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Appalti sottosoglia con gara: ok dell’ANAC

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Per gli appalti sottosoglia il RUP può preferire la procedura aperta all’affidamento diretto, tenendo conto però del principio di risultato

L’articolo 50 del D.L.gs 36/2023 offre alle Stazioni appaltanti una sorta di mappa per procedere in modo trasparente ed efficace all’affidamento dei contratti di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie comunitarie di cui all’articolo 14.

In specifici casi viene prevista la possibilità di affidamento diretto, ovvero senza la necessità di consultare più operatori economici, purché i soggetti selezionati abbiano un’esperienza documentata idonea all’esecuzione delle prestazioni richieste.

Con il parere n. 13 del 13 marzo 2024, l’ANAC esamina la possibilità inversa, ovvero la facoltà da parte della stazione appaltante di utilizzare nei contratti sottosoglia comunitaria procedure di aggiudicazione maggiormente articolate (le procedure ordinarie) in luogo di quelle indicate dal legislatore ovvero procedimenti (nel caso dell’affidamento diretto) e procedure (nel caso della procedura negoziata) maggiormente semplificate.

Leggi l’articolo per approfondire l’argomento e la risposta fornita dall’Autorità Anticorruzione.

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Appalti sottosoglia: si può usare la procedura aperta in caso di specifiche esigenze?

L’amministrazione richiedente ha chiesto all’ANAC chiarimenti sulla possibilità di utilizzare una procedura aperta per affidare un appalto di lavori di importo inferiore a 1 milione di euro.

Il richiedente specifica che la procedura in luogo del previsto affidamento diretto, in considerazione della peculiarità dell’opera interessata dai lavori, appare maggiormente idonea a soddisfare l’esigenza della stazione appaltante di una più ampia concorrenza, secondo quanto opportunamente esplicitato nella motivazione del provvedimento di indizione della procedura stessa.

Appalti sottosoglia con gare: sì, ma attenzione al principio di risultato

In risposta al quesito, l’ANAC evidenzia che l’art. 50 del D.Lgs. n. 36/2023 non fornisce chiarezza su un possibile ricorso alle procedure ordinarie per tutti i contratti sottosoglia.

Tuttavia, richiamando la circolare 298/2023 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ritiene ammissibile, in linea di principio, il ricorso alle procedure ordinarie per gli affidamenti di importo inferiore alle soglie comunitarie.

La decisione dovrebbe essere presa dalla stazione appaltante dopo un’accurata valutazione:

  • delle specifiche caratteristiche del mercato di riferimento;
  • delle peculiarità dell’affidamento stesso;
  • degli interessi pubblici ad esso connessi.

L’unico vincolo riguarda il principio di risultato, che impone al Responsabile Unico del Procedimento (RUP) di valutare attentamente l’obiettivo da raggiungere e di garantire la tutela degli interessi della stazione appaltante.

In pratica, il RUP è sempre tenuto a spiegare, almeno internamente, le ragioni alla base della scelta di adottare un processo di affidamento più dispendioso in termini di tempo e risorse umane e a chiarire che il risultato, dell’affidamento e di una esecuzione tempestiva del contratto, lo si persegue meglio e in modo più efficace.

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