incaricato per quanto attiene alla conformità degli stessi.

Il contribuente chiede quindi se, in qualità di erede che ha la detenzione materiale e diretta dell’immobile oggetto dei predetti lavori, possa esercitare l’opzione per la cessione del credito corrispondente al bonus facciate.

Il Fisco risponde al quesito: ok al passaggio della detrazione dal de cuius all’erede ma dall’anno in cui ha ereditato l’immobile oggetto dell’agevolazione

L’Agenzia delle Entrate osserva che, dalla documentazione integrativa pervenuta, l’intervento edilizio appare riconducibile a quelli di cui al comma 220 dell’articolo 1 della legge di bilancio 2020 trattandosi dell’isolamento termico che interessa più del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio.

L’intervento in questione effettuato nel 2021, pertanto, deve rispettare i requisiti di cui al decreto interministeriale 6 agosto 2020Requisiti tecnici per l’accesso alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici” e, in particolare, va redatta ai sensi dell’articolo 8 del medesimo decreto l’asseverazione che attesti la rispondenza ai pertinenti requisiti tecnici richiesti e comprenda la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

L’articolo 9, comma 1, del citato decreto stabilisce che, per gli interventi di cui all’articolo 2 del medesimo decreto, tra i quali sono compresi anche quelli di cui al predetto comma 220 dell’articolo 1 della legge di bilancio 2020 (ossia interventi influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio):

In caso di decesso dell’avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene.

Ciò premesso, considerato che nel 2021, anno in cui sono state sostenute le spese dal de cuius, la quota di detrazione relativa a tale anno competeva al de cuius medesimo che non ha potuto perfezionare la cessione del credito corrispondente a tale detrazione, il relativo importo va indicato, secondo le modalità ordinariamente previste, nella dichiarazione dei redditi da presentare a nome del de cuius per il periodo d’imposta 2021.

L’istante, in qualità di erede che ha la detenzione materiale e diretta del bene, potrà, invece, dal periodo d’imposta 2022 utilizzare le rate residue della detrazione direttamente nella propria dichiarazione dei redditi riferita a tali anni o, in alternativa, esercitare l’opzione per la cessione del credito corrispondente alle predette rate con le modalità stabilite dai citati provvedimenti direttoriali.

 

 

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