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Art. 67 TUIR

Art 67 TUIR: redditi diversi

Tempo di lettura stimato: 10 minuti

L’art. 67 tuir prevede un elenco dei redditi provenienti da diverse fonti produttive di reddito

I redditi diversi sono fonti di guadagno che non rientrano nelle categorie tradizionali dei redditi da lavoro dipendente o autonomo. L’art. 67 del TUIR prevede un elenco tassativo di questi redditi che hanno caratteristiche diverse tra loro in quanto provenienti da diverse fonti produttive di reddito. Il TUIR (D.P.R. 917/86) regola l’imposizione fiscale sui guadagni di tutti i tipi di contribuenti, che si tratti di persone fisiche o di società. Questo testo legislativo è in costante evoluzione, aggiornandosi costantemente per adattarsi alle mutate esigenze e per disciplinare in modo accurato il complesso mondo della tassazione dei redditi. Per calcolare in modo preciso l’importo delle tasse che un individuo o una società deve versare è fondamentale monitorare il fatturato imponibile che deve essere obbligatoriamente generate in formato elettronico. Per garantire una gestione accurata delle fatture e una registrazione precisa dei dati, puoi affidarti ad un software fatturazione elettronica.

Cosa sono i redditi diversi

I redditi diversi sono una categoria di redditi che non rientrano né in quella dei redditi di capitale, né in quella dei redditi da attività professionali o commerciali. In sostanza sono guadagni che derivano da fonti diverse e specifiche e possono variare notevolmente. In generale, i redditi diversi sono tassati secondo il principio di cassa (in base al momento in cui il denaro viene effettivamente incassato o pagato). Pertanto, devono essere dichiarati nel periodo d’imposta in cui sono effettivamente percepiti. Nel caso, quindi, di riscossione dei corrispettivi in forma parziale (per dilazione di pagamento o rateazioni) deve essere dichiarato il reddito diverso proporzionalmente corrispondente alle somme percepite nel periodo d’imposta.

Ecco alcune delle situazioni in cui si verificano i redditi diversi nel settore delle costruzioni.

Plusvalenze immobiliari

Le plusvalenze immobiliari sono guadagni derivati dalla vendita di beni immobili, terreni o edifici. Tuttavia, non tutti i guadagni sono uguali agli occhi del fisco italiano. Vediamo come queste sono classificate:

  • plusvalenze da lottizzazione ed esecuzione dei lavori per rendere edificabile i terreni: quando un proprietario trasforma un terreno in un’area edificabile e vende poi parti di quel terreno o gli edifici stessi, i proventi ottenuti rientrano in questa categoria;
  • plusvalenze da cessione di immobili acquistati o costruiti copre le plusvalenze realizzate dalla cessione a titolo oneroso di beni immobili, a patto che questi immobili siano stati acquistati o costruiti da non più di cinque anni prima della cessione stessa. Tuttavia, esistono alcune eccezioni:
    • esclusione per l’uso come abitazione principale: se l’immobile è stato principalmente utilizzato come abitazione principale del venditore o dei suoi familiari per la maggior parte del periodo tra l’acquisto e la cessione, allora le plusvalenze non rientrano in questa categoria;
    • cessione di immobili ricevuti per donazione: in caso di cessione a titolo oneroso di immobili ricevuti per donazione, il periodo di cinque anni inizia a decorrere dalla data di acquisto da parte del donante.
  • plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate includono azioni e altre forme di partecipazione al capitale o al patrimonio di tali società. Tuttavia ci sono specifici requisiti legati alla percentuale di diritti di voto e di partecipazione necessari per rientrare in questa categoria.

Cessione di partecipazioni qualificate

Le plusvalenze realizzate tramite la cessione di partecipazioni qualificate in società include azioni e altri tipi di partecipazioni, a condizione che rappresentino una percentuale significativa di diritti di voto o di partecipazione nel capitale o nel patrimonio della società.

Per partecipazioni qualificate si intende una categoria specifica di partecipazioni in società che comprende:

  • azioni diverse dalle azioni di risparmio: le azioni comuni di una società rientrano in questa categoria;
  • altre forme di partecipazione al capitale o al patrimonio: includono altre tipologie di partecipazioni, come quote di partecipazione o altri titoli che rappresentano una parte del valore della società.

Perché una cessione di partecipazioni in una società possa essere considerata una plusvalenza qualificata devono essere soddisfatti specifici requisiti legati alla:

  • percentuale di diritti di voto: la percentuale di diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria deve essere superiore al 2% o al 20% a seconda che si tratti di titoli negoziati in mercati regolamentati o di altre partecipazioni;
  • percentuale di partecipazione al capitale o al patrimonio: la percentuale di partecipazione al capitale o al patrimonio della società deve essere superiore al 5% o al 25% a seconda che si tratti di titoli negoziati in mercati regolamentati o di altre partecipazioni.

Altre plusvalenze e redditi diversi

L’art 67 TUIR continua ad elencare numerose altre categorie di redditi diversi, tra cui:

  • plusvalenze e proventi derivanti dalla cessione di strumenti finanziari;
  • plusvalenze da cessione di contratti;
  • redditi derivanti dall’utilizzazione economica di brevetti e informazioni industriali;
  • plusvalenze dalla cessione di cripto-attività.

La categoria di “altre plusvalenze e redditi diversi” comprende una serie di situazioni finanziarie e transazioni che generano redditi diversi e plusvalenze. Vediamo i dettagli principali:

Cessione di strumenti finanziari

Questa sottocategoria si applica alle plusvalenze ottenute dalla cessione di strumenti finanziari, a condizione che questi strumenti finanziari non rappresentino una partecipazione al patrimonio della società. In altre parole, se si vendono titoli o altri strumenti finanziari che non conferiscono una quota di proprietà in una società, i guadagni generati rientrano in questa categoria.

Cessione di contratti

Le plusvalenze derivanti dalla cessione di contratti sono:

    • valore dell’apporto: se il valore dell’apporto derivante dalla cessione di un contratto è superiore al 5% o al 25% del valore del patrimonio netto contabile risultante dall’ultimo bilancio approvato prima della data di stipula del contratto, allora la plusvalenza rientra in questa categoria. La percentuale specifica dipende dal fatto che il contratto sia legato a società il cui titolo è negoziato in mercati regolamentati o ad altre partecipazioni;
    • contratti con associanti non residenti: per le plusvalenze derivanti dalla cessione dei contratti stipulati con associanti non residenti, l’assimilazione opera indipendentemente dal valore dell’apporto.

Plusvalenze diverse da cessioni di partecipazioni qualificate

Questa sezione comprende plusvalenze diverse da quelle imponibili ai sensi delle cessioni di partecipazioni qualificate (discusse precedentemente). Le situazioni includono:

  • cessione di azioni e altre partecipazioni: plusvalenze realizzate dalla cessione a titolo oneroso di azioni, partecipazioni al capitale o al patrimonio di società, escluse le associazioni e alcuni soggetti specifici;
  • cessione di diritti o titoli per l’acquisto di partecipazioni: plusvalenze generate dalla cessione di diritti o titoli attraverso cui possono essere acquisite le predette partecipazioni, purché queste rappresentino una percentuale significativa di diritti di voto o di partecipazione.

Plusvalenze da cessione di strumenti e titoli diversi

In questa sezione, vengono considerate plusvalenze e proventi derivanti dalla cessione a titolo oneroso o dal rimborso di vari strumenti finanziari e titoli, tra cui:

  • cessione di strumenti finanziari di cui all’art. 44, comma 2, lettera a), quando non rappresentano una partecipazione al patrimonio;
  • cessione dei contratti di cui all’art. 109, comma 9, lettera b), con specifiche condizioni di valore dell’apporto e tipologia di società coinvolte.

Plusvalenze e altri proventi diversi

Questa categoria copre una vasta gamma di situazioni finanziarie, tra cui plusvalenze ed altri proventi generati da:

  • cessione a titolo oneroso o rimborso di titoli non rappresentativi di merci, di certificati di massa, di valute estere, di metalli preziosi;
  • cessione di quote di partecipazione ad organismi di investimento collettivo;
  • rapporti da cui deriva il diritto o l’obbligo di cedere o acquistare a termine strumenti finanziari, valute, metalli preziosi o merci;
  • ricezione o effettuazione a termine di pagamenti collegati a tassi di interesse, quotazioni o valori di strumenti finanziari, di valute estere, di metalli preziosi o di merci e ad altri parametri finanziari.

Plusvalenze e proventi da cripto-attività

Questa categoria include plusvalenze e altri proventi derivanti da rimborso o cessione a titolo oneroso, permuta o detenzione di cripto-attività, a condizione che il valore complessivo sia non inferiore a 2.000 euro nel periodo d’imposta. Le cripto-attività, o criptovalute, sono rappresentazioni digitali di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando tecnologie di registro distribuito o analoghe.

Art 67 TUIR testo di legge

Leggi il testo di legge dell’art. 67 del TUIR.

Redditi diversi

1. Sono redditi diversi se non costituiscono redditi di capitale ovvero se non sono conseguiti nell’esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali o da società in nome collettivo e in accomandita semplice, né in relazione alla qualità di lavoratore dipendente:

a) le plusvalenze realizzate mediante la lottizzazione di terreni, o l’esecuzione di opere intese a renderli edificabili, e la successiva vendita, anche parziale, dei terreni e degli edifici;

b) le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni, esclusi quelli acquisiti per successione e le unità immobiliari urbane che per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto o la costruzione e la cessione sono state adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari, nonché, in ogni caso, le plusvalenze realizzate a seguito di cessioni a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della cessione In caso di cessione a titolo oneroso di immobili ricevuti per donazione, il predetto periodo di cinque anni decorre dalla data di acquisto da parte del donante;

c) le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di partecipazioni qualificate. Costituisce cessione di partecipazioni qualificate la cessione di azioni, diverse dalle azioni di risparmio, e di ogni altra partecipazione al capitale od al patrimonio delle società di cui all’articolo 5, escluse le associazioni di cui al comma 3, lettera c), e dei soggetti di cui all’articolo 73, comma 1, lettere a), b) e d), nonché la cessione di diritti o titoli attraverso cui possono essere acquisite le predette partecipazioni, qualora le partecipazioni, i diritti o titoli ceduti rappresentino, complessivamente, una percentuale di diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria superiore al 2 o al 20 per cento ovvero una partecipazione al capitale od al patrimonio superiore al 5 o al 25 per cento, secondo che si tratti di titoli negoziati in mercati regolamentati o di altre partecipazioni. Per i diritti o titoli attraverso cui possono essere acquisite partecipazioni si tiene conto delle percentuali potenzialmente ricollegabili alle predette partecipazioni. La percentuale di diritti di voto e di partecipazione è determinata tenendo conto di tutte le cessioni effettuate nel corso di dodici mesi, ancorché nei confronti di soggetti diversi. Tale disposizione si applica dalla data in cui le partecipazioni, i titoli ed i diritti posseduti rappresentano una percentuale di diritti di voto o di partecipazione superiore alle percentuali suindicate. Sono assimilate alle plusvalenze di cui alla presente lettera quelle realizzate mediante:

1) cessione di strumenti finanziari di cui alla lettera a) del comma 2 dell’articolo 44 quando non rappresentano una partecipazione al patrimonio;

2) cessione dei contratti di cui all’articolo 109, comma 9, lettera b), qualora il valore dell’apporto sia superiore al 5 per cento o al 25 per cento del valore del patrimonio netto contabile risultante dall’ultimo bilancio approvato prima della data di stipula del contratto secondo che si tratti di società i cui titoli sono negoziati in mercati regolamentati o di altre partecipazioni. Per le plusvalenze realizzate mediante la cessione dei contratti stipulati con associanti non residenti che non soddisfano le condizioni di cui all’articolo 44, comma 2, lettera a), ultimo periodo, l’assimilazione opera a prescindere dal valore dell’apporto;

3) cessione dei contratti di cui al numero precedente qualora il valore dell’apporto sia superiore al 25 per cento dell’ammontare dei beni dell’associante determinati in base alle disposizioni previste del comma 2 dell’articolo 47 del citato testo unico;

c-bis) le plusvalenze, diverse da quelle imponibili ai sensi della lettera c), realizzate mediante cessione a titolo oneroso di azioni e di ogni altra partecipazione al capitale o al patrimonio di società di cui all’articolo 5, escluse le associazioni di cui al comma 3, lettera c), e dei soggetti di cui all’articolo 73, nonché di diritti o titoli attraverso cui possono essere acquisite le predette partecipazioni. Sono assimilate alle plusvalenze di cui alla presente lettera quelle realizzate mediante:

1) cessione dei contratti di cui all’articolo 109, comma 9, lettera b), qualora il valore dell’apporto sia non superiore al 5 per cento o al 25 per cento del valore del patrimonio netto contabile risultante dall’ultimo bilancio approvato prima della data di stipula del contratto secondo che si tratti di società i cui titoli sono negoziati in mercati regolamentati o di altre partecipazioni;

2) cessione dei contratti di cui alla lettera precedente qualora il valore dell’apporto sia non superiore al 25 per cento dell’ammontare dei beni dell’associante determinati in base alle disposizioni previste dal comma 2 dell’articolo 47;

c-ter) le plusvalenze, diverse da quelle di cui alle lettere c) e c-bis), realizzate mediante cessione a titolo oneroso ovvero rimborso di titoli non rappresentativi di merci, di certificati di massa, di valute estere, oggetto di cessione a termine o rivenienti da depositi o conti correnti, di metalli preziosi, sempreché siano allo stato grezzo o monetato, e di quote di partecipazione ad organismi d’investimento collettivo. Agli effetti dell’applicazione della presente lettera si considera cessione a titolo oneroso anche il prelievo delle valute estere dal deposito o conto corrente; (164)

c-quater) i redditi, diversi da quelli precedentemente indicati, comunque realizzati mediante rapporti da cui deriva il diritto o l’obbligo di cedere od acquistare a termine strumenti finanziari, valute, metalli preziosi o merci ovvero di ricevere o effettuare a termine uno o più pagamenti collegati a tassi di interesse, a quotazioni o valori di strumenti finanziari, di valute estere, di metalli preziosi o di merci e ad ogni altro parametro di natura finanziaria. Agli effetti dell’applicazione della presente lettera sono considerati strumenti finanziari anche i predetti rapporti; (164)

c-quinquies) le plusvalenze ed altri proventi, diversi da quelli precedentemente indicati, realizzati mediante cessione a titolo oneroso ovvero chiusura di rapporti produttivi di redditi di capitale e mediante cessione a titolo oneroso ovvero rimborso di crediti pecuniari o di strumenti finanziari, nonché quelli realizzati mediante rapporti attraverso cui possono essere conseguiti differenziali positivi e negativi in dipendenza di un evento incerto;

c-sexies) le plusvalenze e gli altri proventi realizzati mediante rimborso o cessione a titolo oneroso, permuta o detenzione di cripto-attività, comunque denominate, non inferiori complessivamente a 2.000 euro nel periodo d’imposta. Ai fini della presente lettera, per “cripto-attività” si intende una rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga. Non costituisce una fattispecie fiscalmente rilevante la permuta tra cripto-attività aventi eguali caratteristiche e funzioni.

d) le vincite delle lotterie, dei concorsi a premio, dei giochi e delle scommesse organizzati per il pubblico e i premi derivanti da prove di abilità o dalla sorte nonché quelli attribuiti in riconoscimento di particolari meriti artistici, scientifici o sociali;

e) i redditi di natura fondiaria non determinabili catastalmente, compresi quelli dei terreni dati in affitto per usi non agricoli;

f) i redditi di beni immobili situati all’estero;

g) i redditi derivanti dall’utilizzazione economica di opere dell’ingegno, di brevetti industriali e di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico, salvo il disposto della lettera b) del comma 2 dell’articolo 53;

h) i redditi derivanti dalla concessione in usufrutto e dalla sublocazione di beni immobili, dall’affitto, locazione, noleggio o concessione in uso di veicoli, macchine e altri beni mobili, dall’affitto e dalla concessione in usufrutto di aziende; l’affitto e la concessione in usufrutto dell’unica azienda da parte dell’imprenditore non si considerano fatti nell’esercizio dell’impresa, ma in caso di successiva vendita totale o parziale le plusvalenze realizzate concorrono a formare il reddito complessivo come redditi diversi;

h-bis) le plusvalenze realizzate in caso di successiva cessione, anche parziale, delle aziende acquisite ai sensi dell’articolo 58;

h-ter) la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell’impresa a soci o familiari dell’imprenditore.

i) i redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente;

l) i redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente o dalla assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere;

m) le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati ai direttori artistici ed ai collaboratori tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori, bande musicali e filo-drammatiche che perseguono finalità dilettantistiche;

n) le plusvalenze realizzate a seguito di trasformazione eterogenea di cui all’articolo 171, comma 2, ove ricorrono i presupposti di tassazione di cui alle lettere precedenti.

1-bis. Agli effetti dell’applicazione delle lettere c), c-bis) e c-ter) del comma 1, si considerano cedute per prime le partecipazioni, i titoli, gli strumenti finanziari, i contratti, i certificati e diritti, nonché le valute ed i metalli preziosi acquisiti in data più recente; in caso di chiusura o di cessione dei rapporti di cui alla lettera c-quater) si considerano chiusi o ceduti per primi i rapporti sottoscritti od acquisiti in data più recente.

1-ter. Le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di valute estere rivenienti da depositi e conti correnti concorrono a formare il reddito a condizione che nel periodo d’imposta la giacenza dei depositi e conti correnti complessivamente intrattenuti dal contribuente, calcolata secondo il cambio vigente all’inizio del periodo di riferimento sia superiore a cento milioni di lire per almeno sette giorni lavorativi continui.

1-quater. Fra le plusvalenze e i redditi di cui alle lettere cter), cquater) e cquinquies) si comprendono anche quelli realizzati mediante rimborso o chiusura delle attività finanziarie o dei rapporti ivi indicati, sottoscritti all’emissione o comunque non acquistati da terzi per effetto di cessione a titolo oneroso. Fra le plusvalenze di cui alla lettera c-ter) si comprendono anche quelle di rimborso delle quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio realizzate mediante conversione di quote o azioni da un comparto ad altro comparto del medesimo organismo di investimento collettivo.

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