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Acquisizione al patrimonio comunale dell'abuso edilizio non demolito entro i limiti di tempo imposti

Acquisizione comunale di opera abusiva: quali le implicazioni legali?

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Il Tar Campania ricorda quando il Comune può procedere all’acquisizione di un’opera abusiva non demolita e quali sono i diritti del proprietario

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha emesso una sentenza, la n. 1177/2024, che chiarisce le implicazioni legali relative all’acquisizione al patrimonio comunale di un’opera edilizia abusiva non demolita entro i termini previsti. Quali sono i diritti del proprietario? Di quali strumenti dispone per evitare il sequestro?

All’indomani di una ingiunzione demolitoria da parte del Comune, è importante inoltrare tempestivamente un’istanza di sanatoria. Ma prima di procedere ad un’analisi dettagliata delle circostanze propedeutiche a scongiurare un sequestro, ti consiglio di accedere gratuitamente ad una piattaforma per la gestione delle pratiche e dell’ufficio tecnico on line dove organizzare, redigere e condividere facilmente tutta la documentazione per la gestione a buon fine di una pratica di Sanatoria.

Cosa dice il D.P.R. 380/2001 in merito al possibile sequestro di un abuso edilizio non demolito in tempo

Dall’art. 31 “Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali”  del T.U.E, ai commi 2 e 3 si apprende che:

 

2. Il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale, accertata l’esecuzione di interventi in assenza di permesso, in totale difformità dal medesimo, ovvero con variazioni essenziali, determinate ai sensi dell’articolo 32, ingiunge al proprietario e al responsabile dell’abuso la rimozione o la demolizione, indicando nel provvedimento l’area che viene acquisita di diritto, ai sensi del comma 3.

3. Se il responsabile dell’abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L’area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita.

Cosa succede se lascio trascorrere i 90 giorni senza fare nulla? Posso chiedere la sanatoria dopo tale limite temporale? Il caso

La vicenda riguarda un caso in cui il Comune di una nota località turistica, ricadente in area paesaggistica, aveva ordinato la demolizione di alcuni interventi edilizi abusivi realizzati da privati proprietari di un immobile. Nello specifico, gli interventi abusivi riguardavano:

  • la realizzazione di un bagno interno all’edificio;
  • la realizzazione di due vetrine espositive.

Trascorso ormai il termine di 90 giorni previsto dalla normativa, i proprietari avevano presentato istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. 380/2001.

Tuttavia, decorso tale termine senza che i lavori di demolizione fossero stati eseguiti, il Comune aveva proceduto all’acquisizione dell’immobile al proprio patrimonio indisponibile.

I proprietari hanno quindi presentato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, contestando la legittimità del provvedimento di acquisizione. In particolare, i ricorrenti:

  • sostenevano che l’Amministrazione avrebbe dovuto applicare la procedura di “fiscalizzazione” prevista dall’art. 33 del D.P.R. 380/2001, anziché procedere all’acquisizione;
  • lamentavano l’omessa comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza di sanatoria, in violazione dell’art. 10-bis della Legge 241/1990.

In definitiva, secondo i proprietari, l’acquisizione al patrimonio comunale avrebbe costituito una reazione sproporzionata, considerata la tipologia degli interventi abusivi, che sarebbero stati di modesta entità e meramente interni all’edificio.

Trascorsi 90 giorni i titolari della proprietà acquisita al patrimonio comunale ne perdono la disponibilità giuridica e quindi la possibilità di richiederne la sanatoria

Il Tribunale Amministrativo Regionale, tuttavia, ha respinto il ricorso, ritenendo legittimi i provvedimenti demolitori impugnati. In particolare, i giudici hanno affermato che:

  • il decorso del termine perentorio di 90 giorni comporta l’automatico trasferimento della proprietà dell’opera abusiva al Comune, senza necessità di un atto formale di acquisizione;
  • l’istanza di sanatoria presentata oltre il termine di 90 giorni non ha effetto sospensivo, in quanto il bene risultava già acquisito al patrimonio comunale;
  • le censure di sproporzione e violazione del principio di buona fede sono state ritenute infondate, in quanto l’acquisizione rappresenta la conseguenza legale del mancato rispetto del termine per la demolizione.

In conclusione, la sentenza del TAR Campania ha confermato la legittimità dell’acquisizione al patrimonio pubblico di un’opera abusiva non demolita entro i termini previsti, sottolineando come tale meccanismo sia volto a sanzionare efficacemente gli illeciti edilizi, pur nel rispetto dei diritti dei proprietari.

Demolire un manufatto edilizio costituisce un’operazione molto delicata sotto molteplici punti di vista come ad esempio quello legato alla sicurezza degli operatori del cantiere, gli occupanti delle aree e delle proprietà limitrofe: è per questo che ti consiglio il software per i piani delle demolizioni pratico ed efficiente affinché i tuoi Piani delle Demolizioni siano sempre a norma e in linea con il Testo Unico della Sicurezza e con quanto previsto dal D.Lgs. n. 81/2008 (artt. 150, 151, 152, 153, 154 e 155).

 

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