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Bonus case green: come cambieranno i bonus edilizi

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Come mobilitare gli investimenti richiesti dalla direttiva EPBD, come cambieranno i bonus edilizi in Italia

Ci saranno nuovi incentivi per rinnovare il parco immobiliare nazionale secondo le indicazioni della nuova direttiva europea “case green”?

È presto per dirlo, ma è sicuramente impensabile raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione europea senza un sistema di incentivi stabile ed efficiente che possa contribuire alla realizzazione delle opere di efficientamento energetico con una prospettiva di lungo termine.

La Direttiva EPBD, come vedremo, lascia agli Stati membri la scelta di adottare tra un’ampia gamma di strumenti.

In vista del recepimento della Direttiva, tenendo conto dell’attuale panorama normativa sui bonus edilizi, è prevedibile (ed auspicabile) una revisione complessiva del sistema di detrazioni fiscali.

Quando si parla di bonus edilizi l’immaginario collettivo è ancora focalizzato sul Superbonus con i suoi 494 mila cantieri attivati (secondo l’ultimo report di ENEA di marzo 2024).

È pur vero che in poco meno di quattro anni ben 283 interventi di modifica hanno praticamente mandato in tilt il regime fiscale, rendendo ingovernabile la partita del Superbonus e della cessione dei crediti.

Cosa ci sarà dopo il Superbonus? Alcune risposte potrebbe essere già contenute nella direttiva “case green”.

Bonus case green 50%: quale relazione con la direttiva europea “case green”?

Prima di scoprire come cambieranno i bonus edilizi e quali disposizioni impone la nuova EPBD, è opportuno sottolineare che non c’è nessuna relazione tra l’agevolazione nota come ‘bonus case green’ e la direttiva europea ‘case green. Il “bonus casa green” è  un’agevolazione fiscale per l’acquisto di immobili a basso impatto ambientale che non è stata prorogata dalle ultime leggi di bilancio e prevedeva una detrazione fiscale del 50% sull’IVA in dichiarazione dei redditi a partire dall’anno in cui veniva sostenuta la spesa e per i successivi 9 anni.

Case green 2024: obiettivi ambiziosi alla portata di tutti

La nuova direttiva europea “case green” stabilisce che ogni Paese membro dovrà raggiungere nel settore abitativo l’obiettivo zero emissioni entro il 2050 e predisporre a tale scopo piani nazionali di ristrutturazione degli edifici.

In Italia, risulterà prioritario intervenire sui circa 5 milioni di edifici con le prestazioni più scadenti, ognuno dei quali può essere costituito da una o più unità immobiliari.

Come raccontato in un nostro approfondimento (Case green: quanto costerà mettere a norma gli edifici) e secondo uno studio condotto dalla Commissione europea (ovviamente relativa all’intera area Ue) entro il 2030 saranno necessari 275 miliardi di euro di investimenti annui per la svolta energetica nel settore immobiliare.

Parametri basati sul reddito: attenzione alle famiglie vulnerabili

All’art. 17 la direttiva EPBD chiede agli stati di predisporre finanziamenti, misure di sostegno e altri strumenti consoni per affrontare le barriere di mercato al fine di realizzare gli investimenti necessari individuati nei rispettivi piani nazionali di ristrutturazione degli edifici per trasformare il loro parco immobiliare in edifici a emissioni zero entro il 2050.

Gli Stati membri provvedono affinché le procedure di domanda e concessione di finanziamenti pubblici siano agevoli e semplificati al fine di facilitarne, soprattutto per le famiglie, l’accesso.

Nell’elaborare regimi di sostegno finanziario per la ristrutturazione degli edifici, gli Stati membri prendono in considerazione la possibilità di utilizzare parametri basati sul reddito.

La direttiva pone particolare attenzione alla protezione delle famiglie vulnerabili, garantendo che gli incentivi finanziari siano prioritariamente destinati a coloro che ne hanno maggiormente bisogno.

Inoltre, nel fornire incentivi finanziari ai proprietari di edifici o unità immobiliari per la ristrutturazione di edifici o unità immobiliari affittati, gli Stati membri potranno prevedere incentivi finanziari che vadano a beneficio sia dei proprietari che dei locatari.

Gli Stati membri introducono misure di salvaguardia efficaci per:

  • proteggere, in particolare, le famiglie vulnerabili, anche fornendo sostegno locativo o imponendo limiti agli aumenti dei canoni di locazione;
  • incentivare i regimi finanziari per far fronte ai costi iniziali delle ristrutturazioni, come i regimi di compensazione in bolletta, i regimi in funzione del risparmio o i contratti di rendimento energetico.

Eliminazione degli ostacoli di natura non economica alla ristrutturazione degli edifici

Per quanto riguarda gli edifici con più di un’unità immobiliare, le agevolazioni possono includere l’eliminazione dei requisiti dell’unanimità nelle strutture di comproprietà o la possibilità per le strutture di comproprietà di beneficiare direttamente del sostegno finanziario.

Focus sugli interventi di ristrutturazione profonda

Gli Stati membri incentivano con un maggiore sostegno finanziario, fiscale, amministrativo e tecnico la ristrutturazione profonda e la ristrutturazione profonda per fasi.

Qualora non sia tecnicamente o economicamente fattibile trasformare un edificio in un edificio a zero emissioni, una ristrutturazione che si traduca in una riduzione di almeno il 60% del consumo di energia primaria è considerata una ristrutturazione profonda.

Case green: come saranno i nuovi bonus

Per sostenere la mobilitazione degli investimenti, gli Stati membri promuovono lo sviluppo e l’uso efficace di strumenti d’investimento e di finanziamento abilitanti, quali:

  • prestiti per l’efficienza energetica e mutui ipotecari per la ristrutturazione degli edifici,
  • contratti di rendimento energetico,
  • regimi finanziari in funzione del risparmio,
  • incentivi fiscali, ad esempio aliquote fiscali ridotte sui lavori e sui materiali di ristrutturazione,
  • sistemi di detrazioni fiscali,
  • sistemi di detrazioni in fattura,
  • schemi finanziari pay-as-you-save,
  • schemi off-tax, schemi on-bill,
  • fondi di garanzia,
  • fondi destinati a ristrutturazioni profonde,
  • fondi destinati alle ristrutturazioni

che garantiscono una soglia minima significativa di risparmi energetici mirati e norme relative al portafoglio di mutui ipotecari.

In questo contesto, diventa essenziale che l’Italia adotti provvedimenti concreti per garantire che ogni cittadino possa beneficiare di incentivi e agevolazioni al fine di adeguarsi alle nuove normative che verranno definite nei prossimi mesi.

La nuova direttiva europea potrebbe riattivare un progetto di riforma dei bonus edilizi soprattutto per superare l’attuale frammentazione delle varie detrazioni in vigore.

Il panorama delle agevolazioni nei prossimi anni si potrebbe articolare in 2 direzioni distintive:

  • per coloro con un reddito più sostanzioso, è probabile che si implementino bonus fiscali, ispirati al modello ben collaudato del Superbonus. Questi incentivi potrebbero tradursi in una detrazione fiscale, con tetti più bassi di incentivo e una durata più lunga, ma comunque consentirebbero di detrarre una parte delle spese sostenute dalla dichiarazione dei redditi;
  • per i contribuenti e le famiglie con redditi più limitati, è aperta la possibilità di un contributo diretto da parte dello Stato.

 

 

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