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Home » Approfondimenti » ACDat e piattaforme collaborative » Il BIM come metodo di lavoro: come scegliere la nomenclatura dei dati da archiviare?

Il BIM come metodo di lavoro: come scegliere la nomenclatura dei dati da archiviare?

Il BIM come metodo di lavoro: norme tecniche e regole su come assegnare la nomenclatura dei dati per procedere alla loro corretta archiviazione

Tempo di lettura stimato: 4 minutidi Redazione BibLus / 21 Luglio 2016/0 Commenti/in ACDat e piattaforme collaborative /di
BIM-execution-plan

Nel nostro percorso di approfondimento sul BIM come tecnologia e metodo di lavoro, ci occupiamo in questo articolo di come assegnare la nomenclatura dei dati per procedere alla loro corretta archiviazione. Questo tema è trattato con particolare attenzione da tutte le normative tecniche che puntualizzano quali sono i criteri corretti per adottare il BIM come metodo di lavoro.

Le norme tecniche e le linee d’indirizzo emanate da Enti e Associazioni presentano rilevanti differenze, ma tutte sottolineano l’importanza di una codifica chiara e definita da riportare nei documenti di gestione del lavoro (Project BIM execution plan, ecc.).
Cosa deve fare quindi un professionista che vuole applicare correttamente il BIM come metodo di lavoro? 

Deve sicuramente scegliere e codificare un modo per denominare File e Cartelle in cui archiviare e condividere i dati.
Il metodo scelto deve essere chiaro, inequivocabile e descritto nella fase iniziale della commessa da seguire con metodo BIM.

L’obiettivo di una codifica metodologicamente definita è quello di trasmettere i dati in maniera corretta e non incerta, ambigua o addirittura errata.
La codifica può identificare, per esempio, le caratteristiche salienti del dato, il suo corretto utilizzo, l’autore, ecc.,

Le proposte delle Norme Tecniche non sono uno schema da adottare rigidamente, ma possono essere tarate sulle reali necessità e dimensione della commessa e degli attori in essa coinvolti.

Per la nomenclatura dei file, ad esempio, la BS 1192:2007+A2:2016 riporta un’articolata strutturazione richiamata (con varie semplificazioni) anche dalla PAS 1192-2:2013 e nel AEC(UK) BIM Techonology Protocol.

I singoli campi con le relative caratteristiche

La BS 1192:2007+A2:2016 suggerisce di costruire il nome di ciascun file (ma anche di qualsiasi archivio dati) come unione di una serie predefinita di “campi”, ciascuno avente un preciso significato, proprie regole di codifica e una fissata dimensione.
I campi dovranno essere separati mediante il carattere “-” (trattino) che, ovviamente, non potrà essere utilizzato nella nomenclatura del campo.

Per i file, i campi da utilizzare saranno 10 di cui 7 obbligatori e 3 facoltativi; naturalmente al nome così costruito andrà aggiunto il carattere “.” e l’estensione del file stesso.

Figura--2

I 10 campi da utilizzare

Vediamo separatamente i singoli campi con le relative caratteristiche.

Il campo 1 (Project) riguarda il progetto.
Dimensione da due a sei caratteri. Il contenuto deve univocamente definire il progetto attraverso un codice che, per esempio, identifica il contratto di incarico o il lotto del progetto, ecc..

Il campo 2 (Originator) riguarda il team che ha creato il file.
Dimensione da tre a sei caratteri.

A questo punto nei due campi seguenti, viene preso in considerazione il criterio della suddivisione della costruzione in comparti fisicamente e logicamente definiti.

Il campo 3, (Volume or System) riguarda la suddivisione in “Volumi” o “Sistemi”.
Dimensione 2 caratteri, anche se la PAS 1192-2, propone un campo composto da 3 caratteri.
Il codice, per esempio, può individuare porzioni logiche della costruzione gestite da un unico team o da un ben definito raggruppamento di team.
Nel caso di assenza di suddivisione (quindi un unico volume considerato) il campo andrà occupato dai caratteri ZZ

Il campo 4, (Levels and Locations) riguarda l’eventuale suddivisione in livelli o zone (per progetti aventi una notevole estensione planimetrica come ad es. un aeroporto).
Dimensione 2 caratteri.
Nel caso di suddivisione in livelli viene sinteticamente esemplificata la modalità di codifica:
GF = Piano terra (ground floor)
01, 02, ecc = Piani al di sopra del piano terra
B1, B2, ecc = Piani al di sotto del piano terra
M1, M2, ecc. = Piani “ammezzati” relativi al piano 1, al piano 2 , ecc.

Il campo 5, (Type), riguarda il contenuto del file.
Dimensione 2 caratteri.
Ogni file dovrebbe riferirsi ad una tipologia specifica di informazioni (ad es. disegno, istruzioni per il montaggio, ecc.) e il campo 5 ne identifica il tipo.
Sono fornite due tabelle contenenti codificazioni da utilizzare nel caso di file per disegni o modelli oppure file per documenti.

Tabelle-Type

Tabella tipi di file per i disegni e modelli, per i documenti

Il campo 6 (Role), riguarda il ruolo dell’autore del file all’interno del team.
Dimensione 1 carattere.
Il codice può essere rilevato all’interno della seguente tabella:

Tabella-Ruoli

Tabella Ruoli

 

Si noti come i campi fin quì considerati (da 1 a 6) avranno carattere di obbligatorietà, così come il campo 8. I campi 7, 9 e 10, invece, sono opzionali con l’unica condizione che gli ultimi due citati, dovranno avere identico comportamento (entrambi presenti o assenti).

Il campo 7 (Classification) riguarda la classificazione delle attività contenute nel file.
OPZIONALE.
Tale campo, se utilizzato, deve riportare la classificazione cui si è fatto riferimento nel codificare le attività considerate all’interno del file (ad es. classificazione Uniclass, ecc)

Il campo 8 (Number), riguarda l’univoca individuazione del file con numerazione sequenziale.
Dimansione nella BS 1192:2007+A2:2016 è di 4 caratteri, mentre nella PAS 1192-2:2013 è di 5.
Il codice del campo consente di introdurre una numerazione (sequenziale) finalizzata all’univoca individuazione del file, talvolta non deducibile dalla lettura anche combinata degli altri campi.

I campi 9 e 10 , riguardano lo “stato” del file, attraverso la loro lettura combinata.
(OPZIONALI)
Il campo 9 (Suitability)
Dimensione 2 caratteri.
Il campo 10 (Revision)

I campi possono essere compilati, secondo una propria specifica codifica: la rilevanza di tali codici chiamati a rappresentare l’organicità del flusso delle informazioni all’interno del CDE consiglia, però, di utilizzare la codifica proposta dalla norma nella tabella di seguito riportata (TABELLA 4).

Per comprendere meglio la finalità e la corretta codificazione dei campi 9 e 10 invitiamo a leggere l’art. “Il BIM come flusso di informazione secondo le norme tecniche BS 1192 e PAS 1192-2“.
In breve possiamo dire che il flusso delle informazioni che fluisce all’interno del CDE e delle “aree” che lo compongono, si concretizza mediante la generazione, l’aggiornamento e la trasmissione di file.
Ogni passaggio citato deve essere formalizzato mediante l’aggiornamento dello “stato” dei file. I campi 9 e 10 ci aiutano a formalizzare proprio questi passaggi di stato.

Tabella-Stato

Tabella: Stato, descrizione e Revisione

Alla luce di quanto detto sin qui  il nome di un file sarà composto:

Nome-File

Tabella composizione dei file

Leggi l’approfondimento: “openBIM standards”

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Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/bim-nomenclatura-dei-dati-da-archiviare/
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