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Filiera delle costruzioni e BIM: come superare la frammentarietà del settore costruzioni

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Scopri come IFC, BIM ed openBIM possono rivoluzionare la gestione dei dati e dei processi nel settore delle costruzioni. Approfondisci il funzionamento delle classi, delle relazioni e delle proprietà, e come tutto si traduce in un gemello virtuale

Nel mondo dell’ingegneria e delle costruzioni, l’adozione di nuove tecnologie è fondamentale per migliorare l’efficienza e la gestione dei progetti. Il BIM, l’openBIM e l’IFC sono metodi e strutture dati che riescono a garantire una uniformità nella descrizione informativa di una costruzione e il processo dello scambio informativo dei dati ad esso inerente.

Questo garantisce a chiunque di comprendere subito quali sono le informazioni legate ad un’opera e quali sono i corretti processi e le fasi della loro implementazione. Si tratta di elementi che permettono di superare la frammentarietà che sempre ha connotato il settore delle costruzioni. In questo articolo, esploreremo l’uso di IFC (Industry Foundation Classes), BIM (Building Information Modeling) e openBIM per ottimizzare la strutturazione dei dati e dei processi nel settore.

BIM e settore delle costruzioni: la struttura dei dati con IFC

L’IFC è un formato standard aperto per lo scambio di dati BIM e ha l’obiettivo di facilitare la collaborazione tra i diversi attori del settore edilizio. Il formato consente di produrre file che includono informazioni geometriche delle varie entità di componenti edilizi “semplici” e tutti i dati ad essi associati e informazioni alfanumeriche che ne specificano i parametri, le proprietà fisiche e le informazioni di costruzioni dell’intera opera.

Tutte le informazioni che appartengono al file vengono organizzate tramite sistemi di classificazione che dividono e distribuiscono gli oggetti in categorie e sottocategorie.

Classi in IFC

IFC funziona attraverso una serie di classi che raccolgono le caratteristiche specifiche dei vari elementi: queste classi possono rappresentare oggetti, relazioni o proprietà. In altri termini, semplificando, le varie classi di oggetti descrivono i componenti (reali) di una costruzione, come muri, solai, finestre, ecc.. Questi oggetti sono interconnessi attraverso relazioni e sono caratterizzati da attributi o parametri specifici; uno di essi, ad esempio, è un codice di classificazione, afferente a un predichiarato sistema di classificazione.

Tra i sistemi di classificazione più conosciuti troviamo SfB, UniFormat, MasterFormat, UniClass e OmniClass. Nel breve video che segue possiamo vedere la classificazione OmniClass: a cosa serve, come utilizzarla per classificare e aggiungere informazioni alle entità di un modello IFC, come farlo con un editor online.

Per saperne di più sulla classificazione IFC leggi “IFC e sistemi di classificazione nel settore delle costruzioni“.

Attributi e Property Set

In IFC sono le proprietà a determinare la natura degli elementi, attraverso le diverse possibili relazioni fra le entità. Gli oggetti sono descritti attraverso attributi e property set che definiscono le caratteristiche degli oggetti, consentendo una dettagliata descrizione di come si comportano. Ad esempio, un muro potrebbe avere attributi che ne indicano lo spessore, il materiale e la posizione nel progetto. Se ti interessa approfondire questo argomento e sapere tutto su cos’è un IfcPropertySet, a cosa serve, come puoi aggiungere o modificare proprietà ai tuoi oggetti IFC, ti consiglio l’articolo “IfcPropertySet: le proprietà degli oggetti IFC“.

Relazioni tra oggetti

Le relazioni in IFC rappresentano i legami e le reciprocità tra gli oggetti. Queste relazioni sono fondamentali per comprendere come i vari elementi di una costruzione interagiscono tra loro. Ad esempio, un muro può essere collegato a un piano, indicando la sua posizione all’interno dell’edificio.

Implementare l’openBIM nel settore delle costruzioni

openBIM è una modalità lavorativa basata su standard aperti e sull’interoperabilità tra le discipline specialistiche che intervengono nel ciclo di vita di un’opera. Si tratta di un approccio che mira a migliorare la collaborazione tra i diversi attori coinvolti in un progetto ed è fondamentale per standardizzare le informazioni e i processi.

Standardizzazione delle informazioni

L’obiettivo principale di openBIM è standardizzare le informazioni generate durante la progettazione e la costruzione di un edificio. Ciò significa che i dati sono strutturati in modo uniforme, facilitando l’accesso e l’interpretazione da parte di tutti gli stakeholder: un’interoperabilità senza soluzione di continuità garantisce la condivisione affidabile e la gestione ottimizzata dei dati, potenziando l’efficienza del progetto.

Standardizzazione dei processi

openBIM non si limita alla standardizzazione delle informazioni ma mira anche a regolamentare i processi di condivisione delle informazioni e la collaborazione tra team diversi. Consentendo una sinergia tra diverse fasi del progetto e migliorando la comunicazione e l’efficienza attraverso dati interconnessi e condivisi in tempo reale openBIM garantisce una gestione più efficiente dei progetti e una maggiore qualità delle informazioni prodotte.

i vantaggi del BIM_Collaborazione

Per implementare con successo l’openBIM nelle imprese di costruzioni edili, è fondamentale investire nella formazione del personale e scegliere gli strumenti giusti. Investire nella formazione è essenziale per sfruttare appieno i benefici di questa tecnologia: esistono corsi online dedicati a formare esperti in openBIM, offrendo un know how formativo di prim’ordine. E’ inoltre fondamentale selezionare gli strumenti software più adatti alle esigenze dell’impresa e del progetto. Esistono diverse soluzioni BIM sul mercato, alcune delle quali specifiche per settori particolari dell’edilizia: è importante valutare attentamente le caratteristiche e le funzionalità di ciascun software, tenendo in considerazione la compatibilità con l’IFC e con gli altri applicativi utilizzati dai partner del progetto.

Superare la frammentazione del settore delle costruzioni con il BIM: il ‘gemello virtuale’

Il BIM sta guidando la digitalizzazione del settore delle costruzioni, utilizzando modelli multidisciplinari e collaborazioni cloud per informare la progettazione e la gestione delle risorse costruite, nonché gli impianti al loro interno. I gemelli digitali realizzano il pieno potenziale del BIM, collegando dati e processi con una gestione dinamica, in tempo reale e bidirezionale delle informazioni. Tutto questo è possibile in particolare tramite l’openBIM, cioè un sistema di dati aperti con il quale ciascun operatore, con qualsiasi device ed in qualsiasi fase di vita della costruzione può arricchire la struttura dati del modello.

Ma cos’è un gemello digitale?

Il gemello digitale è definito “a virtual model designed to accurately reflect a physical object”: in pratica un gemello digitale (o digital twin) è la versione digitale e dinamica di un oggetto fisico o di un ambiente, come un’auto o un edificio. Più di un semplice modello 3D, è un accumulo di dati che ha origine durante la pianificazione (e che si aggiornano progressivamente nel tempo), e accompagna ogni fase della vita di un opera/prodotto, dalla progettazione all’uso, fino alla dismissione. Quindi il gemello virtuale raccoglie tutte le informazioni dell’opera e funge da risorsa centrale per la sua gestione e monitoraggio; a differenza dei modelli statici, infatti, evolve in tempo reale, impara e comunica con la sua controparte fisica attraverso IA, machine learning e IoT.

L’interrelazione tra digital twin e approccio metodologico BIM rappresenta una potente risorsa per i professionisti edilizi, in quanto offre un’ampia gamma di benefici sia nell’ambito progettuale che nella gestione operativa degli ambienti fisici. Si capisce in quest’ottica, l’importanza dell’openBIM come prima abbiamo già detto. L’integrazione di queste due tecnologie amplifica in modo significativo i vantaggi ottenibili:

  • riduzione del tempo necessario per raccogliere le misurazioni e allocare le risorse;
  • aumento della produttività e della collaborazione;
  • riduzione dei costi e i tempi associati alle frequenti visite in situ;
  • visualizzazione dell’edificio non solo nella fase di pianificazione, ma in tutto il suo ciclo di vita con conseguente potenziamento delle fasi decisionali.

Scopri anche tu come creare un digital twin in 3 semplici passaggi nell’articolo “Come creare un digital twin model: la guida passo passo“.

Digital twin AEC

 

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