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Home » Approfondimenti » Impiantistica e Antincendio » La progettazione antincendio delle batterie di accumulo (BESS)

La progettazione antincendio delle batterie di accumulo (BESS)

L'installazione di un BESS può alterare il livello di sicurezza antincendio esistente, aumentando il rischio di incendio in base a caratteristiche e modalità di posa

Tempo di lettura stimato: 10 minutidi Redazione BibLus / 30 Giugno 2025/0 Commenti/in Impiantistica e Antincendio, Rinnovabili ed edilizia sostenibile /di

L’installazione di un sistema di accumulo energetico (BESS), in relazione alle sue caratteristiche elettriche, costruttive e alle modalità di posa, può determinare un cambiamento significativo nel livello di sicurezza antincendio preesistente e, in alcuni casi, aumentare il rischio di incendio.

Per garantire un adeguato livello di protezione contro i rischi di incendio e tutelare la sicurezza delle persone, dei beni e dell’ambiente, è indispensabile che gli impianti siano progettati, realizzati e gestiti in conformità con le linee guida antincendio inerenti ai sistemi BESS.

L’integrazione dei sistemi di accumulo negli impianti fotovoltaici consente di immagazzinare l’energia in eccesso prodotta e non immediatamente utilizzata, offrendo significativi benefici sia ambientali che economici. Per massimizzare questi vantaggi, è fondamentale dimensionare accuratamente la capacità delle batterie in relazione ai consumi energetici reali.

Un sistema di accumulo non adeguatamente dimensionato potrebbe non soddisfare le esigenze energetiche, compromettendo l’efficacia dell’investimento. Per ridurre questo rischio, è possibile utilizzare software specifici per la progettazione di impianti fotovoltaici, che facilitano la scelta del sistema di accumulo più idoneo e il suo corretto dimensionamento.

Indice

  • Le linee guida per la progettazione antincendio delle batterie di accumulo (BESS)
  • Quali sono i requisiti costruttivi da rispettare per i progettisti?
  • Modalità costruttive
  • Quali sono le misure di protezione antincendio attiva
  • Valutazione del rischio e distanze di sicurezza
  • Norme di esercizio dei sistemi BESS

Le linee guida per la progettazione antincendio delle batterie di accumulo (BESS)

Il Dipartimento dei Vigili del fuoco ha emanato, con la circolare 21021/2024, le linee guida di prevenzione incendi inerenti ai sistemi di accumulo di energia elettrica, meglio conosciuti come BESS (Battery Energy Storage System).

Il termine BESS si riferisce ad un sistema di accumulatori elettrochimici collocati all’interno di un armadio (battery rack) o di un container (battery container), progettato per immagazzinare energia elettrica da utilizzare quando necessario.

Le linee guida puntano a ridurre in modo significativo i rischi legati all’installazione e gestione di questi sistemi. Anche se sono concentrate sugli impianti di produzione di massa, sono utili anche come riferimento per installazioni residenziali o commerciali.

Gli obiettivi principali delle linee guida sono:

  • ridurre al minimo le cause di rilascio accidentale di gas, incendi ed esplosioni;
  • garantire la sicurezza e l’incolumità delle persone;
  • preservare i beni e l’ambiente;
  • limitare i danni a strutture e locali adiacenti in caso di incidenti;
  • assicurare condizioni sicure per le squadre di emergenza;
  • prevenire danni ambientali e ridurre al minimo gli impatti ambientali in caso di incendio.

Per raggiungere tali obiettivi, è essenziale effettuare un’accurata valutazione del rischio, con particolare attenzione alle potenziali emissioni di gas tossici o cancerogeni dai sistemi di accumulo.

Infatti, tra i rischi specifici da prevenire ci sono le emissioni di gas tossici come fluoruro di idrogeno (HF), monossido e diossido di carbonio (CO, CO₂), cianuro di idrogeno (HCN) e ossidi di azoto (NOx).

Le disposizioni si applicano ai nuovi impianti soggetti al Regolamento per la prevenzione incendi (D.P.R. 151/2011) e alle modifiche rilevanti che comportano un aggravio del rischio incendio. Sono escluse le installazioni già in corso oppure basate su progetti approvati prima dell’emanazione delle linee guida, in possesso dei relativi requisiti di sicurezza.

Icona

Download Gratuito Linee guida per la progettazione, realizzazione e l’esercizio di Sistemi di Accumulo di Energia Elettrica (BESS)

Il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, in risposta ai quesiti inoltrati dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri, ha fornito con nota n.9467 del 5 giugno 2025 importanti chiarimenti in tema di:

  • definizione di “isola BESS”;
  • definizione di distanza di sicurezza interna, esterna e di protezione;
  • definizione di ciò che è tenuto al rispetto delle distanze di sicurezza;
  • di pareti antincendio BESS;
  • di compresenza di BESS e stazione di trasformazione, di sicura utilità per i professionisti antincendio.
Icona

Download Gratuito Nota VVF prot. n.9467 del 5/06/2025 - Antincendio BESS

Quali sono i requisiti costruttivi da rispettare per i progettisti?

Per assicurare la sicurezza antincendio, i progettisti sono tenuti a controllare diversi aspetti. In primo luogo, è necessario accertarsi che vengano rispettati i requisiti costruttivi previsti.

Le attrezzature e/o gli impianti che compongono l’intero sistema devono essere progettati e realizzati specificamente per l’installazione prevista, in conformità alle normative comunitarie e nazionali vigenti.

Gli impianti e le attrezzature dovranno essere correttamente installati, seguendo le istruzioni fornite nel manuale di installazione, uso e manutenzione del costruttore o secondo le normative di buona prassi tecnica.

L’installatore è responsabile della verifica dell’idoneità dell’impianto per l’uso previsto e per la tipologia di installazione, con l’obiettivo di garantire il rispetto delle condizioni indicate nei commi precedenti. Inoltre, è sua responsabilità assicurarsi che l’utente sia adeguatamente informato riguardo agli obblighi e divieti specifici necessari per garantire un funzionamento sicuro dell’impianto.

Modalità costruttive

Per garantire l’accesso ai mezzi di soccorso dei Vigili del Fuoco, il sito deve disporre di almeno 2 ingressi situati in posizioni opposte o comunque distanti tra loro, che soddisfino i seguenti requisiti minimi:

  • larghezza: almeno 3,50 m;
  • altezza libera: almeno 4 m;
  • raggio di curvatura: non inferiore a 13 m;
  • pendenza massima: 10%;
  • capacità di carico: almeno 20 tonnellate, distribuite con 8 tonnellate sull’asse anteriore e 12 tonnellate sull’asse posteriore, con un interasse di 4 m.

Le aree destinate all’installazione dei sistemi di accumulo elettrochimico (BESS) devono essere protette mediante recinzioni con un’altezza minima di 1,8 metri o altre misure equivalenti che garantiscano l’inaccessibilità e prevengano manomissioni.

Se il sito dispone già di una recinzione perimetrale adeguata, non è necessario installare ulteriori barriere specifiche. Eventuali recinzioni o misure di sicurezza adottate devono essere posizionate ad una distanza tale dagli elementi dell’impianto da consentirne agevolmente l’uso e la manutenzione in sicurezza.

L’impianto deve essere progettato e realizzato secondo la regola dell’arte, rispettando le normative tecniche applicabili e garantendo la sicurezza operativa e manutentiva.

Costruzioni elettriche

Le costruzioni elettriche devono essere progettate e realizzate in conformità alla legge n. 186 del 1° marzo 1968, tenendo in considerazione la classificazione del rischio elettrico specifico dei luoghi, secondo le normative tecniche applicabili.

Devono, inoltre, garantire il raggiungimento dei seguenti obiettivi di sicurezza antincendio:

  • ridurre al minimo la probabilità che diventino causa di incendio o esplosione;
  • limitare la propagazione di incendi attraverso i componenti elettrici;
  • assicurare che gli occupanti possano evacuare in condizioni di sicurezza;
  • garantire che le squadre di soccorso possano operare in condizioni sicure.

Per soddisfare gli obiettivi sopra elencati, devono essere rispettati i seguenti requisiti:

  • le installazioni indicate nel Titolo I, articolo 2, devono essere protette dal rischio di fulminazione e dalla formazione di cariche elettrostatiche, conformemente alle normative tecniche di riferimento;
  • gli impianti elettrici devono essere progettati, realizzati, gestiti e mantenuti secondo la regola dell’arte, in conformità alla normativa vigente e con requisiti specifici per la sicurezza antincendio. Gli impianti elettrici devono rispondere agli obiettivi di sicurezza antincendio definiti nei paragrafi S.10.5 (“Obiettivi di sicurezza antincendio”) ed S.10.6.1 (“Prescrizioni aggiuntive di sicurezza antincendio per impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell’energia elettrica”) del D.M. 3 agosto 2015 e successive modifiche.

Nello specifico, i suddetti impianti devono rispondere alle seguenti misure di sicurezza:

  • devono essere dotati di almeno un dispositivo per il sezionamento di emergenza posizionato in un luogo protetto. Questo dispositivo deve essere in grado di interrompere l’alimentazione elettrica a tutto l’impianto. In alternativa, devono essere previste procedure operative riportate nel piano di emergenza, che garantiscano l’assenza di pericoli durante le operazioni di spegnimento;
  • devono essere suddivisi in circuiti terminali distinti, assicurando l’autonomia dei circuiti che alimentano i servizi di sicurezza rispetto a quelli destinati ai servizi per il pubblico;
  • i circuiti destinati ad alimentare i servizi di sicurezza in caso di incendio devono essere protetti dal fuoco, conformemente alle specifiche previste dalle normative tecniche di riferimento applicabili. In ogni caso, tali requisiti non devono essere inferiori a quanto riportato nella tabella sottostante:
tempi di alimentazione dei servizi di sicurezza in caso di incendio

Circolare DCPREV n. 21021 del 23/12/2024

Impianto di terra e protezione contro le scariche atmosferiche

L’impianto deve essere dotato di un sistema di messa a terra e di tutte le misure necessarie per proteggere le strutture dagli effetti diretti e indiretti delle scariche atmosferiche. Questa protezione deve essere progettata sulla base del calcolo della probabilità di fulminazione, seguendo le disposizioni normative vigenti e le specifiche tecniche applicabili.
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Prevenzione della formazione di miscele esplosive

Nella valutazione del rischio, è essenziale includere il rischio di formazione di miscele potenzialmente esplosive.

A tale proposito, il capitolo V.2 del decreto ministeriale del 3 agosto 2015 può rappresentare un riferimento utile. Oltre alle misure già indicate in queste linee guida, devono essere adottati interventi specifici per garantire il livello minimo di protezione richiesto, come definito nel punto V.2.2.6 dello stesso decreto.

Eventuali soluzioni tecniche compensative per i rischi identificati devono essere documentate nell’analisi del rischio, includendo una chiara definizione delle prestazioni attese e la valutazione della disponibilità e affidabilità del sistema implementato. È importante sottolineare che i sistemi BESS non devono essere installati in zone classificate come ATEX.

Dispositivi di sicurezza elettrica aggiuntivi

I sistemi BESS devono essere dotati dei seguenti dispositivi per garantire la sicurezza elettrica:

  • fusibili, per proteggere i circuiti in caso di sovracorrente;
  • interruttori DC, per consentire il sezionamento e l’isolamento del sistema;
  • rilevatori off-gasses per individuare eventuali emissioni pericolose.

Misure contro la propagazione del thermal runaway

Per limitare la propagazione del calore o dell’incendio causato da un evento di thermal runaway, è necessario considerare l’adozione di misure preventive adeguate. Tra queste, può essere inclusa l’installazione di barriere fisiche tra le celle per rallentare la diffusione del calore e dell’incendio.

Le misure adottate devono essere valutate attentamente per prevenire l’evoluzione del fenomeno in una cascata di thermal runaway (cascading thermal runaway), riducendo così il rischio di ulteriori incidenti e garantendo una maggiore sicurezza del sistema.

Assenza barriere termiche Cascading Thermal Runaway

Assenza barriere termiche Cascading Thermal Runaway – Circolare DCPREV n. 21021 del 23/12/2024

Cos’è il thermal runaway? Il thermal runaway è una reazione chimica esotermica, non controllata, che provoca un rapido aumento di temperatura in un singolo elemento (cella), alimentando una reazione a catena con il rilascio di energia, decomposizione chimica e potenziale emissione di vapori infiammabili, che possono causare incendi o esplosioni.

Le principali cause che possono innescare il thermal runaway sono: sovraccarico, cortocircuiti, danni fisici, difetti di fabbricazione, invecchiamento delle celle e abuso termico. Le conseguenze possono essere incendio, esplosione, rilascio di gas (venting) e rigonfiamento della cella.

thermal runaway

Triangolo del fuoco e la sua relazione con il thermal runaway – Circolare DCPREV n. 21021 del 23/12/2024

Misure per la gestione dei gas esplosivi

Devono essere adottate adeguate misure per la prevenzione e per la corretta gestione di miscele esplosive derivanti dal venting delle celle a seguito del thermal runaway.

Impianto HVAC

L’impianto di climatizzazione deve avere lo scopo di garantire un ambiente con parametri termo-igrometrici costanti tali da evitare la formazione di condensa all’interno dei sistemi batteria (moduli, rack).

Quali sono le misure di protezione antincendio attiva

Le linee guida antincendio per i sistemi BESS prevedono che i sistemi di accumulo di energia elettrica siano dotati di un sistema integrato di protezione antincendio, che includa un impianto di rilevazione e allarme incendi (IRAI) per proteggere l’intera attività, in conformità con le normative vigenti e con le seguenti funzioni principali:

  • rilevazione automatica dell’incendio;
  • controllo e segnalazione;
  • allarme incendio;
  • alimentazione di sicurezza;
  • segnalazione manuale.

Le ultime quattro devono coprire l’intera attività, mentre la rilevazione automatica dell’incendio può essere prevista solo nelle aree o locali in cui, in base alla valutazione dei rischi, potrebbe verificarsi lo sviluppo di un incendio.

Le segnalazioni generate dal sistema devono essere inviate ad una centrale di controllo, situata in un locale tecnico all’interno dell’impianto, con la possibilità di ripetizione anche all’esterno. All’esterno dell’impianto deve essere presente un dispositivo di segnalazione, sia luminoso che sonoro, collegato ai sistemi di controllo.

I locali dedicati alle batterie e i container per batterie devono essere dotati di rilevatori automatici di incendio, in conformità alla norma UNI 9795/EN 54-1, che impiegano sensori per rilevare gas, fumo e/o calore.

Nel caso in cui i valori di sicurezza vengano superati, è previsto l’intervento del sistema antincendio per garantire la messa in sicurezza del sistema. Inoltre, il sistema dovrà essere equipaggiato con dispositivi per la prevenzione e gestione delle miscele esplosive.

Utilizzo dell’acqua per la gestione degli eventi incidentali

I sistemi BESS devono essere protetti mediante una rete di idranti, progettata, installata, collaudata e gestita secondo le migliori pratiche e in conformità con le disposizioni del Decreto del Ministero dell’Interno del 20 dicembre 2012.

Per la progettazione della rete, è possibile fare riferimento alla norma UNI 10779, considerando per l’attività un livello di pericolosità non inferiore a 2.

Qualora si desideri adottare soluzioni alternative rispetto a quelle prescritte, è necessario valutare tali opzioni nell’ambito di un’analisi del rischio di incendio ed esplosione, dimostrando che la soluzione proposta soddisfi i requisiti di prestazione e che la misura tecnica adottata sia adeguata.

Oltre alla rete di idranti, nel caso di eventi incidentali, se tutte le misure preventive e di mitigazione non sono state sufficienti a garantire un raffreddamento prolungato del container o dell’alloggiamento coinvolto nel guasto, è necessario adottare misure aggiuntive per la gestione dell’incidente.

Impianto di controllo e/o spegnimento incendi

Nei container delle batterie o nei locali dedicati, è necessario installare impianti antincendio fissi con le seguenti caratteristiche:

  • utilizzo dell’agente estinguente più appropriato in base al tipo di batteria e alle specifiche del container o del locale;
  • attivazione automatica del sistema al rilevamento di un incendio.

La conformità alle prestazioni attese e l’efficacia della misura tecnica adottata dovranno essere valutate e documentate nell’ambito di un’analisi dei rischi di incendio ed esplosione.

Estintori

Per garantire l’immediata estinzione di un principio d’incendio, vengono installati estintori adeguati, in numero sufficiente a coprire una distanza massima di 20 metri.

A seguito della valutazione del rischio d’incendio, vengono previsti estintori specifici per altri tipi di rischi, posizionati a una distanza non superiore a 15 metri dalle fonti di pericolo.

Gli estintori devono essere facilmente accessibili e pronti all’uso, quindi devono essere collocati:

  • in posizioni visibili e facilmente raggiungibili lungo i percorsi di esodo, vicino alle uscite dei locali, ai piani o alle uscite finali;
  • vicino ad aree con rischi specifici.

Nei luoghi di lavoro al chiuso, per i principi di incendio di classe A e B, è preferibile l’uso di estintori a base d’acqua (estintori idrici). Per gli impianti o le apparecchiature elettriche in tensione, devono essere installati estintori idonei, in numero adeguato e giustificato per l’uso previsto.

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Valutazione del rischio e distanze di sicurezza

La progettazione, l’installazione e la gestione dei dispositivi elettrochimici destinati all’accumulo di energia elettrica (BESS) devono essere preceduti da una valutazione del rischio.

La valutazione del rischio d’incendio deve includere:

  • identificazione dei pericoli d’incendio;
  • descrizione del contesto e dell’ambiente in cui i pericoli si manifestano;
  • determinazione della quantità e tipologia di occupanti esposti al rischio d’incendio;
  • identificazione dei beni a rischio incendio;
  • valutazione qualitativa e/o quantitativa delle conseguenze dell’incendio su persone, beni e ambiente;
  • identificazione delle misure preventive per eliminare o ridurre i pericoli che possono comportare rischi significativi.

Considerando la possibilità che i sistemi BESS possano generare, in caso di emergenza, scenari incidentali con la presenza di sostanze infiammabili in forma di gas o vapori, la valutazione del rischio d’incendio deve comprendere anche una valutazione del rischio associato alla formazione di atmosfere esplosive.

Inoltre, deve essere condotta un’analisi di sicurezza per valutare gli incidenti tecnologici, quali incendi, esplosioni e rilascio di sostanze tossiche, che potrebbero verificarsi a seguito di eventi naturali di tipo NATECH.

L’uso di celle o moduli in second life, ossia con prestazioni inferiori rispetto alle specifiche originali, richiede una revisione delle prestazioni di sicurezza che devono essere adeguate alla nuova applicazione e considerate come nominali per il nuovo contesto di utilizzo.

Distanze di sicurezza

Le distanze di sicurezza, sia interne che esterne, e quelle di protezione devono essere determinate considerando la potenza installata all’interno dei BESS, la tipologia degli edifici nelle vicinanze, la presenza di attività critiche o elementi sensibili nelle immediate vicinanze e altre attività a rischio specifico.

Durante la progettazione dei BESS, è necessario prevedere distanze di sicurezza e protezione sufficienti per:

  • prevenire la propagazione di incendi o esplosioni tra BESS adiacenti e/o evitare danni agli impianti ausiliari;
  • evitare il rischio di irraggiamento su dispositivi collegati ai BESS, come trasformatori, inverter, ecc.;
  • proteggere gli occupanti da esposizioni a agenti chimici tossici e/o cancerogeni.

Le distanze di sicurezza devono inoltre garantire l’accessibilità e l’operatività dei mezzi di soccorso pubblici all’interno del sito. Tali distanze vanno calcolate a partire dagli elementi pericolosi.

L’area di pianta racchiusa dal perimetro di ogni singolo container BESS non deve superare i 32 m², corrispondenti alla superficie di un container standard da 40 piedi.

Le distanza di sicurezza da rispettare nella progettazione sono:

distanze di sicurezza

Distanze di sicurezza – Circolare DCPREV n. 21021 del 23/12/2024

Approcci alternativi per il calcolo delle distanze di sicurezza

Distanze di sicurezza differenti da quelle indicate possono essere stabilite utilizzando le metodologie dell’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio, come previsto dal Decreto del Ministro dell’Interno del 9 maggio 2007, dal titolo Direttive per l’attuazione dell’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio.

Il calcolo delle distanze di sicurezza deve essere eseguito in conformità alle metodologie di valutazione del rischio descritte in appendice 2 delle linee guida, considerando le misure di prevenzione e protezione adottate.

Tra queste, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, vi sono:

  • sistemi di gestione e controllo locale del modulo batteria (BMS) per monitorare i componenti, garantendo il funzionamento entro i range nominali di tensione, corrente e temperatura, con meccanismi di disconnessione automatica in caso di rilevamento di anomalie significative;
  • componenti della batteria selezionati e testati per prevenire e limitare il thermal runaway, con particolare attenzione all’innesco e alla propagazione delle fiamme, secondo standard di prova internazionali riconosciuti, quali UL 1973, IEC 62619 e UL 9540A;
  • impianti per la rilevazione e allarme di gas esplosivi;
  • sistemi di rilevazione e allarme incendio;
  • sistema automatico di disalimentazione BESS, integrato con un sistema di rilevazione combinata fire and gas detection;
  • sistema manuale di disalimentazione BESS;
  • sistema di gestione delle miscele potenzialmente esplosive;
  • sistema automatico di controllo e/o spegnimento dell’incendio.

Norme di esercizio dei sistemi BESS

L’esercizio dei sistemi di accumulo elettrochimico (BESS) deve avvenire nel rispetto delle disposizioni dei decreti interministeriali del 1°, 2 e 3 settembre 2021, oltre che delle prescrizioni dettagliate di seguito. Il responsabile dell’impianto è tenuto a garantire una manutenzione conforme alle regole dell’arte.

L’operatività del sistema è consentita solo sotto il controllo, anche da remoto, del responsabile dell’attività o di persone formalmente incaricate. Questi soggetti devono ricevere una formazione specifica in merito:

  • alla gestione dell’impianto;
  • ai rischi e agli inconvenienti connessi al funzionamento dei BESS;
  • alle misure di sicurezza da adottare in situazioni di emergenza.

Tale formazione deve essere estesa anche al personale di manutenzione. È vietato stoccare materiali infiammabili o combustibili nelle aree dell’impianto, ad eccezione di quelli necessari per il suo funzionamento.

Prescrizioni generali di emergenza

Il personale addetto all’impianto deve:

  • conoscere a fondo le norme contenute nelle prescrizioni tecniche, il regolamento interno di sicurezza e il piano di emergenza predisposto;
  • attivare immediatamente il piano di emergenza in caso di incendio o pericolo, seguendo le procedure per la gestione delle situazioni critiche, inclusa l’attivazione di dispositivi e attrezzature di emergenza da remoto;
  • avvisare i servizi di soccorso.

Documentazione tecnica richiesta

I documenti da rendere disponibili presso l’impianto sono:

  • manuale operativo con istruzioni dettagliate per la gestione dell’impianto;
  • piano di emergenza con procedure specifiche per la messa in sicurezza dell’impianto;
  • planimetria dell’impianto che indichi la posizione degli impianti, delle attrezzature antincendio e delle aree protette;
  • schemi elettrici, di segnalazione e allarme;
  • registro di manutenzione che riporti le periodicità degli interventi e le attività svolte.

Segnaletica di sicurezza

È obbligatorio rispettare le disposizioni sulla segnaletica di sicurezza previste dal D.lgs. 81/08. Devono essere esposti in posizione ben visibile:

  • cartelli che illustrano il flusso dell’impianto, con indicazioni chiare delle apparecchiature e delle unità costituenti;
  • planimetrie dettagliate con istruzioni per il personale relative a:
    • comportamento da adottare in caso di emergenza;
    • ubicazione dei dispositivi di sicurezza;
    • procedure per mettere in sicurezza l’impianto (come l’azionamento di pulsanti di emergenza e l’utilizzo dei presidi antincendio).
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Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/antincendio-batterie-di-accumulo/
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