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Abusi edilizi sanzioni, quanto si paga?

Abuso edilizio: quando è possibile la sanzione al posto della demolizione?

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Abuso edilizio, il Tar Campania chiarisce quando è possibile applicare una sanzione pecuniaria in luogo della demolizione 

In questo articolo proponiamo una nuova Sentenza del Tar Campania relativa al ricorso di un privato nei confronti di un Comune che aveva disposto dapprima l’annullamento in autotutela della concessione edilizia e successivamente la demolizione delle opere rimaste prive di titolo abilitativo edilizio.

Il Tar rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali in favore dell’Amministrazione resistente.

In particolare, i giudici amministrativi ricordano che “la fiscalizzazione dell’abuso edilizio può riguardare solamente vizi formali e procedurali e non vizi sostanziali, nonché le ipotesi in cui soltanto una parte del fabbricato sia abusiva e nel contempo risulti obiettivamente verificato che la demolizione di tale parte esporrebbe a serio rischio la residua parte legittimamente assentita“.

L’applicabilità della sanzione pecuniaria, inoltre, è subordinata alla dimostrazione dell’impossibilità di effettuare la demolizione senza danno per la parte eseguita in conformità e non soggetta ad abuso edilizio.

Al riguardo, ricordiamo che l’art. 38 del il testo unico sull’edilizia (D.P.R. 380/2001), in merito agli interventi eseguiti in base a permesso annullato, prevede che “in caso di annullamento del permesso, qualora non sia possibile, in base a motivata valutazione, la rimozione dei vizi delle procedure amministrative o la restituzione in pristino, il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale applica una sanzione pecuniaria pari al valore venale delle opere o loro parti abusivamente eseguite, valutato dall’agenzia del territorio, anche sulla base di accordi stipulati tra quest’ultima e l’amministrazione comunale”.

Leggi anche un approfondimento su “Abuso edilizio e sanzioni: ecco cosa si rischia” e Abuso edilizio non sanabile: cosa fare

Praticus-TA
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