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Bonus barriere architettoniche infissi

Bonus barriere architettoniche infissi: ecco le regole 2024

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Vedi aggiornamento (03 aprile 2024 (cessione del credito bonus barriere architettoniche))

Bonus barriere architettoniche infissi: stretta art. 119-ter per il 2024. Ecco le opzioni per le procedure avviate prima del 29 dicembre 2023

Il D.L. 212/2023, meglio conosciuto come “decreto salva-Superbonus”, ha apportato modifiche rilevanti ai bonus edilizi, alla cessione del credito e al bonus barriere architettoniche.

Quest’ultimo è stato rimodulato dall’articolo 3, il quale esclude definitivamente (salvo disposizioni future) dalla detrazione del 75% interventi su finestre, porte, pavimenti e automazione degli impianti. Oggigiorno, anche con l’ultima modifica normativa introdotta dal D.L. 39/2023 (eliminazione della cessione del credito e dello sconto in fattura), il quale non va a toccare gli interventi ammessi, il beneficio del bonus barriere architettoniche al 75% riguarda esclusivamente ai seguenti interventi:

  • scale;
  • rampe;
  • ascensori;
  • servoscala;
  • piattaforme elevatrici.

Sono esclusi altri lavori precedentemente considerati ammissibili dall’Agenzia delle Entrate, come l’automazione di porte, tapparelle e saracinesche motorizzate, la sostituzione di finiture (pavimenti, porte, infissi esterni) e la ristrutturazione del bagno.

Bonus barriere architettoniche limiti di spesa e aventi diritto

Il panorama del bonus barriere architettoniche si è notevolmente evoluto nel 2024, richiedendo attenzione e adeguamento da parte di chi intende usufruire di tali agevolazioni fiscali, mentre restano inviarti i limiti di spesa e i soggetti che possono richiedere tale bonus.

In particolare, il bonus barriere architettoniche è valido fino al 31 dicembre 2025 e offre una detrazione fiscale del 75% delle spese sostenute, ripartita per gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo calcolata su un ammontare complessivo basato sulla tipologia dell’edificio interessato, in particolare:

  • 50.000 € per edifici unifamiliari o unità immobiliari indipendenti con accessi autonomi;
  • 40.000 € moltiplicati per il numero delle unità immobiliari plurifamiliari che vanno da un minimo di 2 a 8 unità;
  • 30.000 € moltiplicati per il numero delle unità immobiliari in edifici condominiali con più di 8 unità.

Tuttavia, nel caso in cui l’intervento coinvolga un edificio condominiale, ogni condomino avrà la possibilità di calcolare la detrazione fiscale in base alla spesa a lui assegnata in proporzione ai millesimi di proprietà o secondo i criteri stabiliti dall’art. 1123 e seguenti del Codice Civile. Ciò potrebbe consentire di ottenere un importo superiore rispetto a quanto sarebbe assegnato per l’unità immobiliare singola posseduta dal condomino.

Possono beneficiarie del bonus barriere architettoniche i seguenti soggetti:

  • persone fisiche;
  • esercenti;
  • professionisti;
  • enti pubblici e enti privati che non svolgono attività commerciale;
  • società semplici;
  • associazioni tra professionisti;
  • soggetti con reddito d’impresa.

Bonus barriere architettoniche 2024

Fino al 29 dicembre 2023, il bonus in questione non si limitava solo agli interventi previsti dall’art. 119-ter, ma abbracciava anche lavori come la sostituzione di porte, finestre, pavimenti, infissi, ecc., mirati all’abbattimento delle barriere architettoniche. Questo, ovviamente, nel rispetto dei requisiti delineati nel regolamento del Ministero dei Lavori Pubblici del 1989, n. 236. Tuttavia, la recente revisione normativa ha apportato significative restrizioni al bonus destinato all’eliminazione delle barriere architettoniche. In particolare, le modifiche più rilevanti riguardano la concentrazione degli interventi su quelli essenziali, la fine delle opzioni di sconto in fattura e la cessione del credito. Inoltre, viene ora richiesta l’asseverazione e la tracciabilità dei pagamenti, con particolare attenzione alla salvaguardia dei lavori in corso e degli accordi precedentemente stipulati.

Difatti, a partire dal 1° gennaio 2024, il bonus è disponibile (salvo ulteriori modifiche normative) solo per interventi specifici, tra cui l’installazione e la modifica di scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici.

Bonus barriere: lavori ante D.L. 212/2023

Il decreto prevede un “salvacondotto” per i lavori in corso e i contratti che hanno già previsto un versamento di acconto prima dell’entrata in vigore delle nuove regole. Per essere esenti dalle restrizioni, è necessario che, in data precedente all’entrata in vigore del decreto:

  • sia stata presentata una richiesta per il titolo abilitativo, se necessario;
  • i lavori siano già iniziati nel caso di edilizia libera;
  • nel caso in cui i lavori non siano ancora iniziati, sia stato stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura dei beni e dei servizi previsti dai lavori, e sia stato versato un acconto sul prezzo pattuito. È importante notare che la semplice accettazione di un preventivo non è sufficiente per beneficiare delle disposizioni di salvaguardia.

Bonus infissi 2024: le altre agevolazioni disponibili

Innanzitutto, è fondamentale precisare che non esiste un bonus specifico per la sostituzione degli infissi; tuttavia, è possibile avvalersi di agevolazioni fiscali per affrontare i costi legati a tale intervento. Non più con il Bonus barriere architettoniche come abbiamo visto.

Quindi per beneficiare del bonus infissi 2024 si potrà optare unicamente per altre agevolazioni fiscali, come:

  • Superbonus: aliquota del 70% delle spese fino al 31 dicembre 2024;
  • Ecobonus 50%: concessione di detrazioni fiscali per interventi di risparmio energetico, come la sostituzione di infissi e serramenti .

È importante ricordare che il bonus infissi per il 2024 non è più possibile optare nè per la cessione del credito nè per lo sconto in fattura, ma solo per la detrazione diretta.

Bonus barriere architettoniche e cessione del credito 2024

Dal 30 marzo non ci saranno più cessione del credito e sconto in fattura?

Per rispondere a tale domanda ci avvaliamo del D.L.39/2023 pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il quale comunica che dal giorno successivo del decreto blocca Superbonus le opzioni della cessione del credito e dello sconto in fattura per il bonus barriere architettoniche così come definito dall’art. 119-ter del D.L.34/2020 potranno essere utilizzate solo per le spese sostenute fino al 30 marzo 2024. Scopriamo come nel 2024 sarà possibile richiedere della cessione del credito e dello sconto in fattura.

Il D.L. 212/2023 è stato pubblicato in gazzetta Ufficiale con lo scopo di imporre restrizioni sull’applicazione dell’articolo 119-ter e di prevede una revisione della disciplina riguardante la detrazione fiscale per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Le restrizioni riguardano sia gli interventi che possono beneficiare delle agevolazioni fiscali, sia le circostanze in cui è possibile ottenere sconti in fattura e cedere il credito.

Come sappiamo orami a partire dal primo gennaio 2024, non è più possibile ottenere sconti in fattura né procedere alla cessione del credito, ad eccezione di coloro che per interventi finalizzazioni all’abbattimento delle barriere architettoniche, prima della pubblicazione ufficiale del D.L. 212/2023, abbiano presentato la seguente documentazione:

  • richiesta del titolo abilitativo, ove necessario;
  • interventi per i quali non è prevista la presentazione del titolo abilitativo;
    • siano già iniziati i lavori;
    • stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura di beni e servizi oggetto dei lavori e sia stato versato un acconto sul prezzo, nel caso in cui non siano iniziati i lavori.

Inoltre, è importante sottolineare così come definito in primis dall’art. 3, comma 2, e poi modificato dall’art. 1 comma 4 del D.L. 39/2024 (modifiche alla disciplina in materia di opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura) prevede che possono usufruire (fino al 29 marzo 2024) dello sconto in fattura e della cessione del credito i seguenti soggetti

  • condomini, in relazione a interventi su parti comuni di edifici a prevalente destinazione abitativa;
  • persone fisiche, in relazione a interventi su edifici unifamiliari o unità abitative site in edifici plurifamiliari, a condizione che il contribuente:
    • sia titolare di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità immobiliare;
    • abbia adibito la stessa unità immobiliare ad abitazione principale;
    • abbia un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro. Tale requisito reddituale non si applica se nel nucleo familiare del contribuente è presente un soggetto in condizioni di disabilità accertata.

Mentre, per le spese sostenute dopo il 30 marzo 2024, sono salvi i soggetti che entro il 29 marzo 2024:

  • hanno presentato richiesta del titolo abilitativo;
  • hanno avviato i lavori;
  • nel caso in cui i lavori non sono iniziati, hanno stipulato un accordo vincolante tra le parti;
  • hanno versato un acconto entro il 30 marzo, se per gli interventi non è prevista la presentazione di un titolo abilitativo.

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