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art. 32 81-2008

Art. 32 dlgs 81/2008: capacità e requisiti dell’RSPP

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Art. 32 dlgs 81/2008: definisce le capacità e i requisiti professionali necessari allo svolgimento delle funzioni di responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP)

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Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), nell’ambito della sicurezza e salute sul lavoro, ricopre un ruolo di notevole importanza; si tratta di una figura che viene nominata dal datore di lavoro per collaborare nella gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il dlgs 81/2008 obbliga il datore di lavoro ad istituire all’interno della propria azienda (con almeno un lavoratore) il responsabile del servizio di prevenzione e protezione avente i requisiti definiti dall’art. 32 del dlgs 81/2008.

La nomina del RSPP rientra tra gli obblighi non delegabili del datore di lavoro. Il datore di lavoro che non provvede alla nomina può andare incontro a conseguenze di tipo penale e amministrativo; può essere punito, infatti, con l’arresto da 3 a 6 mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro. Per questa ragione può tornarti utile un software per la sicurezza sul lavoro che ti consente di stampare tutta la modulistica per la sicurezza sui luoghi di lavoro come lettere di designazione e comunicazioni per il RSPP, addetti; puoi scaricarlo gratuitamente per 30 giorni.

Quali sono i requisiti necessari?

Il comma 1 dell’art. 32 dlgs 81/2008 stabilisce che le capacità e i requisiti professionali dell’RSPP devono essere commisurate alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e alle attività lavorative di ogni azienda.

In pericolare, per svolgere il ruolo di RSPP è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti (comma 2, art. 32 dlgs 81/08):

  • titolo di studio non inferiore al diploma di scuola secondaria superiore;
  • attestato di frequenza a corsi di formazione adeguati ai rischi presenti, con verifica finale dell’apprendimento (di seguito riportati);
  • comprovata esperienza nel ruolo di RSPP per almeno 6 mesi (se non si è possesso del titolo di studi, comma 3);
  • attestato di frequenza a corsi di formazione sui rischi di natura ergonomica e da stress lavoro-correlato;
  • attestato che certifichi l’aggiornamento quinquennale del corso di formazione iniziale (comma 6).

Corsi di formazione

Il percorso formativo è specificato nell’Accordo della Conferenza Stato-Regioni del 07/07/2016 e prevede una formazione strutturata in 3 moduli:

  • modulo A che è il corso base della durata di 28 ore ed è propedeutico per l’accesso agli altri moduli (moduli B e C);
  • modulo B che è il corso correlato ai rischi presenti sul luogo di lavoro, è comune a tutti i settori produttivi della durata di 48 ore, fatta eccezione per i settori di agricoltura-pesca, cave-costruzioni, sanità residenziale e chimico-petrolchimico per i quali è prevista una formazione aggiuntiva con moduli di specializzazione;
  • modulo C che è il corso finalizzato all’acquisizione di competenze/abilità relazionali e gestionali della durata di 24 ore.

Chi organizza i corsi di formazione?

Il comma 4 del medesimo articolo stabilisce che i corsi di formazione vengono organizzati dalle regioni e dalle provincie autonome di Trento e di Bolzano, dalle università, dall’INAIL (o dall’IPSEMA), dal corpo dei Vigili del Fuoco, dall’amministrazione della Difesa, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro, dalla scuola superiore della pubblica amministrazione e dalle scuole superiori delle singole amministrazioni.

Ulteriori soggetti formatori possono essere individuati in sede di conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano.

Esonero dal corso di formazione iniziale

In relazione ai corsi la cui frequenza è necessaria per svolgere il ruolo di responsabile del servizio di prevenzione e protezione, il comma 5 dell’art. 32 dlgs 81/08 esonera dalla frequentazione dei corsi coloro che sono in possesso di una delle seguenti lauree:

  • L7 ingegneria civile e ambientale;
  • L8 ingegneria dell’informazione;
  • L9 ingegneria industriale;
  • L17 scienze dell’architettura;
  • L23 scienze e tecniche dell’edilizia;
  • LM 26 ingegneria della sicurezza.

In tutti i casi di formazione e aggiornamento in cui i contenuti dei percorsi formativi si sovrappongono, in tutto o in parte, a quelli previsti per il responsabile e per gli addetti del servizio di prevenzione e protezione, viene riconosciuto credito formativo per la durata ed i contenuti della formazione e dell’aggiornamento corrispondenti erogati (comma 5-bis).

Registrazione delle competenze acquisite

Il comma 7 dell’art. 32 dlgs 81/2008 stabilisce che, a seguito dello svolgimento delle attività di formazione, queste vengono registrate all’interno del libretto formativo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

RSPP negli istituti di istruzione

Nel caso in cui il datore di lavoro non svolga direttamente il compito di responsabile del servizio di prevenzione e protezione, quest’ultimo può essere individuato tra le seguenti categorie (comma 8):

  • personale interno all’unità scolastica in possesso dei requisiti e delle capacità adeguate che si dichiari a tal fine disponibile;
  • personale interno all’unità scolastica in possesso dei requisiti e delle capacità adeguate che di dichiari disponibile ad operare in una pluralità di istituti.

In assenza del personale sopra citato, è possibile avvalersi in maniera comune di un unico esperto esterno tramite stipula di apposita convenzione in via (comma 9):

  • prioritaria con gli enti locali proprietari degli edifici scolastici;
  • subordinata con enti o istituti specializzati in materia di salute e sicurezza sul lavoro o con altro esperto esterno libero professionista.

Laddove il datore di lavoro si dovesse avvalere di un esperto esterno per ricoprire l’incarico di responsabile del servizio è tenuto ad organizzare un servizio di prevenzione e protezione con un adeguato numero di addetti (comma 10).

Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni
1. Le capacità ed i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione interni o esterni devono essere adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative.

2. Per lo svolgimento delle funzioni da parte dei soggetti di cui al comma 1, è necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore nonché di un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative. Per lo svolgimento della funzione di responsabile del servizio prevenzione e protezione, oltre ai requisiti di cui al precedente periodo, è necessario possedere un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e da stress lavoro-correlato di cui all’articolo 28, comma 1, di organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali. I corsi di cui ai periodi precedenti devono rispettare in ogni caso quanto previsto dall’accordo sancito il 26 gennaio 2006 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2006, e successive modificazioni.

3. Possono altresì svolgere le funzioni di responsabile o addetto coloro che, pur non essendo in possesso del titolo di studio di cui al comma 2, dimostrino di aver svolto una delle funzioni richiamate, professionalmente o alle dipendenze di un datore di lavoro, almeno da sei mesi alla data del 13 agosto 2003 previo svolgimento dei corsi secondo quanto previsto dall’accordo di cui al comma 2.

4. I corsi di formazione di cui al comma 2 sono organizzati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, dalle università, dall’ISPESL, dall’INAIL, o dall’IPSEMA per la parte di relativa competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco dall’amministrazione della Difesa, dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione e dalle altre Scuole superiori delle singole
amministrazioni, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori o dagli organismi paritetici, nonché dai soggetti di cui al punto 4 dell’accordo di cui al comma 2 nel rispetto dei limiti e delle specifiche modalità ivi previste. Ulteriori soggetti formatori possono essere individuati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

5. Coloro che sono in possesso di laurea in una delle seguenti classi: L7, L8, L9, L17, L23, e della laurea magistrale LM26 di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca in data 16 marzo 2007, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 6 luglio 2007, o nelle classi 8, 9, 10, 4, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 4 agosto 2000, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000, ovvero nella classe 4 di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 2 aprile 2001, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 128 del 5 giugno 2001, ovvero di altre lauree e lauree magistrali riconosciute corrispondenti ai sensi della normativa vigente con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, su parere conforme del Consiglio universitario nazionale ai sensi della normativa vigente, sono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione di cui al comma 2, primo periodo. Ulteriori titoli di studio possono essere individuati in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

5-bis. In tutti i casi di formazione e aggiornamento, previsti dal presente decreto legislativo, in cui i contenuti dei percorsi formativi si sovrappongano, in tutto o in parte, a quelli previsti per il responsabile e per gli addetti del servizio prevenzione e protezione, è riconosciuto credito formativo per la durata ed i contenuti della formazione e dell’aggiornamento corrispondenti erogati. Le modalità di riconoscimento del credito formativo e i modelli per mezzo dei quali è documentata l’avvenuta formazione sono individuati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentita la Commissione consultiva permanente di cui all’articolo 6. Gli istituti di istruzione e universitari provvedono a rilasciare agli allievi equiparati ai lavoratori, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera a), e dell’articolo 37, comma 1, lettere a) e b), del presente decreto, gli attestati di avvenuta formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro.

6. I responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione sono tenuti a frequentare corsi di aggiornamento secondo gli indirizzi definiti nell’accordo Stato-regioni di cui al comma 2. È fatto salvo quanto previsto dall’articolo 34.

7. Le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attività di formazione di cui al presente articolo nei confronti dei componenti del servizio interno sono registrate nel libretto formativo del cittadino di cui all’articolo 2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, se concretamente disponibile in quanto attivato nel rispetto delle vigenti disposizioni.

8. Negli istituti di istruzione, di formazione professionale e universitari e nelle istituzioni dell’alta formazione artistica e coreutica, il datore di lavoro che non opta per lo svolgimento diretto dei compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dei rischi designa il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, individuandolo tra:

  1. il personale interno all’unità scolastica in possesso dei requisiti di cui al presente articolo che si dichiari a tal fine disponibile;
  2. il personale interno ad una unità scolastica in possesso dei requisiti di cui al presente articolo che si dichiari disponibile ad operare in una pluralità di istituti.

9. In assenza di personale di cui alle lettere a) e b) del comma 8, gruppi di istituti possono avvalersi in maniera comune dell’opera di un unico esperto esterno, tramite stipula di apposita convenzione, in via prioritaria con gli enti locali proprietari degli edifici scolastici e, in via subordinata, con enti o istituti specializzati in materia di salute e sicurezza sul lavoro o con altro esperto esterno libero professionista.

10. Nei casi di cui al comma 8 il datore di lavoro che si avvale di un esperto esterno per ricoprire l’incarico di responsabile del servizio deve comunque organizzare un servizio di prevenzione e protezione con un adeguato numero di addetti.

 

Leggi tutti gli articoli del testo unico sulla sicurezza (dlgs 81/08).
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