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Art 10 dpr 917-86

Art. 10 D.P.R. 917/86: oneri deducibili dal reddito, quali sono?

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L’art 10 del D.P.R. 917/86 definisce i diversi tipi di oneri che possono essere dedotti dal reddito complessivo del contribuente. Ecco l’elenco completo

L’art 10 del D.P.R. 917/86 stabilisce tutti gli oneri che possono essere dedotti dal reddito complessivo. Il D.P.R. 917/86, testo unico delle imposte sui redditi, costituisce il pilastro della normativa fiscale in Italia e regola la tassazione dei redditi. Il TUIR è un documento di fondamentale importanza per comprendere come vengono calcolate e applicate le imposte sui redditi nel Paese. Una delle caratteristiche più rilevanti è la sua definizione di come i costi possono essere detratti e di come i ricavi devono essere considerati tassabili. Per calcolare correttamente l’importo delle imposte è essenziale tenere traccia accurata del fatturato imponibile. Per una gestione finanziaria precisa e in conformità con la normativa, è necessario usare un software di fatturazione elettronica con cui emettere e gestire le fatture in modo efficiente, riducendo al minimo il rischio di errori. Inoltre, il software offre la possibilità di archiviare e recuperare facilmente i dati finanziari, semplificando il processo di dichiarazione dei redditi.

Cosa sono gli oneri deducibili?

Gli oneri deducibili sono spese specifiche e legalmente ammissibili che i contribuenti possono sottrarre dal proprio reddito imponibile ai fini fiscali. Queste spese riducono l’importo totale del reddito che viene tassato, il che porta a una minore imposta sul reddito da pagare. Ecco una panoramica dei principali tipi di spese deducibili definiti dall’art. 10 del D.P.R. 917/86.

Oneri sugli immobili

Al comma 1, l’art 10 D.P.R. 917/86 stabilisce quali spese relative agli immobili possono essere dedotte dal reddito complessivo del contribuente:

  • canoni di locazione: se il contribuente è il locatore e riceve canoni di locazione dagli immobili, questi canoni sono parte degli oneri deducibili. D’altro canto, se il contribuente è il conduttore, i canoni pagati possono essere dedotti solo in alcune circostanze specifiche (ad esempio in caso di locazioni ad uso abitativo);
  • livelli e censi: alcune regioni o comuni possono imporre livelli o censi sugli immobili. Queste spese sono deducibili a meno che non siano specificamente escluse dalla legge;
  • contributi ai consorzi obbligatori: se il contribuente è tenuto per legge a contribuire a consorzi obbligatori, questi contributi possono essere dedotti;
  • contributi agricoli unificati: gli oneri relativi ai contributi agricoli unificati sono esclusi dagli oneri deducibili.

È importante notare che non tutte le spese relative agli immobili sono deducibili. Le spese di manutenzione ordinaria o quelle non direttamente collegate alla produzione di reddito non rientrano negli oneri deducibili. Inoltre, se il contribuente riceve contributi o premi di assicurazione per coprire queste spese e tali contributi non sono detraibili o deducibili, allora le spese rimangono a carico del contribuente.

Per poter dedurre gli oneri sugli immobili è essenziale conservare documenti appropriati che attestino le spese sostenute. Questi documenti dovrebbero includere fatture, ricevute o scontrini fiscali che dimostrino l’ammontare, la natura e la destinazione delle spese.

Spese mediche e di assistenza

Le spese mediche e quelle di assistenza specifica, sostenute a causa di grave e permanente invalidità o menomazione, sono deducibili. Queste spese devono essere certificate da una fattura o da uno scontrino fiscale che dettaglia la natura, la qualità e la quantità dei beni, oltre al codice fiscale del destinatario. Va notato che le spese rimborsate tramite contributi o premi di assicurazione versati dal contribuente, ma non deducibili o detraibili dal suo reddito, restano a suo carico.

Assegni periodici al coniuge

Gli assegni periodici corrisposti al coniuge, ad eccezione di quelli destinati al mantenimento dei figli, possono essere dedotti in seguito a separazione legale ed effettiva, scioglimento o annullamento del matrimonio o cessazione dei suoi effetti civili. Tuttavia, la deduzione è possibile solo nella misura in cui tali assegni siano stabiliti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Assegni periodici da testamento o donazione modale

Gli assegni periodici corrisposti in base a disposizioni testamentarie o donazioni modali possono essere dedotti, purché siano specificati da provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Questa regola si applica anche agli assegni alimentari corrisposti a persone indicate nell’art. 433 del codice civile.

Rimborso di somme già tassate

Le somme restituite al soggetto erogatore, se sono state soggette a tassazione negli anni precedenti, possono essere dedotte. L’importo non dedotto nel periodo d’imposta di restituzione può essere portato in deduzione dai redditi dei periodi successivi, oppure il contribuente può richiedere il rimborso dell’imposta corrispondente.

Contributi previdenziali ed assistenziali

I contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza alle disposizioni di legge, compresi quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, possono essere dedotti. Questa categoria include anche i contributi versati al fondo di cui all’art. 1 del decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 565. Tuttavia, la deduzione è possibile solo alle condizioni e nei limiti stabiliti dalla legge.

Contributi a forme pensionistiche complementari

I contributi versati alle forme pensionistiche complementari, secondo quanto previsto dalle leggi vigenti, sono deducibili. Questo comprende i contributi ai sottoconti italiani di prodotti pensionistici individuali paneuropei (PEPP) e quelli versati alle forme pensionistiche complementari negli Stati membri dell’Unione europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che permettono uno scambio adeguato di informazioni.

Contributi a fondi integrativi del servizio sanitario nazionale

I contributi versati ai fondi integrativi del Servizio Sanitario Nazionale, conformi alle disposizioni di legge, sono deducibili. Questi fondi erogano prestazioni nei settori indicati da un decreto ministeriale della salute. La deduzione è possibile fino a un massimo di 3.615,20 euro.

Altre deduzioni

L’art 10 del D.P.R. 917/86 offre ulteriori opportunità di risparmio fiscale per i contribuenti operanti nel settore delle costruzioni e non solo. In particolare:

  • indennità per perdita dell’avviamento: queste indennità vengono corrisposte al conduttore in caso di cessazione del contratto di locazione di immobili urbani utilizzati per scopi diversi dall’abitazione. È importante sottolineare che questa deduzione è prevista solo per disposizioni di legge specifiche;
  • erogazioni liberali a organizzazioni non governative: i contribuenti possono dedurre le erogazioni liberali in denaro fatte a favore delle organizzazioni non governative riconosciute ai sensi dell’art. 28 della legge 26 febbraio 1987, n. 49. Questa deduzione è possibile fino a un importo massimo pari al 2% del reddito complessivo dichiarato. Le erogazioni liberali sono donazioni volontarie effettuate a scopo filantropico o umanitario;
  • erogazioni liberali per il sostentamento del clero: questa deduzione è limitata all’importo massimo stabilito dalla legge;
  • erogazioni liberali per adozioni: i genitori adottivi possono dedurre il 50% delle spese sostenute per l’espletamento della procedura di adozione come disciplinato dalle disposizioni contenute nel Capo I del Titolo III della legge 4 maggio 1983, n. 184;
  • erogazioni liberali per oneri difensivi dei soggetti ammessi al patrocinio dello Stato: le erogazioni liberali in denaro fatte per coprire gli oneri difensivi dei soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato sono deducibili. Questo sostegno finanziario contribuisce a garantire un’adeguata rappresentanza legale per coloro che ne hanno bisogno;
  • erogazioni liberali per l’istruzione e la ricerca.

Art 10 D.P.R. 917/86

Leggi il testo di legge dell’art 10 D.P.R. 917/86.

Oneri deducibili

1. Dal reddito complessivo si deducono, se non sono deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formarlo, i seguenti oneri sostenuti dal contribuente:

a) i canoni, livelli, censi ed altri oneri gravanti sui redditi degli immobili che concorrono a formare il reddito complessivo, compresi i contributi ai consorzi obbligatori per legge o in dipendenza di provvedimenti della pubblica amministrazione; sono in ogni caso esclusi i contributi agricoli unificati;

b) le spese mediche e quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione, sostenute dai soggetti indicati nell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Ai fini della deduzione la spesa sanitaria relativa all’acquisto di medicinali deve essere certificata da fattura o da scontrino fiscale contenente la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e l’indicazione del codice fiscale del destinatario. Si considerano rimaste a carico del contribuente anche le spese rimborsate per effetto di contributi o di premi di assicurazione da lui versati e per i quali non spetta la detrazione d’imposta o che non sono deducibili dal suo reddito complessivo né dai redditi che concorrono a formarlo; si considerano, altresì, rimaste a carico del contribuente le spese rimborsate per effetto di contributi o premi che, pur essendo versati da altri, concorrono a formare il suo reddito;

c) gli assegni periodici corrisposti al coniuge, ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli, in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria;

d) gli assegni periodici corrisposti in forza di testamento o di donazione modale e, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, gli assegni alimentari corrisposti a persone indicate nell’articolo 433 del codice civile;

d-bis) le somme restituite al soggetto erogatore, se assoggettate a tassazione in anni precedenti. L’ammontare, in tutto o in parte, non dedotto nel periodo d’imposta di restituzione può essere portato in deduzione dal reddito complessivo dei periodi d’imposta successivi; in alternativa, il contribuente può chiedere il rimborso dell’imposta corrispondente all’importo non dedotto secondo modalità definite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze;

e) i contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonché quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, ivi compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi. Sono altresì deducibili i contributi versati al fondo di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 16 settembre 1996, n.
565. I contributi di cui all’articolo 30, comma 2, della legge 8 marzo 1989, n. 101, sono deducibili alle condizioni e nei limiti ivi stabiliti;

e-bis) i contributi versati alle forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, alle condizioni e nei limiti previsti dall’articolo 8 del medesimo
decreto, nonché ai sottoconti italiani di prodotti pensionistici individuali paneuropei (PEPP) di cui al regolamento (UE) 2019/1238, alle condizioni e nei limiti previsti dalle disposizioni nazionali di attuazione del medesimo regolamento. Alle medesime condizioni ed entro gli stessi limiti di cui al primo periodo sono deducibili i contributi versati alle forme pensionistiche complementari istituite negli Stati membri dell’Unione europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che consentono un adeguato scambio di informazioni e ai sottoconti esteri di prodotti pensionistici individuali paneuropei (PEPP) di cui al regolamento (UE) 2019/1238;
e-ter) i contributi versati, fino ad un massimo di euro 3.615,20, ai fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale istituiti o adeguati ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, che erogano prestazioni negli ambiti di intervento stabiliti con decreto del Ministro della salute da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Ai fini del calcolo del predetto limite si tiene conto anche dei contributi di assistenza sanitaria versati ai sensi dell’articolo 51, comma 2, lettera a). Per i contributi versati nell’interesse delle persone indicate nell’articolo 12, che si trovino nelle condizioni ivi previste, la deduzione spetta per l’ammontare non dedotto dalle persone stesse, fermo restando l’importo complessivamente stabilito.

f) le somme corrisposte ai dipendenti, chiamati ad adempiere funzioni presso gli uffici elettorali, in ottemperanza alle disposizioni dell’articolo 119 del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e dell’articolo 1 della legge 30 aprile 1981, n. 178;

g) i contributi, le donazioni e le oblazioni erogati in favore delle organizzazioni non governative idonee ai sensi dell’articolo 28 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, per un importo non superiore al 2 per cento del reddito complessivo dichiarato;

h) le indennità per perdita dell’avviamento corrisposte per disposizioni di legge al conduttore in caso di cessazione della locazione di immobili urbani adibiti ad usi diversi da quello di abitazione;

i) le erogazioni liberali in denaro, fino all’importo di 2 milioni di lire, a favore dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero della Chiesa cattolica italiana;

l) le erogazioni liberali in denaro di cui all’articolo 29, comma 2, della legge 22 novembre 1988, n. 516, all’articolo 21, comma 1, della legge 22 novembre 1988, n. 517, e all’articolo 3, comma 2, della legge 5 ottobre 1993, n. 409, nei limiti e alle condizioni ivi previsti.

l-bis) il cinquanta per cento delle spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento della procedura di adozione disciplinata dalle disposizioni contenute nel Capo I del Titolo III della legge 4 maggio 1983, n. 184.

l-ter) le erogazioni liberali in denaro per il pagamento degli oneri difensivi dei soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato, anche quando siano eseguite da persone fisiche.

l-quater) le erogazioni liberali in denaro effettuate a favore di università, fondazioni universitarie di cui all’articolo 59, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, del Fondo per il merito degli studenti universitari e di istituzioni universitarie pubbliche, degli enti di ricerca pubblici, ovvero degli enti di ricerca vigilati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ivi compresi l’Istituto superiore di sanità e l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, nonché degli enti parco regionali e nazionali.

2. Le spese di cui alla lettera b) del comma 1 sono deducibili anche se sono state sostenute per le persone indicate nell’articolo 433 del codice civile. Tale disposizione si applica altresì ì per gli oneri di cui alla lettera e) del comma 1 relativamente alle persone indicate nel medesimo articolo 433 del codice civile se fiscalmente a carico. Sono altresì ì deducibili, fino all’importo di lire 3.000.000, i medesimi oneri versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare. PERIODO ABROGATO DAL D.LGS. 5 DICEMBRE 2005, N. 252.

2- bis. Le somme di cui alla lettera d-bis) del comma 1, se assoggettate a ritenuta, sono restituite al netto della ritenuta subita e non costituiscono oneri deducibili.

3. Gli oneri di cui alle lettere f), g) e h) del comma 1 sostenuti dalle società semplici di cui all’articolo 5 si deducono dal reddito complessivo dei singoli soci nella stessa proporzione prevista nel medesimo articolo 5 ai fini della imputazione del reddito. Nella stessa proporzione è deducibile, per quote costanti nel periodo d’imposta in cui avviene il pagamento e nei quattro successivi, l’imposta di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643, corrisposta dalle società stesse.

3- bis. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono il reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e quello delle relative pertinenze, si deduce un importo fino all’ammontare della rendita catastale dell’unità immobiliare stessa e delle relative pertinenze, rapportato al periodo dell’anno durante il quale sussiste tale destinazione ed in proporzione alla quota di possesso di detta unità immobiliare. PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 23 DICEMBRE 2000, N.388. Sono pertinenze le cose immobili di cui all’articolo 817 del codice civile, classificate o classificabili in categorie diverse da quelle ad uso abitativo, destinate ed effettivamente utilizzate in modo durevole a servizio delle unità immobiliari adibite ad abitazione principale delle persone fisiche. Per abitazione principale si intende quella nella quale la persona fisica, che la possiede a titolo di proprietà o altro diritto reale, o i suoi familiari dimorano abitualmente. Non si tiene conto della variazione della dimora abituale se dipendente da ricovero permanente in istituti di ricovero o sanitari, a condizione che l’unità immobiliare non risulti locata.

Leggi tutti gli articoli del D.P.R. 917/86 TUIR (Testo unico imposte sui redditi).

 

 

 

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