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La commissione giudicatrice nuovo codice appalti

Art. 93 nuovo codice appalti, la commissione giudicatrice

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Art. 93 nuovo codice appalti, la commissione giudicatrice: cosa cambia e cosa rimane invariato rispetto al vecchio codice?

L’art. 93 del nuovo codice appalti contiene delle indicazioni utili circa la commissione giudicatrice. Possiamo riscontrare conferme e novità rispetto al vecchio codice, che analizzeremo in seguito. Ti ricordo che il dlgs 36/2023 ha acquistato efficacia dal 1 luglio, ma è previsto un periodo transitorio durante il quale alcune disposizioni del vecchio coesisteranno con il nuovo. Le stazioni appaltanti dovranno rispettare la nuova normativa, anche in previsione del BIM codice appalti che sarà obbligatorio. Per adeguarsi alle nuove disposizioni, ovviamente, ci vuole tempo, ecco perché ti consiglio di iniziare subito a farlo così da trovarti in linea con le scadenze da rispettare.

Che cos’è la commissione giudicatrice?

La commissione giudicatrice è un organo straordinario e temporaneo a cui sono attribuite funzioni consultive e di supporto alla stazione appaltante circa la verifica di una eventuale anomalia nelle offerte. Essa si contraddistingue per una spiccata competenza tecnica volta a selezionare la migliore proposta arrivata alla stazione appaltante secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (OEPV). La commissione giudicatrice deve essere formata da esperti nello specifico settore cui si riferisce l’oggetto del contratto. Visti i continui aggiornamenti, per essere sempre aggiornato ti rimando ad un articolo dedicato al codice appalti.

La commissione giudicatrice secondo il nuovo codice appalti

Nelle procedure di aggiudicazione di contratti con il criterio dell’OEPV, viene nominata una commissione giudicatrice dopo la scadenza del termine per la presentazione delle offerte. Quali sono le novità riscontrate nel nuovo codice appalti?

  1. comma 1: è stato espressamente previsto per la prima volta che la commissione giudicatrice possa essere chiamata dal RUP a svolgere attività di supporto ai fini della verifica dell’anomalia dell’offerta;
  2. comma 3: viene stabilito che a capo della commissione giudicatrice non ci debba essere necessariamente un dirigente, ma anche un dipendente dotato di adeguato inquadramento giuridico e di competenze professionali idonee. Viene chiarito che il RUP può far parte della commissione;
  3. comma 3: in caso di carenza in organico di professionalità adeguate a valutare gli aspetti tecnici delle offerte è possibile ricorrere a personale di altre amministrazioni ovvero a professionisti esterni, nel rispetto del principio di pubblicità e di trasparenza.

La commissione è presieduta da dipendenti della stazione appaltante o delle amministrazioni beneficiarie dell’intervento, in possesso del necessario inquadramento giuridico e adeguate competenze professionali. Si compone di un numero dispari di commissari non superiore a 5 (o 3 o 5).

Il RUP può essere presidente della commissione giudicatrice

Il nuovo codice appalti chiarisce un aspetto molto importante che, nel tempo, ha portato ad aspri contrasti giurisprudenziali: il RUP può essere il presidente della commissione giudicatrice. In merito bisogna far riferimento all’art. 224 del dlgs 36/2023 che contiene al comma 3 una modifica all’articolo 107, comma 3, lettera a) del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al dlgs 267/2000. Dal 1 luglio 2023 (data da cui le disposizioni del codice hanno acquistato efficacia) è stata aggiunta la seguente frase:

la commissione giudicatrice, nel caso di aggiudicazione dei contratti di importo inferiore alle soglie europee con il criterio
dell’offerta economicamente più vantaggiosa, può essere presieduta dal responsabile unico del procedimento.

La commissione giudicatrice e la piattaforma di approvvigionamento digitale

Per risparmiare risorse sia in termini economici che di tempo, i componenti della commissione giudicatrice possono lavorare a distanza con procedure telematiche, con modalità adeguate che assicurino la massima tutela delle informazioni.

La commissione opera attraverso la piattaforma di approvvigionamento digitale per la valutazione della documentazione di gara e delle offerte pervenute. Le stazioni appaltanti dovranno quanto prima allinearsi alla nuova normativa, anche in previsione dell’utilizzo del BIM codice appalti. Bisogna adeguare la strumentazione ai nuovi obblighi per non trovarsi impreparati.

Incompatibilità dei commissari

Il comma 5 dell’art. 93 del dlgs 36/2023 riguarda le incompatibilità dei commissari.

La novità della disciplina risiede nell’eliminazione dell’ipotesi secondo cui le stazioni appaltanti non potevano nominare commissari dipendenti che si erano occupati dell’appalto nelle fasi precedenti della procedura. Tale vincolo è stato eliminato per evitare disagi e per andare incontro soprattutto alle stazioni appaltanti di piccole dimensioni.

Nel nuovo codice appalti è prevalsa l’idea secondo cui i dipendenti delle stazioni appaltanti, conoscendo dettagliatamente l’oggetto dell’appalto, possano facilmente individuare l’offerta migliore.

Restano invariati gli altri motivi di esclusione. Si viene esclusi per:

  • essere stati componenti di organi di indirizzo politico della stazione appaltante nel biennio precedente all’indizione della procedura di aggiudicazione;
  • precedenti penali anche con sentenza non passata in giudicato, per i reati previsti nel Capo I del Titolo II del Libro II del codice penale;
  • conflitto di interesse con uno degli operatori economici partecipanti alla procedura.

Nel comma 6 è stata mantenuta la previsione della possibilità per la commissione giudicatrice di riesaminare le offerte anche in seguito ad annullamento di una prima aggiudicazione (salvo che l’annullamento non sia dipeso da vizi della commissione stessa).

Art. 93 codice appalti

Per il testo di legge ti rimando all’art.93 del nuovo codice appalti.

Seggio di gara con il criterio del minor prezzo

Il comma 7 contiene un’altra novità. Per la prima volta viene disciplinato il seggio di gara, nominato anche in composizione monocratica, nelle procedure da aggiudicare con il minor prezzo. Al seggio di gara non si applicano le incompatibilità previste per i commissari salvo quelle derivanti da precedenti penali, dal conflitto di interesse o dalle ragioni che giustificano l’astensione ai sensi dell’art. 51 del codice di procedura civile.

Viste le modifiche e le novità in merito al nuovo codice dei contratti, e per essere sempre aggiornato sulle ultime modifiche normative ti consiglio di leggere l’articolo dedicato.

In definitiva:

 

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