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Autorizzazione paesaggistica: l’annullamento può essere disposto anche dalla Soprintendenza

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Il Consiglio di Stato chiarisce che l’annullamento di un’autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune può essere effettuato anche dalla Soprintendenza

Con la sentenza n. 5772/2020 il Consiglio di Stato fa chiarezza su chi possa annullare un’autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune, nel caso di vizi di legittimità e carenza di una corretta valutazione.

Il caso

Un Comune rilasciava ad un privato un’autorizzazione paesaggistica relativa ai lavori di ristrutturazione di un fabbricato in area vincolata; l’autorizzazione veniva successivamente annullata dalla Soprintendenza.

Il proprietario decideva, quindi, di impugnarne l’annullamento della Soprintendenza presso il Tar; quest’ultimo respingeva il ricorso poiché non riteneva esauriente le motivazioni sulle quali il Comune aveva rilasciato l’autorizzazione.

Il ricorrente, di conseguenza, decideva di ricorrere al Consiglio di Stato, lamentando, tra l’altro, che:

  • non era di competenza della Soprintendenza, quale organo statale periferico, annullare l’autorizzazione paesaggistica, ma del Ministro dei beni culturali;
  • il Soprintendente non aveva indicato le ragioni di contrasto con l’interesse paesaggistico né aveva impartito prescrizioni migliorative, limitandosi a richiamare la posizione del fabbricato e ad evidenziare una scarsa motivazione del provvedimento comunale.

La sentenza del Consiglio di Stato

I giudici di Palazzo Spada, per quel che riguarda le competenze di annullamento dell’autorizzazione paesaggistica, ribadiscono che l’art. 82 (Beni ambientali) del dpr 616/1977 (Legge delega) ha per oggetto il trasferimento di funzioni amministrative dallo Stato alle Regioni.

Al comma 9, della suddetta legge, viene inoltre precisato che:

il Ministro per i beni culturali e ambientali può in ogni caso annullare, con provvedimento motivato, l’autorizzazione regionale.

Secondo i giudici, l’utilizzo del termine “Ministro” fa riferimento all’amministrazione statale e non alla persona che riveste tale carica nel rispetto della disciplina di riferimento.

Ne consegue che l’autorizzazione paesaggistica

può essere legittimamente annullata dall’organo statale periferico (Soprintendenza) per qualsiasi vizio di legittimità, ivi compresa l’assenza, nel provvedimento di base, di una corretta indicazione delle ragioni sottese alla positiva valutazione, quanto a compatibilità paesaggistica, dell’intervento progettato. 

I giudici concludono che l’atto di annullamento della Soprintendenza può legittimamente limitarsi a constatare il difetto di motivazione dell’autorizzazione, senza addentrarsi in valutazioni di merito.

Per tali motivi, il ricorso non è accolto.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del CdS

 

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