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Banche e cessione del credito: ecco chi ha riaperto

Banche e cessione del credito: quali sono i tempi?

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Banche e cessione del credito: interrogazione parlamentare su tempi e modalità di attuazione della piattaforma di smaltimento dei crediti incagliati relativi al Superbonus

Uno dei maggiori problemi legati allo stop della cessione del credito e dello sconto in fattura riguarda i crediti incagliati, ossia quei crediti che non si possono acquistare o vendere. A seguito, infatti, dei repentini cambiamenti normativi il Governo ha deciso (decreto legge n. 11/2023) di stoppare la possibilità di accedere alle opzioni (cessione del credito e allo sconto in fattura) per chi esegue dei lavori di edilizia, creando così una situazione di stallo con lo stop di molti lavori già avviati ed un impatto fortemente negativo sulle imprese edili.

In una recente interrogazione parlamentare (n. 5-01135 Del Barba) vengono chiesti chiarimenti su tempi e modalità di attuazione della piattaforma di smaltimento dei crediti incagliati relativi al Superbonus. Ricordiamo che, nel corso dell’esame parlamentare per la conversione in legge del D.L. n. 11/2023 (legge di conversione n. 38/2023, approvato definitivamente il 5 aprile scorso), è stata introdotta una disposizione che autorizza le banche, gli intermediari finanziari e le imprese di assicurazione, che sono cessionari di crediti di imposta per interventi legati al cosiddetto Superbonus, di utilizzare in relazione agli interventi effettuati sino all’anno di spesa 2022, in tutto o in parte, detti crediti per sottoscrivere emissioni di Buoni del Tesoro Poliennali, con scadenza non inferiore a dieci anni. Ma ad oggi c’è ancora molta incertezza in merito; per rimanere aggiornati su tutte le nuove misure e non rischiare di perdere i benefici fiscali o di incorrere in procedure errate che possono pregiudicare le agevolazioni, ti consiglio di utilizzare lo strumento di gestione dei bonus edilizi che, costantemente aggiornato alle nuove regole, può aiutarti a gestire in sicurezza le tue pratiche.

Interrogazione parlamentare 5-01135: tempi e modalità di attuazione della piattaforma di smaltimento dei crediti incagliati

In riferimento alla necessità di fornire al più presto una soluzione alla problematica della circolazione dei crediti d’imposta cedibili, il Governo aveva preannunciato l’intervento di uno strumento privato, dunque operante in regime di mercato, guidato da Enel X, l’On. Del Barba (con Interrogazione n. 5-01135) chiede al Governo chiarimenti su tempi e modalità di attuazione della piattaforma di smaltimento dei crediti incagliati relativi al Superbonus.

Nella seduta del 19 luglio presso la Commissione Finanze della Camera la Sottosegretaria Albano ha risposto evidenziando in particolare che:

a seguito delle nuove disposizioni dettate dal citato decreto-legge n. 38 del 2023, alcuni istituti bancari hanno deciso di riavviare le piattaforme per la cessione del credito per i bonus edilizi, dopo un periodo tecnico necessario per adeguarsi alle recenti direttive legislative.

In particolare, alla luce delle informazioni in possesso di questo Ministero, Intesa San Paolo, UniCredit e Sparkasse già procedono al riacquisto di tali crediti, mentre Poste Italiane sta ultimando le procedure. Tra le banche che hanno dichiarato la propria disponibilità a riattivare la cessione del credito vi è anche Banco Bpm.

Sono, inoltre, state predisposte da parte di operatori privati alcune piattaforme di intermediazione che permettono la valutazione di offerte di acquisto di bonus edilizi, quali: Finanza.Tech e SiBonus, Giroconto, Innova Credit e, da ultimo, FederBonus.

Giova ribadire, che, in linea con la normativa vigente e con le regole che presiedono la contabilità di Stato, nessuna iniziativa è stata intrapresa in questo senso direttamente dall’amministrazione pubblica.

Tuttavia, il Governo ha sempre interloquito con i vari attori coinvolti nel complesso sistema della cessione dei crediti – operatori industriali, bancari, rappresentanze delle imprese – per individuare soluzioni di sistema e per consentire, nei limiti previsti dalla legge, una più fluida circolazione dei crediti di imposta riferibili alle attività citate dall’interrogante.

Infine, con particolare riferimento alla società ENEL X, citata dall’onorevole interrogante, dalle ultime informazioni acquisite, risulta che la società continua ad adempiere agli impegni assunti nei confronti del mercato. Corre tuttavia l’obbligo di precisare che la piattaforma citata dall’interrogante è strumento gestionale la cui costituzione e funzionamento rientrano nelle prerogative gestorie della società sulle attività rimesse all’autonomia privata del soggetto attuatore e alle valutazioni, commerciali e non, della Società medesima.

Cessione del credito: breve riepilogo

L’articolo 121 del D.L. n. 34/2020 (decreto Rilancio) e s.m.i. riconosce ai soggetti che hanno sostenuto, negli anni dal 2020 al 2025, spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici e di colonnine di ricarica, la facoltà di optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, alternativamente:

  • per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore di beni e servizi relativi agli interventi agevolati. Il fornitore recupera il contributo anticipato sotto forma di credito d’imposta di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di cedere tale credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
  • per la cessione di un credito d’imposta corrispondente alla detrazione spettante, ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Decreto blocca cessioni: le novità

La legge 38/2023 di conversione del D.L. 11/2023, il decreto “Blocca cessioni”, riscrive completamente le regole sullo sconto in fattura e cessione dei crediti per il 2023, con modifiche radicali all’art. 121 del decreto Rilancio, in particolare:

  • stop agli enti locali all’acquisto dei crediti da Superbonus;
  • responsabilità solidale del cessionario;
  • stop alle nuove cessioni del credito e allo sconto in fattura;
  • stop anche al vecchio meccanismo di cessione dei crediti (D.L. 63/2013).

Cessione del credito riaperta, ma per quali lavori?

A partire dallo scorso 17 febbraio non è più possibile, quindi, usufruire della cessione del credito e dello sconto in fattura per i nuovi interventi; in tali circostanze è possibile recuperare parte della spesa sostenuta solo attraverso le detrazioni in sede di elaborazione della dichiarazione dei redditi.

Vi sono alcuni lavori, però, per cui è ancora possibile beneficiare della cessione del credito:

  • gli interventi per cui la richiesta del titolo edilizio sia stata presentata entro il 16 febbraio 2023. In alternativa è possibile beneficiare dello sconto in fattura e della cessione del credito se prima di questa data è stato stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura dei beni e dei servizi oggetto dei lavori, utilizzando una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;
  • gli interventi di superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche, agevolati con la detrazione del 75% (articolo 119-ter, Dl 34/2020);
  • limitatamente alle zone sismiche di categoria 1, 2 e 3, gli interventi, rientranti nella disciplina del superbonus, compresi in piani di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione urbana comunque denominati, purché tali piani presentino contenuti di dettaglio, attuabili tramite titoli semplificati, che al 17 febbraio 2023 risultano approvati dalle amministrazioni comunali e concorrono a ridurre il consumo energetico e all’adeguamento sismico degli edifici;
  • se il committente rientra in una delle seguenti categorie: istituti autonomi case popolari; cooperative di abitazione a proprietà indivisa; Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale.

Superbonus e Btp

L’art 1-sexies della legge n. 38/2023 prevede che le banche, intermediari finanziari, società appartenenti a un gruppo bancario potranno utilizzare i crediti d’imposta legati agli interventi del Superbonus, la cui spesa è stata sostenuta sino al 31 dicembre 2022. Tali enti, potranno sottoscrivere emissioni di Btp con scadenza non inferiore a 10 anni:

  • nel limite del 10% della quota annuale eccedente i crediti di imposta e a condizione che il cessionario abbia esaurito la propria capienza fiscale nello stesso anno;
  • il primo utilizzo potrà essere effettuato in relazione alle emissioni ordinarie effettuate a partire dal primo gennaio 2028;
  • a fronte di interventi legati al Superbonus e già utilizzati in compensazione;
  • se il cessionario ha esaurito la propria capienza fiscale nello stesso anno.

Quando riparte la cessione del credito?

Tra gli emendamenti presentati ed approvati dalla Camera per poter riaprire il mercato della cessione dei crediti collegati al Superbonus, di particolare importanza è quello relativo all’estensione del termine ultimo per la presentazione della comunicazione all’Agenzia delle Entrate: il termine slitta dal 31 marzo al 30 novembre, data ultima di presentazione della dichiarazione dei redditi riferita al 2022. Pertanto, è prevista la possibilità di utilizzare il meccanismo della remissione in bonis per presentare la comunicazione di cessione alle Entrate in ritardo, senza perdere il diritto all’opzione, ma a fronte del pagamento di una sanzione di 250 euro.

Inoltre, tra le soluzioni prospettate per sbloccare il sistema del Superbonus, il Governo è al lavoro per creare una piattaforma per lo sblocco dei crediti con Enel X come veicolo, relativamente ai lavori già avviati prima di metà febbraio. Si tratterebbe di un portale online apposito per il ricircolo dei crediti tramite cui sarebbe possibile vendere e riacquistare crediti, immettendoli nuovamente in circolazione.

Quali banche riaprono alla cessione del credito? Risponde un’interrogazione del MEF

A tal riguardo, il 31 maggio la sottosegretaria di Stato per l’economia e le finanze ha risposto in Commissione Finanze della Camera all’interrogazione 5-00934 Fenu: Iniziative per la gestione dei crediti fiscali incagliati circa le iniziative per la gestione dei crediti fiscali incagliati.

Stando alla risposta del MEF, sono solo tre banche (Enel X, Intesa Sanpaolo e Sparkasse) che hanno ripreso gli acquisti di crediti e altre tre sarebbero pronte a farlo (Credit Agricole, UniCredit e Poste Italiane stanno ultimando le procedure per dare avvio al procedimento in linea con la normativa vigente). In riferimento, infine, all’operatività completa della piattaforma Enel X, è prevista entro il mese di settembre 2023.

Di seguito il comunicato di Unicredit ed Intesa Sanpaolo:

 

Accordo Intesanpaolo

Accordo Intesanpaolo

 

 

Il Portale SiBonus per la cessione crediti, cos’è?

Il Portale SiBonus è la piattaforma che facilita l’incontro tra domanda e offerta dei crediti, al fine di rendere più semplice ottenere liquidità con la cessione dei crediti maturati. Con una convenzione tra InfoCamere e Confartigianato, la piattaforma è aperta a tutti i cittadini, imprese e enti privati interessati a vendere o acquistare crediti di imposta generati a seguito dagli interventi previsti dalla legge (superbonus 110%, ecobonus, sismabonus, bonus facciate, bonus ristrutturazioni).

Si tratta, in pratica, di un’estensione o un’evoluzione di una piattaforma e-commerce che permette di vendere a chiunque i propri prodotti servizi; la peculiarità sostanziale è che l’unico oggetto vendibile o acquistabile su SiBonus è il credito d’imposta.

 

Ti allego le legge 38/2023 e il testo coordinato; per gestire correttamente le tue pratiche di Superbonus ti suggerisco un software 110 linee guida che ti supporta nella corretta gestione della pratica e dei lavori per il Superbonus e per tutti gli altri bonus per l’edilizia dallo studio di fattibilità allo stato finale dei lavori.

 

 

usbim-superbonus
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