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Obblighi connessi ai contratti d'appalto o d'opera o di somministrazione art. 26 dlgs 81/2008

Art. 26 D.Lgs. 81/08: sicurezza nella gestione dei contratti di appalto

Tempo di lettura stimato: 10 minuti

L’art. 26 del D.Lgs. 81/08 definisce quali sono gli obblighi da rispettare per il datore di lavoro committente prima di conferire un lavoro in appalto (o subappalto)

Leggi il testo di legge 

L’appalto è un contratto con il quale il committente incarica l’appaltatore di realizzare un’opera o un servizio, dietro il pagamento di un importo pattuito. Il subappalto, invece, è un contratto mediante il quale l’appaltatore, incaricato di realizzare un’opera o un servizio dal committente, affida a sua volta ad un altro soggetto il compimento di lavori. Durante queste attività si creano diverse condizioni di rischio rispetto a quelle abitualmente presenti nell’azienda e cioè le attività svolte dal personale esterno si sovrappongono a quelle eseguite dal personale interno dell’azienda andando a creare i cosiddetti rischi interferenziali.

Per prevenire o ridurre questi rischi è necessario implementare un sistema di gestione della sicurezza che coinvolga sia il committente sia i diversi appaltatori interessati con lo scopo di assicurare il rispetto di procedure di sicurezza.

In quest’ottica si inserisce l’art. 26 D.Lgs. 81/08 che individua gli obblighi sulla sicurezza nella gestione dei contratti di appalto e stabilisce l’obbligatorietà di valutare i rischi interferenziali e di predisporre il DUVRI. Non valutare correttamente i rischi interferenziali comporta la possibilità di incorrere in reati punibili sia amministrativamente che penalmente (arresto fino a 4 mesi). Per non correre questo rischio, ti suggerisco di utilizzare subito un software per la redazione del DUVRI che ti aiuta nell’elaborazione, personalizzata e guidata, del documento di valutazione dei rischi interferenziali.

Cosa prevede l’art. 26 D.Lgs. 81/08?

L’art. 26 D.Lgs. 81/08 prevede che, in caso di affidamento di lavori, servizi e forniture ad un’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno della propria azienda e nell’ambito dell’intero ciclo produttivo della stessa azienda, i datori di lavoro cooperino all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro e coordinino gli interventi ai fini di tutelare i lavoratori che sono esposti a rischi.

Inoltre, lo stesso articolo chiarisce che il datore di lavoro deve avere, come presupposto, la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l’appalto o la prestazione di lavoro autonomo. Questo perché non sempre il responsabile aziendale sia da ritenersi il datore di lavoro all’interno di situazioni complesse in cui potrebbe non avere responsabilità giuridica dei luoghi.

Art. 26 D.Lgs. 81/08, comma 1: idoneità tecnico professionale

Il datore di lavoro deve sottostare ad una serie di obblighi, in primis quello di verificare l’idoneità tecnico professionale delle imprese a cui vuole affidare i lavori. Il comma 1 dell’art. 26 D.Lgs. 81/08 stabilisce proprio che il datore di lavoro committente deve verificare che l’impresa o il professionista esterno sia, innanzitutto, in regola con le normative in materia di diritto del lavoro, assicurativo e di salute e di sicurezza sul lavoro (ultimi aggiornamenti testo unico sicurezza sul lavoro).

Questa verifica viene effettuata dal datore di lavoro committente mediante l’acquisizione di 2 documenti:

  • il certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato;
  • un’autocertificazione del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale.

Inoltre, sempre il datore di lavoro committente ha l’obbligo di fornire alle imprese e ai lavoratori autonomi dettagliate informazioni sui rischi presenti negli ambienti di lavoro oggetto dell’appalto dove andranno ad operare e sulle misure di prevenzione e di protezione adottate in relazione alla propria attività.

L’acquisizione di queste informazioni (ad esempio sui cicli lavorativi, macchine ed impianti, sostanze e preparati pericolosi) permette ai lavoratori autonomi o ai dipendenti delle imprese appaltatrici di operare con prudenza all’interno di un ambiente non conosciuto. Lo scopo è quello di permettere agli appaltatori/lavoratori autonomi, mediante il possesso di tali informazioni, di perfezionare la valutazione dei rischi relativi alle proprie attività e di aggiornare le misure di prevenzione e protezione per quelle previste dallo specifico appalto.

Art. 26 D.Lgs. 81/08, comma 2: cooperazione e coordinamento

Il comma 2 dell’art. 26 D.Lgs. 81/08 prevede che tutti i datori di lavoro, compresi i subappaltatori, devono:

  • cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione dai rischi sul lavoro relativi all’attività lavorativa oggetto dell’appalto;
  • coordinare gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell’esecuzione dell’opera complessiva (ad esempio in caso di pluralità di appalti o di subappalto).

Art. 26 D.Lgs. 81/08, comma 3: DUVRI

Il datore di lavoro committente deve promuovere la cooperazione ed il coordinamento attraverso l’elaborazione del documento unico di valutazione dei rischi (DUVRI) la cui funzione è quella di rendere noto all’impresa appaltatrice, incaricata di svolgere i lavori, quali sono i rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro per i lavoratori presenti e quali sono le misure di prevenzione e protezione da adottare per eliminarli o, quantomeno, ridurli al minimo.

In sostanza, quando in uno stesso ambiente di lavoro operano più soggetti afferenti a datori di lavoro diversi si creano, oltre ai rischi propri di ciascuna impresa, una serie di rischi aggiuntivi dovuti alle interferenze tra le attività svolte dalle imprese presenti nello stesso ambiente di lavoro (a vario titolo); la redazione del DUVRI richiede grande attenzione e precisione, per questo affidarsi a un software per la redazione DUVRI risulta la soluzione migliore.

Art. 26 D.Lgs. 81/08, comma 3-bis: casi esclusi dall’obbligo del DUVRI

Il comma 3-bis elenca i casi in cui non sussiste l’obbligo di elaborazione del DUVRI relativamente a lavori considerati a basso rischio:

  • servizi di natura intellettuale;
  • mere forniture di materiali o attrezzature;
  • lavori o servizi la cui durata non è superiore a cinque uomini-giorno (sempre che essi non comportino rischi di incendio di livello elevato o svolgimento di attività in spazi confinati o alla presenza di agenti cancerogeni, mutageni o biologici, ed amianto).

Per uomini-giorno si intende l’entità presunta dei lavori, servizi e forniture rappresentata dalla somma delle giornate di lavoro necessarie all’effettuazione dei lavori, servizi o forniture considerata con riferimento all’arco temporale di un anno dall’inizio dei lavori. Pertanto, quando le attività svolte in appalto, nell’arco di un anno, avranno un’entità al massimo di cinque giorni uomini giorno, non sarà necessario redigere il DUVRI.

Art. 26 D.Lgs. 81/08, comma 3-ter: datore di lavoro e committente non coincidono

Il comma 3-ter dell’art. 26 D.Lgs. 81/2008, specifica che, nei casi in cui il datore di lavoro non coincida con il committente, la redazione del DUVRI recante una valutazione ricognitiva dei rischi standard (relativi alla tipologia della prestazione che potrebbero potenzialmente derivare dall’esecuzione del contratto) spetta al committente. In un secondo momento, il soggetto presso il quale deve essere eseguito il contratto, prima dell’esecuzione, integra il documento riferendosi ai rischi specifici da interferenza presenti nei luoghi in cui verrà espletato l’appalto, redigendo così il vero e proprio DUVRI.

Art. 26 D.Lgs. 81/08, comma 4: responsabilità solidale

Il comma 4 dell’art. 26 D.Lgs. 81/08 prevede espressamente la responsabilità solidale del committente per i danni subiti dai dipendenti dell’appaltatore e dei subappaltatori non indennizzati ad opera dell’istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) o dell’Istituto di Previdenza per il settore marittimo (IPSEMA).

La responsabilità solidale non si estende ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.

Art. 26 D.Lgs. 81/08, comma 5: costi della sicurezza

Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione devono essere specificamente indicati, a pena di nullità ai sensi dell’articolo 1418 del codice civile, i costi relativi alla sicurezza del lavoro o meglio i costi delle misure adottate per eliminare o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo i rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro derivanti dalle interferenze delle lavorazioni, con particolare riferimento a quelli propri connessi allo specifico appalto. I costi relativi alla sicurezza non sono soggetti a ribasso.

Art. 26 D.Lgs. 81/08, comma 6: valore economico adeguato

Il comma 6 dell’art. 26 D.Lgs. 81/08 stabilisce che gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza. Questo, infatti, deve essere specificamente indicato e congruo rispetto all’entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture.

Il costo del lavoro viene determinato periodicamente dal Ministero del lavoro in apposite tabelle sulla base dei valori economici previsti, tra l’altro, dalla contrattazione collettiva.

Art. 26 D.Lgs. 81/08, comma 8 e 8-bis: documento di riconoscimento

Nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, il personale occupato dall’impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di documento di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro.

Inoltre, i datori di lavoro appaltatori o subappaltatori devono indicare espressamente al datore di lavoro committente il personale che svolge la funzione di preposto.

La sicurezza sul luogo di lavoro è un aspetto di fondamentale importanza per ogni impresa, necessaria per tutelare l’integrità fisica di tutti coloro che operano in ambienti di lavoro in relazione a rischi conseguenti alla sovrapposizione di attività lavorative. Un valido supporto per rispettare gli obblighi normativi descritti dall’art. 26 del D.Lgs. 81/08 è quello di utilizzare un software DUVRI che, in linea con il testo unico sicurezza sul lavoro, ti guida nell’elaborazione del documento.

Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione
1. Il datore di lavoro, in caso di affidamento di lavori, servizi e forniture all’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell’ambito dell’intero ciclo produttivo dell’azienda medesima, sempre che abbia la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l’appalto o la prestazione di lavoro autonomo:

  1. verifica, con le modalità previste dal decreto di cui all’articolo 6, comma 8, lettera g), l’idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori, ai servizi e alle forniture da affidare in appalto o mediante contratto d’opera o di somministrazione. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al periodo che precede, la verifica è eseguita attraverso le seguenti modalità:
    1) acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato;
    2) acquisizione dell’autocertificazione dell’impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, ai sensi dell’articolo 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445;
  2. fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività.

2. Nell’ipotesi di cui al comma 1, i datori di lavoro, ivi compresi i subappaltatori:

  1. cooperano all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto;
  2. coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell’esecuzione dell’opera complessiva.

3. Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione e il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze ovvero individuando, limitatamente ai settori di attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali di cui all’articolo 29, comma 6-ter, con riferimento sia all’attività del datore di lavoro committente sia alle attività dell’impresa appaltatrice e dei lavoratori autonomi, un proprio incaricato, in possesso di formazione, esperienza e competenza professionali, adeguate e specifiche in relazione all’incarico conferito, nonché di periodico aggiornamento e di conoscenza diretta dell’ambiente di lavoro, per sovrintendere a tali cooperazione e coordinamento. In caso di redazione del documento esso è allegato al contratto di appalto o di opera e deve essere adeguato in funzione dell’evoluzione dei lavori, servizi e forniture. A tali dati accedono il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Dell’individuazione dell’incaricato di cui al primo periodo o della sua sostituzione deve essere data immediata evidenza nel contratto di appalto o di opera. Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. Nell’ambito di applicazione del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, tale documento è redatto, ai fini dell’affidamento del contratto, dal soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla gestione dello specifico appalto.

3-bis. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi 1 e 2, l’obbligo di cui al comma 3 non si applica ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature, ai lavori o servizi la cui durata non è superiore a cinque uomini-giorno, sempre che essi non comportino rischi derivanti dal rischio di incendio di livello elevato, ai sensi del decreto del Ministro dell’interno 10 marzo 1998, pubblicato nel supplemento ordinario n. 64 alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998, o dallo svolgimento di attività in ambienti confinati, di cui al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n. 177, o dalla presenza di agenti cancerogeni, mutageni o biologici, di amianto o di atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all’allegato XI del presente decreto. Ai fini del presente comma, per uomini-giorno si intende l’entità presunta dei lavori, servizi e forniture rappresentata dalla somma delle giornate di lavoro necessarie all’effettuazione dei lavori, servizi o forniture considerata con riferimento all’arco temporale di un anno dall’inizio dei lavori.

3-ter. Nei casi in cui il contratto sia affidato dai soggetti di cui all’articolo 3, comma 34, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, o in tutti i casi in cui il datore di lavoro non coincide con il committente, il soggetto che affida il contratto redige il documento di valutazione dei rischi da interferenze recante una valutazione ricognitiva dei rischi standard relativi alla tipologia della prestazione che potrebbero potenzialmente derivare dall’esecuzione del contratto. Il soggetto presso il quale deve essere eseguito il contratto, prima dell’inizio dell’esecuzione, integra il predetto documento riferendolo ai rischi specifici da interferenza presenti nei luoghi in cui verrà espletato l’appalto; l’integrazione, sottoscritta per accettazione dall’esecutore, integra gli atti contrattuali.

4. Ferme restando le disposizioni di legge vigenti in materia di responsabilità solidale per il mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali e assicurativi, l’imprenditore committente risponde in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per tutti i danni per i quali il lavoratore, dipendente dall’appaltatore o dal subappaltatore, non risulti indennizzato ad opera dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) o dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA). Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.

5. Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione, anche qualora in essere al momento della data di entrata in vigore del presente decreto, di cui agli articoli 1559, ad esclusione dei contratti di somministrazione di beni e servizi essenziali, 1655, 1656 e 1677 del codice civile, devono essere specificamente indicati a pena di nullità ai sensi dell’articolo 1418 del codice civile i costi relativi alla sicurezza del lavoro con particolare riferimento a quelli propri connessi allo specifico appalto. I costi di cui primo periodo non sono soggetti a ribasso. Con riferimento ai contratti di cui al precedente periodo stipulati prima del 25 agosto 2007 i costi della sicurezza del lavoro devono essere indicati entro il 31 dicembre 2008, qualora gli stessi contratti siano ancora in corso a tale data. A tali dati possono accedere, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

6. Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell’anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all’entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture. Ai fini del presente comma il costo del lavoro è determinato periodicamente, in apposite tabelle, dal Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva stipulata dai sindacati comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. In mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro è determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione.
7. Per quanto non diversamente disposto dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, come da ultimo modificate dall’articolo 8, comma 1, della legge 3 agosto 2007, n. 123, trovano applicazione in materia di appalti pubblici le disposizioni del presente decreto.

8. Nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, il personale occupato dall’impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro.

8-bis. Nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, i datori di lavoro appaltatori o subappaltatori devono indicare espressamente al datore di lavoro committente il personale che svolge la funzione di preposto.

 

Leggi tutti gli articoli del testo unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/08).

 

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