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Home » Testo unico sicurezza (dlgs 81/2008) » Allegato VIII testo unico sicurezza – Indicazioni di carattere generale relative a protezioni particolari

Testo unico sicurezza
Allegato VIII
Indicazioni di carattere generale relative a protezioni particolari

Testo vigente

Protezione dei capelli

I lavoratori che operano o che transitano presso organi in rotazione presentanti pericoli di impigliamento dei capelli, o presso fiamme o materiali incandescenti, devono essere provvisti di appropriata cuffia di protezione, resistente e lavabile e che racchiuda i capelli in modo completo.

Protezione del capo

I lavoratori esposti a specifici pericoli di offesa al capo per caduta di materiali dall’alto o per contatti con elementi comunque pericolosi devono essere provvisti di copricapo appropriato. Parimenti devono essere provvisti di adatti copricapo i lavoratori che devono permanere, senza altra protezione, sotto l’azione prolungata dei raggi del sole.

Protezione degli occhi

I lavoratori esposti al pericolo di offesa agli occhi per proiezioni di schegge o di materiali roventi, caustici, corrosivi o comunque dannosi, devono essere muniti di occhiali, visiere o schermi appropriati.

Protezione delle mani

Nelle lavorazioni che presentano specifici pericoli di punture, tagli, abrasioni, ustioni, causticazioni alle mani, i lavoratori devono essere forniti di guanti o altri appropriati mezzi di protezione.

Protezione dei piedi

Per la protezione dei piedi nelle lavorazioni in cui esistono specifici pericoli di ustioni, di causticazione, di punture o di schiacciamento, i lavoratori devono essere provvisti di calzature resistenti ed adatte alla particolare natura del rischio. Tali calzature devono potersi sfilare rapidamente.

Protezione delle altre parti del corpo

Qualora sia necessario proteggere talune parti del corpo contro rischi particolari, i lavoratori devono avere a disposizione idonei mezzi di difesa, quali schermi adeguati, grembiuli, pettorali, gambali o uose.

Cinture di sicurezza

I lavoratori che sono esposti a pericolo di caduta dall’alto o entro vani o che devono prestare la loro opera entro pozzi, cisterne e simili in condizioni di pericolo, devono essere provvisti di adatta cintura di sicurezza.

Maschere respiratorie

I lavoratori esposti a specifici rischi di inalazioni pericolose di gas, polveri o fumi nocivi devono avere a disposizione maschere respiratorie o altri dispositivi idonei, da conservarsi in luogo adatto facilmente accessibile e noto ai lavoratori.

1. Schema indicativo per l’inventario dei rischi ai fini dell’impiego di attrezzature di protezione individuale

RISCHI

FISICI

MECCANICI

Cadute dall’altoUrti, colpi, impatti, compressioniPunture, tagli, abrasioniVibrazioniScivolamenti, cadute a livello

PARTE DEL CORPO

 

 

 

 

 

TESTA

Cranio
Udito
Occhi
Vie respiratorie
Volto
Testa
ARTO SUPERIOREMano
Braccio (parti)
ARTO INFERIOREPiede
Gamba (parti)
 

 

 

VARIE

Pelle
Tronco/addome
Apparato gastro- intestinale
Corpo intero

RISCHI

FISICI

TERMICI

ELETTRICI

RADIAZIONI

RUMORE

Calore, fiamme

Freddo

Non ionizzanti

Ionizzanti

PARTE DEL CORPO

 

 

 

 

 

TESTA

Cranio
Udito
Occhi
Vie respiratorie
Volto
Testa
 

ARTO SUPERIORE

Mano
Braccio (parti)
 

ARTO INFERIORE

Piede
Gamba (parti)
 

 

 

VARIE

Pelle
Tronco/addome
Apparato gastro- intestinale
Corpo intero

RISCHI

CHIMICI

AEROSOL

LIQUIDI

GAS, VAPORI

Polveri, fibre

Fumi

Nebbie

Immersioni

Getti, schizzi

PARTE DEL CORPO

 

 

 

 

 

TESTA

Cranio
Udito
Occhi
Vie respiratorie
Volto
Testa
 

ARTO SUPERIORE

Mano
Braccio (parti)
 

ARTO INFERIORE

Piede
Gamba (parti)
 

 

 

VARIE

Pelle
Tronco/addome
Apparato gastro- intestinale
Corpo intero

RISCHI

BIOLOGICI

Batterie patogeneVirus patogeniFunghi produttori di micosiAntigeni biologici non microbici

PARTE DEL CORPO

 

 

 

 

 

TESTA

Cranio
Udito
Occhi
Vie respiratorie
Volto
Testa
 

ARTO SUPERIORE

Mano
Braccio (parti)
 

ARTO INFERIORE

Piede
Gamba (parti)
 

 

 

VARIE

Pelle
Tronco/addome
Apparato gastro- intestinale
Corpo intero

2. Elenco indicativo e non esauriente delle attrezzature di protezione individuale

Dispositivi di protezione della testa

  • Caschi di protezione per l’industria (caschi per miniere, cantieri di lavori pubblici, industrie varie).
  • Copricapo leggero per proteggere il cuoio capelluto (berretti, cuffie, retine con o senza visiera).
  • Copricapo di protezione (cuffie, berretti, cappelli di tela cerata ecc., in tessuto, in tessuto rivestito, ecc.).
  • Dispositivi di protezione dell’udito Palline e tappi per le orecchie.
  • Caschi (comprendenti l’apparato auricolare).
  • Cuscinetti adattabili ai caschi di protezione per l’industria. Cuffie con attacco per ricezione a bassa frequenza.
  • Dispositivi di protezione contro il rumore con apparecchiature di intercomunicazione.
  • Dispositivi di protezione degli occhi e del viso Occhiali a stanghette.
  • Occhiali a maschera.
  • Occhiali di protezione, contro i raggi X, i raggi laser, le radiazioni ultraviolette, infrarosse, visibili.
  • Schermi facciali.
  • Maschera e caschi per la saldatura ad arco (maschere a mano, a cuffia o adattabili a caschi protettivi).

Dispositivi di protezione delle vie respiratorie

  • Apparecchi antipolvere, antigas e contro le polveri radioattive. Apparecchi isolanti a presa d’aria.
  • Apparecchi respiratori con maschera per saldatura amovibile. Apparecchi e attrezzature per sommozzatori.
  • Scafandri per sommozzatori.

Dispositivi di protezione delle mani e delle braccia

  • Guanti contro le aggressioni meccaniche (perforazioni, tagli, vibrazioni, ecc.); contro le aggressioni chimiche, per elettricisti e antitermici.
  • Guanti a sacco.
  • Ditali.
  • Manicotti.
  • Fasce di protezione dei polsi.
  • Guanti a mezze dita.
  • Manopole.

Dispositivi di protezione dei piedi e delle gambe

  • Scarpe basse, scarponi, tronchetti, stivali di sicurezza. Scarpe a slacciamento o sganciamento rapido.
  • Scarpe con protezione supplementare della punta del piede; Scarpe e soprascarpe con suola anticalore;
  • Scarpe, stivali e soprastivali di protezione contro il calore; Scarpe, stivali e soprastivali di protezione contro il freddo; Scarpe, stivali e soprastivali di protezione contro le vibrazioni; Scarpe, stivali e soprastivali di protezione antistatici;
  • Scarpe, stivali e soprastivali di protezione isolanti;
  • Stivali di protezione contro le catene delle trance meccaniche;
  • Zoccoli;
  • Ginocchiere;
  • Dispositivi di protezione amovibili del collo del piede Ghette;
  • Suole amovibili (anticalore, antiperforazione o antitraspirazione);
  • Ramponi amovibili per ghiaccio, neve, terreno sdrucciolevole.

Dispositivi di protezione della pelle

  • Creme protettive/pomate.

Dispositivi di protezione del tronco e dell’addome

  • Giubbotti, giacche e grembiuli di protezione contro le aggressioni meccaniche (perforazioni, tagli, spruzzi di metallo fuso, ecc.);
  • Giubbotti, giacche e grembiuli di protezione contro le aggressioni chimiche;
  • Giubbotti termici;
  • Giubbotti di salvataggio;
  • Grembiuli di protezione contro i raggi x;
  • Cintura di sicurezza del tronco.

Dispositivi dell’intero corpo

  • Attrezzature di protezione contro le cadute;
  • Attrezzature cosiddette anticaduta (attrezzature complete comprendenti tutti gli accessori necessari al funzionamento);
  • Attrezzature con freno “ad assorbimento di energia cinetica” (attrezzature complete comprendenti tutti gli accessori necessari al funzionamento);
  • Dispositivo di sostegno del corpo (imbracatura di sicurezza).

Indumenti di protezione

  • Indumenti di lavoro cosiddetti “di sicurezza” (due pezzi e tute); Indumenti di protezione contro le aggressioni meccaniche (perforazioni, tagli, ecc.);
  • Indumenti di protezione contro le aggressioni chimiche;
  • Indumenti di protezione contro gli spruzzi di metallo fuso e di raggi infrarossi;
  • Indumenti di protezione contro il calore; Indumenti di protezione contro il freddo;
  • Indumenti di protezione contro la contaminazione radioattiva; Indumenti antipolvere;
  • Indumenti antigas;
  • Indumenti ed accessori (bracciali e guanti, ecc.) fluorescenza di segnalazione, catarifrangenti;
  • Coperture di protezione.

3. Elenco indicativo e non esauriente delle attività e dei settori di attività per i quali può rendersi necessario mettere a disposizione attrezzature di protezione individuale

1. Protezione del capo (protezione del cranio)

  • Elmetti di protezione
    • Lavori edili, soprattutto lavori sopra, sotto o in prossimità di impalcature e di posti di lavoro sopraelevati, montaggio e smontaggio di armature, lavori di installazione e di posa di ponteggi e operazioni di demolizione.
    • Lavori su ponti d’acciaio, su opere edili in strutture d’acciaio di grande altezza, piloni, torri, costruzioni idrauliche in acciaio, altiforni, acciaierie e laminatoi, grandi serbatoi, grandi condotte, caldaie e centrali elettriche.
    • Lavori in fossati, trincee, pozzi e gallerie di miniera.
    • Lavori in terra e in roccia.
    • Lavori in miniere sotterranee, miniere a cielo aperto e lavori di spostamento di ammassi di sterile.
    • Uso di estrattori di bulloni.
    • Brillatura mine
    • Lavori in ascensori e montacarichi, apparecchi di sollevamento, gru e nastri trasportatori.
    • Lavori nei pressi di altiforni, in impianti di riduzione diretta, in acciaierie, in laminatoi, in stabilimenti metallurgici, in impianti di fucinatura a maglio e a stampo, nonché in fonderie.
    • Lavori in forni industriali, contenitori, apparecchi, silos, tramogge e condotte.
    • Costruzioni navali.
    • Smistamento ferroviario.
    • Macelli.

2. Protezione del piede

  • Scarpe di sicurezza con suola imperforabile
    • Lavori di rustico, di genio civile e lavori stradali.
    • Lavori su impalcatura.
    • Demolizioni di rustici.
    • Lavori in calcestruzzo e in elementi prefabbricati con montaggio e smontaggio di armature.
    • Lavori in cantieri edili e in aree di deposito.
    • Lavori su tetti.
  • Scarpe di sicurezza senza suola imperforabile
    •  Lavori su ponti d’acciaio, opere edili in strutture di grande altezza, piloni, torri, ascensori e montacarichi, costruzioni idrauliche in acciaio, altiforni, acciaierie, laminatoi, grandi contenitori, grandi condotte, gru, caldaie e impianti elettrici.
    • Costruzioni di forni, installazioni di impianti di riscaldamento e di aerazione, nonché montaggio di costruzioni metalliche.
    • Lavori di trasformazione e di manutenzione.
    • Lavori in altiforni, impianti di riduzione diretta, acciaierie e laminatoi, stabilimenti metallurgici, impianti di fucinatura a maglio e a stampo, impianti di pressatura a caldo e di trafilatura.
    • Lavori in cave di pietra, miniere, a cielo aperto e rimozione di discarica.
    • Lavorazione e finitura di pietre.
    • Produzione di vetri piani e di vetri cavi, nonché lavorazione e finitura.
    • Manipolazione di stampi nell’industria della ceramica.
    • Lavori di rivestimenti in prossimità del forno nell’industria della ceramica.
    • Lavori nell’industria della ceramica pesante e nell’industria dei materiali da costruzione.
    • Movimentazione e stoccaggio.
    • Manipolazione di blocchi di carni surgelate e di contenitori metallici di conserve.
    • Costruzioni navali.
    • Smistamento ferroviario.
  • Scarpe di sicurezza con tacco o con suola continua e con intersuola imperforabile
    • Lavori sui tetti.
    • Scarpe di sicurezza con intersuola termoisolante.
    • Attività su e con masse molte fredde o ardenti. Scarpe di sicurezza a slacciamento rapido
    • In caso di rischio di penetrazione di masse incandescenti fuse.

3. Protezione degli occhio del volto

  • Occhiali di protezione, visiere o maschere di protezione
    • Lavori di saldatura, molatura e tranciatura
    • Lavori di mortasatura e di scalpellatura
    • Lavorazione e finitura di pietre
    • Uso di estrattori di bulloni.
    • Impiego di macchine asportatrucioli durante la lavorazione di materiale che producono trucioli corti.
    • Fucinatura a stampo.
    • Rimozione e frantumazione di schegge.
    • Operazioni di sabbiatura.
    • Manipolazione di prodotti acidi e alcalini, disinfettanti e detergenti corrosivi.
    • Impiego di pompe a getto liquido.
    • Manipolazione di masse incandescenti fuse o lavori in prossimità delle stesse.
    • Lavori che comportano esposizione al calore radiante.
    • Impiego di laser.

4. Protezione delle vie respiratorie

  • Autorespiratori
    • Lavori in contenitori, in vani ristretti e in forni industriali riscaldati a gas, qualora sussista il rischio di intossicazione da gas o di carenza di ossigeno.
    • Lavoro nella zona di caricamento dell’altoforno.
    • Lavori in prossimità dei convertitori e delle condutture di gas di altoforno.
    • Lavori in prossimità della colata in siviera qualora sia prevedibile che se ne sprigionino fumo di metalli pesanti.
    • Lavori di rivestimento di forni e di siviere qualora sia prevedibile la formazione di polveri.
    • Verniciatura a spruzzo senza sufficiente aspirazione.
    • Lavori in pozzetti, canali e altri vani sotterranei nell’ambito della rete fognaria.
    • Attività in impianti frigoriferi che presentino un rischio di fuoriuscita del refrigerante.

5. Protezione dell’udito

  • Otoprotettori
    – Lavori nelle vicinanze di presse per metalli.
    – Lavori che implicano l’uso di utensili pneumatici.
    – Attività del personale a terra negli aeroporti.
    – Battitura di pali e costipazione del terreno.
    – Lavori nel legname e nei tessili.

6. Protezione del tronco, delle braccia e delle mani

  • Indumenti protettivi
    • Manipolazione di prodotti acidi e alcalini, disinfettanti e detergenti corrosivi.
    • Lavori che comportano la manipolazione di masse calde o la loro vicinanza o comunque un’esposizione al calore.
    • Lavorazione di vetri piani.
    • Lavori di sabbiatura.
    • Lavori in impianti frigoriferi.
  • Indumenti protettivi difficilmente infiammabili
    • Lavori di saldatura in ambienti ristretti Grembiuli imperforabili
    • Operazioni di disossamento e di squartamento nei macelli.
    • Lavori che comportano l’uso di coltelli, nel caso in cui questi siano mossi in direzione del corpo.
  • Grembiuli di cuoio
    • Saldatura
    • Fucinatura
    • Fonditura Bracciali
    • Operazioni di disossamento e di squartamento nei macelli. Guanti
    • Saldatura.
    • Manipolazione di oggetti con spigoli vivi, esclusi i casi in cui sussista il rischio che il guanto rimanga impigliato nelle macchine.
    • Manipolazione a cielo aperto di prodotti acidi e alcalini. Guanti a maglia metallica
    • Operazione di disossamento e di squartamento nei macelli.
    • Attività protratta di taglio con il coltello nei reparti di produzione e macellazione.
    • Sostituzione di coltelli nelle taglierine.

7. Indumenti di protezione contro le intemperie

    • Lavori edili all’aperto con clima piovoso e freddo.

8. Indumenti fosforescenti

    • Lavori in cui è necessario percepire in tempo la presenza dei lavoratori.

9. Attrezzatura di protezione anticaduta

  • Imbracature di sicurezza
    • Lavori su impalcature.
    • Montaggio di elementi prefabbricati.
    • Lavori su piloni.

10. Attacco di sicurezza con corda

    • Posti di lavoro in cabine sopraelevate di gru.
    • Posti di lavoro in cabine di manovra sopraelevate di transelevatori.
    • Posti di lavoro sopraelevati su torri di trivellazione.
    • Lavori in pozzi e in fogne.

11. Protezione dell’epidermide

    • Manipolazione di emulsioni.
    • Concia di pellami.

4. Indicazioni non esaurienti per la valutazione dei dispositivi di protezione individuale

  1. Elmetti di protezione per l’industria
  2. Occhiali protettivi e schermi per la protezione del viso
  3. Otoprotettori
  4. Dispositivi di protezione delle vie respiratorie
  5. Guanti di protezione
  6. Calzature per uso professionale
  7. Indumenti di protezione
  8. Giubbotti di salvataggio per l’industria
  9. Dispositivi di protezione contro le cadute dall’alto

1. ELMETTI DI PROTEZIONE PER L’INDUSTRIA

RISCHI DA CUI PROTEGGERE
RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
MeccaniciCadute di oggetti, urti
  • Capacità d’ammortizzare gli urti
  • Resistenza alla perforazione
  • Resistenza agli impatti
Schiacciamento lateraleResistenza laterale
ElettriciBassa tensione elettricaIsolamento elettrico
TermiciFreddo, caldoMantenimento delle caratteristiche alle basse e alte temperature
Spruzzi di metallo fusoResistenza agli spruzzi di metallo fuso
Ridotta visibilitàPercettibilità insufficienteColore luminescente/riflettente
RISCHI DERIVANTI DAL DISPOSITIVO

(Elmetti di protezione per l’industria)

RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Disagio, interferenza con l’attività lavorativaComfort inadeguatoProgetto ergonomico:

  • peso
  • intercapedine d’aria
  • adattamento alla testa
  • ventilazione
Infortuni e rischi per la saluteScarsa compatibilitàQualità dei materiali
Carenza di igieneFacilità di manutenzione
Scarsa stabilità, perdita dell’elmettoAdattamento dell’elmetto alla testa
Contatto con le fiammeNon infiammabilità e resistenza alla fiamma
InvecchiamentoEsposizione a fenomeni atmosferici, condizioni dell’ambiente, pulizia, utilizzo
  • Resistenza del dispositivo alle condizioni di utilizzo industriali
  • Conservazione del dispositivo per la durata di utilizzo
RISCHI DERIVANTI DALL’USO DEL DISPOSITIVO

(Elmetti di protezione per l’industria)

RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Protezione inadeguata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Errata scelta del dispositivoScelta del dispositivo in relazione al tipo, entità dei rischi e condizioni di lavoro:

  • osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante
  • osservanza delle marcature del dispositivo (per es. livello di protezione, impieghi specifici)

Scelta del dispositivo in relazione alle esigenze dell’utilizzatore

Uso non corretto del dispositivo
  • Impiego appropriato del dispositivo con attenzione al rischio
  • Osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante
Dispositivo sporco, logoro o deteriorato
  • Mantenimento del dispositivo in buono stato
  • Controlli regolari
  • Sostituzione a tempo debito
  • Osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante
dell’ambiente, pulizia,utilizzoConservazione del dispositivo per la durata di  utilizzo

2. OCCHIALI PROTETTIVI E SCHERMI PER LA PROTEZIONE DEL VISO

RISCHI DA CUI PROTEGGERE
RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Generali (non specifici)
  • Sollecitazioni connesse con l’utilizzo
  • Penetrazione di corpi estranei di bassa energia
-Lente con resistenza meccanica sufficiente e rottura in schegge non pericolose

-Impenetrabilità e resistenza

MeccaniciParticelle ad alta velocità, schegge, proiezioni-Resistenza meccanica
Termici/MeccaniciParticelle incandescenti ad alta velocitàResistenza a materiali incandescenti o fusi
Bassa temperaturaIpotermia degli occhiPerfetto adattamento al viso
ChimiciIrritazione causata da:

  • gas
  • aerosol
  • polveri
  • fumi
Impenetrabilità (protezione laterale) e resistenza a prodotti chimici
Radiazioni
  • Sorgenti tecnologiche di radiazioni infrarosse, visibili e ultraviolette, di radiazioni ionizzanti e di radiazioni laser
  • Radiazione naturale: luce del giorno
  • Caratteristiche filtranti delle lenti
  • Perfetta tenuta della montatura
  • Montatura opaca alle radiazioni
RISCHI DERIVANTI DALL’USO DEL DISPOSITIVO (Occhiali protettivi e schermi per la protezione del viso)
RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Protezione inadeguataErrata scelta del dispositivoScelta del dispositivo in relazione al tipo, entità dei rischi e condizioni di lavoro

  • osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante
  • osservanza delle marcature del dispositivo (per es. livello di protezione, impieghi specifici)

Scelta del dispositivo in relazione alle esigenze dell’utilizzatore

Uso non corretto del dispositivo
  • Impiego appropriato del dispositivo con attenzione al rischio
  • Osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante
Dispositivo sporco, logoro o deteriorato
  • Mantenimento del dispositivo in buono stato
  • Controlli regolari
  • Sostituzione a tempo debito
  • Osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante

3. OTOPROTETTORI

RISCHI DA CUI PROTEGGERE
RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Rumore
  • Rumore continuo
  • Rumore impulsivo
Attenuazione acustica sufficiente per ogni tipo di rumore
TermiciProiezione di gocce di metallo, ad esempio durante la saldaturaResistenza agli oggetti fusi o incandescenti
RISCHI DERIVANTI DAL DISPOSITIVO

(Otoprotettori)

RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Disagio, interferenza con l’attività lavorativaComfort inadeguato:

  • dispositivo troppo grande
  • pressione troppo alta
  • aumento della traspirazione
  • adattamento insufficiente
Progetto ergonomico:

  • massa
  • pressione quando viene indossato e sforzo richiesto per tenerlo a posto
  • adattabilità individuale
Restrizione della capacità uditivaDeterioramento dell’intelligibilità della parola, del riconoscimento dei segnali, del riconoscimento dei rumori informativi connessi con il lavoro, deterioramento della capacità di localizzazione direzionale
  • Variazione dell’attenuazione con la frequenza, ridotte prestazioni acustiche
  • Possibilità di sostituire le conchiglie auricolari con tappi auricolari
  • Scelta dopo la prova uditiva
  • Impiego di un protettore elettroacustico appropriato
Infortuni e rischi per la saluteScarsa compatibilitàQualità dei materiali
Carenza di igieneFacilità di manutenzione
Materiali inadattiPossibilità di sostituire gli auricolari con conchiglie, impiego di tappi auricolari a perdere
Spigoli viviSpigoli e angoli arrotondati
Dispositivo che si impiglia nei capelliEliminazione degli elementi sporgenti
Contatto con corpi incandescentiResistenza alla combustione e alla fusione
Contatto con le fiammeNon infiammabilità, resistenza alla fiamma
InvecchiamentoEsposizione a fenomeni atmosferici, condizioni dell’ambiente, pulizia, utilizzo
  • Resistenza del dispositivo alle condizioni di utilizzo industriali
  • Conservazione del dispositivo per la durata di utilizzo
RISCHI DERIVANTI DALL’USO DEL DISPOSITIVO

(Otoprotettori)

RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Protezione inadeguataErrata scelta del dispositivoScelta del dispositivo in relazione al tipo, entità dei rischi e condizioni di lavoro:

  • osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante
  • osservanza delle marcature del dispositivo (per es. livello di protezione, impieghi specifici)

Scelta del dispositivo in relazione alle esigenze dell’utilizzatore

Uso non corretto del dispositivo
  • Impiego appropriato del dispositivo con attenzione al rischio
  • Osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante
Dispositivo sporco, logoro o deteriorato
  • Mantenimento del dispositivo in buono stato
  • Controlli regolari
  • Sostituzione a tempo debito
  • Osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante

4. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE

RISCHI DA CUI PROTEGGERE
RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Sostanze pericolose nell’aria inalataInquinanti in forma particellare (polveri, fumi, aerosol)Filtro antipolvere di efficienza appropriata (classe del filtro), in relazione alla concentrazione, tossicità/rischio per la salute, e allo spettro granulometrico delle particelle.

Prestare particolare attenzione alla eventuale presenza di particelle liquide (goccioline)

Inquinanti in forma di gas e vaporiSelezione dell’adatto tipo di filtro antigas e dell’appropriata classe del filtro in relazione alla concentrazione, tossicità/rischio per la salute, alla durata di impiego prevista ed al tipo di lavoro
Inquinanti in forma sia particellare che gassosaSelezione dell’adatto tipo di filtro combinato secondo gli stessi criteri indicati per i filtri antipolvere e per i filtri antigas
Carenza di ossigeno nell’aria inalata
  • Consumo di ossigeno
  • Pressione dell’ossigeno (diminuzione)
  • Alimentazione in ossigeno garantita dal dispositivo
  • Tenere in considerazione la capacità in ossigeno del dispositivo in relazione alla durata dell’intervento
RISCHI DERIVANTI DAL DISPOSITIVO

(Dispositivi di protezione delle vie respiratorie)

RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Disagio, interferenza con l’attività lavorativaComfort inadeguato:

  • dimensioni
Progetto ergonomico:

  • adattabilità
massamassa ridotta, buona distribuzione del peso
alimentazioneridotta interferenza con i movimenti del capo
resistenza respiratoriaresistenza respiratoria e sovrappressione nella zona respiratoria
microclima nel faccialedispositivi con valvole, ventilazione
utilizzomaneggevolezza/ utilizzo semplice
Infortuni e rischi per la saluteScarsa compatibilitàQualità dei materiali
Carenza di igieneFacilità di manutenzione e disinfezione
Scarsa tenuta (perdite)Adattamento a tenuta al viso; tenuta del dispositivo
Accumulo di CO2 nell’aria inalataDispositivi con valvole, ventilati o con assorbitori di CO2
Contatto con fiamme, scintille, proiezioni di metallo fusoUso di materiali non infiammabili
Riduzione del campo visivoAdeguato campo visivo
ContaminazioneResistenza, facilità alla decontaminazione
InvecchiamentoEsposizione a fenomeni atmosferici, condizioni dell’ambiente, pulizia, utilizzo
  • Resistenza del dispositivo alle condizioni di uso industriali
  • Conservazione del dispositivo per la durata di utilizzo
RISCHI DERIVANTI DALL’USO DEL DISPOSITIVO

(Dispositivi di protezione delle vie respiratorie)

RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Protezione inadeguataErrata scelta del dispositivoScelta del dispositivo in relazione al tipo, entità dei rischi e condizioni di lavoro:

  • osservanza delle istruzioni del fabbricante
  • osservanza delle marcature del dispositivo (per es. livello di protezione, impieghi specifici)
  • osservanza delle limitazioni di impiego e della durata di utilizzo; in caso di concentrazioni troppo elevate o di carenza di ossigeno, impiego di dispositivi isolanti invece di dispositivi filtranti

Scelta di dispositivo in relazione alle esigenze dell’utilizzatore (possibilità di sostituzione)

Uso non corretto del dispositivo
  • impiego appropriato del dispositivo con attenzione al rischio
  • osservanza delle informazioni e istruzioni per l’uso fornite dal fabbricante, dalle organizzazioni per la sicurezza e dai laboratori di prova
Dispositivo sporco, logoro o deteriorato
  • mantenimento del dispositivo in buono stato
  • controlli regolari
  • osservanza dei periodi massimi di utilizzo
  • sostituzione a tempo debito
  • osservanza delle istruzioni di sicurezza del fabbricante
5. GUANTI DI PROTEZIONE
RISCHI DA CUI PROTEGGERE
RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
GeneraliContattoZona della mano da proteggere
Sollecitazioni connesse con l’utilizzoResistenza allo strappo, allungamento, abrasione
MeccaniciAbrasivi, oggetti taglienti o appuntitiResistenza alla penetrazione, al taglio
ImpattoImbottitura
TermiciMateriali caldi o freddi, temperatura dell’ambienteIsolamento contro il caldo o il freddo
Contatto con fiammeNon infiammabilità, resistenza alla fiamma
Lavori di saldaturaProtezione e resistenza alla radiazione e alle proiezioni di metalli fusi
ElettriciElettricitàIsolamento elettrico
ChimiciEffetti dei prodotti chimiciImpenetrabilità, resistenza
VibrazioniVibrazioni meccanicheAttenuazione delle vibrazioni
ContaminazioniContatto con materiali radioattiviImpenetrabilità, facilità di decontaminazione, resistenza
RISCHI DERIVANTI DAL DISPOSITIVO

(Guanti di protezione)

RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Disagio,

interferenza con

Comfort inadeguatoProgetto ergonomico:

  • massa, progressione delle taglie, area della
l’attività lavorativasuperficie, comfort, permeabilità al vapore acqueo
Infortuni e rischi per la saluteScarsa compatibilitàQualità dei materiali
Carenza di igieneFacilità di manutenzione
Calzata insoddisfacenteProgetto del modello
InvecchiamentoEsposizione a fenomeni atmosferici, condizioni dell’ambiente, pulizia, utilizzo
  • Resistenza del dispositivo alle condizioni di utilizzo industriali
  • Conservazione del dispositivo per la durata di utilizzo
  • Inalterabilità dimensionale
RISCHI DERIVANTI DALL’USO DEL DISPOSITIVO

(Guanti di protezione)

RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Protezione inadeguataErrata scelta del dispositivoScelta del dispositivo in relazione al tipo, entità dei rischi e condizioni di lavoro:

  • osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante
  • osservanza delle marcature del dispositivo (per es. livello di protezione, impieghi specifici)

Scelta del dispositivo in relazione alle esigenze dell’utilizzatore

Uso non corretto del dispositivo
  • Impiego appropriato del dispositivo con attenzione al rischio
  • Osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante
Dispositivo sporco, logoro o deteriorato
  • Mantenimento del dispositivo in buono stato
  • Controlli regolari
  • Sostituzione a tempo debito
  • Osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante

6. CALZATURE PER USO PROFESSIONALE

RISCHI DA CUI PROTEGGERE
RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
MeccaniciCaduta di oggetti o schiacciamento della parte anteriore del piedeResistenza della parte anteriore della calzatura
Cadute e urti sul tallone
  • Capacità di assorbimento di energia nella zona del tallone
  • Contrafforte rinforzato
Cadute per scivolamentoResistenza delle suole allo scivolamento
Calpestamento di oggetti appuntiti o taglientiResistenza delle suole alla perforazione
Danneggiamento di:

  • malleoli
  • metatarso
  • gamba
Protezione di:

  • malleoli
  • metatarso
  • gamba
ElettriciBassa e media tensioneIsolamento elettrico
Alta tensioneConducibilità elettrica
TermiciFreddo, caldoIsolamento termico
Proiezioni di metalli fusiResistenza, impenetrabilità
ChimiciPolveri o liquidi dannosiResistenza e impenetrabilità
RISCHI DERIVANTI DAL DISPOSITIVO

(Calzature per uso professionale)

RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Disagio, interferenza con l’attività lavorativaComfort inadeguato:

  • calzata insoddisfacente
Progetto ergonomico:

  • forma, imbottitura, taglia
insufficiente eliminazione della traspirazionepermeabilità al vapore acqueo e capacità di assorbimento d’acqua
fatica causata dall’impiego del dispositivoflessibilità, massa
penetrazione di umiditàimpermeabilità all’acqua
Infortuni e rischi per la saluteScarsa compatibilitàQualità dei materiali
Carenza di igieneFacilità di manutenzione
Rischio di lussazioni o di storte dovuto alla scorretta posizione del piedeRigidità trasversale della scarpa e del cambriglione, adattabilità
InvecchiamentoEsposizione a fenomeni atmosferici, condizioni dell’ambiente, pulizia, utilizzo
  • Resistenza alla corrosione, all’abrasione e allo sforzo della suola
  • Resistenza del dispositivo alle condizioni di utilizzo industriali
  • Conservazione del dispositivo per la durata di utilizzo
Carica

elettrostatica

Scarica dell’elettricità staticaConducibilità elettrica
RISCHI DERIVANTI DALL’USO DEL DISPOSITIVO (Calzature per uso professionale)
RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Protezione inadeguataErrata scelta del dispositivoScelta del dispositivo in relazione al tipo, entità dei rischi e condizioni di lavoro:

  • osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante
  • osservanza delle marcature del dispositivo (per es. livello di protezione, impieghi specifici)

Scelta del dispositivo in relazione alle esigenze dell’utilizzatore

Uso non corretto del dispositivo
  • Impiego appropriato del dispositivo con attenzione al rischio
  • Osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante
Dispositivo sporco, logoro o deteriorato
  • Mantenimento del dispositivo in buono stato
  • Controlli regolari
  • Sostituzione a tempo debito
  • Osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante

7. INDUMENTI DI PROTEZIONE

RISCHI DA CUI PROTEGGERE
RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
GeneraliContattoZona del corpo da proteggere
Sollecitazioni derivanti dall’utilizzoResistenza allo strappo, allungamento, capacità di prevenire l’estensione delle lacerazioni
MeccaniciOggetti abrasivi, appuntiti e taglientiResistenza alla penetrazione
TermiciMateriali freddi o caldi, temperatura dell’ambienteIsolamento contro il freddo e il caldo, mantenimento delle caratteristiche protettive
Contatto con fiammeNon infiammabilità, resistenza alla fiamma
Lavori di saldaturaProtezione e resistenza alla radiazione e alle proiezioni di metalli fusi
ElettriciElettricitàIsolamento elettrico
ChimiciEffetti dei prodotti chimiciImpenetrabilità e resistenza ai prodotti chimici
UmiditàAssorbimento di acqua da parte dell’abbigliamentoImpermeabilità all’acqua
Ridotta visibilitàInsufficiente percettibilità dell’abbigliamentoColore brillante o riflettente
ContaminazioneContatto con prodotti radioattiviImpenetrabilità, facilità di decontaminazione, resistenza
RISCHI DERIVANTI DAL DISPOSITIVO

(Indumenti di protezione)

RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Disagio, interferenza con l’attività lavorativaComfort inadeguatoProgetto ergonomico

taglia, progressione delle taglie, area della superficie, comfort, permeabilità al vapore acqueo

Infortuni e rischi per la saluteScarsa compatibilitàQualità dei materiali
Carenza di igieneFacilità di manutenzione
Vestibilità insoddisfacenteProgetto del modello
InvecchiamentoEsposizione a fenomeni atmosferici, condizioni dell’ambiente, pulizia, utilizzo
  • Resistenza del dispositivo alle condizioni di utilizzo industriali
  • Conservazione del dispositivo per la durata di utilizzo
  • Inalterabilità dimensionale
RISCHI DERIVANTI DALL’USO DEL DISPOSITIVO (Indumenti di protezione)
RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Protezione inadeguataErrata scelta del dispositivoScelta del dispositivo in relazione al tipo, entità dei rischi e condizioni di lavoro:

  • osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante
  • osservanza delle marcature del dispositivo (per es. livello di protezione, impieghi specifici)

Scelta del dispositivo in relazione alle esigenze dell’utilizzatore

Uso non corretto del dispositivo
  • Impiego appropriato del dispositivo con attenzione al rischio
  • Osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante
Dispositivo sporco, logoro o deteriorato
  • Mantenimento del dispositivo in buono stato
  • Controlli regolari
  • Sostituzione a tempo debito
  • Osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante

8. GIUBBOTTI DI SALVATAGGIO PER L’INDUSTRIA

RISCHI DA CUI PROTEGGERE
RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
AnnegamentoCaduta in acqua di persona in abito da lavoro, priva di coscienza o delle necessarie facoltà fisiche
  • Galleggiabilità
  • Capacità di posizionare correttamente l’utilizzatore anche se privo di coscienza
  • Tempo necessario per il gonfiaggio
  • Sistema di gonfiaggio automatico
  • Capacità di mantenere la bocca e il naso al di fuori dall’acqua
RISCHI DERIVANTI DAL DISPOSITIVO (Giubbotti di salvataggio per l’industria)
RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Disagio, interferenza con

l’attività lavorativa

Costrizione provocata da dimensioni o progetto inadeguatiProgetto ergonomico che non limiti la vista, la respirazione o il movimento
Infortuni e rischi per la salutePerdita del giubbotto nella caduta in acquaProgetto (mantenimento in posizione)
Danneggiamento del giubbotto durante l’utilizzoResistenza al danneggiamento (urto, schiacciamento, perforazione)
Alterazione della funzionalità del sistema di gonfiaggio
  • Mantenimento delle caratteristiche di sicurezza in tutte le condizioni
  • Tipo di gas usato per il gonfiaggio (capacità del contenitore del gas, innocuità)
  • Efficienza del sistema di gonfiaggio automatico (anche dopo lungo periodo di immagazzinamento)
  • Possibilità di azionare il gonfiaggio manualmente
  • Possibilità di gonfiaggio a bocca anche quando il giubbotto è indossato
Utilizzo improprioSchema delle istruzioni per l’uso stampate in modo indelebile sul giubbotto
InvecchiamentoEsposizione a fenomeni atmosferici, condizioni dell’ambiente, pulizia, utilizzo
  • Resistenza agli agenti chimici, biologici e fisici: acqua di mare, detergenti, idrocarburi, microrganismi (batteri, muffe)
  • Resistenza a fattori climatici: sollecitazioni termiche, umidità, pioggia, schizzi, raggi solari
  • Resistenza dei materiali e delle custodie esterne: strappo, abrasione non
infiammabilità, proiezioni di metalli fusi (saldatura)
RISCHI DERIVANTI DALL’USO DEL DISPOSITIVO (Giubbotti di salvataggio per l’industria)
RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Protezione inadeguataErrata scelta del dispositivoScelta del dispositivo in relazione al tipo, entità dei rischi e condizioni di lavoro:

  • osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante
  • osservanza delle marcature del dispositivo (per es. livello di protezione, impieghi specifici)

Scelta del dispositivo in relazione alle esigenze dell’utilizzatore

Uso non corretto del dispositivo
  • Impiego appropriato del dispositivo con attenzione al rischio
  • Osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante
Dispositivo sporco, logoro o deteriorato
  • Mantenimento del dispositivo in buono stato
  • Controlli regolari
  • Sostituzione a tempo debito
  • Osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante

9. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL’ALTO

RISCHI DA CUI PROTEGGERE
RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Urto
  • Cadute da posizione elevata
  • Cadute in cavità
  • Perdita dell’equilibrio
Resistenza e idoneità del dispositivo e del punto di ancoraggio
RISCHI DERIVANTI DAL DISPOSITIVO (Dispositivi di protezione contro le cadute dall’alto)
RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Disagio, interferenza con l’attività lavorativa
  • Progetto ergonomico inadeguato
  • Limiti alla libertà di movimento
Progetto ergonomico:

  • modalità di costruzione
  • calzabilità
  • flessibilità
  • facile da indossare
  • dispositivo di collegamento con regolazione automatica della lunghezza
Infortuni e rischi per la saluteSollecitazione dinamica esercitata sull’utilizzatore e sul dispositivo durante la frenata
  • Idoneità del dispositivo
  • distribuzione delle sollecitazioni di frenata sulle parti del corpo che hanno maggiore capacità di assorbimento
  • riduzione della forza di frenata
  • distanza di frenata
  • -posizione dei dispositivi di aggancio/trattenuta
Oscillazione e urto lateralePunto d’ancoraggio al di sopra della testa, ancoraggio in altri punti
Rischio di sospensione inerteProgetto del dispositivo (distribuzione delle sollecitazioni)
Scivolamento del dispositivo

di collegamento

Frazionamento degli ancoraggi
InvecchiamentoModifica della resistenza meccanica causata da esposizione a fenomeni atmosferici, condizioni dell’ambiente, pulizia, utilizzo-Resistenza alla corrosione

-Resistenza del dispositivo alle condizioni di utilizzo industriali

-Conservazione del dispositivo per la durata di utilizzo

RISCHI DERIVANTI DALL’USO DEL DISPOSITIVO (Dispositivi di protezione contro le cadute dall’alto)
RischiOrigine e forma dei rischiCriteri di sicurezza e prestazionali per la scelta del dispositivo
Protezione inadeguataErrata scelta del dispositivo-Scelta del dispositivo in relazione al tipo, entità dei rischi e condizioni di lavoro:

-osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante

-osservanza delle marcature del dispositivo (per es. livello di protezione, impieghi specifici)

-Scelta del dispositivo in relazione alle esigenze dell’utilizzatore

Uso non corretto del dispositivo-Impiego appropriato del dispositivo con attenzione al rischio

-Osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante

Dispositivo sporco, logoro o deteriorato-Mantenimento del dispositivo in buono stato

-Controlli regolari

-Sostituzione a tempo debito

-Osservanza delle istruzioni fornite dal fabbricante

 


Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/allegato-viii-testo-unico-sicurezza/
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TITOLO I - PRINCIPI COMUNI

CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI

  • Articolo 1. - Finalità
  • Articolo 2. - Definizioni
  • Articolo 3. - Campo di applicazione
  • Articolo 3-bis. - Organizzazioni di volontariato della protezione civile
  • Articolo 4. - Computo dei lavoratori

CAPO II - SISTEMA ISTITUZIONALE

  • Articolo 5. - Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro
  • Articolo 6. - Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro
  • Articolo 7. - Comitati regionali di coordinamento
  • Articolo 8. - Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro
  • Articolo 9. - Enti pubblici aventi compiti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
  • Articolo 10. - Informazione e assistenza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
  • Articolo 11. - Attività promozionali
  • Articolo 12. - Interpello
  • Articolo 13. - Vigilanza
  • Articolo 14. - Provvedimenti degli organi di vigilanza per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori
  • Articolo 14-bis. - Relazione annuale sullo stato della sicurezza nei luoghi di lavoro

CAPO III - GESTIONE DELLA PREVENZIONE NEI LUOGHI DI LAVORO

Sezione I - Misure di tutela e obblighi
  • Articolo 15. - Misure generali di tutela
  • Articolo 16. - Delega di funzioni
  • Articolo 17. - Obblighi del datore di lavoro non delegabili
  • Articolo 18. - Obblighi del datore di lavoro e del dirigente
  • Articolo 19. - Obblighi del preposto
  • Articolo 20. - Obblighi dei lavoratori
  • Articolo 21. - Disposizioni relative ai componenti dell’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis del Codice civile e ai lavoratori autonomi
  • Articolo 22. - Obblighi dei progettisti
  • Articolo 23. - Obblighi dei fabbricanti e dei fornitori
  • Articolo 24. - Obblighi degli installatori
  • Articolo 25. - Obblighi del medico competente
  • Articolo 26. - Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione
  • Articolo 27. - Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi
Sezione II - Valutazione dei rischi
  • Articolo 28. - Oggetto della valutazione dei rischi
  • Articolo 29. - Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi
  • Articolo 30. - Modelli di organizzazione e di gestione
Sezione III - Servizio di prevenzione e protezione
  • Articolo 31. - Servizio di prevenzione e protezione
  • Articolo 32. - Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni
  • Articolo 33. - Compiti del servizio di prevenzione e protezione
  • Articolo 34. - Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi
  • Articolo 35. - Riunione periodica
Sezione IV - Formazione, informazione e addestramento
  • Articolo 36. - Informazione ai lavoratori
  • Articolo 37. - Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti
Sezione V - Sorveglianza sanitaria
  • Articolo 38. - Titoli e requisiti del medico competente
  • Articolo 39. - Svolgimento dell’attività di medico competente
  • Articolo 40. - Rapporti del medico competente con il Servizio sanitario nazionale
  • Articolo 41. - Sorveglianza sanitaria
  • Articolo 42. - Provvedimenti in caso di inidoneità alla mansione specifica
Sezione VI - Gestione delle emergenze
  • Articolo 43. - Disposizioni generali
  • Articolo 44. - Diritti dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato
  • Articolo 45. - Primo soccorso
  • Articolo 46. - Prevenzione incendi
Sezione VII - Consultazione e partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori
  • Articolo 47. - Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
  • Articolo 48. - Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale
  • Articolo 49. - Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo
  • Articolo 50. - Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
  • Articolo 51. - Organismi paritetici
  • Articolo 52. - Sostegno alla piccola e media impresa, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali e alla pariteticità
Sezione VIII - Documentazione tecnico amministrativa e statistiche degli infortuni e delle malattie professionali
  • Articolo 53. - Tenuta della documentazione
  • Articolo 54. - Comunicazioni e trasmissione della documentazione

CAPO IV - DISPOSIZIONI PENALI

Sezione I - Sanzioni
  • Articolo 55. - Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente
  • Articolo 56. - Sanzioni per il preposto
  • Articolo 57. - Sanzioni per i progettisti, i fabbricanti, i fornitori e gli installatori
  • Articolo 58. - Sanzioni per il medico competente
  • Articolo 59. - Sanzioni per i lavoratori
  • Articolo 60. Sanzioni per i componenti dell'impresa familiare di cui all'arrticolo 230-bis del codice civile, per i lavoratori autonomi, i coltivatori diretti del fondo, i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli commercianti
Sezione II - Disposizioni in tema di processo penale
  • Articolo 61. - Esercizio dei diritti della persona offesa

TITOLO II - LUOGHI DI LAVORO

CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI

  • Articolo 62. - Definizioni
  • Articolo 63. - Requisiti di salute e di sicurezza
  • Articolo 64. - Obblighi del datore di lavoro
  • Articolo 65. - Locali sotterranei o semisotterranei
  • Articolo 66. - Lavori in ambienti sospetti di inquinamento
  • Articolo 67. - Notifiche all’organi di vigilanza competente per territorio

CAPO II - SANZIONI

  • Articolo 68. - Sanzioni per il datore di lavoro

TITOLO III - USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

CAPO I - USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO

  • Articolo 69. - Definizioni
  • Articolo 70. - Requisiti di sicurezza
  • Articolo 71. - Obblighi del datore di lavoro
  • Articolo 72. - Obblighi dei noleggiatori e dei concedenti in uso
  • Articolo 73. - Informazione, formazione e addestramento
  • Articolo 73-bis. - Abilitazione alla conduzione dei generatori di vapore

CAPO II - USO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

  • Articolo 74. - Definizioni
  • Articolo 75. - Obbligo di uso
  • Articolo 76. - Requisiti dei DPI
  • Articolo 77. - Obblighi del datore di lavoro
  • Articolo 78. - Obblighi dei lavoratori
  • Articolo 79. - Criteri per l’individuazione e l’uso

CAPO III - IMPIANTI E APPARECCHIATURE ELETTRICHE

  • Articolo 80. - Obblighi del datore di lavoro
  • Articolo 81. - Requisiti di sicurezza
  • Articolo 82. - Lavori sotto tensione
  • Articolo 83. - Lavori in prossimità di parti attive
  • Articolo 84. - Protezioni dai fulmini
  • Articolo 85. - Protezione di edifici, impianti strutture ed attrezzature
  • Articolo 86. - Verifiche e controlli

CAPO IV - SANZIONI

  • Articolo 87. - Sanzioni a carico del datore di lavoro, del dirigente, del noleggiatore e del concedente in uso

TITOLO IV - CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI

CAPO I - MISURE PER LA SALUTE E SICUREZZA NEI CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI

  • Articolo 88. - Campo di applicazione
  • Articolo 89. - Definizioni
  • Articolo 90. - Obblighi del committente o del responsabile dei lavori
  • Articolo 91. - Obblighi del coordinatore per la progettazione
  • Articolo 92. - Obblighi del coordinatore per l'esecuzione dei lavori
  • Articolo 93. - Responsabilità dei committenti e dei responsabili dei lavori
  • Articolo 94. - Obblighi dei lavoratori autonomi
  • Articolo 95. - Misure generali di tutela
  • Articolo 96. - Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti
  • Articolo 97. - Obblighi del datore di lavoro dell’impresa affidataria
  • Articolo 98. - Requisiti professionali del coordinatore per la progettazione, del coordinatore per l’esecuzione dei lavori
  • Articolo 99. - Notifica preliminare
  • Articolo 100. - Piano di sicurezza e di coordinamento
  • Articolo 101. - Obblighi di trasmissione
  • Articolo 102. - Consultazione dei rappresentanti per la sicurezza
  • Articolo 103. - Modalità di previsione dei livelli di emissione sonora (abrogato)
  • Articolo 104. - Modalità attuative di particolari obblighi
  • Articolo 104-bis. - Misure di semplificazione nei cantieri temporanei o mobili

CAPO II - NORME PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO NELLE COSTRUZIONI E NEI LAVORI IN QUOTA

Sezione I - Campo di applicazione
  • Articolo 105. - Attività soggette
  • Articolo 106. - Attività escluse
  • Articolo 107. - Definizioni
Sezione II - Disposizioni di carattere generale
  • Articolo 108. - Viabilità nei cantieri
  • Articolo 109. - Recinzione del cantiere
  • Articolo 110. - Luoghi di transito
  • Articolo 111. - Obblighi del datore di lavoro nell’uso di attrezzature per lavori in quota
  • Articolo 112. - Idoneità delle opere provvisionali
  • Articolo 113. - Scale
  • Articolo 114. - Protezione dei posti di lavoro
  • Articolo 115. - Sistemi di protezione contro le cadute dall’alto
  • Articolo 116. - Obblighi dei datori di lavoro concernenti l’impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi
  • Articolo 117. - Lavori in prossimità di parti attive
Sezione III - Scavi e fondazioni
  • Articolo 118. - Splateamento e sbancamento
  • Articolo 119. - Pozzi, scavi e cunicoli
  • Articolo 120. - Deposito di materiali in prossimità degli scavi
  • Articolo 121. - Presenza di gas negli scavi
Sezione IV - Ponteggi in legname e altre opere provvisionali
  • Articolo 122. - Ponteggi ed opere provvisionali
  • Articolo 123. - Montaggio e smontaggio delle opere provvisionali
  • Articolo 124. - Deposito di materiali sulle impalcature
  • Articolo 125. - Disposizione dei montanti
  • Articolo 126. - Parapetti
  • Articolo 127. - Ponti a sbalzo
  • Articolo 128 - Sottoponti
  • Articolo 129. - Impalcature nelle costruzioni in conglomerato cementizio
  • Articolo 130. - Andatoie e passerelle
Sezione V - Ponteggi fissi
  • Articolo 131. - Autorizzazione alla costruzione ed all’impiego
  • Articolo 132. - Relazione tecnica
  • Articolo 133. - Progetto
  • Articolo 134. - Documentazione
  • Articolo 135. - Marchio del fabbricante
  • Articolo 136. - Montaggio e smontaggio
  • Articolo 137. - Manutenzione e revisione
  • Articolo 138. - Norme particolari
Sezione VI - Ponteggi movibili
  • Articolo 139. - Ponti su cavalletti
  • Articolo 140. - Ponti su ruote a torre
Sezione VII - Costruzioni edilizie
  • Articolo 141. - Strutture speciali
  • Articolo 142. - Costruzioni di archi, volte e simili
  • Articolo 143. - Posa delle armature e delle centine
  • Articolo 144. - Resistenza delle armature
  • Articolo 145. - Disarmo delle armature
  • Articolo 146. - Difesa delle aperture
  • Articolo 147. - Scale in muratura
  • Articolo 148. - Lavori speciali
  • Articolo 149. - Paratoie e cassoni
Sezione VIII - Demolizioni
  • Articolo 150. - Rafforzamento delle strutture
  • Articolo 151. - Ordine delle demolizioni
  • Articolo 152. - Misure di sicurezza
  • Articolo 153. - Convogliamento del materiale di demolizione
  • Articolo 154. - Sbarramento della zona di demolizione
  • Articolo 155. - Demolizione per rovesciamento
  • Articolo 156. - Verifiche

CAPO III - SANZIONI

  • Articolo 157. - Sanzioni per i committenti e i responsabili dei lavori
  • Articolo 158. - Sanzioni per i coordinatori
  • Articolo 159. - Sanzioni per i datori di lavoro e i dirigenti
  • Articolo 160. - Sanzioni per i lavoratori autonomi

TITOLO V - SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI

  • Articolo 161. - Campo di applicazione
  • Articolo 162. - Definizioni
  • Articolo 163. - Obblighi del datore di lavoro
  • Articolo 164. - Informazione e formazione

CAPO II – SANZIONI

  • Articolo 165. - Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente
  • Articolo 166. - Sanzioni a carico del preposto (abrogato)

TITOLO VI - MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI

CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI

  • Articolo 167. - Campo di applicazione
  • Articolo 168. - Obblighi del datore di lavoro
  • Articolo 169. - Informazione, formazione e addestramento

CAPO II - SANZIONI

  • Articolo 170. - Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente
  • Articolo 171. - Sanzioni a carico del preposto (abrogato)

TITOLO VII - ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI

CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI

  • Articolo 172. - Campo di applicazione
  • Articolo 173. - Definizioni

CAPO II - OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO, DEI DIRIGENTI E DEI PREPOSTI

  • Articolo 174. - Obblighi del datore di lavoro
  • Articolo 175. - Svolgimento quotidiano del lavoro
  • Articolo 176. - Sorveglianza sanitaria
  • Articolo 177. - Informazione e formazione

CAPO III - SANZIONI

  • Articolo 178. - Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente
  • Articolo 179. - Sanzioni a carico del preposto (abrogato)

TITOLO VIII - AGENTI FISICI

CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI

  • Articolo 180. - Definizioni e campo di applicazione
  • Articolo 181. - Valutazione dei rischi
  • Articolo 182. - Disposizioni miranti ad eliminare o ridurre i rischi
  • Articolo 183. - Lavoratori particolarmente sensibili
  • Articolo 184. - Informazione e formazione dei lavoratori
  • Articolo 185. - Sorveglianza sanitaria
  • Articolo 186. - Cartella sanitaria e di rischio

CAPO II - PROTEZIONE DEI LAVORATORI CONTRO I RISCHI DI ESPOSIZIONE AL RUMORE DURANTE IL LAVORO

  • Articolo 187. - Campo di applicazione
  • Articolo 188. - Definizioni
  • Articolo 189. - Valori limite di esposizione e valori di azione
  • Articolo 190. - Valutazione del rischio
  • Articolo 191. - Valutazione di attività a livello di esposizione molto variabile
  • Articolo 192. - Misure di prevenzione e protezione
  • Articolo 193. - Uso dei dispositivi di protezione individuali
  • Articolo 194. - Misure per la limitazione dell’esposizione
  • Articolo 195. - Informazione e formazione dei lavoratori
  • Articolo 196. - Deroghe
  • Articolo 197. - Linee Guida per i settori della musica, delle attività ricreative e dei call center
  • Articolo 198. - Altre disposizioni in materia di gara

CAPO III - PROTEZIONE DEI LAVORATORI DAI RISCHI DI ESPOSIZIONE A VIBRAZIONI

  • Articolo 199. - Campo di applicazione
  • Articolo 200. - Definizioni
  • Articolo 201. - Valori limite di esposizione e valori d’azione
  • Articolo 202. - Valutazione dei rischi
  • Articolo 203. - Misure di prevenzione e protezione
  • Articolo 204. - Sorveglianza sanitaria
  • Articolo 205. - Deroghe

CAPO IV - PROTEZIONE DEI LAVORATORI DAI RISCHI DI ESPOSIZIONE A CAMPI ELETTROMAGNETICI

  • Articolo 206. - Campo di applicazione
  • Articolo 207. - Definizioni
  • Articolo 208. - Valori limite di esposizione e valori d’azione
  • Articolo 209. - Valutazione dei rischi e identificazione dell’esposizione
  • Articolo 210. - Disposizioni miranti ad eliminare o ridurre i rischi
  • Articolo 210-bis. - Informazione e formazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
  • Articolo 211. - Sorveglianza sanitaria
  • Articolo 212. - Deroghe

CAPO V - PROTEZIONE DEI LAVORATORI DAI RISCHI DI ESPOSIZIONE A RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI

  • Articolo 213. - Campo di applicazione
  • Articolo 214. - Definizioni
  • Articolo 215. - Valori limite di esposizione
  • Articolo 216. - Identificazione dell’esposizione e valutazione dei rischi
  • Articolo 217. - Disposizioni miranti ad eliminare o a ridurre i rischi
  • Articolo 218. - Sorveglianza sanitaria

CAPO VI - SANZIONI

  • Articolo 219. - Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente
  • Articolo 220. - Sanzioni a carico del medico competente

TITOLO IX - SOSTANZE PERICOLOSE

CAPO I - PROTEZIONE DA AGENTI CHIMICI

  • Articolo 221. - Campo di applicazione
  • Articolo 222. - Definizioni
  • Articolo 223. - Valutazione dei rischi
  • Articolo 224. - Misure e principi generali per la prevenzione dei rischi
  • Articolo 225. - Misure specifiche di protezione e di prevenzione
  • Articolo 226. - Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze
  • Articolo 227. - Informazione e formazione per i lavoratori
  • Articolo 228. - Divieti
  • Articolo 229. - Sorveglianza sanitaria
  • Articolo 230. - Cartelle sanitarie e di rischio
  • Articolo 231. - Consultazione e partecipazione dei lavoratori
  • Articolo 232. - Adeguamenti normativi

CAPO II - PROTEZIONE DA AGENTI CANCEROGENI, MUTAGENI O DA SOSTANZE TOSSICHE PER LA RIPRODUZIONE

Sezione I - Disposizioni generali
  • Articolo 233. - Campo di applicazione
  • Articolo 234. - Definizioni
Sezione II - Obblighi del datore di lavoro
  • Articolo 235. - Sostituzione e riduzione
  • Articolo 236. - Valutazione del rischio
  • Articolo 237. - Misure tecniche, organizzative, procedurali
  • Articolo 238. - Misure tecniche
  • Articolo 239. - Informazione e formazione
  • Articolo 240. - Esposizione non prevedibile
  • Articolo 241. - Operazioni lavorative particolari
Sezione III - Sorveglianza sanitaria
  • Articolo 242. - Accertamenti sanitari e norme preventive e protettive specifiche
  • Articolo 243. - Registro di esposizione e cartelle sanitarie
  • Articolo 244. - Registrazione dei tumori
  • Articolo 245. - Adeguamenti normativi

CAPO III – PROTEZIONE DAI RISCHI CONNESSI ALL’ESPOSIZIONE ALL’AMIANTO

Sezione I - Disposizioni generali
  • Articolo 246. - Campo di applicazione
  • Articolo 247. - Definizioni
Sezione II - Obblighi del datore di lavoro
  • Articolo 248. - Individuazione della presenza di amianto
  • Articolo 249. - Valutazione del rischio
  • Articolo 250. - Notifica
  • Articolo 251. - Misure di prevenzione e protezione
  • Articolo 252. - Misure igieniche
  • Articolo 253. - Controllo dell’esposizione
  • Articolo 254. - Valore limite
  • Articolo 255. - Operazioni lavorative particolari
  • Articolo 256. - Lavori di demolizione o rimozione dell’amianto
  • Articolo 257. - Informazione dei lavoratori
  • Articolo 258. - Formazione dei lavoratori
  • Articolo 259. - Sorveglianza sanitaria
  • Articolo 260. - Registro di esposizione e cartelle sanitarie e di rischio
  • Articolo 261. - Mesoteliomi

CAPO IV - SANZIONI

  • Articolo 262. - Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente
  • Articolo 263. - Sanzioni per il preposto
  • Articolo 264. - Sanzioni per il medico competente
  • Articolo 264-bis. - Sanzioni concernenti il divieto di assunzione in luoghi esposti
  • Articolo 265. - Sanzioni per i lavoratori

TITOLO X - ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICI

CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI

  • Articolo 266. - Campo di applicazione
  • Articolo 267. - Definizioni
  • Articolo 268. - Classificazione degli agenti biologici
  • Articolo 269. - Comunicazione
  • Articolo 270. - Autorizzazione

CAPO II - OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO

  • Articolo 271. - Valutazione del rischio
  • Articolo 272. - Misure tecniche, organizzative, procedurali
  • Articolo 273. - Misure igieniche
  • Articolo 274. - Misure specifiche per strutture sanitarie e veterinarie
  • Articolo 275. - Misure specifiche per i laboratori e gli stabulari
  • Articolo 276. - Misure specifiche per i processi industriali
  • Articolo 277. - Misure di emergenza
  • Articolo 278. - Informazioni e formazione

CAPO III - SORVEGLIANZA SANITARIA

  • Articolo 279. - Prevenzione e controllo
  • Articolo 280. - Registri degli esposti e degli eventi accidentali
  • Articolo 281. - Registro dei casi di malattia e di decesso

CAPO IV - SANZIONI

  • Articolo 282. - Sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti
  • Articolo 283. - Sanzioni a carico dei preposti
  • Articolo 284. - Sanzioni a carico del medico competente
  • Articolo 285. - Sanzioni a carico dei lavoratori
  • Articolo 286. - Sanzioni concernenti il divieto di assunzione in luoghi esposti

TITOLO X-BIS - PROTEZIONE DALLE FERITE DA TAGLIO E DA PUNTA NEL SETTORE OSPEDALIERO E SANITARIO

  • Articolo 286-bis. - Ambito di applicazione
  • Articolo 286-ter. - Definizioni
  • Articolo 286-quater. - Misure generali di tutela
  • Articolo 286-quinquies. - Valutazione dei rischi
  • Articolo 286-sexies. - Misure di prevenzione specifiche
  • Articolo 286-septies. - Sanzioni

TITOLO XI - PROTEZIONE DA ATMOSFERE ESPLOSIVE

CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI

  • Articolo 287. - Campo di applicazione
  • Articolo 288. - Definizioni

CAPO II - OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO

  • Articolo 289. - Prevenzione e protezione contro le esplosioni
  • Articolo 290. - Valutazione dei rischi di esplosione
  • Articolo 291. - Obblighi generali
  • Articolo 292. - Coordinamento
  • Articolo 293. - Aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive
  • Articolo 294. - Documento sulla protezione contro le esplosioni
  • Articolo 294-bis. - Informazione e formazione dei lavoratori
  • Articolo 295. - Termini per l’adeguamento
  • Articolo 296. - Verifiche

CAPO III - SANZIONI

  • Articolo 297. - Sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti

TITOLO XII - DISPOSIZIONI IN MATERIA PENALE E DI PROCEDURA PENALE

  • Articolo 298. - Principio di specialità
  • Articolo 299. - Esercizio di fatto di poteri direttivi
  • Articolo 300. - Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231
  • Articolo 301. - Applicabilità delle disposizioni di cui agli articolo 20 e seguenti del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758
  • Articolo 301-bis. - Estinzione agevolata degli illeciti amministrativi a seguito di regolarizzazione
  • Articolo 302. - Definizione delle contravvenzioni punite con la sola pena dell’arresto
  • Articolo 302-bis. - Potere di disposizione
  • Articolo 303. - Circostanza attenuante (abrogato)

TITOLO XIII - NORME TRANSITORIE E FINALI

  • Articolo 304. - Abrogazioni
  • Articolo 305. - Clausola finanziaria
  • Articolo 306. - Disposizioni finali

ALLEGATI

  • ALLEGATO I - Fattispecie di violazione ai fini dell’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 14
    Casi in cui è consentito lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dei rischi (articolo 34)
  • ALLEGATO I-bis - Fattispecie di violazioni che comportano la decurtazione dei crediti alla patente
  • ALLEGATO II - Casi in cui è consentito lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi (art. 34)
  • ALLEGATO IIIA - Contenuti della cartella sanitaria e di rischio
  • ALLEGATO IIIB - Contenuti e modalità di trasmissione delle informazioni relative ai dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori
  • ALLEGATO IV - Requisiti dei luoghi di lavoro
  • ALLEGATO V - Requisiti di sicurezza delle attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, o messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente alla data della loro emanazione
  • ALLEGATO VI - Disposizioni concernenti l’uso delle attrezzature di lavoro
  • ALLEGATO VII - Verifiche di attrezzature
  • ALLEGATO IX - Valori delle tensioni nominali di esercizio delle macchine ed impianti elettrici
  • ALLEGATO X - Elenco dei lavori edili o di ingegneria civile di cui all’articolo 89, comma 1, lettera a)
  • ALLEGATO XI - Elenco dei lavori comportanti rischi particolari per la sicurezza e la salute dei lavoratori
  • ALLEGATO XII - Contenuto della notifica preliminare di cui all’articolo 99
  • ALLEGATO XIII - Prescrizioni di sicurezza e di salute per la logistica di cantiere
  • ALLEGATO XIV - Contenuti minimi del corso di formazione per i coordinatori per la progettazione e e per l’esecuzione dei lavori
  • ALLEGATO XV - Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili
  • ALLEGATO XVI - Fascicolo con le caratteristiche dell’opera
  • ALLEGATO XVII - Idoneità tecnico professionale
  • ALLEGATO XVIII - Viabilità nei cantieri, ponteggi e trasporto dei materiali
  • ALLEGATO XIX - Verifiche di sicurezza dei ponteggi metallici fissi
  • ALLEGATO XX - Costruzione e impiego di scale portatili - Autorizzazione ai laboratori di certificazione
  • ALLEGATO XXI - Accordo stato, regioni e province autonome sui corsi di formazione per lavoratori addetti a lavori in quota
  • ALLEGATO XXII - Contenuti minimi del Pi.M.U.S
  • ALLEGATO XXIII - Deroga ammessa per i ponti su ruote a torre
  • ALLEGATO XXIV - Prescrizioni generali per la segnaletica di sicurezza
  • ALLEGATO XXV - Prescrizioni generali per i cartelli segnaletici
  • ALLEGATO XXVI - Prescrizioni per la segnaletica dei contenitori e delle tubazioni
  • ALLEGATO XXVII - Prescrizioni per la segnaletica destinata ad identificare e ad indicare l’ubicazione delle attrezzature antincendio
  • ALLEGATO XXVIII - Prescrizioni per la segnalazione di ostacoli e di punti di pericolo e per la segnalazione delle vie di circolazione
  • ALLEGATO XXIX - Prescrizioni per i segnali luminosi
  • ALLEGATO XXX - Prescrizioni per i segnali acustici
  • ALLEGATO XXXI - Prescrizioni per la comunicazione verbale
  • ALLEGATO XXXII - Prescrizioni per i segnali gestuali
  • ALLEGATO XXXIII - Movimentazione manuale dei carichi
  • ALLEGATO XXXIV - Videoterminali
  • ALLEGATO XXXV - Agenti fisici
  • ALLEGATO XXXVI - Campi elettromagnetici
  • ALLEGATO XXXVII - Radiazioni ottiche
  • ALLEGATO XXXVIII - Valori limite di esposizione professionale
  • ALLEGATO XXXIX - Valori limite biologici obbligatori e procedure di sorveglianza sanitaria
  • ALLEGATO XL - Divieti
  • ALLEGATO XLI - Metodiche standardizzate di misurazione degli agenti
  • ALLEGATO XLII - Elenco di sostanze, miscele e processi
  • ALLEGATO XLIII - Valori limite di esposizione professionale
  • ALLEGATO 43-BIS - Valori limite biologici obbligatori e procedure di sorveglianza sanitaria
  • ALLEGATO XLIII-TER - Malattia professionale correlate all’amianto con diagnosi medica di patologie
  • ALLEGATO XLIV - Elenco esemplificativo di attività lavorative che possono comportare la presenza di agenti biologici
  • ALLEGATO XLV - Segnale di rischio biologico
  • ALLEGATO XLVI - Elenco degli agenti biologici classificati
  • ALLEGATO XLVII - Indicazioni su misure e livelli di contenimento
  • ALLEGATO XLVIII - Contenimento per processi industriali
  • ALLEGATO XLVIX - Ripartizione delle aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive
  • ALLEGATO L - Prescrizioni minime per il miglioramento della protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori che possono essere esposti al rischio di atmosfere esplosive
  • ALLEGATO LI - Segnale di avvertimento per indicare le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive

Articolo di riferimento sul testo unico sicurezza

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