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Decreto agrivoltaico innovativo

Agrivoltaico innovativo: ecco come accedere ai contributi

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Pubblicato il decreto che disciplina le modalità di accesso alle agevolazioni per l’installazione di impianti agrivoltaici. Tutti i dettagli

E’ stato pubblicato sul portale del MASE il decreto sull’agrivoltaico innovativo che ha lo scopo di incentivare l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici su terreni agricoli garantendo che tali terreni mantengano la loro vocazione agricola.

L’obiettivo è ambizioso: installare 1,04 GW di nuova capacità verde ed una produzione annua di almeno 1.300 GWh a partire dalla sinergia tra agricoltura ed energia solare.

Il decreto che entra in vigore il 14 febbraio individua soggetti gestori e beneficiari dei contributi, i requisiti di carattere progettuale degli impianti e le modalità di accesso alla agevolazioni.

Entro febbraio saranno approvate dal Ministero, su proposta del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), soggetto gestore della misura, le regole operative che dovranno disciplinare le modalità e le tempistiche di riconoscimento degli incentivi.

In questa nuovo scenario l’utilizzo di software professionali di progettazione e simulazione fotovoltaica diventa ancora più importante.

Agrivoltaico innovativo: definizioni

L’agrivoltaico innovativo rappresenta una soluzione integrata per promuovere l’autosufficienza energetica sostenibile e allo stesso tempo promuovere lo sviluppo agricolo, proteggere il territorio e valorizzare il paesaggio.

Gli impianti agrivoltaici sono impianti fotovoltaici che consentono di preservare la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale sul sito di installazione, garantendo lo sfruttamento ottimale e simultaneo delle risorse della terra e dell’energia solare.

L’impianto agrivoltaico innovativo prevede:

  • soluzioni integrative innovative con montaggio dei moduli elevati da terrarotazione dei moduli stessi in modo da non compromettere la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale, anche eventualmente consentendo l’applicazione di strumenti di agricoltura digitale e di precisione.
  • la realizzazione di sistemi di monitoraggio che consentano di verificare l’impatto dell’installazione fotovoltaica sulle colture, il risparmio idrico, la produttività agricola per le diverse tipologie di colture, la continuità delle attività delle aziende agricole interessate, il recupero della fertilità del suolo, il microclima, la resilienza ai cambiamenti climatici.

Agrivoltaico innovativo: criteri minimi richiesti e normativa di riferimento

L’allegato 2 del decreto stabilisce i requisiti per accedere agli incentivi per i sistemi agrivoltaici avanzati.

Questi requisiti riguardano principalmente le caratteristiche progettuali, costruttive e operative dei sistemi stessi. In particolare:

  • la superficie destinata all’attività agricola deve costituire almeno il 70% della superficie totale del sistema agrivoltaico calcolata nel seguente modo;
    • Sagricola≥0,7•Stot;
  • altezza minima dei moduli fotovoltaici deve consentire la continuità delle attività agricole o zootecniche anche sotto i moduli:
    • 1,3 metri minimi per attività zootecniche;
    • 2,1 metri minimi per attività colturali;
  • la produzione elettrica del sistema agrivoltaico avanzato non può essere inferiore al 60% della produzione di un impianto fotovoltaico standard di riferimento.

L’altezza minima dei moduli dovrà essere studiata in modo da consentire la continuità delle attività agricole (o zootecniche) anche sotto ai moduli fotovoltaici e sul terreno oggetto dell’intervento, verificata secondo le linee guida stabilite dal CREA-GSE.

Mentre, nel caso in cui i moduli vengano istallati su delle strutture a inseguimento, l’altezza dovrà essere misurata con i moduli collocati alla massima inclinazione tecnicamente raggiungibile.

I sistemi agrivoltaici possono assumere varie configurazioni spaziali, con diversi livelli di densità e integrazione, al fine di ottimizzare le interazioni produttive tra il settore fotovoltaico e quello agricolo. Questo permette di aggiungere funzioni al di là della sola produzione di energia e agricoltura, mirando a migliorare le qualità ecologiche dei siti.

Dal punto di vista spaziale, il sistema agrivoltaico può essere descritto come un modello tridimensionale, composto dagli impianti fotovoltaici e dallo spazio libero tra e sotto di essi, montati in configurazioni che favoriscono le attività agricole o altre funzioni supplementari. Questo spazio è definito come “volume agrivoltaico” o “spazio poroso”.

Sia l’impianto agrivoltaico che lo spazio poroso si suddividono in sottosistemi spaziali, tecnologici e funzionali, contribuendo complessivamente alla configurazione e all’efficacia complessiva del sistema.

Viene configurata una condizione nella quale esiste un doppio uso del suolo e l’integrazione massima tra l’impianto agrivoltaico e la coltura. In questo modo i moduli fotovoltaici svolgeranno una funzione sinergica alla coltura, applicabile come prestazione di protezione della coltura stessa da eccessivo soleggiamento, grandine, ecc. Quindi, la superficie occupata dalle colture e quella del sistema agrivoltaico coincidono, fatti salvi gli elementi costruttivi dell’impianto che poggiano a terra e che inibiscono l’attività in zone circoscritte del suolo.

La normativa di riferimento per questi impianti è il D.lgs. 8/11/2021 n. 199 di “Attuazione della direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2018, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili” la direttiva RED II.

Le caratteristiche minime e i requisiti che un impianto fotovoltaico dovrebbe possedere per essere definito “agrivoltaico” sono contenute nelle linee guida per gli impianti agrivoltaici pubblicata dal MASE.

Agrivoltaico innovativo: chi può accedere alle agevolazioni

Il decreto in esame si rivolge principalmente ai seguenti beneficiari:

  • ad agricoltori e imprenditori agricoli, che possono partecipare sia come individui, sia sotto forma di società o cooperative agricole. Inoltre, sono ammesse associazioni temporanee di imprese costituite da due o più imprenditori agricoli e/o società agricole, cooperative agricole, e simili;
  • ad associazioni temporanee di imprese composte da almeno un soggetto operante nel settore agricolo, come definito nella categoria precedente.

Agrivoltaico innovativo: i contributi previsti

Il decreto prevede un contributo a fondo perduto nella misura massima del 40% dei costi ammissibili, abbinato a una tariffa incentivante a valere sulla quota di energia elettrica netta immessa in rete.

E prevista inoltre una tariffa incentivante a valere sulla quota di energia elettrica netta immessa in rete.

Per la concessione di contributi in conto capitale sono utilizzate le risorse finanziarie pari a oltre un miliardo di euro attribuite all’Investimento 1.1 (Sviluppo agro-voltaico) appartenente alla Missione 2 (Rivoluzione verde e Transizione ecologica), Componente 2 (Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile), del PNRR.

“Realizzare almeno 1,04 GW di impianti”. Pichetto: “Altro tassello alla nostra strategia energetica”.

Il Ministro Gilberto Pichetto ha commentato l’importanza di questo decreto, sottolineando che rappresenta un ulteriore passo avanti nella strategia energetica del paese. Questo provvedimento mira a valorizzare il potenziale del settore agricolo durante la transizione verso un’economia più sostenibile.

Il Ministro ha anche evidenziato l’approccio a doppio binario predisposto in collaborazione con la Commissione, il quale offre un’opportunità per ridurre le emissioni di carbonio e migliorare la redditività dei terreni agricoli, contribuendo così agli obiettivi climatici.

Agrivoltaico innovativo: le spese ammesse

L’allegato 3 elenca le seguenti le tipologie di spese ammesse per l’agrivoltaico innovativo:

  1. realizzazione di impianti agrivoltaici avanzati (moduli fotovoltaici, inverter strutture per il montaggio dei moduli, sistemi elettromeccanici di orientamento moduli, componentistica elettrica);
  2. fornitura e posa in opera dei sistemi di accumulo;
  3. attrezzature per il sistema di monitoraggio previsto dalle Linee Guida CREA-GSE, ivi inclusi l’acquisto o l’acquisizione di programmi informativi funzionali alla gestione dell’impianto;
  4. connessione alla rete elettrica nazionale;
  5. opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell’intervento;
  6. acquisto, trasporto e installazione macchinari, impianti e attrezzature hardware e software, comprese le spese per la loro installazione e messa in esercizio;
  7. studi di prefattibilità e spese necessarie per attività preliminari;
  8. progettazioni, indagini geologiche e geotecniche il cui onere è a carico del progettista per la definizione progettuale dell’opera;
  9. direzioni lavori, sicurezza, assistenza giornaliera e contabilità lavori;
  10. collaudi tecnici e/o tecnico-amministrativi, consulenze e/o supporto tecnico-amministrativo.

Le spese di cui alle lettere da g) a l) sono finanziabili in misura non superiore al 10% dell’importo ammesso a finanziamento.

Agrivoltaico innovativo: le regole per accedere all’incentivo

Le regole operative che disciplineranno le modalità e i tempi di riconoscimento degli incentivi saranno approvate entro 15 giorni dal Ministero, su proposta del Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

Quest’ultimo sarà il soggetto responsabile della gestione della misura e pubblicherà un avviso pubblico per la presentazione delle istanze entro trenta giorni dall’approvazione delle regole.

L’accesso al meccanismo sarà garantito attraverso

  • l’iscrizione di appositi registri: le procedure di registro, per un contingente complessivo di 300 megawatt sono riservate ad impianti di potenza fino a 1 megawatt realizzati da imprenditori agricoli e loro aggregazioni
  • la partecipazione a procedure competitive: le procedure competitive, per un contingente complessivo di 740 megawatt, sono riservate ad impianti di qualsiasi potenza realizzati da imprenditori agricoli e loro aggregazioni, o associazioni temporanee di impresa che includono almeno un imprenditore agricolo.

Inoltre, gli impianti devono garantire il rispetto dei seguenti requisiti:

  • possesso del titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto;
  • possesso del preventivo di connessione alla rete elettrica accettato;
  • rispetto dei requisiti previsti dall’allegato 2 lett. a del decreto che analizzeremo nei seguenti paragrafi;
  • garantire la continuità dell’attività di coltivazione e pastorale sottostante l’impianto;
  • impianti di nuova costruzione;
  • conformi alla norme nazionali e unionali in materia di DNSH;
  • dichiarazione di un istituto bancario che attesti la capacità finanziaria economica.

Agrivoltaico innovativo: tempi per la realizzazione

Gli impianti che verranno selezionati dovranno entrare in esercizio entro 18 mesi a decorrere dalla data di comunicazione dell’esito della procedura e comunque non oltre il 30 giugno 2026. Tuttavia, il mancato rispetto dei termini comporterà l’applicazione di una decurtazione della tariffa spettante dello 0.5% per ogni mese di ritardo, nel limite massimo di 9 mesi e comunque non oltre il 30 giugno 2026, mentre, nel caso in cui non sia rispettato il limite massimo di 9 mesi di ritardo ovvero l’ulteriore termine del 30 giugno 2026, il GSE dichiara la decadenza del diritto di accesso a tutti i benefici previsti dal presente decreto e, qualora l’impianto venga successivamente riammesso ai meccanismi di incentivazione, applica a tale impianto una riduzione del 20% della tariffa di riferimento vigente.

La gestione della misura e dell’accesso al meccanismo incentivante è affidata al Gestore Servizi Energetici (GSE), che svolge un ruolo centrale nell’attuazione delle disposizioni del decreto. Questo approccio mira a garantire un equo e trasparente accesso agli incentivi, promuovendo al contempo la collaborazione tra il settore agricolo e le imprese interessate.

Per sfruttare al meglio questa nuova opportunità, è innanzitutto necessario dotarsi di software e tecnologie in grado di supportare la progettazione e la simulazione di soluzioni fotovoltaiche di qualsiasi tipologia e dimensione. Ti suggerisco di provare uno dei software di progettazione fotovoltaica più diffusi al mondo, utilizzati da migliaia di tecnici per progettare in ogni località, in ogni condizione al contorno e con ogni tipologia di pannelli e inverter.

 

Solarius-PV

 

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