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Abbassamento quota pavimento e incremento di volume

Abbassamento quota pavimento: costituisce incremento volumetrico?

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Abbassare la quota di pavimento con consequenziale modifica dell’altezza interna potrebbe significare aumento di volumetria. Lo chiarisce il CdS

Di solito siamo stati abituati a valutare casi di incremento delle altezze a causa dello spostamento a quota maggiore di un solaio di copertura. Ma se la variazione dell’altezza fosse generata dall’abbassamento del pavimento, potremmo affermare di aver generato un aumento di volumetria di un manufatto edilizio? E in quale caso?

Una risposta giunge dalla circostanza dei fatti affrontata dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 4038/2024.

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Abbassamento del pavimento del pianterreno costituisce incremento di volumetria?

La proprietaria di un immobile abbastanza datato decideva di abbassare il pavimento del vano a piano terreno per poter inserire un soppalco, attraverso la presentazione di una CILA. Il nuovo pavimento risultava quindi accessibile dalla strada e dalla porta d’ingresso attraverso alcuni gradini in discesa.

Fatto sta che il Comune le ingiungeva il ripristino della stato originario dei luoghi entro 90 giorni, poiché, tra l’altro, l’abbassamento di quota del pavimento di ben 50 cm aveva prodotto un incremento volumetrico di oltre 5 m3, facendo risultare la CILA inadeguata.

La proprietaria ricorreva al Tar, poiché sosteneva invece che l’abbassamento del pavimento sarebbe avvenuto in misura più ridotta, non costituendo quella variazione una vera è propria ristrutturazione edilizia, come sostenuto dal Comune.

Dopo il giudizio del Tar a favore dell’ente territoriale, si giungeva quindi al ricorso in appello presso il CdS.

Per CdS l’abbassamento del pavimento ha generato nuova volumetria necessitante del permesso di costruire

Palazzo Spada ricorda che gli interventi di manutenzione straordinaria disciplinati dall’art. 3, D.P.R. 380/2001 (citato dall’appellante), fanno riferimento ad opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso (Cons. Stato, sez. II, 18/02/2021, n. 1474).

Nel caso in esame, appurati i reali 50 cm (per un totale del +10% di incremento volumetrico) di abbassamento del pavimento, è confermato l’aumento di volumetria per cui sarebbe stato necessario richiedere il permesso di costruire.

Infine, precisano i giudici che tramite quell’abbassamento del pavimento si è messa in pratica, oltretutto, una vera e propria opera di scavo che ha modificato la morfologia del territorio circostante.

Il ricorso non è, quindi, accolto.

 

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