Perché è importate scaricare Immuni, l’APP per il tracciamento del contagio COVID-19

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Immuni: tutto quello che serve sapere sull’APP ufficiale per il contact tracing che permette di tutelare se stessi e le persone che ci sono vicine

Per aiutare ad evitare la diffusione di nuovi focolai da Covid-19, è possibile scaricare sul proprio smartphone Immuni, l’app promossa dal Ministero della Salute per il tracciamento dei contatti (contact tracing).

Con l’Ordinanza n. 10/2020, il Commissario straordinario per l’emergenza epidemiologica Covid-19 ha infatti disposto di procedere alla stipula di contratto di concessione gratuita della licenza d’uso sul software di contact tracing e di appalto di servizio gratuito con la società Bending Spoons S.p.a.

Sviluppata nel pieno rispetto della normativa italiana ed europea a tutela della privacy, l’app rappresenta un supporto tecnologico che si affianca alle iniziative già messe in campo dal Governo per limitare la diffusione del virus Covid-19.

L’installazione dell’APP non è obbligatoria, ma a discrezione di chi decidesse di usarla.

Gli utenti che decidono di scaricare l’applicazione, contribuiscono a tutelare se stessi e le persone che incontrano.

Come funziona l’APP Immuni

L’applicazione Immuni si compone di due parti:

  1. il tracciamento dei contatti;
  2. il monitoraggio del quadro clinico.

La prima è un sistema di tracciamento dei contatti basato sulla tecnologia Bluetooth Low Energy (BLE), che non localizza le persone ma segnala solo i device venuti a contatto con lo smartphone; in pratica rileverà la vicinanza di due smartphone entro un metro di distanza.

Questo permetterà di immagazzinare una serie di informazioni contrassegnate da codici assolutamente anonimi, che renderanno possibile ripercorrere a ritroso tutti gli incontri di una persona risultata positiva al Covid-19 e la consequenziale formulazione di un quadro di valutazione dei rischi.

La seconda funzione di Immuni, invece, è un diario clinico contenente tutte le informazioni più rilevanti del singolo utente (sesso, età, malattie pregresse, assunzione di farmaci) e che dovrebbe essere aggiornato tutti i giorni con eventuali sintomi e cambiamenti sullo stato di salute.

A chi si è trovato a stretto contatto con un utente risultato positivo al virus del COVID-19, l’app invia una notifica che lo avverte del potenziale rischio di essere stato contagiato. Questo permetterà di rivolgersi tempestivamente al medico di medicina generale per ricevere le indicazioni sui passi da compiere.

Quando le strutture sanitarie e le Asl riscontrano un nuovo caso positivo infatti, dietro consenso del soggetto stesso, gli operatori sanitari inseriscono un codice nel sistema. A questo punto il sistema invia la notifica agli utenti con i quali il caso positivo è stato a stretto contatto.

 

Le regole sulla privacy

L’APP rispetta i parametri di privacy indicati dall’UE: volontarietà del download, temporaneità dell’utilizzo, rispetto della normativa europea sulla privacy e tecnologia Bluetooth per evitare l’invasività delle geo localizzazioni.

Immuni rispetta la privacy perché usa un sistema di tracciamento totalmente anonimo: l’app non registra nessun dato che permette di risalire all’identità di chi la usa.

L’app richiede informazioni che riguardano soltanto la regione e la provincia dove si vive ma non chiede e non è in grado di ottenere il nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono o indirizzo email di chi la utilizza.

Dove scaricare l’app

A seconda del sistema operativo dello smartphone utilizzato, è possibile scaricare gratuitamente Immuni da App Store (iOS) o Google Play (Android).

Cos’è il proximity tracing

PEPP-PT (Pan-European Privacy-Preserving Proximity Tracing) è una organizzazione no-profit che comprende oltre 130 tra scienziati, tecnici ed esperti di otto nazioni europee.

Obiettivo? Seguire l’evoluzione della pandemia da coronavirus tracciando i cittadini europei senza intaccare la privacy.

Come? Attraverso una piattaforma che faccia da base allo scambio di dati anonimi e crittografati e allo sviluppo di app scaricabili in modo volontario.

Partendo dal presupposto che le misure di quarantena e lockdown non possono essere prolungate più di tanto, diventa necessario fare in modo che i nuovi eventuali positivi al coronavirus siano identificati rapidamente. A quel punto deve essere possibile rilevare le possibili catene di contagio. Ossia, in pratica, le persone che sono venute a contatto con un nuovo positivo.

A questo servono il “proximity tracing“, o tracciamento della prossimità, e app come ‘Immuni’.

Video sul funzionamento di Immuni

 

Per saperne di più consulta il sito ufficiale.

 

certus

 

2 commenti
  1. Patrizio Ciuffa
    Patrizio Ciuffa dice:

    E’ del tutto illegittimo tracciare il percorso di una persona, che sia sintomatica o non sintomatica, poiché la LIBERTA’ è un valore addirittura di LEGGE NATURALE prima ancora che di diritto formale e civile, che non può essere delegato né a uno stato e né ad un ENTE e né un’altra persona e né ad un Software.
    La diffusione del virus si previene con delle misure reali positive in ogni luogo di lavoro e della vita civile ed assistenziale, per esempio: distanza di 1m, tamponi in ogni ASL, analisi sierologiche in ogni ASL, medicinali cardiologici che evitino l’infiammazione e formazione di trombi alla circolazione (più che l’apparato respiratorio), mascherine, guanti e dispenser di lavaggio mani, riapertura delle imprese con regolamentazione degli accessi e degli incroci di persone e no agli assembramenti, sanificazione quotidiana di luoghi di lavoro o chiese, riapertura delle chiese con stesse o migliori precauzioni che le imprese, riduzione di eventi di assembramento come concerti o comizi pubblici, possibilità di uscire all’aperto mantenendo le distanze interpersonali, etc….
    Dalle informazione dei virologi, si faccia anche attenzione che i tamponi sono così selettivi che se da un lato scongiurano il falso negativo, dall’altro danno un 70-80% di falsi positivi poiché i prelievi sono fatti sul muco del naso e gola, dove normalmente si accumulano e normalmente muoiono batteri e virus di ogni tipo, ragione in più per non tracciare informaticamente le persone (poi il Bluetooth si attiva pure se non c’è motivo: basta che due automobili si incrociano, o passare vicino a casse di pagamento o ad un’altra persona senza incontrarla, etc…).

    Rispondi
  2. Michele
    Michele dice:

    Ciao a tutti.
    Peccato che Immuni non funziona su tutti i telefoni.
    Ho un telefono perfettamente funzionante del 2017 ma non supporta l’applicazione.
    Non tutti possono cambiare i telefoni ogni due anni.

    Rispondi

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