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Beneficio prima casa: non basta il domicilio ma occorre la residenza!

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Con il solo domicilio si perdono i benefici, anche se si riesce a dimostrare di vivere realmente nell’abitazione che ha scontato l’imposta di registro e le imposte ipocatastali.

Per usufruire delle agevolazioni fiscali sulla prima casa bisogna necessariamente trasferire la residenza anagrafica nel Comune in cui si trova l’immobile acquistato, entro 18 mesi dal rogito.
Con il solo domicilio si perdono i benefici, anche se si riesce a dimostrare di vivere realmente nell’abitazione che ha scontato l’imposta di registro e le imposte ipocatastali.

E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 6834 del 19 marzo 2013, che ha ricordato come il mancato trasferimento della residenza anagrafica, anche se dovuto ad una mera dimenticanza, non consente all’acquirente l’accesso agli sconti sull’imposta di registro e sulle imposte ipocatastali.
Nel caso in esame, l’Agenzia delle Entrate ricorre per Cassazione contro la Sentenza della Commissione Tributaria regionale dell’Emilia Romagna che accoglieva l’appello di due coniugi che avevano usufruito delle agevolazioni “prima casa” sull’immobile acquistato dimenticandosi di trasferire la residenza anagrafica nel nuovo Comune.

Secondo la Commissione Tributaria, il mancato trasferimento della residenza era dovuto appunto a dimenticanza, ma la documentazione acquisita comprovava che comunque gli acquirenti vivevano nella casa che aveva beneficiato delle agevolazioni, quindi il beneficio era dovuto.
La Cassazione, invece, “boccia la visione assolutamente erronea” della Commissione tributaria: il dato anagrafico è indispensabile per la fruizione dei benefici, mentre non ha alcun rilievo la negligenza dei due coniugi.

Clicca qui per scaricare l’Ordinanza della Cassazione n. 6834 del 19 marzo 2013

 
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