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Autorizzazione paesaggistica: il diniego tardivo della Soprintendenza non è vincolante

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Il Tar Campania si esprime sul valore del parere paesaggistico rilasciato dalla Soprintendenza tardivamente: oltre i 45 giorni non è più vincolante per il Comune

La Soprintendenza, dal momento in cui riceve la documentazione dal Comune per un’autorizzazione paesaggistica, deve rispettare dei limiti di tempo per l’emissione del proprio parere?

A tale quesito risponde il Tar Campania con la sentenza n. 275/2021.

Il caso

La proprietaria di un appezzamento di terreno (in area paesaggisticamente vincolata) decideva di costruirvi un’autorimessa interrata e di realizzarvi un giardino pensile.

Il progetto veniva presentato al Comune per ottenerne i vari permessi, tra cui anche l’autorizzazione paesaggistica.

L’amministrazione comunale, favorevole al progetto, trasmetteva quindi la documentazione alla Soprintendenza.

La Soprintendenza si esprimeva negativamente sulla compatibilità paesaggistica, superando i 45 giorni previsti dalla normativa.

Il Comune, preso atto del parere negativo della Soprintendenza, si limitava a ritenere quest’ultimo vincolante e negava il permesso di costruire alla proprietaria senza fornire alcuna motivazione.

La proprietaria, a questo punto, decideva di far ricorso al Tar.

La sentenza del Tar Campania

I giudici del Tar premettono che l’autorizzazione paesaggistica è regolata dall’art. 146 comma 8 del dlgs 42/2004 (Codice dei beni culturali) che recita:

Il soprintendente rende il parere limitatamente alla compatibilità paesaggistica del progettato intervento nel suo complesso ed alla conformità dello stesso alle disposizioni contenute nel piano paesaggistico ovvero alla specifica disciplina di cui all’ articolo 140 , comma 2, entro il termine di 45 giorni dalla ricezione degli atti.

Il soprintendente, in caso di parere negativo, comunica agli interessati il preavviso di provvedimento negativo ai sensi dell’articolo 10-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Entro venti giorni dalla ricezione del parere, l’amministrazione provvede in conformità

Detto ciò, il Tar spiega che il parere espresso dalla Soprintendenza oltre il termine di 45 giorni previsto dalla legge non è più vincolante: l’amministrazione comunale deve, a quel punto, valutarlo criticamente e in relazione a tutte le circostanze rilevanti del caso concreto.

I togati chiariscono che il parere reso tardivamente dalla Soprintendenza non perde la sua efficacia, ma non essendo più vincolante, è liberamente valutabile dal Comune.

Ne consegue che risulta illegittimo il diniego di rilascio di un’autorizzazione paesaggistica, con il quale l’amministrazione comunale si uniformi in modo pedissequo e automatico al parere negativo dato dalla Soprintendenza oltre il termine.

A riprova di ciò risulta rilevante il fatto che, prima di ricevere il parere negativo dalla Soprintendenza, il Comune si era espresso favorevolmente sul progetto.

Il ricorso è, quindi, accolto.

 

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Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Campania

 

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