BIM Data: cosa sono, a cosa servono e e come garantirne la qualità secondo le norme ISO
I BIM Data sono i dati multidisciplinari contenuti nel modello BIM che servono ad arricchire il progetto di informazioni utili. Scopri come gestirli attraverso workflow operativi basati sulle norme ISO 23386 e ISO 23387
Quando sentiamo parlare di Building Information Modeling, nella maggior parte dei casi ci viene in mente un processo finalizzato alla creazione del modello digitale di un edificio nello spazio tridimensionale.
Questa interpretazione non è errata ma parziale e riduttiva. Non bisogna dimenticare, infatti, che il BIM è molto più di una semplice modellazione 3D!
Ciò che caratterizza questa efficiente metodologia di lavoro (e la rende diversa dai metodi di progettazione convenzionali) sono i BIM Data, ovvero i dati e le informazioni di cui i modelli BIM sono estremamente ricchi e che hanno l’obiettivo di supportare l’intero processo di ideazione, realizzazione e gestione di un’opera attraverso l’utilizzo di un BIM Data management software.
Se vuoi approfondire questo argomento e capire perché i dati nel BIM sono così importanti, continua nella lettura dell’articolo e ti aiuterò a scoprire le caratteristiche e le potenzialità dei BIM Data!
Cosa rende i dati BIM il cuore del Building Information Modeling?
Se ti stai chiedendo se un modello BIM può contenere dati utili alla progettazione, costruzione e gestione di un edificio o di una qualsiasi opera del settore delle costruzioni, la risposta è: “Assolutamente sì!”
Come suggerisce lo stesso termine di “Building Information Modeling”, le informazioni costituiscono la base su cui si fonda questa metodologia, e sono in grado di trasformare un semplice modello geometrico tridimensionale in un enorme archivio di dati rilevanti per il progetto, definiti anche BIM Data.
I dati BIM (Building Information Modeling) costituiscono il fondamento su cui si basa tutto il processo di modellazione informativa. Essi comprendono un insieme strutturato di informazioni geometriche, fisiche e funzionali relative a ogni elemento di un progetto edilizio. Questi dati non solo descrivono le proprietà degli oggetti (come materiali, dimensioni e prestazioni), ma anche le loro relazioni e comportamenti all’interno di un modello digitale integrato. Il motivo per cui i dati BIM sono centrali risiede nella loro capacità di garantire coerenza, coordinamento e interoperabilità tra le diverse discipline coinvolte nel progetto. Attraverso l’uso di formati standardizzati e database condivisi, i dati BIM consentono una visione unificata del ciclo di vita dell’edificio, facilitando decisioni informate, riducendo errori e migliorando l’efficienza operativa in tutte le fasi, dalla progettazione alla manutenzione. In un settore sempre più orientato alla digitalizzazione, la gestione accurata e l’ottimizzazione dei dati BIM rappresentano un elemento cruciale per garantire il successo di progetti complessi e sostenibili.
Di seguito cercheremo di capire insieme in cosa consistono esattamente i BIM Data, come sono strutturati e in che modo possono essere condivisi tra le diverse figure professionali che partecipano al processo BIM.

Contenuti del modello BIM | Geometria e BIM Data
Cosa sono e perché sono importanti i BIM Data?
Il termine BIM Data si riferisce alla grande quantità di dati generati, archiviati e condivisi nel corso di un processo di progettazione gestito tramite metodologia BIM, dai diversi gruppi disciplinari coinvolti nel progetto.
Questi dati costituiscono parte integrante del modello BIM e svolgono un ruolo di fondamentale importanza perché arricchiscono il progetto di elementi e informazioni utili allo sviluppo delle fasi successive.
Attraverso i BIM Data, infatti, è possibile trasformare la modellazione 3D in uno strumento molto più utile che va ben oltre la fase di progettazione e costruzione e garantisce la massima efficienza nella gestione del ciclo di vita della struttura.
L’obiettivo principale dei BIM Data è quello di definire compiutamente gli elementi chiave della progettazione non solo dal punto di vista geometrico, ma anche rispetto alle ulteriori dimensioni previste dal BIM (tempi, costi, sostenibilità, facility management, sicurezza, ecc.).
Poiché il modello BIM rappresenta la principale fonte di informazioni sull’edificio, è opportuno chiedersi quante di queste informazioni dovrebbero essere inserite al suo interno.
Oltre alle caratteristiche geometriche dei singoli elementi, un tipico modello BIM può contenere, ad esempio:
- dati sui materiali;
- dati di progettazione;
- dati di pianificazione (4D);
- dati di costo (5D);
- dati strutturali;
- dati energetici;
- dati ambientali;
- dati di produzione;
- dati sulla consegna in cantiere;
- dati di installazione e montaggio;
- dati sulla salute e sicurezza;
- dati sulla qualità;
- dati sulla messa in servizio;
- dati sulla manutenzione;
- dati sulla demolizione.
Tuttavia, includere nel modello BIM quante più informazioni possibili non sempre si rivela una scelta vincente. Troppe informazioni, infatti, potrebbero risultare confuse, illeggibili o addirittura ridondanti, e rendere il modello stesso più difficile da produrre, usare e gestire.
D’altra parte, aggiungere poche informazioni (oltre a quelle risultanti dalla geometria degli oggetti) rende il modello BIM simile ad una semplice rappresentazione tridimensionale dell’edificio.
La soluzione migliore, quindi, è quella di trovare il giusto equilibrio e definire la tipologia e la quantità di BIM Data da inserire nel modello sulla base dei seguenti fattori:
- tipo di progetto;
- fase operativa;
- obiettivi da raggiungere;
- requisiti informativi del committente (anche in termini di livello di sviluppo degli oggetti);
- esigenze dei partener che collaborano al processo.

Tipologie di BIM Data
Il ruolo dei dati BIM nel ciclo di vita di un edificio
I dati BIM svolgono un ruolo fondamentale in ogni fase del ciclo di vita di un edificio, fornendo un flusso continuo di informazioni che collega progettazione, costruzione, gestione e dismissione. Durante la fase di progettazione, i dati BIM consentono la creazione di modelli digitali che integrano informazioni geometriche, strutturali e funzionali, facilitando il coordinamento tra architetti, ingegneri e altre parti coinvolte.
Nella fase di costruzione, questi dati diventano essenziali per pianificare attività, ottimizzare risorse e ridurre sprechi, grazie alla loro capacità di simulare scenari reali e identificare eventuali conflitti prima dell’inizio dei lavori sul campo.
Una volta completata la costruzione, i dati BIM vengono trasferiti nella fase operativa e gestionale dell’edificio. Qui, essi supportano la manutenzione predittiva e la gestione degli asset, consentendo ai facility manager di monitorare le prestazioni degli impianti e di accedere rapidamente a informazioni critiche come schede tecniche, piani di manutenzione e garanzie. Grazie alla loro natura dinamica, i dati BIM possono essere aggiornati durante la vita utile dell’edificio, riflettendo modifiche o aggiornamenti effettuati nel tempo.
Infine, nella fase di dismissione o riqualificazione, i dati BIM offrono una base di conoscenza per la pianificazione di demolizioni sostenibili o interventi di ristrutturazione, assicurando che materiali e componenti possano essere riutilizzati o riciclati in modo efficiente.
La centralità dei dati BIM risiede nella loro capacità di fornire una “memoria digitale” dell’edificio, accessibile in qualsiasi momento del ciclo di vita del bene e da tutti gli stakeholder interessati, promuovendo trasparenza e continuità informativa tra le diverse fasi e attori coinvolti. Questo approccio non solo migliora l’efficienza e la sostenibilità dei progetti, ma consente anche una gestione più consapevole e ottimizzata degli edifici nel lungo termine.
Come strutturare i dati BIM per la massima efficienza e collaborazione
I BIM Data devono essere strutturati in modo da facilitarne la produzione, la condivisione, la modifica e l’archiviazione da parte dei soggetti direttamente interessati.
Dopo aver definito nel dettaglio quanti sono e quali sono i dati rilevanti del progetto, è possibile strutturare questi dati secondo due diverse configurazioni:
- BIM Data integrati nel modello;
- BIM Data collegati al modello.
Nel primo caso, i dati prescelti vengono implementati direttamente nel modello BIM come proprietà o attributi associati ai singoli elementi. Integrare i BIM Data nel modello significa strutturare le informazioni necessarie secondo lo schema dati IFC, il formato aperto e interoperabile che, tramite una struttura ben definita, è in grado di descrivere compiutamente gli oggetti contenuti nel modello, le relazioni che intercorrono tra questi oggetti, e tutte le proprietà e gli attributi ad essi associati.
Questa soluzione consente di avere un modello ricco di informazioni immediatamente disponibili, e consultabili direttamente dalle schede informative degli oggetti. Tuttavia, una quantità eccessiva di informazioni potrebbe appesantire significativamente il modello BIM.
In alcuni casi, quindi, è preferibile seguire la seconda soluzione che prevede l’organizzazione e la strutturazione dei BIM Data all’interno di un Common Data Environment, e il loro successivo collegamento al modello, ad esempio tramite link. Con questo sistema il modello BIM risulta più leggero e gestibile perché le informazioni di progetto vengono memorizzate su un sistema esterno.
Per approfondire, leggi anche BIM data structure: una guida completa agli strumenti di strutturazione dati nei modelli BIM.
Come fornire dati BIM: formati per l’interoperabilità e la collaborazione
Il tipo di formato da utilizzare per la condivisione dei BIM Data dipende da come si desidera utilizzare questi dati.
Per garantire l’interoperabilità e la leggibilità delle informazioni di progetto da parte dei diversi software BIM, e favorire la collaborazione tra i soggetti coinvolti, è opportuno utilizzare formati aperti e standardizzati, come l’IFC. Questo schema dati, infatti, oltre ad essere ampiamente utilizzato nel settore, aiuta i progettisti a condividere i contenuti BIM, semplifica i flussi di lavoro e può essere letto da qualsiasi strumento o applicazione che supporti lo standard.
I BIM Data possono essere esportati e condivisi anche in semplice formato XML. I dati COBie, ad esempio, rappresentano uno standard internazionale comunemente accettato, e consistono in un semplice foglio di calcolo che contiene le informazioni necessarie alla fase di gestione e manutenzione dell’opera.
Un’ulteriore opzione per la condivisione dei BIM Data consiste nello scambio dei file in formato proprietario, ma in questo caso è necessario disporre di software compatibili con il formato richiesto, che permettano di leggere ed editare correttamente le informazioni contenute nel modello BIM.
Per gestire più facilmente i BIM Data associati a un qualsiasi modello BIM, affidati a un IFC File Viewer gratuito. Questo particolare strumento ti consentirà di visualizzare, modificare, convertire o condividere modelli BIM in formato IFC, qualunque sia il software di BIM Authoring utilizzato per la loro creazione, e ti aiuterà a leggere, controllare e gestire i tuoi BIM Data nel migliore dei modi.
Workflow operativo: gestire la qualità dei dati BIM secondo le norme ISO
La crescente quantità di informazioni contenute nei modelli BIM rende indispensabile adottare criteri condivisi per organizzare, validare e controllare i dati BIM durante tutto il ciclo di vita dell’opera. Senza una struttura informativa coerente, infatti, il rischio è quello di generare modelli ricchi di dati ma difficili da verificare, aggiornare e riutilizzare nei diversi processi progettuali, costruttivi e gestionali.
Per evitare disallineamenti informativi, duplicazioni e difficoltà di interoperabilità tra software e stakeholder differenti, il settore BIM si sta orientando verso standard internazionali dedicati alla gestione strutturata dei dati e dei requisiti informativi.
Il ruolo delle norme ISO 23386 e ISO 23387
In questo contesto si inseriscono le norme ISO 23386 e ISO 23387, che definiscono metodologie e modelli di riferimento per la standardizzazione dei dati BIM e per il controllo della loro qualità.
La ISO 23386 è articolata in sette capitoli e quattro allegati e stabilisce le regole per la definizione delle proprietà e una metodologia per la loro creazione e manutenzione.
La ISO 23387 assume una connotazione più tecnica ed è rivolta agli sviluppatori di software. Anch’essa articolata in sette capitoli e quattro allegati, stabilisce i principi e la struttura dei modelli di dati per oggetti da costruzione, fornendo le regole per collegare i modelli di dati e le classi IFC all’interno di un dizionario di dati basato sulla ISO 12006.
Le due norme operano in sinergia: la prima definisce le proprietà informative e le relative regole di gestione, mentre la seconda stabilisce come tali dati devono essere strutturati all’interno dei modelli digitali.
Un workflow operativo per il controllo della qualità dei dati BIM
L’applicazione concreta di questi principi richiede workflow operativi in grado di organizzare, controllare e validare le informazioni presenti nei modelli BIM.
Un esempio applicativo è rappresentato dalla gestione centralizzata di librerie di oggetti BIM, property set e dataset informativi finalizzati alla verifica automatica della conformità dei modelli IFC rispetto ai requisiti richiesti dalla committenza. Questo workflow si sviluppa attraverso quattro fasi principali.
- Creazione della libreria centralizzata di oggetti BIM.
Il primo step consiste nella realizzazione di un archivio centralizzato che raccoglie tutti gli oggetti BIM organizzati gerarchicamente per supercategorie, categorie e subcategorie. Ogni oggetto viene associato a specifiche proprietà informative e prestazionali — come produttore, anno di produzione, numero di serie o data di installazione — garantendo uniformità dei dati e semplificando l’aggiornamento delle informazioni condivise tra più progetti. - Associazione degli oggetti agli interventi.
Una volta popolata la libreria, gli oggetti vengono associati alle singole opere o ai diversi interventi progettuali. Questo consente di creare viste personalizzate della libreria in funzione dei requisiti informativi di ciascun progetto, mantenendo il collegamento diretto tra libreria e modelli BIM reali e facilitando il controllo della coerenza dei dati tra modelli differenti. - Associazione delle proprietà ai casi d’uso BIM.
Le proprietà informative possono essere collegate alle diverse fasi del processo — progettazione, esecuzione, collaudo, gestione e manutenzione — e ai differenti casi d’uso BIM, come rilievo, verifica dei vincoli o estrazione degli elaborati.
In questo modo è possibile definire con precisione quali informazioni devono essere presenti in ogni fase del ciclo di vita dell’opera, evitando sia la produzione di dati superflui sia la mancanza di informazioni necessarie nelle fasi successive. - Generazione e verifica automatica dei dati.
A partire dalle associazioni tra oggetti, proprietà e casi d’uso, il sistema può generare automaticamente dataset informativi in diversi formati:- formato PDF, utile per documentare, condividere e archiviare la struttura informativa della libreria in modo chiaro, trasparente e tracciabile;
- formato IDS (Information Delivery Specification), utilizzato per eseguire verifiche automatiche di conformità sui modelli IFC. Attraverso il file IDS è infatti possibile controllare che gli oggetti presenti nel modello IFC siano valorizzati correttamente rispetto ai requisiti informativi richiesti dalla committenza. Ad esempio, il sistema può verificare che un’entità come un lampione contenga tutte le proprietà previste, come il produttore o altri parametri informativi. Se una proprietà risulta mancante, il sistema la segnala automaticamente, consentendo di correggere il modello e aggiornare immediatamente l’esito della verifica.
Per implementare questo tipo di workflow è possibile utilizzare software per il BIM quality management, progettati per la gestione strutturata di librerie BIM, property set, requisiti informativi e controlli automatici di conformità IFC secondo gli standard buildingSMART e le norme ISO 23386 e ISO 23387.
Quali sono le potenzialità dei BIM Data?
Gli strumenti di BIM Business Intelligence permettono di sfruttare i BIM Data per prendere decisioni informate e rendere i processi di progettazione, costruzione e gestione molto più veloci, economici e facili da sviluppare.
Se sfruttati al massimo delle loro potenzialità, infatti, questi dati consentono di:
- migliorare il controllo del progetto;
- ottenere documenti ed elaborati più accurati;
- facilitare analisi, verifiche o calcoli complessi;
- semplificare la gestione dei conflitti geometrici e informativi;
- favorire l’interoperabilità e lo scambio delle informazioni;
- monitorare costantemente tempi, costi e risorse;
- incrementare la produttività;
- assicurare la conformità agli standard richiesti;
- garantire la qualità e l’affidabilità del risultato finale;
- supportare la fase di gestione e manutenzione.
Tendenze future nei dati BIM e nella costruzione digitale
Il futuro dei dati BIM e della costruzione digitale è strettamente legato a innovazioni tecnologiche che stanno trasformando l’intero settore AEC (Architecture, Engineering, and Construction).
Una delle principali tendenze è l’integrazione dei dati BIM con tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale (AI), il machine learning (ML) e la realtà aumentata (AR).
L’AI e il ML consentono di analizzare enormi quantità di dati BIM per identificare pattern, prevedere rischi e ottimizzare le decisioni progettuali. La realtà aumentata, invece, sfrutta i dati BIM per creare visualizzazioni immersive che supportano progettisti e operai durante le fasi di costruzione e manutenzione.
Un’altra direzione chiave è l’adozione di standard di interoperabilità avanzati, come il formato IFC (Industry Foundation Classes), per migliorare la collaborazione tra piattaforme software diverse. L’interoperabilità diventa fondamentale in progetti complessi e multi-disciplinari, dove un flusso di dati fluido e standardizzato garantisce una comunicazione efficace tra tutti i partecipanti. Inoltre, l’uso di piattaforme cloud per la gestione dei dati BIM sta crescendo rapidamente, permettendo l’accesso remoto, la condivisione in tempo reale e la protezione dei dati attraverso sistemi avanzati di cybersecurity.
La costruzione digitale, guidata dai dati BIM, sta anche beneficiando dell’implementazione di tecniche come il Digital Twin. I gemelli digitali, che rappresentano repliche virtuali degli edifici, utilizzano i dati BIM come base per simulazioni e monitoraggi in tempo reale. Ciò consente di ottimizzare le prestazioni degli edifici, ridurre i costi operativi e adottare strategie di manutenzione predittiva.
Infine, la sostenibilità sta diventando un elemento sempre più integrato nei processi BIM. L’analisi dei dati BIM viene utilizzata per valutare l’impatto ambientale di materiali e processi, favorendo la progettazione di edifici più efficienti dal punto di vista energetico e riducendo le emissioni di carbonio. In parallelo, l’adozione di normative digitali e l’uso del BIM nei piani di costruzione governativi stanno promuovendo una maggiore standardizzazione e un’accelerazione della trasformazione digitale nel settore.
Il futuro dei dati BIM e della costruzione digitale non riguarda solo la tecnologia, ma un cambiamento culturale verso la collaborazione, la trasparenza e l’efficienza. In un panorama in rapida evoluzione, le aziende che sapranno adottare e integrare queste innovazioni rimarranno competitive, guidando un settore sempre più orientato alla digitalizzazione e alla sostenibilità.
FAQ sui BIM Data
Cosa sono i BIM Data?
I BIM Data sono l’insieme delle informazioni contenute all’interno di un modello BIM. Comprendono dati geometrici, tecnici, prestazionali, economici e gestionali relativi agli elementi di un’opera edilizia.
A cosa servono i BIM Data?
I BIM Data servono a supportare tutte le fasi del ciclo di vita dell’edificio: progettazione, costruzione, gestione, manutenzione e dismissione. Consentono di migliorare coordinamento, interoperabilità e controllo delle informazioni.
Qual è la differenza tra geometria e BIM Data?
La geometria rappresenta la forma tridimensionale degli elementi, mentre i BIM Data comprendono tutte le informazioni associate agli oggetti BIM, come materiali, prestazioni, costi, manutenzione e proprietà tecniche.
Quali sono i principali formati per condividere i BIM Data?
I principali formati utilizzati sono:
- IFC per l’interoperabilità openBIM;
- COBie per gestione e manutenzione;
- XML per strutture dati personalizzate;
- formati proprietari specifici dei software BIM.
Cosa prevedono le norme ISO 23386 e ISO 23387?
La ISO 23386 definisce le regole per la gestione dei dizionari di dati BIM, mentre la ISO 23387 stabilisce la struttura dei modelli di dati e il collegamento con le classi IFC.
Come si controlla la qualità dei dati BIM?
La qualità dei dati BIM può essere verificata tramite workflow di BIM quality management e controlli automatici sui modelli IFC attraverso file IDS (Information Delivery Specification).
Quali software permettono di gestire i BIM Data?
Esistono specifici software per il BIM quality management che consentono di strutturare librerie BIM, property set, requisiti informativi e verifiche automatiche IFC.
Leggi l’approfondimento: “openBIM standards“

Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/bim-data-cosa-sono/




