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Home » Approfondimenti » Opere edili, lavori privati e condominiali » Tetto in amianto: come riconoscerlo e cosa fare

Tetto in amianto: come riconoscerlo e cosa fare

Cosa si rischia con l'amianto sul tetto? Come bisogna intervenire? Obblighi e procedure per rimuoverlo secondo la normativa di riferimento

Tempo di lettura stimato: 6 minutidi Redazione BibLus / 22 Aprile 2024/0 Commenti/in Opere edili, lavori privati e condominiali /di
amianto-tetto-

L’amianto, noto anche come asbesto, è stato per decenni un materiale comunemente utilizzato nelle costruzioni edilizie grazie alle sue proprietà isolanti e alla sua resistenza. Tuttavia, la sua pericolosità per la salute umana è emersa solo in tempi recenti.

Per questo motivo, negli ultimi anni sono diventati obbligatori e incentivati interventi di bonifica da eseguire nel rispetto di molteplici normative settoriali.

È essenziale seguire scrupolosamente tutte le precauzioni e rispettare la normativa vigente, elaborando un piano di lavoro prima di iniziare le operazioni in modo da non esporre i lavoratori a seri pericoli ed evitare le severe sanzioni previste.

A tal proposito ti consiglio un software per i piani di sicurezza che ti permette di redigere correttamente il piano di lavoro amianto da sottoporre agli organi di vigilanza e di rispondere con semplicità ai contenuti minimi previsti dalla normativa.

Scopriamo i rischi associati all’amianto nei tetti, le normative di riferimento e cosa fare in caso di presenza del materiale.

Indice

  • Tetto in amianto: rischi associati
  • Tetti in amianto normativa
  • Come riconoscere tetti in amianto?
  • Tetti in amianto: quando c’è l’obbligo di rimozione
  • Tetto in amianto: cosa fare
  • Amianto sul tetto: esistono incentivi?
  • Bonifica e rifacimento del tetto in amianto
  • Amianto sul tetto in condominio: cosa fare
  • Vicino con tetto in amianto: cosa fare?
  • Rischio Amianto: guide, approfondimenti, giurisprudenza, norme regionali
  • Incentivi per bonifica amianto

Tetto in amianto: rischi associati

I rischi per la salute legati all’amianto sono dovuti al possibile rilascio di fibre minuscole nell’aria circostante. L’amianto è infatti è costituito da fibre di dimensioni di pochi centesimi di micron, che sono parti minuscole di un millimetro. Questa caratteristica lo rende molto pericoloso se viene respirato, perché può arrivare in profondità nei polmoni.

Tra i materiali che contengono amianto, quelli più pericolosi sono dunque quelli che possono facilmente rilasciare le fibre nell’aria. Al contrario, i materiali compatti rilasciano le fibre in modo molto più difficile.

I maggiori pericoli di esposizione si trovano nei luoghi di lavoro dove l’amianto viene maneggiato, come nella produzione di cemento-amianto, nell’applicazione di spruzzi di amianto su edifici o veicoli, e nella produzione di tessuti. Anche negli ambienti domestici, l’amianto può essere pericoloso se non è conservato correttamente.

Per quanto riguarda i materiali che contengono amianto compatto, come le coperture in cemento-amianto, il rischio è generalmente basso e dipende soprattutto dal modo in cui vengono mantenuti. Tuttavia, questi materiali possono diventare pericolosi se vengono danneggiati o diventano abrasivi.

Tetti in amianto normativa

Le normative in materia stabiliscono che la rimozione di un tetto in eternit sia obbligatoria solo in specifiche circostanze, tuttavia è importante segnalare la sua presenza affinché venga gestita correttamente.

A livello normativo nazionale, la Legge 257/1992 costituisce il principale punto di riferimento per la gestione dell’amianto.

Questa legge vieta l’estrazione, l’importazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, oltre a proibire l’utilizzo di manufatti che possono disperdere polvere di asbesto nell’aria.

Successivamente, sono state emanate altre disposizioni legislative:

  • il D.M. 6 settembre 1994 ha stabilito norme e metodologie tecniche per la cessazione dell’uso dell’amianto;
  • il D.M. 14 maggio 1996 ha regolamentato gli interventi di bonifica;
  • il D.Lgs. 152/2006 ha introdotto norme ambientali per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti contaminati;
  • il D.Lgs. 81/2008 ha definito disposizioni normative sull’invio di notifiche (art. 250), misure di prevenzione (art. 251) e lavori di demolizione o rimozione dell’amianto (art. 256).

Sebbene la legge non imponga direttamente la rimozione dell’amianto, essa richiede una valutazione accurata del rischio. Qualora tale valutazione evidenzi un elevato pericolo di contaminazione cancerogena, diventa obbligatorio intervenire. Tali interventi devono essere eseguiti da imprese specializzate, regolarmente iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Come riconoscere tetti in amianto?

Per determinare se una tettoia o un tetto è realizzato con materiale in amianto, è necessario affidarsi a un tecnico specializzato che esegue le seguenti verifiche:

  • anno di costruzione: se il manufatto è stato prodotto dopo il 1994, è improbabile che sia in eternit;
  • marchio del produttore: analizzando il marchio della fabbrica che ha prodotto il materiale, è possibile risalire alla presenza di amianto nella copertura;
  • valutazione visiva di un esperto: un tecnico specializzato, basandosi sulle informazioni precedenti e sull’esperienza diretta, può identificare un tetto in eternit attraverso un’analisi visiva dettagliata;
  • analisi di laboratorio: quando è necessaria una conferma definitiva, l’analisi di laboratorio è l’unica procedura in grado di garantire la presenza o l’assenza di amianto nel materiale.

È importante sottolineare che l’analisi di laboratorio diventa obbligatoria al termine di qualsiasi intervento di bonifica amianto, al fine di confermare l’efficacia delle operazioni svolte e garantire la sicurezza degli ambienti trattati.

Tetti in amianto: quando c’è l’obbligo di rimozione

L’obbligo di rimozione dell’amianto sussiste solo se il manufatto è friabile, danneggiato o deteriorato comportando dei possibili rischi per la salute.

Nel caso della rimozione delle coperture, è necessario presentare la pratica edilizia della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). I lavori di rimozione devono essere eseguiti da aziende specializzate, iscritte all’Albo dei Gestori Ambientali, che si occuperanno anche dello smaltimento dei materiali.

Se l’amianto risulta compatto e in buone condizioni, non è obbligatoria la rimozione, ma devono essere effettuati controlli periodici da parte di tecnici specializzati per monitorare la situazione e intervenire in caso di degrado.

Tuttavia, la decisione sugli interventi da effettuare non spetta al privato, ma alla Pubblica Amministrazione che coordina e determina le azioni da intraprendere.

Nel caso in cui i tetti non mostrano segni di degrado, come fessure o crepe, o se appaiono sbriciolate, anziché la rimozione, possono essere applicate delle alternative di bonifica dell’amianto:

  • incapsulamento: questo metodo prevede il trattamento con prodotti penetranti o ricoprenti che inglobano le fibre di amianto o creano una pellicola protettiva sulla superficie esposta, ripristinando l’aderenza al supporto;
  • sovracopertura: è possibile installare una barriera a tenuta che separi l’amianto dalle aree occupate dell’edificio. È fondamentale mantenere questa barriera in buone condizioni per garantire il confinamento sicuro dell’amianto.

Tetto in amianto: cosa fare

La normativa attuale richiede a ciascuna regione di effettuare un censimento degli edifici contenenti lastre di eternit nella propria zona di competenza e di sviluppare un piano per la rimozione e lo smaltimento di tali materiali.

Allo stesso modo, ogni proprietario di immobili, sia esso una persona fisica o un ente, è tenuto a segnalare all’Asl la presenza di amianto, consentendo così l’avvio di rilievi e indagini necessari. In caso contrario, i vicini possono rivolgersi alle autorità pubbliche per segnalare la situazione.

Dopo un’attenta valutazione, si valuta il metodo di bonifica da applicare. Tutte queste operazioni devono essere eseguite da un’impresa autorizzata, iscritta all’albo dei gestori ambientali, e da personale specializzato.

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Amianto sul tetto: esistono incentivi?

Nel caso di obbligo di rimozione di amianto sul tetto, è possibile detrarre le spese di bonifica dall’amianto e del relativo smaltimento, usufruendo di vari bonus tra cui:

  • bonus ristrutturazione con spesa detraibile fino a 50% da calcolare su un tetto di spesa pari a 96mila euro e fruibile in 10 rate annuali di pari importo;
  • ecobonus nel caso in cui la rimozione e sostituzione dell’amianto rientri in un intervento complessivo di miglioramento energetico del condominio o dell’unità abitative;
  • Superbonus solo se si dimostra che la rimozione e smaltimento sono strettamente collegati ai lavori incentivati (Risposta 672/2021 Agenzia delle Entrate).

Per essere sicuro di usufruire a meglio degli incentivi sfruttabili per qualsiasi intervento, utilizza il software per i bonus edilizi che, costantemente aggiornato alle disposizioni normative, ti guida nella corretta compilazione delle pratiche.

Per maggiori dettagli leggi Bonus amianto 2024, tutti gli incentivi per rimozione e smaltimento

Bonifica e rifacimento del tetto in amianto

La bonifica dell’amianto è un compito estremamente delicato poiché deve garantire sia l’integrità dell’edificio coinvolto sia la protezione della salute degli operatori che vi lavorano. Considerando le conoscenze attuali sui rischi associati a questo materiale, la sicurezza dei tecnici qualificati che eseguono la rimozione delle lastre risulta di vitale importanza.

Quando si affrontano lavori di demolizione o rimozione dell’amianto, è obbligatorio che il datore di lavoro rediga un piano di lavoro conforme all’art. 256 del D.Lgs. 81/08. Questo piano deve includere tutte le precauzioni necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul posto di lavoro e per proteggere l’ambiente circostante.

Le informazioni dettagliate contenute nel piano includono la rimozione dell’amianto prima della demolizione, la fornitura di dispositivi di protezione individuale ai lavoratori, la valutazione finale dei rischi legati all’esposizione all’amianto, le misure di protezione per il personale e i terzi, nonché i dettagli relativi alla natura dei lavori, alla data e al luogo di inizio, alle tecniche di rimozione dell’amianto e alle specifiche delle attrezzature utilizzate.

Per facilitare questo processo, ti consiglio di utilizzare un software per la redazione del piano di lavoro sull’amianto. Questo software offre una procedura guidata per compilare tutte le informazioni richieste, inclusi i requisiti della ditta esecutrice, la tipologia di lavoro e il materiale presente, le tecniche di lavorazione, le misure di prevenzione e decontaminazione, ecc. Inoltre, consente di personalizzare il piano con descrizioni, foto e immagini e di stamparlo in formato RTF.

Scarica un piano di lavoro amianto pdf

Una copia del piano deve essere inviata all’organo di vigilanza almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori, a meno che non ci sia un’emergenza. È inoltre obbligatorio garantire l’accesso alla documentazione ai lavoratori o ai loro rappresentanti. Pertanto, può tornarti utile il software per la gestione della documentazione online che ti consente di creare, organizzare, consultare e condividere tutti i documenti dei tuoi progetti con facilità.

In aggiunta, è essenziale assicurarsi che il materiale venga gestito e smaltito nel rispetto delle normative vigenti al fine di evitarne la dispersione nell’ambiente durante le operazioni di rimozione.

Amianto sul tetto in condominio: cosa fare

Nel caso di presenza di amianto nei condomini, spetta all’amministratore condominiale gestire le procedure necessarie per verificare la presenza di amianto e avviare le azioni per valutare il rischio e rimuoverlo.

Tuttavia, l’amministratore è responsabile solo delle parti condominiali comuni mentre, per la presenza di amianto negli appartamenti, è il proprietario dell’immobile ad esserne responsabile.

Secondo il D.M. 6 Settembre 1994 non c’è un obbligo automatico di rimozione dell’amianto condominiale, ma è necessario contattare una ditta specializzata per condurre le indagini e decidere l’intervento più adeguato, che potrebbe essere l’incapsulamento, la sovracopertura o la rimozione e smaltimento.

Identificare la presenza di amianto in un condominio, infatti, richiede un’accurata ispezione condotta da tecnici specializzati, utilizzando i progetti di costruzione e procedendo con campionamenti e analisi di laboratorio.

Le spese per la rimozione dell’amianto coinvolgono tutti i condomini se riguardano le aree comuni; mentre, sono a carico del proprietario, se il materiale è presente nelle parti private.

Vicino con tetto in amianto: cosa fare?

Se la casa del vicino ha un tetto in amianto e non segnala la presenza di amianto alle autorità competenti, è possibile prendere iniziative segnalando il caso all’Asl, ai Vigili Urbani o al Nucleo Ecologico e di Tutela Ambientale dei Carabinieri, anche in forma anonima.

Una volta ricevuta la segnalazione, sarà l’organo competente a effettuare i controlli necessari.

Rischio Amianto: guide, approfondimenti, giurisprudenza, norme regionali

Guide operative

  • Fact sheet INAIL sulla direttiva europea 2023/2668 per la protezione dei lavoratori contro i rischi dall’esposizione all’amianto (2026)
  • Guida INAIL sulla gestione del rischio amianto negli edifici: ruoli e indicazioni operative (2026)
  • Esposizione ad amianto: le nuove indicazioni della direttiva europea 2023/2668 (2025)
  • Linee guida UE per la gestione dei rischi per la salute e la sicurezza correlati all’amianto sul lavoro (2025)
  • D.Lgs. 213/2025 – Attuazione della direttiva (UE) 2023/2668 sulla protezione dei lavoratori all’amianto
  • Guida INAIL sul rischio di esposizione all’amianto secondo direttiva (UE) 2023/2668
  • Nota INL 03/09/25 – Precisazioni operative su controllo e vigilanza della sicurezza amianto
  • Guida INAIL – Amianto naturale e ambienti di lavoro
  • Volume INAIL sulla bonifica da amianto: iter procedurali e figure professionali coinvolte (2020)
  • Documento di indirizzo per la valutazione del rischio amianto nel SNPA (2020)

Approfondimenti

  • Obbligo rimozione amianto per privati: quando vige?
  • Bonifica amianto, spetta al proprietario o al locatario?
  • Esempio di un piano di lavoro amianto
  • Valutazione del rischio amianto: misure di prevenzione e protezione
  • Piano di lavoro amianto
  • Bonifica amianto: procedura, metodi e rischi
  • Tetto in amianto: come riconoscerlo e cosa fare
  • Bonus amianto, tutti gli incentivi per rimozione e smaltimento

Norme regionali

Legge Marche 17/2025 - Incentivi allo smaltimento dell’amianto

È stata pubblicata sul Bollettino ufficiale n. 71 del 31 luglio 2025 la legge regionale 24 luglio 2025, n. 17 che aggiorna la disciplina regionale sugli incentivi per lo smaltimento di piccoli quantitativi di rifiuti contenenti amianto consistenti in coperture, o più in generale manufatti.

Sono previste diverse modifiche alla legge regionale 14/2020 finalizzate a rendere più semplici le procedure di accesso ai contributi. La prima riguarda l’espunzione delle spese di “rimozione”.

Possono accedere al contributo previsto da questa legge i soggetti privati qualificati nel formu­lario di identificazione del rifiuto come produttori o detentori del rifiuto contenente amianto e che abbia­no provveduto al suo smaltimento, nel rispetto delle modalità previste dalla normativa vigente in materia in tutte le fasi della gestione.

Il contributo massimo per ogni intervento passa da 2.000 a 3.000 euro e copre fino al 60% le spese sostenute per il trasporto e lo smaltimento del rifiuto, eseguiti da impresa autorizzata, prodotto nell’ambito di interventi di bonifica effettuati sia da privati che da attività economiche nel rispetto delle modalità previste dalla normativa vigente in mate­ria.

Non sono invece ammissibili al beneficio del contributo regionale le spese per gli interventi di ripristino o realizzazione di manufatti sostitutivi e per la loro messa in opera, per l'acquisto di materiali sostitutivi e per la loro messa in opera, per la rimozione delle coperture e dei manu­fatti contenenti amianto e per le pratiche tecnico amministrative.

Per l’accesso ai contributi è richiesta la partecipazione ad un bando.

Icona

Download Gratuito Legge 14/2020 Marche - Incentivi per lo smaltimento dell'amianto

Piano regionale di tutela dall’amianto (PRTA) della Toscana (2025)

Piano regionale di tutela dall’amianto (PRTA) della Toscana (2025)

Giurisprudenza recente

Di seguito si propongono una serie di approfondimenti, anche con sentenze di riferimento, sulla bonifica amianto.

Consiglio di Stato 8068/2025 - Sostituzione tetto amianto: manutenzione o ristrutturazione?

Il Consiglio di Stato (sentenza n. 8068/2025) ha chiarito quali interventi rientrano nella manutenzione straordinaria, sottolineando che questa serve a rinnovare o sostituire parti importanti di un edificio senza modificarne il volume o la destinazione d’uso. Un tema attuale è la bonifica delle coperture in amianto, fondamentale per la sicurezza, che può prevedere rimozione, incapsulamento o confinamento, spesso con sostituzione del manto di copertura.

Tuttavia, se la sostituzione del tetto in amianto non avviene immediatamente dopo la rimozione, l’intervento può configurarsi come ristrutturazione edilizia, soggetta a un diverso regime autorizzativo. Nel caso esaminato, un proprietario aveva presentato un progetto comprendente la rimozione di una copertura in amianto effettuata anni prima, la posa di una nuova copertura con lucernari, l’installazione di un cappotto termico e altri lavori strutturali.

Il Comune ha richiesto il permesso di costruire, ritenendo che l’intervento superasse la manutenzione straordinaria e fosse una ristrutturazione. Il Consiglio di Stato ha confermato questa interpretazione, poiché tra rimozione e nuova posa erano passati circa sette anni, mancava un nesso causale diretto che giustificasse la semplice sostituzione. Inoltre, le modifiche sull’involucro e il consolidamento strutturale indicano un intervento complesso e sistemico, quindi qualificabile come ristrutturazione, non manutenzione. Di conseguenza, per questo tipo di lavori è necessario ottenere il permesso edilizio o una SCIA sostitutiva.

Leggi qui per una versione più approfondita della sentenza del CdS

Tar Lazio 8721/2023 - Sostituzione tetto amianto con fotovoltaico, le condizioni per la tariffa incentivante GSE

Il dm 5 maggio 2011 prevede un incentivo premiale per l'installazione di impianti fotovoltaici in sostituzione di coperture contenenti amianto, stabilendo criteri specifici per l'ottenimento delle tariffe incentivanti. Secondo tali regole, l'intervento deve comportare la rimozione o lo smaltimento della superficie di amianto esistente sulla porzione omogenea della copertura su cui verrà installato l'impianto fotovoltaico.

La sentenza n. 8721/2023 del Tar Lazio si focalizza sulla sostituzione tetto amianto con fotovoltaico e la tariffa incentivante GSE.

Nel caso in esame, una società agricola, al fine di installare un impianto fotovoltaico su uno degli edifici del proprio complesso immobiliare, rimuove il tetto in amianto interessato dalla posa dei pannelli. Il GSE riconosce inizialmente la tariffa incentivante prevista dal dm 5 maggio 2011. Tuttavia, successivamente, avvia un procedimento di verifica richiedendo alla società chiarimenti sulla rimozione dell'amianto.

Nonostante la società fornisca documentazione comprovante la rimozione, il Gestore ridetermina la tariffa, sostenendo che l'intervento non ha comportato la completa rimozione dell'amianto presente sull'intero complesso immobiliare. La società ricorre al Tar, sostenendo che l'impianto fotovoltaico era installato su un edificio distinto e separato dagli altri, quindi rientrante nelle "porzioni omogenee" di copertura. Il Tribunale accoglie il ricorso, stabilendo che l'area occupata dall'impianto costituiva una porzione omogenea, conforme alle prescrizioni normative.

Leggi Sostituzione tetto amianto con fotovoltaico: le condizioni per la tariffa incentivante GSE

Tar Lombardia 572/2017 - Bonifica amianto, spetta al proprietario o al locatario?

Leggi la sintesi

Incentivi per bonifica amianto

Per detrarre le spese di bonifica dall’amianto e relativo smaltimento, è possibile usufruire di vari bonus tra cui:

  • bonus ristrutturazione, con spesa detraibile fino a 50% da calcolare su un tetto di spesa pari a 96mila euro e fruibile in 10 rate annuali di pari importo;
  • ecobonus, nel caso in cui la rimozione e sostituzione dell’amianto rientri in un intervento complessivo di miglioramento energetico del condominio o dell’unità abitative;
  • Bandi ISI dell’INAIL
  • Decreti FER 2

Per essere sicuro di usufruire a meglio degli incentivi sfruttabili per qualsiasi intervento, utilizza il software per i bonus edilizi che, costantemente aggiornato alle disposizioni normative, ti guida nella corretta compilazione delle pratiche.

Per maggiori dettagli leggi Bonus amianto, tutti gli incentivi per rimozione e smaltimento

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