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Abusi edilizi in Italia: il dossier Legambiente sulle demolizioni dal 2004 al 2020

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Pubblicato il dossier di Legambiente sulle sanzioni di demolizione degli abusi edilizi in Italia dal 2004 al 2020: quasi il 70% delle ordinanze è rimasto disatteso

Legambiente ha pubblicato il dossier: “Abbatti l’abuso – I numeri delle (mancate) demolizioni nei comuni italiani” che scatta una fotografia sulle sanzioni di demolizioni che colpiscono l’edilizia abusiva nel nostro paese.

Il dossier, basato sui dati forniti dagli uffici tecnici dei Comuni dal 2004 al 2020, evidenzia come sia stato abbattuto solo il 32,9% degli immobili colpiti da un provvedimento amministrativo.

Il dossier di Legambiente sulle demolizioni

La seconda edizione dell’indagine di Legambiente sulle ordinanze di demolizione, emesse ed eseguite, si è basata su un questionario inviato a tutti i 7.909 comuni d’Italia.

Il questionario richiedeva 4 informazioni numeriche che restituissero una fotografia attendibile della situazione in materia di contrasto all’abusivismo edilizio, ossia:

  1. il numero di ordinanze di demolizione emesse dal 2004, anno successivo all’ultimo condono edilizio;
  2. il numero di esecuzioni;
  3. il numero di immobili trascritti al patrimonio pubblico;
  4. il numero delle pratiche trasmesse alle Prefetture come previsto dalla nuova legge (L. 120/2020) in caso di inottemperanza entro 180 giorni.

Il quadro scaturito dalla risposta dei Comuni

Calcolando soltanto quelle complete e corrette, le risposte pervenute riguardano il 23% dei Comuni (1.819 su 7.909) per una popolazione equivalente di 15.571.472 abitanti.

Il dato nazionale delle demolizioni eseguite (sulla base delle risposte utili dei Comuni) del 32,9% è “trainato” dall’attività degli enti locali delle regioni del Centro Nord:

  • Veneto e Friuli Venezia Giulia che superano il 60%,
  • Valle d’Aosta, P.A. di Bolzano, Lombardia, Piemonte, Liguria e Toscana sono le regioni che dichiarano di aver demolito almeno il 40% degli immobili o degli interventi abusivi colpiti da ordinanza di abbattimento.

In fondo alla classifica troviamo:

  • la Puglia con il 4%,
  • la Calabria (11,2%),
  • la Campania (19,6%),
  • la Sicilia (20,9%),
  • il Lazio (22,6%).

I dati, secondo Legambiente, sono allineati a quelli elaborati dalle forze dell’ordine nel Rapporto Ecomafia 2020, che indica proprio nelle regioni del Sud e nel Lazio quelle con il più alto numero di reati legati al ciclo del cemento.

Elaborazione Legambiente su dati dei Comuni 2020

Le prefetture quali organi esecutivi delle demolizioni

Il quadro evidenziato da Legambiente conferma pienamente la necessità, non più procrastinabile, di investire lo Stato del compito di riportare la legalità là dove le amministrazioni locali non sono riuscite a farlo per decenni.

Per questo, su proposta di Legambiente, lo scorso, anno è stata approvata una norma (inserita nella L. 120/2020, cd. dl Semplificazioni) che assegna alle prefetture, l’avamposto dello Stato centrale sul territorio, la responsabilità di demolire stante l’inerzia prolungata dei Comuni.

Sta di fatto che, dopo solo pochi mesi, ha fatto la sua comparsa una circolare interpretativa della legge inviata a tutte le prefetture dal Ministero dell’Interno che, più che specificare i compiti del prefetto, ha di fatto cancellato l’efficacia della norma contro il “vecchio abusivismo”, restringendo l’ambito d’azione dei prefetti ai soli abusi edilizi accertati dopo l’entrata in vigore della legge ed escludendo tutte le ordinanze su cui sia pendente un ricorso per via amministrativa.

E’, quindi, per questo che Legambiente ha elaborato un emendamento all’ultimo decreto “Semplificazioni” del governo Draghi che intende ricondurre a un’interpretazione autentica della disposizione, nel pieno rispetto della ratio legis, fugando ogni margine di dubbio circa la sua applicazione.

 

Clicca qui per scaricare il dossier di Legambiente

 

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