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Prescrizione abuso edilizio: quando è possibile?

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

L’abuso edilizio è un illecito amministrativo e un reato penale che si prescrive in 4 o 5 anni. Ma quando l’abuso edilizio va in prescrizione?

La realizzazione di una costruzione abusiva, ovvero senza il necessario titolo edilizio, comporta contemporaneamente un reato, noto come abuso edilizio, e un illecito amministrativo.

Il reato è soggetto a prescrizione secondo specifici termini, mentre l’illecito amministrativo non è mai soggetto a prescrizione. Di conseguenza, il Comune ha la facoltà di ordinare la demolizione del manufatto abusivo.

Per assicurarti la corretta gestione delle pratiche edilizie senza rischiare di incorrere in infrazioni non prescrivibili, ti suggerisco di utilizzare il software per la gestione delle pratiche edilizie e dei titoli abilitativi, che ti guida nella corretta compilazione della documentazione e nell’adeguata scelta del titolo abilitativo evitandoti di incorrere in abuso edilizio.

Ecco tutte le informazioni rilevanti sulla prescrizione dell’abuso edilizio.

Cos’è un abuso edilizio: definizione e sanzioni

Un abuso edilizio costituisce una violazione delle normative edilizie o urbanistiche, dovuta alla costruzione di edifici senza l’autorizzazione necessaria, alla realizzazione di opere non conformi al permesso rilasciato o al mancato rispetto dell’ordinanza di demolizione per opere abusive.

In caso di abuso edilizio, il testo unico edilizia dispone una serie di sanzioni penali ed amministrative come risposte giuridiche all’illecito edilizio, contemplate specificamente nell’art. 44 del D.P.R. 380/01.

Dal punto di vista penale, le sanzioni previste includono:

  1. ammenda fino a 10.329 euro per violazione di norme, prescrizioni e modalità esecutive;
  2. arresto fino a due anni e ammenda da 5.164 a 51.645 euro nei casi di lavori eseguiti in totale difformità o senza permesso di costruire (PdC), o in continuazione nonostante l’ordine di sospensione;
  3. arresto fino a due anni e ammenda da 15.493 a 51.645 euro nel caso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio o interventi in zone soggette a vincoli.

Parallelamente, la sanzione amministrativa prevede che il Comune richieda al responsabile dell’abuso il ripristino allo stato originario entro 90 giorni. In caso contrario, l’area può essere acquisita dal Comune.

Abuso edilizio: prescrizione e calcolo

Il concetto di prescrizione fa riferimento a un evento estintivo del reato che si verifica quando non viene emessa una sentenza definitiva nei confronti dell’imputato entro un determinato periodo temporale stabilito dalla legge.

La cosiddetta legge ex Cirielli ha apportato significative modifiche al calcolo della prescrizione. Prima del 2005, la durata della prescrizione veniva determinata in base a fasce, considerando la pena massima prevista per il reato imputato (ad esempio, fissando la prescrizione a 10 anni per i delitti puniti con una pena massima di reclusione non inferiore a 5 anni). La configurazione attuale della norma, invece, si basa direttamente sulla pena massima, mantenendo comunque i limiti minimi di 6 anni per i delitti e 4 per le contravvenzioni.

Nel caso di abusi edilizi, trattandosi di una contravvenzione, il limite minimo è di 4 anni.

Nell’ambito di un abuso edilizio è importante distinguere tra sanzione per reato penale e per illecito amministrativo, in quanto un abuso edilizio va in prescrizione soltanto in alcuni casi specifici.

Abuso edilizio: prescrizione per reato penale

La prescrizione dell’abuso edilizio è un processo che si attua esclusivamente quando l’illecito è qualificato come reato penale.

Un abuso edilizio va in prescrizione dopo:

  • 4 anni dal compimento dell’illecito (prescrizione breve), a condizione che non intervengano atti che interrompano la prescrizione;
  • 5 anni dal compimento dell’illecito (prescrizione lunga), nel caso in cui si verifichino atti interruttivi della prescrizione, come il decreto di citazione a giudizio, la sentenza di condanna, l’ordinanza che applica misure cautelari personali, la convalida del fermo o dell’arresto, o l’interrogatorio davanti al Pubblico Ministero o ai giudici.

Poiché l’abuso edilizio costituisce un reato permanente, è essenziale individuare il momento a partire dal quale inizia a decorrere la prescrizione. La giurisprudenza stabilisce che la permanenza del reato di edificazione abusiva cessa quando i lavori di costruzione vengono interrotti o sospesi volontariamente o per disposizione dell’autorità. Di conseguenza, la prescrizione ha inizio dal giorno in cui l’opera è stata completata in ogni sua parte o dal giorno di sospensione dei lavori di costruzione.

Abuso edilizio: prescrizione per sanzione amministrativa

L’abuso edilizio, oltre a configurarsi come reato penale, comporta anche sanzioni amministrative.

L’abuso edilizio come illecito amministrativo non è soggetto a alcun termine di prescrizione.

L’ente competente ha il potere di ordinare la demolizione o applicare altre sanzioni amministrative previste dalla legge in qualsiasi momento.

Tuttavia, è possibile richiedere un accertamento di conformità che potrebbe portare alla sanatoria edilizia del bene immobile.

Abuso edilizio: prescrizione per demolizione

Come già affermato, la prescrizione si applica esclusivamente alla dimensione penale dell’abuso edilizio e non influisce sulla questione della demolizione. Pertanto, l’ordine di demolizione non è soggetto a prescrizione.

Se è stato emesso un ordine di demolizione, è imperativo rispettarlo, anche nel caso in cui il reato sia caduto in prescrizione nel frattempo o se la proprietà dell’immobile è cambiata.

In questo contesto, il responsabile rimane colui che ha commesso l’abuso, e spetta al nuovo proprietario l’obbligo di adempiere all’ordine di demolizione dell’immobile o delle sue parti abusive.

Leggi un approfondimento su abuso edilizio commesso dal precedente proprietario.

Abuso edilizio: sanzioni e prescrizione

Abuso edilizio: sanzioni e prescrizione

Abuso edilizio prescrizione: termini e decorrenza

In relazione alla scadenza dei termini di prescrizione, la normativa attuale non fornisce chiarezza. La giurisprudenza, infatti, fa iniziare la prescrizione da diversi momenti, tra cui:

  • ultimazione dell’opera abusiva;
  • emanazione della sentenza di cessazione o sanatoria;
  • esecuzione dell’ordine di sequestro.

Il calcolo della decorrenza prescrittiva parte da momenti chiave, quali:

  • completamento dell’opera abusiva;
  • pronuncia della sentenza di primo grado;
  • esecuzione di provvedimenti interruttivi dell’abuso (come il sequestro del cantiere);
  • desistenza e demolizione volontaria.

Nel computo di questi periodi, è necessario considerare le cause sospensive o interruttive del calcolo prescrittivo.

Per aiutarti nel calcolo della decorrenza prescrittiva, è dunque necessario gestire tutta la documentazione delle pratiche in maniera ottimale, in modo da avere i documenti fondamentali sempre a portata di mano. Ti suggerisco, pertanto, di utilizzare il software per la gestione dei documenti che ti consente di caricare in piattaforma gli elaborati prodotti in modo da avere sempre a disposizione le informazioni di cui hai bisogno.

Prescrizione abuso edilizio: dopo 50 anni è possibile?

Per l’abuso edilizio la prescrizione del reato penale può avvenire in 4 o 5 anni.

Per quanto riguarda la sanzione amministrativa di demolizione e ripristino, essa non subisce prescrizione neanche a distanza di anni.  Infatti, il Consiglio di Stato stabilisce che l’illecito edilizio abbia un carattere permanente e conservi nel tempo la sua natura di abuso edilizio anche dopo 10 o 20 0 50 anni, fino a 60 anni.

Pertanto, la pubblica amministrazione può intervenire quando lo ritiene opportuno.

In riferimento, leggi un esempio di abuso edilizio e di demolizione delle opere abusive a distanza di 40 anni.

I piccoli abusi edilizi vanno in prescrizione?

L’abuso edilizio rappresenta sempre un reato, indipendentemente dalle dimensioni, dall’entità o dall’impatto territoriale dell’opera.

Di conseguenza, sia trattandosi di un abuso edilizio di grande o di piccola entità, le regole di prescrizione sopra citate vanno rispettate nei termini stabiliti.

Casistiche e sentenze giuridiche

Di seguito si riportano una serie di sentenze che riguardano l’abuso edilizio e la sua possibile prescrizione.

Abuso edilizio: può andare in prescrizione?

Nella sentenza n. 5540/2020 sez. III della Cassazione, si affronta la distinzione fondamentale tra sanzione di natura amministrativa e penale nell’ambito di un caso di abuso edilizio, delineando chiaramente la loro diversa natura e conseguenze legali: quando un abuso edilizio può andare in prescrizione?

Il contesto legale riguarda un comune che richiede la demolizione di un manufatto costruito senza permesso, portando i proprietari a ricorrere al Tar e successivamente al Consiglio di Stato. In un tentativo di sospendere l’ordine di demolizione, i ricorrenti si rivolgono alla Corte di Cassazione.

La sentenza sottolinea che il mero ricorso in sede amministrativa non può sospendere l’ordine di demolizione. Inoltre, affronta la questione della prescrizione dell’ordine di demolizione, respingendo l’argomento dei ricorrenti, stabilendo che, in materia di violazione edile, l’ordine di demolizione, considerato come sanzione amministrativa di carattere ripristinatorio, non è soggetto alla prescrizione prevista dall’art. 173 del codice penale.

La sentenza conferma pertanto l’ordine di demolizione per le opere edilizie realizzate in assenza di permesso di costruire.

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