Bando poco chiaro: le FAQ no hanno valore integrativo

Bando poco chiaro: le FAQ hanno valore integrativo?

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Il Tar Lazio ribadisce che le FAQ non hanno valore integrativo né tantomeno normativo di un bando!

Fondi PNRR e semplificazioni dei ricorsi (art. 3, comma 1 del dl n. 85/2022): arriva una prima sentenza del Tar in merito.

Il caso è relativo al bando del MIUR (G.U. n. 78 del 31/03/2021) sul recupero edifici comunali per servizi alla famiglia ed in particolare l’avviso pubblico oggetto della sentenza fa riferimento all’articolo 1, comma 59, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge Bilancio 2021), che ha stanziato risorse pari a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e a 200 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2034 per il finanziamento degli interventi relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione di edifici di proprietà dei comuni destinati ad asili nido e scuole dell’infanzia.

Ma ora lasciamo spazio alle interessanti considerazioni della sentenza n. 10163/2022 del Tar Lazio.

Il caso sul bando non chiaro finanziato con fondi PNRR

Un Comune partecipava al suddetto bando, piazzandosi nella graduatoria provvisoria degli ammessi al finanziamento per i centri polifunzionali per la famiglia, ma successivamente il ministero lo escludeva, poiché l’intervento candidato proponeva la demolizione e ricostruzione di un edificio destinato ad ospitare una scuola primaria in contrasto con quanto previsto dalla disposizione citata che prevedeva, invece, la possibilità di partecipare alla selezione in parola solo in caso di interventi aventi ad oggetto edifici di proprietà dell’ente locale che, in aggiunta, fossero destinati ad asili nido o scuole dell’infanzia o a centri polifunzionali per la famiglia.

Infatti per il Ministero, l’avviso pubblico non prevedeva la possibilità di ammettere al finanziamento edifici aventi originariamente altra destinazione (per esempio, scuola primaria).

Tale circostanza, inoltre, era stata precisata anche con l’avviso pubblico di chiarimento (FAQ) in uno dei quesiti, ove era stato specificato come l’edificio oggetto di intervento dovesse essere già destinato a centro polifunzionale per la famiglia.

Il Comune decideva di far ricorso al Tar. Infatti a suo avviso le disposizioni, in relazione alla “costruzione” di “centri polifunzionali per la famiglia”, non prevedevano affatto che per la loro costruzione fosse stata indispensabile che le opere da recuperare dovessero essere già destinate alla funzione scopo del recupero, in tal caso opera già destinata a centro polifunzionale per la famiglia.

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Tar Lazio: non è importante la destinazione d’uso precedente dell’immobile da recuperare

I giudici evidenziano quanto riportato nel bando a proposito di “interventi relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione” ma è altrettanto vero che nella sua seconda parte l’avviso si riferisce a “costruzione di edifici di proprietà dei comuni destinati ad asili nido e scuole dell’infanzia o destinati o da destinare a centri polifunzionali per la famiglia“; a parere dei togati:

il concetto di “costruzione” e la precisazione “da destinare” vale a disgiungere la realizzazione di centri polifunzionali dallo status quo ante dell’immobile, con l’unico vincolo che si tratti di immobili di proprietà pubblica

Ma l’avviso sancisce chiaramente che sono ammissibili (anche) interventi di “costruzione” di centri polifunzionali per la famiglia, e tale locuzione disegna una fattispecie che prescinde dalle caratteristiche dell’immobile antecedentemente all’intervento.

Sul piano finalistico, è corretta l’impostazione del Comune secondo cui tra gli obiettivi del PNRR va a ragione individuato quello di offrire servizi territoriali anche innovativi rivolti alla famiglia, risultando di minor rilievo la situazione immobiliare antecedente.

Le FAQ non possono avere valore di integrazione della normativa

Quanto alle FAQ, attraverso le quali il Ministero ha specificamente puntualizzato sulla questione, il Tar osserva che:

in aderenza ad un orientamento consolidato della Giurisprudenza, deve ritenersi che le FAQ non abbiano alcun valore integrativo del bando, né tantomeno normativo, né può ritenersi che sussistesse in capo agli aspiranti un onere di consultazione

fermo il loro valore, insieme ad un’altra molteplicità di fattori, ai fini del consolidamento di un legittimo affidamento del privato, occorre quindi riconoscere che le FAQ non possono fondare un’operazione disapplicativa di norme.

In ultimo, i giudici precisano sulla questione della demolizione e ricostruzione che, nel caso in esame, le risorse concesse non possono essere destinate alla demolizione della scuola primaria, che va effettuata quindi con fondi del Comune, come espressamente dichiarato senza contestazione dallo stesso.

Il ricorso è, quindi, accolto.

 

 

 

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