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Annullamento del permesso di costruire dalla Regione

Annullamento permesso di costruire dopo 10 anni. È possibile?

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Annullamento del permesso di costruire entro 10 anni da parte della Regione ed entro 18 mesi dall’accertamento della violazione

Il Tar Lazio ci rammenta i poteri di annullamento del permesso di costruire da parte della Regione, sanciti dall’art. 39 del D.P.R. 380/2001, con particolare riferimento ai commi 1 e 2:

1. Entro dieci anni dalla loro adozione le deliberazioni ed i provvedimenti comunali che autorizzano interventi non conformi a prescrizioni degli strumenti urbanistici o dei regolamenti edilizi o comunque in contrasto con la normativa urbanistico-edilizia vigente al momento della loro adozione, possono essere annullati dalla regione.

2. Il provvedimento di annullamento è emesso entro diciotto mesi dall’accertamento delle violazioni di cui al comma 1, ed è preceduto dalla contestazione delle violazioni stesse al titolare del permesso, al proprietario della costruzione, al progettista, e al comune, con l’invito a presentare controdeduzioni entro un termine all’uopo prefissato.

Ma nel caso del limite previsto dal TUE circa i diciotto mesi dall’accertamento delle violazioni, da quando tecnicamente decorre quest’ultimo?

Alla domanda risponde il Tar Lazio con la sentenza n. 18600/2023. Ma prima di scoprire la risposta dei giudici, se non hai ancora valutato uno strumento di lavoro che possa rendere più semplice l’individuazione corretta del titolo edilizio per autorizzare il tuo progetto, vorrei suggerirti il software titoli abilitativi in edilizia perché il tuo lavoro possa essere più veloce e al riparo da errori, supportato da una procedura guidata che ti mette a disposizione tutti i modelli unici (compreso il modello CILA Superbonus) per l’edilizia e, in più, i modelli per l’autorizzazione paesaggistica ordinaria o semplificata, sempre aggiornati e a portata di mano.

Aree vincolate. E se il Comune rilascia il PdC senza autorizzazione paesaggistica, chi controlla il controllore?

Una giunta regionale annullava il permesso di costruire rilasciato da un Comune senza la previa e necessaria acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica.

Il titolare del PdC annullato protestava, lamentando la violazione dell’art. 39 del D.P.R. 380/2001, poiché il provvedimento regionale di annullamento sarebbe stato emesso oltre il termine di diciotto mesi dall’accertamento dell’illegittimità del permesso.

Tar Lazio: occhio alla decorrenza dei diciotto mesi. Essa avviene dal momento in cui la Regione avvisa il Comune

Nella fattispecie, il ricorrente ha calcolato la decorrenza nel momento in cui la Regione ha acquisito ventiquattro fascicoli di pratiche edilizie definite dal Comune, come risulta dal relativo verbale.

Ma il Tar chiarisce che tale adempimento, però, non segna il momento della decorrenza dell’adozione del provvedimento regionale di annullamento del permesso di costruire dal momento che la materiale acquisizione di una pluralità di fascicoli edilizi non può identificarsi con l’accertamento dell’illegittimità dei relativi titoli, ma costituisce mero adempimento propedeutico all’accertamento stesso. Ne consegue che, in mancanza di differenti riferimenti temporali certi, la data di decorrenza deve essere spostata a quella con cui la Regione Lazio ha invitato il Comune a rimuovere il titolo edilizio oggetto di causa.

Pertanto il provvedimento regionale di annullamento del permesso di costruire risulta rispettoso del termine previsto dall’ art. 39 del Testo unico dell’edilizia.

Il ricorso non è, quindi, accolto.

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  • l’autorizzazione paesaggistica ordinaria ai sensi dell’art. 146 del D.Lgs. 42/04 (norma nazionale) e quella per le regioni Lazio, Friuli, Lombardia, Piemonte ed Umbria;
  • l’autorizzazione paesaggistica semplificata per gli interventi ricadenti nell’allegato B di cui al D.P.R. 31/2017.

 

Per maggiore approfondimento, leggi anche questi articoli di BibLus:

Scarica lo schema del procedimento di rilascio del permesso di costruire.

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