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Architettura rigenerativa

Cos’è l’architettura rigenerativa?

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Scopri come l’architettura rigenerativa crea spazi che migliorano le condizioni ambientali e favoriscono il benessere mentale delle persone

Il mondo dell’architettura è chiamato a rispondere all’emergenza climatica, considerando che il 40% delle emissioni globali di carbonio proviene dall’ambiente costruito. In risposta a questa sfida, entra in campo l’architettura sostenibile, ma spesso si ferma solo al concetto di “sostenere”. Esploriamo ora un approccio più ambizioso e lungimirante: l‘architettura rigenerativa.

Per seguire questo tipo di architettura, gestire le risorse ambientali e creare spazi che sostengano il benessere degli utenti, è necessario utilizzare uno strumento per l’analisi energetica. A tal riguardo, alla fine dell’articolo, puoi trovare un video che ti mostra come usare al meglio questi strumenti.

Design rigenerativo e concezione di città

Design rigenerativo e concezione di città

L’architettura rigenerativa: ripristinare l’armonia tra ambiente costruito e natura

L’architettura rigenerativa, ispirata dai principi di rigenerazione noti in biologia, rappresenta un approccio rivoluzionario nel campo dell’edilizia sostenibile. Questi principi, originariamente associati alla capacità di rinnovare tessuti e ecosistemi negli organismi viventi, sono adottati per plasmare il modo in cui progettiamo, costruiamo e viviamo negli ambienti costruiti.

Fondamenti biologici della rigenerazione

La biologia ci insegna che la rigenerazione è il processo attraverso il quale gli organismi possono rinnovare, ripristinare o far crescere tessuti danneggiati. Questo concetto, che trova applicazione in ambiti come la medicina e l’ecologia, è ora al centro dell’architettura rigenerativa. In altre parole, si tratta di adottare una mentalità biologica nella progettazione degli spazi in cui viviamo.

Coinvolgimento del mondo naturale

Ciò che distingue l’architettura rigenerativa è il suo profondo coinvolgimento con il mondo naturale. Non si tratta solo di progettare edifici che rispettino l’ambiente circostante, ma di integrare attivamente elementi naturali nella generazione stessa dell’architettura. Alberi, piante, corsi d’acqua e altre caratteristiche naturali diventano parte integrante del processo di progettazione, contribuendo a creare spazi armoniosi e sostenibili.

Approccio lungimirante

L’essenza dell’architettura rigenerativa risiede in un approccio lungimirante. Non si tratta solo di risolvere problemi immediati, ma di comprendere e anticipare le dinamiche a lungo termine tra ambiente costruito e natura. Questo richiede una progettazione che vada oltre la mera funzionalità degli edifici, considerando come essi possano contribuire al ripristino e al mantenimento degli equilibri naturali.

Ripristino dei processi ambientali

L’architettura rigenerativa non si limita a una coesistenza passiva con l’ambiente. Piuttosto, si propone attivamente di ripristinare i processi dell’ambiente naturale. Questo potrebbe includere la creazione di spazi verdi che favoriscono la biodiversità, la gestione sostenibile dell’acqua, e l’adozione di soluzioni architettoniche che rispecchino e sostengano i cicli naturali.

Implicazioni sociali ed economiche

Questo approccio non riguarda solo l’ambiente, ma ha anche implicazioni sociali ed economiche significative. L’architettura rigenerativa può contribuire a creare comunità più connesse con la natura, migliorare la qualità della vita e, allo stesso tempo, promuovere un’economia sostenibile attraverso soluzioni innovative e rispettose dell’ambiente.

Design rigenerativo

Il confronto tra design rigenerativo e design sostenibile rivela una sfumatura cruciale nella progettazione architettonica contemporanea. Mentre entrambi si pongono l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale degli edifici, il design rigenerativo si distingue per la sua audace aspirazione a superare i limiti della mera sostenibilità.

Il design rigenerativo rappresenta un’innovativa metodologia di progettazione che punta alla riattivazione e al rinnovamento di un ambiente attraverso la creazione di sinergie tra le necessità sociali e il rispetto per l’ambiente naturale. Questo approccio si evolve dai principi dello sviluppo sostenibile, incorporando aspetti come la responsabilità ambientale, la giustizia sociale e l’efficienza economica.

I fondamenti teorici di questa pratica si concentrano sul livello comunitario, enfatizzando la generazione e il riciclo di energia e materiali attraverso processi naturali. John T. Lyle ha suggerito dodici strategie chiave per la realizzazione di progetti rigenerativi, tra cui l’uso della natura come modello e contesto, l’aggregazione anziché l’isolamento, il raggiungimento di un equilibrio ottimale, l’armonizzazione tra tecnologia e bisogni, e la gestione sostenibile delle risorse.

Questi principi sono diventati la base per sviluppare un framework metodologico che include parametri per la valutazione delle prestazioni energetiche, normative (come EPBD ed EMAS), standard di certificazione (come LEED, LCA, ICMQ) e concetti di progettazione bioclimatica.

L’obiettivo a lungo termine è fornire linee guida progettuali per la coevoluzione armoniosa dei sistemi negli interventi di retrofit energetico urbano. Questo si traduce in miglioramenti a livello di fattibilità tecnologica, prestazioni, sostenibilità e qualità, mirando al recupero dell’identità urbana e alla promozione di inclusione sociale e accessibilità.

Un aspetto critico dell’applicazione del design rigenerativo è la sfida della fattibilità economica e dell’incertezza sulle future prestazioni degli edifici. Nonostante numerosi esempi a scala urbana, l’implementazione a livello di singoli edifici resta complessa, specialmente in termini di autosufficienza.

Questo approccio contribuisce al miglioramento sociale attraverso un coinvolgimento partecipativo degli utenti, enfatizzando la relazione tra aspirazioni, necessità e risultati progettuali, e rafforzando il senso di appartenenza e identità.

In sintesi, il design rigenerativo richiede un cambiamento di prospettiva, spostando l’attenzione dagli oggetti alle relazioni per garantire la stabilità degli ecosistemi basati sulla biodiversità e sulla complessità delle loro reti. In questo contesto, gli edifici diventano catalizzatori di cambiamenti positivi, funzionando come sistemi viventi integrati nel loro habitat e promuovendo interazioni vantaggiose tra ambiente costruito, mondo vivente e esseri umani.

Limitare vs. reintegrare

La progettazione sostenibile si concentra su un uso responsabile delle risorse, cercando di limitarne l’impiego e minimizzare l’impatto ambientale. D’altro canto, il design rigenerativo, come detto, va oltre, aspirando a reintegrare attivamente le risorse nell’ambiente costruito. Questa aspirazione rappresenta un cambio di paradigma fondamentale: non solo limitare i danni, ma contribuire attivamente alla rigenerazione dell’ambiente.

Architettura come estensione del luogo

Nel design rigenerativo, l’architettura smette di essere solo una struttura isolata e diventa un’estensione del luogo in cui è situata. Questo implica un’interazione profonda con il sito specifico, considerando non solo l’aspetto funzionale degli edifici ma anche la loro relazione con la topografia, la flora, la fauna e l’ecosistema circostante. Questo con la creazione di corridoi ecologici, la conservazione degli habitat naturali o la promozione di spazi verdi che fungono da santuari per la biodiversità. L’architettura diventa così un elemento organico del paesaggio.

Architettura rigenerativa e progettazione

Architettura rigenerativa e progettazione

Pensiero sistemico in architettura

L’architettura contemporanea sta abbracciando sempre più l’approccio sistemico come pilastro fondamentale nella progettazione di ambienti rigenerativi. Questo paradigma, noto come pensiero sistemico, trasforma radicalmente la percezione degli edifici, concependoli non più come entità isolate, ma come nodi interconnessi in una vasta rete di relazioni sociali, ambientali e aziendali. Vediamo come il pensiero sistemico si traduce nell’architettura, enfatizzando la necessità di una visione olistica e integrata.

Gli architetti, integrando le dinamiche del microclima e del suolo nella progettazione, mirano a creare edifici che non solo si adattano all’ambiente circostante ma contribuiscono attivamente al suo equilibrio. Questa concezione dell’edificio come parte di un sistema naturale rappresenta un passo avanti rispetto alla progettazione tradizionale. Il pensiero sistemico richiede una profonda comprensione di come un edificio interagisce con il microclima locale. La forma, l’orientamento e i materiali dell’edificio devono essere attentamente studiati per ottimizzare l’uso delle risorse naturali, come la luce solare e la ventilazione. Questa interazione sinergica non solo migliora l’efficienza energetica dell’edificio ma contribuisce anche alla creazione di un microambiente sano e sostenibile.

Oltre a considerare l’impatto ambientale diretto di un edificio, si tiene conto delle connessioni sociali ed eventualmente aziendali che esso genera. Questa prospettiva integrata contribuisce a creare edifici che non solo si inseriscono armoniosamente nel loro contesto fisico ma anche nel contesto sociale ed economico più ampio. Nel contesto del pensiero sistemico, l’architetto assume il ruolo di sistemista, considerando le molteplici variabili e relazioni coinvolte nella progettazione di un edificio. Questa evoluzione del ruolo professionale richiede competenze multidisciplinari e una collaborazione più stretta con professionisti di settori correlati, come ingegneri ambientali e paesaggisti.

La necessità di un’architettura rigenerativa

Il concetto di architettura rigenerativa, emerso come risposta alle sfide ambientali, rappresenta una tipologia di progettazione che opera come un sistema a ciclo chiuso. In questa prospettiva, gli edifici diventano autonomi nel raccogliere e utilizzare le risorse, autoalimentandosi ed eliminando i rifiuti. Mentre la natura si presenta come l’archetipo di progettazione rigenerativa, la moderna tecnologia offre opportunità per la sua piena attuazione.

La progettazione passiva, fondamentale nell’architettura rigenerativa, trova esempi nel passato, come gli edifici antichi nel sud-ovest americano. Questi dimostrano la possibilità di garantire comfort senza l’uso di HVAC, grazie a tecniche di progettazione passiva come l’esposizione massima a sud e finestre strategiche per la ventilazione naturale.

Per una connessione più profonda con l’ambiente, l’architettura rigenerativa integra flora nativa sia all’interno che all’esterno degli edifici. Le piante autoctone, adattate al clima locale, offrono vantaggi come la sopravvivenza senza acqua supplementare e la promozione della presenza di specie autoctone, contribuendo all’equilibrio dell’ecosistema. L’uso di piante autoctone anche sui tetti, come nei tetti verdi, riduce i livelli di CO2 e mitiga l’effetto “isola di calore” nelle aree urbane.

L’architettura rigenerativa guarda alle nuove tecnologie per garantire l’autoalimentazione. Si configura come un approccio all’avanguardia nella progettazione degli spazi abitativi. La sua implementazione non solo risponde alle esigenze contemporanee di sostenibilità, ma traccia una via verso edifici che, come la natura stessa, partecipano attivamente al ciclo rigenerativo dell’ambiente.

La necessità di un’architettura rigenerativa sottolinea l’importanza di un impegno collettivo. Architetti, urbanisti e la società nel suo complesso devono collaborare per creare ambienti costruiti che non solo rispondano alle esigenze attuali ma contribuiscano positivamente alla salute del nostro pianeta e delle generazioni future.

Quale strumento utilizzare per un’architettura rigenerativa

Qui puoi vedere il video della presentazione del software energetico BIM.

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