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Abilitazione architetti: addio all’Esame di Stato?

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Un disegno di legge in discussione alla Camera prevede al posto dell’esame di abilitazione un tirocinio ed una prova pratica valutativa all’interno del corso di laurea in architettura

Le Commissioni Giustizia e Cultura della Camera dei Deputati hanno approvato il Testo del disegno di legge in materia di titoli universitari abilitanti.

Al riguardo il CNAPPC (Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori) evidenzia con una nota che è stato riscritto interamente l’art. 4, che permetterà una discussione con il MIUR al fine di riorganizzare l’abilitazione professionale con l’obiettivo di creare professionisti pronti a entrare in tempi rapidi nel mercato del lavoro.

Ricordiamo infatti che il testo, così come aveva fatto ingresso nelle Commissioni, prevedeva la possibilità di rendere abilitanti i soli titoli di accesso alle professioni di pianificatore, paesaggista e conservatore. Con la riscrittura dell’art. 4, tale possibilità è stata estesa anche al titolo di architetto.

Il disegno di legge sulle lauree abilitanti

Nel suddetto articolo 4 del ddl in discussione alla Camera viene previsto che tutti i titoli universitari per i quali non è richiesto lo svolgimento di un tirocinio post lauream, possono essere resi abilitanti, su richiesta del CNAPPC con uno o più regolamenti su proposta del MIUR di concerto con il Ministro della Giustizia, oppure su iniziativa del MIUR di concerto con il Ministro della Giustizia, sentito il Consiglio Nazionale.

Il testo, così come modificato in Commissione, consentirà una trasformazione delle attuali norme per svolgere la professione, prevedendo la semplificazione delle procedure per l’esercizio della professione.

In tal modo, l’esame di laurea diventerà coincidente con l’esame di stato, e quindi semplificherà e velocizzerà l’accesso al mondo del lavoro da parte dei laureati, con un effettivo miglioramento qualitativo del titolo di studio universitario, grazie in particolare all’introduzione del Tirocinio obbligatorio.

Si tratta del primo provvedimento del PNRR: si attende quindi l’ok definitivo entro l’autunno, con l’entrata in vigore della legge a partire dall’anno accademico successivo a quello dell’approvazione dei decreti rettorali, quindi potrebbe essere fissata già per settembre 2022.

Per il Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, l’approvazione di questa legge rappresenterà non solo l’occasione per intervenire sul funzionamento del sistema universitario e sull’avvio all’esercizio della professione, ma anche un progetto di investimento sulla formazione e la professione degli Architetti.

 

Clicca qui per scaricare il comunicato CNAPPC

 

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2 commenti
  1. Enrico Salvini
    Enrico Salvini dice:

    Buonasera. Sono totalmente contrario a questo nuovo sistema di ingresso nel mondo del lavoro. I governi i ministeri le scuole di ogni ordine e grado si dovrebbero preoccupare di insegnare meglio di più; facendo anche opportuna selezione, invece è sempre peggio ! per giunta ora nemmeno il tirocinio e l’esame di abiltazione ? una cosa è la sola teoria una è la teoria completata con la pratica e l’esperienza. Occorrono dei Progettisti non dei calcolatori ! Quando crolleranno i ponti le case, esploderanno gli impianti cosa diranno ? sì ma li ha fatti un ragazzino … tanto i politici ed i ricchi e potenti non andranno dal ragazzino che farà concorrenza sleale abbatterà i prezzi ecc ma andranno dall’Ingegnerone o Architettone comunque perchè loro se lo potranno permettere e vorranno il meglio e vorranno essere sicuri.
    Domando: ma se per semplici lavori manuali dove non occorrono studi e competenze occorre lo stage il praticantato la formazione l’apprendistato … per fare progetti non occorre ? ma stiamo scherzando ?!

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  2. Chiara
    Chiara dice:

    L’esame di abilitazione è una presa in giro. Il ragazzino che si abilita è in grado di saper svolgere il proprio mestiere quanto un ragazzino non abilitato. Le vere competenze si acquisiscono quando si lavora… non deve essere un esame a dire chi sei dopo 5 anni di sacrifici. Questi giovani non hanno intenzione di fare progetti e fare cadere ponti o case perché quei danni li creano coloro che governano i territori e senza avere le adeguate competenze e non vogliono investire i soldi per le manutenzioni ( per citarne una). I giovani vogliono solo essere aiutati per inserirsi nel mondo del lavoro. Allora è meglio un tirocinio post laurea che permette a tutti di acquisire le competenze pratiche e magari rendere il tirocinio in se l’esame! Ci fate perdere sempre tempo a studiare, studiare, studiare…. Dopo tanti sacrifici! Come se quello che abbiamo fatto in 5 anni non è servito a niente?! Allora di che cosa stiamo parlando?! Ci stiamo prendendo in giro! Quanti esami vengono svolti durante il periodo universitario? A cosa servono i laboratori dove c’è tantissima pratica ( come ad architettura)? Però i diplomati al comune hanno più competenze di un laureato! Una vergogna.
    Negli altri paesi europei l’esame di abilitazione non esiste e infatti sono bravissimi progettisti.. non ostacolati!
    Provate a togliere gli esami di abilitazione e fare dei tirocini post laurea abilitanti, potreste aiutarci tanto ad entrare nel mondo del lavoro affiancandoci a persone di competenza.

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