Autorizzazione paesaggistica e revoca parere positivo dalla Soprintendenza

Autorizzazione paesaggistica: la Soprintendenza può revocare il parere positivo?

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Tar Sardegna: la Soprintendenza deve intervenire anche con la revoca del parere positivo se i beni tutelati vengono danneggiati

Revocare un’autorizzazione, seppur già concessa, da parte di un organo di tutela come la Soprintendenza, fa parte dei poteri di quest’ultima ai fini della piena salvaguardia e conservazione del bene tutelato, fermo restando l’obbligo di giustificare la revoca con esaurienti motivazioni.

Questo quanto affermato dalla sentenza n. 472/2022 del Tar Sardegna.

Rilasciare un parere positivo per l’autorizzazione paesaggistica e poi revocarlo per successivi accertamenti, il caso

Una società proprietaria di un hotel allocato in un immobile sottoposto a vincolo storico e situato in un’area altrettanto vincolata e di estremo interesse naturalistico, doveva effettuare alcuni lavori di manutenzione straordinaria con realizzazione di locali pertinenziali interrati funzionali all’attività ricettiva.

Per tali lavori, la società chiedeva l’autorizzazione paesaggistica necessaria al rilascio del titolo edilizio da parte del Comune, ma nel momento in cui la Soprintendenza e l’ufficio tutela del paesaggio della Regione esprimevano parere favorevole, la stessa società chiedeva la sospensione provvisoria dell’iter autorizzativo di approvazione della sua domanda per eseguire i lavori di manutenzione straordinaria, a causa di sopraggiunte problematiche con l’impresa esecutrice delle opere previste.

Di conseguenza il procedimento autorizzativo non si concludeva.

Successivamente, dopo un sopralluogo, la Soprintendenza inviava alla società ed a tutti gli enti competenti interessati una comunicazione di avvio del procedimento di revisione in autotutela. In pratica, venivano fermati i lavori con revoca del parere positivo già reso.

La società, quindi, ritenendo illegittima la revoca del parere positivo concesso dalla Soprintendenza, decideva di far ricorso al Tar.

Come noto, abbiamo la fortuna di abitare una terra splendida, amata ed invidiata dal resto del mondo, la nostra Italia, una vera e propria cornucopia di ricchezze che abbonda in varietà di splendidi paesaggi, tesori d’arte e di storia sparsi in ogni angolo del territorio. Tutto ciò, ovviamente, va tramandato alle future generazioni e quindi preservato, con risvolti normativi e burocratici legati al mondo dell’edilizia spesso non altrettanto incantevoli, per cui la parola d’ordine è semplificazione e snellimento delle pratiche per ottenere le autorizzazioni del caso. Per questo, oggi, desidero consigliarti il giusto software che possa aiutarti e guidarti nella compilazione dei modelli dell’autorizzazione paesaggistica ordinaria e semplificata ai sensi del dlgs 42/2004 e del dpr 31/2017.

La sentenza del Tar Sardegna sulla liceità della revoca del parere positivo della Soprintendenza in area vincolata

I giudici venendo al nocciolo della questione, sottolineano che nel caso di specie è pacifico che il parere favorevole espresso dalla Soprintendenza sui lavori che la ricorrente voleva eseguire non aveva prodotto alcun effetto perché, su istanza della stessa ricorrente, intervenuta nello stesso giorno in cui la Soprintendenza aveva espresso il parere favorevole, il procedimento avviato per il rilascio del titolo edilizio era stato sospeso, a seguito di richiesta della stessa ricorrente, e non era quindi sfociato nel rilascio di alcun provvedimento autorizzatorio. Con la conseguenza che non può ritenersi comunque applicabile alla fattispecie la richiamata disciplina anche temporale posta a tutela dell’affidamento del privato.

Ma a prescindere da questa eventualità del caso specifico, in merito alla contestazione della ricorrente che ha sostenuto che la Soprintendenza, avendo già emesso un parere favorevole sulla sua richiesta, non avrebbe potuto nuovamente pronunciarsi sulla stessa, occorre precisare che:

La Soprintendenza […] esercita un potere volto alla tutela dei beni di interesse storico artistico e di valenza paesaggistica e ambientale che non è statico ma è dinamico e può esprimersi ogni qual volta le azioni di soggetti privati (o anche pubblici) sono in grado di arrecare un possibile danno ai beni tutelati.

Nella fattispecie, avendo la Soprintendenza rilevato (a seguito del suindicato sopralluogo nell’area di cantiere) che i lavori in corso di esecuzione e quelli ancora da eseguire (oggetto del procedimento presso il Suape del Comune) potevano arrecare un grave danno all’area protetta con i rigorosi vincoli di immodificabilità, ha ritenuto opportuno inibire ogni ulteriore compromissione dell’area protetta. Di conseguenza, ha quindi annullato in autotutela anche l’atto con il quale, evidentemente sulla base di una diversa rappresentazione della realtà, aveva in precedenza ritenuto che i lavori potessero essere realizzati (sia pure con le prescrizioni imposte dalla Regione).

Il ricorso non è, quindi, accolto.

 

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