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Autorizzazione sismica in sanatoria: esiste?

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Esiste un procedimento di autorizzazione sismica in sanatoria? Procedura, riferimenti normativi e casi giuridici per non commettere errori

La concessione dell’autorizzazione sismica rappresenta un requisito fondamentale per attestare la sicurezza strutturale degli edifici in zone sismiche sia durante nuove costruzioni che per interventi di ristrutturazione. Ma è possibile regolarizzare un’autorizzazione sismica attraverso la sanatoria?

Scopri dettagliatamente la normativa di riferimento, le implicazioni e il tipo di procedimento coinvolto.

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Cos’è l’autorizzazione sismica?

L’autorizzazione sismica costituisce un atto autonomo e preliminare, necessario per ottenere il permesso di costruire o altri titoli edilizi che autorizzano l’intervento dal punto di vista urbanistico ed edilizio.

Nello specifico, il D.P.R. 380/2001 stabilisce la necessità di ottenere un’autorizzazione preventiva per qualsiasi intervento edilizio nelle zone sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità. Questa autorizzazione è richiesta prima dell’avvio dei lavori e deve essere rilasciata dall’ufficio tecnico competente della regione.

Autorizzazione sismica: normativa di riferimento

In riferimento all’ottenimento di un’autorizzazione sismica, l’articolo 94-bis comma 3 del D.P.R. 380/2001 stabilisce quanto segue:

Art. 94-bis, comma 3 – D.P.R. 380/2001

3. Fermo restando l’obbligo del titolo abilitativo all’intervento edilizio, non si possono iniziare lavori relativi ad interventi «rilevanti», di cui al comma 1, lettera a), senza preventiva autorizzazione scritta del competente ufficio tecnico della regione, in conformità all’articolo 94.

Gli interventi considerati rilevanti sono quelli elencati nella lettera a) del primo comma del medesimo articolo, che includono:

  • gli interventi di adeguamento o miglioramento sismico di edifici esistenti in zone sismiche ad alta o media sismicità;
  • le nuove costruzioni che si discostano dalle tipologie usuali o che richiedono calcolazioni e verifiche più complesse;
  • gli interventi relativi ad edifici di interesse strategico e opere infrastrutturali cruciali per la protezione civile.

Tuttavia, il comma 4 dell’articolo 94-bis del D.P.R. 380/2001 esclude la necessità di autorizzazione per interventi di minore rilevanza o che non rappresentano un rischio per la pubblica incolumità.

Art. 94-bis, comma 4 – D.P.R. 380/2001

4. Fermo restando l’obbligo del titolo abilitativo all’intervento edilizio, e in deroga a quanto previsto all’articolo 94, comma 1, le disposizioni di cui al comma 3 non si applicano per lavori relativi ad interventi di «minore rilevanza» o «privi di rilevanza» di cui al comma 1, lettera b) o lettera c).

Gli interventi considerati di minore rilevanza o privi di rilevanza sono quelli elencati nella lettera b) e c) del primo comma del medesimo articolo.

Nello specifico, gli interventi di minore rilevanza includono:

  • gli interventi di adeguamento o miglioramento sismico di costruzioni esistenti nelle località sismiche a media sismicità;
  • le riparazioni e gli interventi locali sulle costruzioni esistenti, compresi gli edifici e le opere infrastrutturali;
  • le nuove costruzioni che non rientrano nella fattispecie di cui alla lettera a).

Gli interventi privi di rilevanza nei riguardi della pubblica incolumità comprendono invece gli interventi che, per loro caratteristiche intrinseche e per destinazione d’uso, non costituiscono pericolo per la pubblica incolumità.

Per maggiori dettagli leggi approfondimenti su:

Opere strutturali non soggette ad autorizzazione sismica

Progettazione in zona sismica: come realizzarla al meglio

Autorizzazione sismica in sanatoria: è concessa?

La distinzione tra reato edilizio e reato strutturale antisismico è fondamentale e comporta regimi penali distinti e indipendenti l’uno dall’altro.

Nel contesto del penale urbanistico, il rilascio della sanatoria edilizia, previo accertamento di conformità ex articolo 36 del Testo Unico dell’Edilizia, ha l’effetto di estinguere il reato.

D’altra parte, per quanto riguarda il reato strutturale antisismico, non esiste un meccanismo di estinzione legato all’ottenimento della sanatoria.

In pratica, depositare gli elaborati progettuali in sanatoria non porta all’estinzione della violazione antisismica, poiché questa punisce il mancato deposito preventivo di tali elaborati.

Questa distinzione è confermata anche dalla sentenza n. 17190/2022, che analizza se gli abusi sulle strutture in cemento armato possano essere regolarizzati in caso di violazione delle norme antisismiche.

Esiste un’autorizzazione sismica in sanatoria per l’estinzione del reato?

Nella sentenza penale n. 17190/2022, la Corte di Cassazione delinea con chiarezza la distinzione tra abusi edilizi che violano il regolamento urbanistico/edilizio e quelli che invece compromettono le norme antisismiche e la sicurezza degli edifici.

Nel caso specifico, una donna è stata condannata per aver realizzato senza autorizzazione un intervento sulla struttura portante del suo immobile al fine di installarvi una veranda. Nonostante le difese sostenessero l’estinzione del reato per una presunta sanatoria ai sensi dell’art. 36 D.P.R. 380/2001 e l’operatività di una deroga regionale, la Corte ha respinto tali argomentazioni.

La Cassazione ha chiarito che il conseguimento del permesso di costruire in sanatoria estingue solo i reati contravvenzionali legati alle norme urbanistiche, non quelli derivanti dalla normativa antisismica e sulle opere di conglomerato cementizio, sottolineando la natura permanente di tali reati che non vanno in prescrizione finché non viene ottenuta l’autorizzazione necessaria.

Autorizzazione sismica e sanatoria edilizia

Per evitare le conseguenze dovute all’abuso edilizio, in alcuni casi, è possibile richiedere un permesso in sanatoria entro il termine stabilito dalle autorità competenti.

La richiesta di sanatoria deve essere presentata in Comune insieme alla ricevuta del pagamento del doppio del contributo di costruzione. Se entro due mesi non viene comunicata l’estinzione del reato di abuso edilizio, la richiesta si considera rifiutata per silenzio-diniego.

In base alla natura e alla gravità degli illeciti edilizi da regolarizzare, sono necessarie diverse procedure:

L’autorizzazione sismica, dove richiesta, costituisce una condizione necessaria per il rilascio della sanatoria edilizia delle opere abusivamente realizzate.

Ammenda per autorizzazione sismica

Nell’ambito del testo unico edilizia, l’articolo 93 stabilisce chiaramente le procedure da seguire nelle zone sismiche.

Chiunque intenda avviare costruzioni, riparazioni o sopraelevazioni è tenuto a presentare un preavviso scritto allo sportello unico. Questo preavviso viene poi trasmesso al competente ufficio tecnico della regione e deve includere informazioni dettagliate come il domicilio, il nome e la residenza del progettista, del direttore dei lavori e dell’appaltatore.

Oltre a ciò, alla domanda deve essere allegato il progetto, firmato da un professionista abilitato e debitamente iscritto all’albo. I progetti devono essere accompagnati da una dichiarazione del progettista che attesti il rispetto delle norme tecniche per le costruzioni e la coerenza tra il progetto esecutivo e quello architettonico, nonché il rispetto delle eventuali prescrizioni sismiche presenti negli strumenti di pianificazione urbanistica. È importante sottolineare che il mancato rispetto di tali norme è soggetto a sanzioni sotto forma di ammenda, conformemente a quanto stabilito dall’articolo 95. Va inoltre ricordato che, in ambito di reati edilizi, le violazioni delle norme antisismiche non si estinguono con la sanatoria, pertanto la responsabilità e la conseguente sanzione rimangono invariate.

Autorizzazione sismica: sentenze di riferimento

Di seguito si propongono una serie di sentenze che approfondiscono delle questioni importanti in relazione all’autorizzazione sismica.

Creazione di tramezzature interne: occorre l’autorizzazione sismica?

La sentenza penale n. 28013/2023 della Corte di Cassazione affronta il tema dell’autorizzazione sismica per le opere realizzate in zone sismiche, nello specifico se per la creazione di tramezzature interne: occorre l’autorizzazione sismica.

In particolare, si analizza il caso di un cambio di destinazione d’uso di locali all’interno di una villetta, senza la preventiva denuncia al Genio Civile e senza autorizzazione comunale, in violazione dell’art. 65 del D.P.R. 380/2001. La questione principale riguarda la necessità dell’autorizzazione sismica per la realizzazione di tramezzature. La Cassazione respinge l’automatismo secondo cui qualsiasi intervento in zona sismica richiederebbe automaticamente autorizzazione, sottolineando la distinzione tra interventi rilevanti per la pubblica incolumità, di minore rilevanza e privi di rilevanza, come stabilito dall’art. 94 bis introdotto con il D.L. 32/2019. La sentenza chiarisce che non tutti gli interventi in manutenzione straordinaria richiedono autorizzazione sismica e che è necessario valutare caso per caso. La Cassazione conclude che la sentenza impugnata non ha considerato adeguatamente le specifiche circostanze del caso in questione, quindi accoglie il ricorso con rimando a nuovo giudizio.

Altre sentenze

Di seguito si riportano altri casi giuridici di interesse:

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