Asseverazione tardiva? No sismabonus!

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L’asseverazione del rischio sismico deve essere presentata contestualmente al titolo edilizio, pena la perdita dell’agevolazione sismabonus

Con la risposta n. 709/2021 l’Agenzia delle Entrate torna sull’argomento sismabonus e asseverazione del rischio sismico e come la tardiva e non contestuale presentazione di quest’ultima assieme al titolo edilizio faccia perdere il diritto al beneficio della agevolazione fiscale.

Per i titoli abilitativi richiesti a decorrere dal 16 gennaio 2020, (sulla base delle modifiche apportate dal decreto del Ministero delle infrastrutture del 9 gennaio 2020, n. 24, al citato articolo 3 del decreto ministeriale n. 58 del 2017), l’asseverazione va presentata contestualmente al titolo abilitativo urbanistico, tempestivamente e comunque prima dell’inizio dei lavori.

Il quesito

L’istante è comproprietaria in un’area extra urbana classificata di livello rischio sismico 3, di:

  • un edificio composto da 3 unità immobiliari categoria catastale A/3, “funzionalmente indipendenti” e dotate di impianto di riscaldamento e da un locale categoria catastale C/2, non pertinenziale;
  • un edificio composto da un solo piano di categoria catastale C/2;
  • un edificio composto da 3 unità immobiliari di cui 1 di categoria catastale C/6 e 2 di categoria C/2, “funzionalmente indipendenti”.

La contribuente intende effettuare la totale demolizione e ricostruzione con diversa sagoma prospetti e sedime con aumento volumetrico per l’adeguamento dei sottotetti, delle otto unità immobiliari (incluse quelle non abitative che saranno oggetto del cambio di destinazione d’uso) dei 3 edifici esistenti, per realizzare le predette 6 abitazioni.

Gli interventi comporteranno un miglioramento di due classi energetiche nonché la riduzione del rischio sismico.

L’istante fa presente che per tale intervento, inquadrato come ristrutturazione edilizia (art. 3, comma 1, lett. d) dpr 380/2001):

  • ha richiesto al Comune un permesso di costruire in data 11 settembre 2019;
  • non ha presentato un’asseverazione del progetto dell’intervento strutturale di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture 28 febbraio 2017, n. 58, al fine di attestare la classe di rischio, in quanto non richiesto dalla normativa edilizia.

La contribuente domanda se può accedere al Superbonus 110% in relazione alle predette unità immobiliari (abitative e non) per gli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate

Il Fisco premette che come precisato dalla circolare n. 24/E  del 2020:

  • l’agevolazione spetta a fronte di interventi realizzati mediante demolizione e ricostruzione inquadrabili nella categoria della “ristrutturazione edilizia” (art. 3, comma 1, lett. d) dpr 380/2001);
  • il Superbonus per interventi trainanti e trainati di efficienza energetica non si applica alle spese riferite alla parte eccedente il volume ante-operam. Tale limitazione non riguarda, invece, gli interventi antisismici ammessi al Superbonus (sismabonus 110).

L’istante, inoltre, potrà fruire delle agevolazioni anche per le unità non abitative identificate nella categoria catastale C a condizione che sia previsto il cambio di destinazione a fine lavori delle predette unità in immobili abitativi.

Tuttavia nel caso in esame, chiarisce l’Agenzia, l’applicazione dell’agevolazione trova un ostacolo nei tempi di presentazione dell’asseverazione sismica.

In particolare, come ribadito con la circolare 25 giugno 2021, n. 7/E, il progettista dell’intervento strutturale deve asseverare (secondo il modello contenuto nell’allegato B del decreto), la classe di rischio dell’edificio prima dei lavori e quella conseguibile dopo l’esecuzione dell’intervento progettato.

Ai sensi dell’art. 3, comma 3, del citato decreto n. 58 del 2017, per l’accesso alle detrazioni occorre che:

  • la predetta asseverazione sia allegata alla segnalazione certificata di inizio attività o alla richiesta di permesso di costruire, al momento della presentazione allo sportello unico competente, per i successivi adempimenti;
  • per i titoli abilitativi richiesti a decorrere dal 16 gennaio 2020, (sulla base delle modifiche apportate dal decreto del Ministero delle infrastrutture del 9 gennaio 2020, n. 24, al citato articolo 3 del decreto ministeriale n. 58 del 2017), l’asseverazione va presentata contestualmente al titolo abilitativo urbanistico, tempestivamente “e comunque prima dell’inizio dei lavori“.

Le Entrate puntualizzano sulla circostanza che un’asseverazione tardiva in quanto non conforme alle citate disposizioni non consente l’accesso al sismabonus.

Per tale motivo, l’istante non potrà accedere al Superbonus con riferimento alle spese sostenute per gli interventi di riduzione del rischio sismico.

 

Clicca qui per scaricare la risposta n. 709/2021 dell’Agenzia delle Entrate

 

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