BibLus-net
Newsletter 686 del 19 novembre 2020

In questo numero:



Superbonus
Nuovi podcast Superbonus 110 [Serie 2]
Architettura e BIM
Convention ACCA 2020: 150 appuntamenti live per l’aggiornamento professionale
Superbonus
Webinar Superbonus 110 [Stagione 2]: ecco tutti gli episodi
Rinnovabili ed ambiente
Comunità energetiche e Superbonus: in Gazzetta il decreto con le tariffe incentivanti
Titoli edilizi
La manutenzione di un’opera abusiva costituisce reato penale!
Lavori pubblici
Rigenerazione urbana: in Gazzetta il piano da 853,81 milioni di euro
Titoli edilizi
Sbancamento e livellamento terreno: occorre il permesso di costruire
Ecobonus
Ecosismabonus 80/85%: ok all’unico proprietario di più unità immobiliari
Titoli edilizi
Strade e piazze del centro storico sono sempre artisticamente vincolate
Rinnovabili ed ambiente
Riforestazione urbana: 30 milioni di euro per il potenziamento del verde in città
Lavori pubblici
Singole inesattezze non pregiudicano l’offerta di gara
Titoli edilizi
Tettoie: è l’uso stabile nel tempo a farne nuove costruzioni
Fisco
Ecco la nuova guida sui servizi fiscali dell’Agenzia delle Entrate
Sicurezza
Sicurezza pali per l’illuminazione stradale: disponibile la UNI 11479:2020
Rinnovabili ed ambiente
Certificati bianchi: dal 16 al 30 novembre le richieste di annullamento
---

Nuovi podcast Superbonus 110 [Serie 2]

I nuovi Podcast di ACCA sul Superbonus con interviste esclusive a esperti ENEA, Agenzia delle Entrate, MEF

Ecco la nuova serie dei podcast sul Superbonus con interviste a illustri ospiti istituzionali (ENEA, Agenzia delle Entrate) sulle diverse questioni legate alle detrazioni al 110%.

In particolare si è parlato di:

  • APE e APE convenzionale: quali sono le problematiche principali e come evitare errori frequenti;
  • ENEA: nuovo portale, trasmissione telematica, asseverazioni e controlli. Intervento di Domenico Prisinzano;
  • Agenzia delle Entrate: nuovi chiarimenti di prassi, le nuovissime risoluzioni e interpelli e i controlli del fisco nei confronti del contribuente e le possibili sanzioni. Intervento di Giuseppe Saporito;
  • Modifiche al Superbonus: un’intervista esclusiva di Nicola Furcolo all’onorevole Alessio Villarosa (Sottosegretario MEF) su proroga Superbonus e semplificazione della normativa sul Superbonus 110.

Canali Podcast più diffusi

Cosa è un podcast

Podcast è una tecnologia che permette la riproduzione e l’ascolto di file audio attraverso internet, alla stregua di una web-radio; i Podcast sono generalmente raggruppati in “serie” o in “una libreria”, ed essere quindi suddivise in puntate/episodi.

Per capire meglio cosa sono basta analizzare l’origine della parola. “Podcast” è la fusione 2 vocaboli inglesi di natura tecnologica:

  • il termine “pod”, che significa “baccello”, è un diretto riferimento all’iPod della Apple: il supporto fisico che per oltre un decennio ha avuto il monopolio sulla distribuzione dell’audio digitale;
  • il termine “cast“, che tradotto vuol dire “spargere/diffondere”, direttamente collegato al termine “broadcast”, che indica una trasmissione radiofonica di massa via internet.

Quindi si tratta di una modalità di diffusione di contenuti audio relativi ad un certo argomento.

Questa tecnologia ha avuto origine sul finire degli anni ‘90 quando la diffusione del podcasting è stata possibile grazie:

  • ad una distribuzione della rete internet sempre più capillare;
  • alla commercializzazione dei primi lettori mp3 portatili (2001);
  • alla digitalizzazione della strumentazione per la produzione audio e registratori portatili.

I file audio possono essere distribuiti su  internet attraverso aggiornamenti chiamati “feed RSS”, a cui si può accedere previa iscrizione.

Ascolta i nostri Podcast attraverso:

  • Spotify
  • Deezer
  • Podcast Addict
  • Podchaser
  • Spreaker

Presto saranno disponibili anche le altre piattaforme.

Ascolta “Superbonus 110% | Webinar Stagione 2” su Spreaker.

software-superbonus
usBIM.superbonus
usBIM.superbonus
Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Convention ACCA 2020: 150 appuntamenti live per l’aggiornamento professionale

Dal 24 al 27 novembre si terrà la Convention ACCA 2020: tanti i temi affrontati (Superbonus, BIM, nuovi software) nel vasto programma di eventi online. Ecco come iscriversi

La Convention ACCA 2020 nasce dalla considerazione dell’attuale preoccupante situazione sanitaria, da una scelta difficile e sofferta: quale quella di rinunciare dopo decenni alla partecipazione alle più importanti manifestazioni nazionali ed internazionali di settore, dettata dalla consapevolezza di voler prima di tutto tutelare la salute di clienti, dipendenti e collaboratori, ma soprattutto dalla ferma volontà di non voler rinunciare ad andare avanti, con maggior forza e determinazione, nella convinzione di dovere e potere supportare la ripresa del settore edile.

Per questo, e per essere vicina più che mai ai tecnici italiani mettendo a disposizione i migliori prodotti e servizi per la loro professione, ACCA ha organizzato un grande evento digitale, offrendo, anche in un periodo come l’attuale, ciò che sa fare meglio: un evento per vivere insieme ed in tutta sicurezza la presentazione in anteprima mondiale delle novità 2020, con imperdibili contenuti per l’aggiornamento professionale e risposte concrete alle esigenze tecniche e commerciali di professionisti, imprese ed Enti impegnati nel settore delle costruzioni.

Convention ACCA 2020 logo

Un importante evento digitale per scoprire le novità tecnologiche, le tendenze e le idee emergenti del settore delle costruzioni; per interagire con i tecnici ACCA; per acquisire nuove competenze e conoscenze con sessioni guidate da esperti del settore.

Scopri il calendario degli eventi ed iscriviti gratis

Contenuti della Convention ACCA 2020

Per questa prima edizione ACCA ha immaginato un forte coinvolgimento dei tecnici e delle imprese italiane, creando insieme a loro, grazie ai suggerimenti raccolti attraverso sondaggi, un vastissimo programma di eventi online per offrire la più ampia possibilità di scelta, personalizzazione e la migliore esperienza digitale possibile.

La convention prevede:

  • 150 webinar in live streaming e demo on demand;
  • 20 master class;
  • 20 novità presentate in anteprima mondiale.

Il tutto sviluppato nelle seguenti 5 sezioni tematiche.

convention acca aree tematiche

  • ACCA NEW, le imperdibili novità ACCA dell’autunno 2020: nuovi software, nuove release, nuovi servizi
  • BIM WORKSHOP, tutto quello che c’è da sapere sul BIM per non rimanere indietro nel tuo lavoro
  • WEBINAR SUPERBONUS, come risolvere dubbi e problemi sul SuperBonus 110 ed essere subito operativi con un software gratis
  • SOFTWARE LIVE, gli ingredienti segreti dei software ACCA con gli esperti in live-chat per qualsiasi domanda e risposta
  • SOFTWARE ON DEMAND, le presentazioni dei software ACCA da vedere e rivedere come e quando vuoi senza il supporto live dei tecnici

Come partecipare alla Convention ACCA 2020 in 3 semplici step

Partecipare è semplice. Basta:

  1. consultare il calendario e scoprire i temi di interesse,
  2. scegliere gli eventi a cui si desidera partecipare,
  3. iscriversi con un click.

Quindi si riceverà conferma di iscrizione e alert, remind, aggiornamenti, offerte e anteprime esclusive.

iscrizione convention acca 2020

Ad ogni iscrizione il calendario personale (la TUA CONVENTION) si aggiorna automaticamente in tempo reale, e può essere consultato e modificato quando si vuole!

E’ importante ricordare che:

  • l’iscrizione è libera e gratuita;
  • in prossimità di ogni evento verrà inviato un promemoria e verranno resi disponibili nella sezione ‘La tua Convention’ i link per seguire ogni evento prenotato;
  • i contenuti non saranno più disponibili al termine dello streaming e oltre l’orario previsto.

Scopri il calendario degli eventi ed iscriviti gratis

software-acca-gamma-completa
software-acca-gamma-completa
Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Webinar Superbonus 110 [Stagione 2]: ecco tutti gli episodi

Superbonus 110% grande successo per la seconda stagione dei webinar dedicati ai tecnici italiani

Grande successo per la seconda stagione dei webinar sul Superbonus!

Nella nuova serie di Webinar (stagione 2) abbiamo chiarito le questioni più spinose per gli operatori del settore e abbiamo risposto in diretta ai quesiti posti dagli spettatori.

Grazie agli illustri ospiti istituzionali (ENEA, Agenzia delle Entrate) abbiamo affrontato di volta in volta le diverse questioni legate alle detrazioni al 110%.

Durante i webinar si è parlato di:

  • APE e APE convenzionale: quali sono le problematiche principali e come evitare errori frequenti;
  • ENEA: nuovo portale, trasmissione telematica, asseverazioni e controlli effettuati dall’Ente.  Ci sarà un confronto diretto tra l’ing. Nicola Furcolo di ACCA software e l’ing. Domenico Prisinzano, uno dei massimi esperti a livello nazionale in materia di Ecobonus, definito da molti come il “guru delle detrazioni fiscali”;
  • Agenzia delle Entrate: nuovi chiarimenti di prassi, le nuovissime risoluzioni e interpelli e i controlli del fisco nei confronti del contribuente e le possibili sanzioni. L’ing. Furcolo e l’arch. Roberto si confronteranno con l’avv. Giuseppe Saporito, formulandogli domande di interesse comune insieme agli spettatori.

Inoltre c’è una intervista esclusiva all’onorevole Villarosa (Sottosegretario MEF) su proroga Superbonus e semplificazione.

Il calendario della seconda stagione

Guarda tutti gli episodi del webinar sul superbonus.

Episodio 1: APE, AQE e APE convenzionale: caratteristiche, requisiti e differenze

5 novembre 2020 – guarda il webinar

Analisi ragionata sull’Attestato di Prestazione Energetica in tutte le sue declinazioni, con particolare riguardo alla nuova APE convenzionale, alle modalità di determinazione e ai criteri di calcolo.

Relatori: ing. Nicola Furcolo e Chiara Roberto [ACCA software]

Clicca qui per guardare il webinar del 5 novembre

Episodio 2: Superbonus 110%: il ruolo, i controlli e gli ultimissimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

12 novembre 2020 – guarda il webinar

Incontro faccia a faccia con l’Agenzia delle Entrate con approfondimento su cessione del credito, controlli, chiarimenti, FAQ e interpelli, con particolare riguardo ai controlli e alle sanzioni.

Relatori: ing. Nicola Furcolo [ACCA software] vs. avv. Giuseppe Saporito [Agenzia delle Entrate – Università Parthenope di Napoli ]

Clicca qui per guardare il webinar del 12 novembre

Episodio 3: ecobonus 110, asseverazioni, portale ENEA, il ruolo e i controlli

17 novembre 2020 – guarda il webinar

Incontro faccia a faccia con l’ENEA, con approfondimento su asseverazioni, trasmissione telematica e nuovo portale ENEA, requisiti da rispettare per Ecobonus al 110%. Analisi dettagliata e risposte ai partecipanti sui controlli effettuati dall’ENEA.

Relatori: ing. Nicola Furcolo [ACCA software] vs. ing. Domenico Prisinzano [ENEA]

Clicca qui per guardare il webinar del 17 novembre

Intervista esclusiva all’onorevole Villarosa su proroga Superbonus e semplificazione

Intervista esclusiva ad Alessio Villarosa (Sottosegretario MEF) con un’anticipazione dell’ultim’ora: i lavori dovranno iniziare (e non finire) entro il 31/12/2021.

Intervista dell’ing. Nicola Furcolo [ACCA software] all’On. Alessio Villarosa [MEF]

Clicca qui per guardare l’intervista

Podcast Superbonus 110

Già disponibile la seconda stagione dei Podacast sul Superbonus 110.

Ascolta “Superbonus 110% | Webinar Stagione 2” su Spreaker.

software-superbonus

software-superbonus
Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Comunità energetiche e Superbonus: in Gazzetta il decreto con le tariffe incentivanti

Individuate le tariffe che premiano gli impianti da fonti rinnovabili inseriti nelle comunità energetiche e detraibili con il Superbonus

Nella Gazzetta Ufficiale n. 285 del 16 novembre è stato pubblicato il decreto MISE con “Individuazione della tariffa incentivante per la remunerazione degli impianti a fonti rinnovabili inseriti nelle configurazioni sperimentali di autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili“. 

Il decreto, secondo i relatori:

consente a cittadini, PMI (anche agricole) ed enti pubblici di consorziarsi per abbassare drasticamente le bollette.

Il decreto MISE sulle comunità energetiche

Il decreto individua la tariffa incentivante per la remunerazione degli impianti a fonti rinnovabili inseriti nelle configurazioni per l’autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili e nelle comunità energetiche rinnovabili, come regolate da ARERA.

Inoltre la norma individua i limiti e le modalità relativi all’utilizzo e alla valorizzazione dell’energia condivisa prodotta da impianti fotovoltaici che accedono alle detrazioni stabilite dal medesimo art. 119. del decreto-legge n. 34/2020.

Esso si applica alle configurazioni di autoconsumo collettivo e alle comunità energetiche rinnovabili realizzate con impianti a fonti rinnovabili, ivi inclusi i potenziamenti, entrati in esercizio a decorrere dal 1° marzo 2020, per i quali il GSE abbia svolto con esito positivo la verifica.

La tariffa incentivante

L’energia elettrica prodotta da ciascuno degli impianti a fonti rinnovabili ha diritto, per un periodo di 20 anni, ad una tariffa incentivante in forma di tariffa premio pari a:

  1. 100 €/MWh nel caso in cui l’impianto di produzione faccia parte di una configurazione di autoconsumo collettivo;
  2. 110 €/MWh nel caso in cui l’impianto faccia parte di una comunità energetica rinnovabile.

L’intera energia prodotta e immessa in rete resta nella disponibilità del referente della configurazione, con facoltà di cessione al GSE  fermo restando l’obbligo di cessione previsto per l’energia elettrica non autoconsumata o non condivisa, sottesa alla quota di potenza che acceda al Superbonus.

Periodo di diritto pari a 20 anni

Il periodo di diritto alle tariffe incentivanti è considerato, al netto di eventuali fermate, disposto dalle competenti autorità per:

  • problemi connessi alla sicurezza della rete elettrica riconosciuti dal gestore di rete;
  • eventi calamitosi riconosciuti dalle competenti autorità;
  • altre cause di forza maggiore riscontrate dal GSE.

A tal fine, il GSE riconosce, a fronte di motivate e documentate richieste, un’estensione del periodo nominale di diritto.

Per ciascun impianto facente parte della configurazione di autoconsumo collettivo o di comunità di energia rinnovabile, il diritto alla tariffa decorre dalla data di decorrenza del contratto, se l’impianto è  in esercizio, ovvero dalla data di entrata in esercizio commerciale dell’impianto, se successiva.

Modalità di accesso

L’istanza di accesso alla tariffa è effettuata con le modalità previste dal punto 4.2 della delibera ARERA n. 318/2020 del 4 agosto 2020.

Nei casi previsti , il GSE acquisisce l’informazione antimafia.

Attività di monitoraggio

Il GSE pubblicherà, con cadenza semestrale, un bollettino che contenga le seguenti informazioni con distribuzione almeno su base regionale:

  1. potenza degli impianti e tecnologie impiegate;
  2. quantità di energia elettrica immessa in rete e condivisa;
  3. quantità di risorse incentivanti erogate, distinte per ciascuna configurazione e con evidenza delle risorse erogate per energia condivisa e non condivisa;
  4. tipologia dei beneficiari;
  5. tempi medi per il riconoscimento delle configurazioni di autoconsumo collettivo da fonti e di comunità di energia rinnovabile ai fini dell’accesso alla regolazione ARERA e per il riconoscimento degli incentivi;
  6. proposte per una maggiore efficacia o efficienza delle misure.

solarius-pv
solarius-pv
Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

La manutenzione di un’opera abusiva costituisce reato penale!

Cassazione penale: le opere di manutenzione su un manufatto abusivo sono illecite e configurano una ripresa dell’attività criminosa originaria

Qualunque opera di manutenzione, anche ordinaria, eseguita su un manufatto creato illecitamente, costituisce prosecuzione del reato.

La Corte di Cassazione penale con la sentenza n. 27993/2020 ci spiega il perché.

Il caso

Il GIP (Giudice per le indagini preliminari) ed il Tribunale del riesame rigettavano la richiesta del PM (Pubblico Ministero) di sequestro preventivo di un terreno che era stato adibito a pista di motocross.

Nel 1992 il conduttore del terreno aveva ottenuto una concessione dal Comune per l’allestimento di tale pista che avrebbe dovuto avere carattere temporaneo.

La pista di motocross, invece, non era mai stata smontata: il conduttore aveva eseguito ripetuti interventi di modifica ed adeguamento.

Secondo il PM, il manufatto, in assenza di un valido titolo autorizzativo, aveva reso definitivo il mutamento della destinazione urbanistica da suolo agricolo a impianto sportivo scoperto.

Il medesimo impianto, oggetto di ripetuti interventi di manutenzione nel tempo, costituiva motivo di disturbo e disagio per i residenti della zona che ne lamentavano la rumorosità e l’inquinamento.

La questione, dopo i vari gradi, approdava in Cassazione.

La decisione della Corte di Cassazione

La suprema corte fa notare che il tribunale ha ritenuto penalmente irrilevanti le opere successive di manutenzione che sono state eseguite sulla struttura priva di adeguato titolo edilizio; invece, secondo gli ermellini:

qualsiasi intervento effettuato su una costruzione realizzata abusivamente, ancorché l’abuso non sia stato represso, costituisce una ripresa dell’attività criminosa originaria, che integra un nuovo reato, anche se consista in un intervento di manutenzione ordinaria, perché anche tale categoria di interventi edilizi presuppone che l’edificio su cui si interviene sia stato costruito legittimamente.

I giudici precisano che il Tribunale e ancor prima il GIP avrebbero dovuto considerare le opere eseguite in manutenzione non tanto in rapporto alla loro sussistenza, ma piuttosto alla loro qualificabilità come prosecuzione di un’attività edilizia abusiva, il che avrebbe richiesto un puntuale e adeguato accertamento rispetto alla legittimità del titolo (peraltro provvisorio) rilasciato nel 1992 dal Comune su un’area con destinazione agricola.

Il ricorso è, quindi, accolto.

praticus-ta
praticus-ta
Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Rigenerazione urbana: in Gazzetta il piano da 853,81 milioni di euro

Dal 16 novembre prende avvio il piano nazionale di rigenerazione urbana: è destinato alle periferie, all’incremento della qualità dell’abitare e all’edilizia residenziale pubblica

Pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale del 16 novembre, il decreto interministeriale n. 395/2020 che finanzia il piano sulla rigenerazione urbana e la qualità dell’abitare.

Il decreto contiene le procedure per la presentazione delle proposte, i criteri per la valutazione e le modalità di erogazione dei finanziamenti per l’attuazione del “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare”.

Dal 16 novembre gli Enti interessati possono registrarsi sul portale applicativo dedicato al Programma.

Le linee d’azione del piano

Con il piano sono previsti 853,81 milioni di euro, fino al 2033, per promuovere processi di rigenerazione di ambiti urbani (specificamente individuati) al fine di concorrere alla riduzione del disagio abitativo e insediativo, con particolare riferimento:

  • alle periferie;
  • all’incremento della qualità dell’abitare e di parti di città;
  • all’incremento dell’edilizia residenziale pubblica.

Obiettivi

Il programma è finalizzato a:

  • riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale;
  • rigenerare il tessuto socio-economico;
  • migliorare l’accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici;
  • migliorare la coesione sociale e la qualità della vita dei cittadini.

Infatti le linee principali d’azione sulle quali si indirizza la ricerca delle proposte, sono:

  1. riqualificazione e riorganizzazione del patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale e incremento dello stesso;
  2. rifunzionalizzazione di aree, spazi e immobili pubblici e privati anche attraverso la rigenerazione del tessuto urbano e socioeconomico e all’uso temporaneo;
  3. miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza dei luoghi urbani e della dotazione di servizi e delle infrastrutture urbano-locali;
  4. rigenerazione di aree e spazi già costruiti, soprattutto ad alta tensione abitativa, incrementando la qualità ambientale e migliorando la resilienza ai cambiamenti climatici anche attraverso l’uso di operazioni di densificazione;
  5. individuazione e utilizzo di modelli e strumenti innovativi di gestione, inclusione sociale e welfare urbano nonché di processi partecipativi, anche finalizzati all’autocostruzione.

Beneficiari

Il programma si rivolge:

  • alle Regioni, anche come soggetti aggregatori di strategie di intervento coordinate con i Comuni;
  • alle Città Metropolitane;
  • ai Comuni sede di Città Metropolitane;
  • ai Comuni capoluoghi di provincia;
  • ai Comuni con più di 60.000 abitanti.

Ogni beneficiario potrà presentare fino a 3 proposte per uno o più specifici ambiti del proprio territorio.

Il contributo massimo riconoscibile per ogni proposta ammessa al finanziamento è di 15 milioni di euro.

Il 34% delle risorse complessivo sarà destinato alle regioni del Mezzogiorno.

Spese ammissibili

Le spese ammesse a finanziamento sono:

  • le spese tecniche di progettazione, di verifica, validazione, direzione dei lavori, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, collaudo, relative alla realizzazione dell’intervento oggetto della proposta e previste nel quadro economico;
  • le spese per gli imprevisti per un massimo del 10% del costo totale dei lavori e forniture di cui è richiesto il finanziamento e solo se inserite nel quadro economico.

Presentazione delle domande

La presentazione delle proposte avverrà in due fasi:

  • Fase 1 –  in cui bisognerà trasmettere una proposta complessiva preliminare indicante la strategia nel suo complesso e l’insieme di interventi atti a raggiungere le finalità prescritte e che saranno esaminati dall’Alta Commissione secondo specifici criteri;
  • Fase 2 – per tutte le proposte ammesse, è prevista la trasmissione della proposta complessiva finale, indicante lo stato di avanzamento della stessa.

Sono ammesse a finanziamento anche le proposte definite “Pilota”, vale a dire quelle ad alto impatto strategico sul territorio nazionale, da cofinanziarsi anche con eventuali ulteriori risorse, ivi comprese quelle di cui al Recovery Fund, come da eventuali indicazioni europee e nazionali, in quanto orientati all’attuazione del Green Deal e della Digital Agenda.

Entro 120 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta si dovranno presentare le domande, mentre si prevede che entro la prossima primavera verranno erogati gli acconti della Fase 1.

Le dichiarazioni dei Ministri

Per il Ministro delle Infrastrutture il piano sulla rigenerazione urbana:

In sostanza gli interventi saranno finalizzati a incrementare l’edilizia residenziale pubblica, a realizzare soluzioni durevoli per la rigenerazione del tessuto socio economico, per l’arricchimento culturale, la qualità dei manufatti, dei luoghi e della vita delle persone in un’ottica di innovazione e sostenibilità, senza consumo di nuovo suolo.

Aggiunge poi il Ministro dei Beni culturali:

Prende il via un programma organico nazionale per il recupero delle periferie e delle aree urbane degradate fortemente voluto da questo governo per andare incontro alle esigenze dei tanti italiani che vivono, sognano e lavorano in luoghi in cui è fondamentale restituire la qualità dell’abitare.

Clicca qui per accedere all’apposito portale

edificius
edificius
Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Sbancamento e livellamento terreno: occorre il permesso di costruire

Le operazioni di sbancamento e livellamento terreno necessitano di un permesso di costruire. I chiarimenti del Tar Campania

Le operazioni di movimento, livellamento terreno e rimozione di vegetazione, preliminari alla successiva pavimentazione di un’area, costituiscono operazioni che vanno assentite da un permesso di costruire.

Queste le conclusioni della sentenza n. 5004/2020 del Tar Campania.

Il caso

Una privata decideva di effettuare sulla sua proprietà (in zona paesaggisticamente vincolata) e senza richiedere alcun titolo edilizio, alcuni lavori tra i quali:

  • lo sbancamento di terreno vegetale con asportazione di materiale lapideo e della vegetazione in accesso al preesistente fabbricato per civile abitazione, per un totale pari a circa 11 m per 6 m e 2 m di altezza;
  • la creazione di una via carrabile di accesso allo stesso fabbricato.

Il Comune, quindi, emetteva un’ordinanza di demolizione a ripristino dello stato originario dei luoghi nei confronti del figlio della proprietaria/committente dell’abuso (che nel frattempo era deceduta) quale erede universale.

Quest’ultimo contestava il provvedimento poiché a suo avviso:

  • era impossibile ripristinare lo stato originario dei luoghi;
  • non era lui responsabile dell’abuso edilizio commesso dalla madre.

La questione finiva presso le aule del Tar.

La sentenza del Tar Campania

I giudici spiegano che lo stato dei luoghi va ripristinato inderogabilmente vista l’insistenza dell’immobile in zona sottoposta a tutela paesaggistica.

Ma non è tutto. I predetti, richiamando una consolidata giurisprudenza di merito, ribadiscono che un intervento consistente in opere di:

  • sbancamento;
  • livellamento;
  • successiva pavimentazione;

implica trasformazione urbanistica ed alterazione permanente dell’assetto del territorio, tale da qualificare le opere  come intervento di nuova costruzione ai sensi dell’art. 3 “Definizioni degli interventi edilizi”, comma 1, lett. e) “interventi di nuova costruzione” del dpr 380/2001.

Ne consegue che per tali opere è necessario richiedere un permesso di costruire.

I giudici, infine, sottolineano che il figlio (della committente degli abusi) in qualità di erede universale è obbligato al ripristino dello stato dei luoghi in applicazione dell’art. 31 “Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali” del dpr 380/2001.

praticus-ta
praticus-ta
Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Ecosismabonus 80/85%: ok all’unico proprietario di più unità immobiliari

Le Entrate chiariscono che possono accedere all’ecosismabonus anche le imprese proprietarie di più unità nello stesso stabile

Con la risposta n. 549 l’Agenzia delle Entrate affronta il caso di un’impresa proprietaria di un intero immobile, composto da più unità immobiliari, che vorrebbe accedere all’ecosismabonus.

Ricordiamo che tale detrazione è stata introdotta dal decreto legge 63/2013 e prevede una detrazione dell’80/85%.

Il quesito

Una società vorrebbe acquistare un immobile composto da diverse unità immobiliari autonomamente accatastate, per poi effettuare un intervento di ristrutturazione edilizia (appaltando i lavori ad un’impresa edile) e al termine dei lavori, concedere in locazione/vendere le unità immobiliari ristrutturate a terzi.

L’intervento di ristrutturazione edilizia prevede lavori di efficientamento energetico e di messa in sicurezza statica, delle parti comuni condominiali dell’edificio, così come previsto dagli artt. 14 e 16 del dl 63/2013.

La società chiede conferma circa la possibilità di poter beneficiare della detrazione prevista dall’articolo 14, comma 2-quater. del dl 63/2013 nella misura dell’80% o all’85% dell’ammontare delle spese sostenute (non superiori a 136.000 euro).

La risposta del Fisco

Le Entrate ricordano che per poter beneficiare dell’ecosismabonus, l’intervento deve riguardare una parte comune di edificio condominiale.

Detta agevolazione, ricoprendo il medesimo ambito applicativo dell’ecobonus e del sismabonus, può essere fruita anche dai soggetti IRES, ossia dalle imprese.

Recentemente la Cassazione e le Entrate hanno chiarito che tale detrazione fiscale spetta anche al titolare di reddito d’impresa che effettua gli interventi su immobili da esso posseduti o detenuti, a prescindere dalla qualificazione di detti immobili come “strumentali”, “beni merce” o “patrimoniali” (vedi articolo di BibLus).

I chiarimenti dell’Agenzia sulla definizione di parti comuni

Nell’interpello viene poi richiamata la circolare n. 19/E del 2020, con cui le Entrate hanno chiarito la definizione di “parti comuni di edificio residenziale”.

Essa deve essere considerata in senso oggettivo, e non soggettivo, e deve essere riferita:

alle parti comuni a più unità immobiliari e non alle parti comuni a più possessori.

In tal caso, pertanto, l’unico proprietario (o i comproprietari) dell’intero edificio ha diritto alla detrazione per le spese relative agli interventi realizzati sulle suddette parti comuni.

edilus
edilus
Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Strade e piazze del centro storico sono sempre artisticamente vincolate

Cassazione: strade e piazze di un centro storico anche se non soggette a vincolo storico-artistico specifico, sono sempre soggette all’autorizzazione del Soprintendente

Attenzione, strade e piazze ricadenti urbanisticamente nella “Zona A” (centro storico), anche in mancanza di un provvedimento vincolante specifico che le dichiarino di interesse storico ed artistico, sono sempre soggette all’autorizzazione del Soprintendente.

Questo è l’orientamento della sentenza n. 31521/2020 della Corte di Cassazione.

Il caso

Il titolare di un’attività commerciale in un centro storico decideva di realizzare sulla pubblica strada una struttura esterna a servizio dell’attività.

L’esercente aveva ritenuto di realizzare la struttura senza richiedere il permesso alla Soprintendenza non essendo quella via del centro storico sottoposta ad un vincolo mirato d’interesse storico ed artistico.

Successivamente la struttura veniva sottoposta sotto sequestro preventivo dal GIP, poi annullato dal Tribunale.

La questione, quindi, approdava in Cassazione a seguito del ricorso del Procuratore della Repubblica che impugnava l’ordinanza di dissequestro del Tribunale.

Secondo il Tribunale del riesame, anche se la struttura è stata realizzata nel centro storico, la strada stessa non sarebbe bene culturale in sé ma richiederebbe una verifica dell’interesse pubblico ed il provvedimento di dichiarazione dell’interesse culturale (secondo l’art. 12 “Verifica dell’interesse culturale” e 13 “Dichiarazione dell’interesse culturaledlgs 42/2004 – Codice dei beni culturali).

La decisione della Corte di Cassazione

Per i giudici della Cassazione il ricorso è fondato poiché, per consolidato orientamento della giustizia amministrativa:

le pubbliche piazze, vie, strade, e altri spazi urbani, laddove rientranti nell’ambito dei Centri Storici, ai sensi del comma 1 e del comma 4, lettera g), dell’articolo 10 del dlgs n. 42/2004, sono qualificabili come beni culturali indipendentemente dall’adozione di una dichiarazione di interesse storico-artistico ai sensi degli articoli 12 e 13 del Codice.

A parere degli ermellini, tali beni sono da considerarsi appartenenti a soggetti pubblici e quindi da considerare beni culturali per forza di legge, rispetto ai quali trovano necessaria applicazione le norme di tutela; ciò fino a quando non intervenga una espressa “Verifica dell’interesse culturale” in senso contrario.

In conclusione, l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su tali beni culturali è sempre subordinata ad autorizzazione del Soprintendente.

praticus-ta
praticus-ta
Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Riforestazione urbana: 30 milioni di euro per il potenziamento del verde in città

In Gazzetta il piano per la riforestazione urbana che finanzia con 30 milioni di euro la nuova piantumazione e la manutenzione di alberi nelle città metropolitane

Nella Gazzetta Ufficiale dell’11 novembre è stato pubblicato il decreto del Ministero dell’Ambiente che finanzia il piano per la progettazione degli interventi di riforestazione urbana.

Il piano

Il decreto definisce le modalità per la progettazione di messa a dimora di alberi negli ambiti delle città metropolitane.

Il finanziamento previsto è pari a 15 milioni per ciascuno degli anni 2020 e 2021.

Il piano prevede:

  • la piantumazione di impianti arborei da legno di ciclo medio e lungo, purché non oggetto di altro finanziamento o sostegno pubblico;
  • il reimpianto e la creazione di foreste urbane e periurbane, così come definite nella strategia nazionale del verde urbano;
  • la manutenzione successiva delle aree oggetto di intervento.

Presentazione dei progetti

Ogni città metropolitana può presentare al Ministero fino ad un massimo di 5 proposte progettuali relative ai piani di riforestazione urbana; ciascun progetto presentato dalle città metropolitane non può prevedere costi complessivi superiori a 500.000 euro.

Obiettivi e contenuti dei progetti

I progetti devono perseguire i seguenti tre principali obiettivi della Strategia nazionale del verde urbano:

  1. tutelare la biodiversità per garantire la piena funzionalità degli ecosistemi;
  2. aumentare la superficie e migliorare la funzionalità ecosistemica delle infrastrutture verdi a scala territoriale e del verde costruito;
  3. migliorare la salute e il benessere dei cittadini.

Nella progettazione degli interventi devono in ogni caso essere osservate le seguenti modalità/contenuti del progetto definitivo:

  • quadro economico di ripartizione dei costi;
  • planimetrie di progetto redatte sulla base di una cartografia georeferenziata;
  • computo metrico del progetto e dei costi manutentivi indotti per un periodo manutentivo di sette anni dall’impianto;
  • relazione tecnica, contenente:
    • descrizione delle aree destinate ad ospitare le piantagioni arboree e arbustive in termini fisici (clima, litomorfologia), biologici (flora, fauna, vegetazione reale e potenziale), ecologici (situazione contestualizzata dal punto di vista dello stoccaggio di CO2 e qualità dell’aria e di rimozione degli inquinanti atmosferici), pedologici e paesistici, anche in relazione alla cronologia degli interventi;
    • descrizione qualitativa e quantitativa delle diverse azioni attuative dell’intervento, specificando le specie autoctone non allergeniche da utilizzare (caratteristiche dendrometriche, potenziale sviluppo dell’apparato radicale);
    • documentata descrizione del collegamento tra le fitocenosi di progetto e la dinamica vegetazionale locale, tenuto conto del fatto che il progetto deve contribuire alla connessione delle componenti della rete ecologica già esistenti;
    • documentata stima delle capacità delle specie botaniche utilizzate in termini di assorbimento e stoccaggio della CO2 e di rimozione degli inquinanti;
    • descrizione delle lavorazioni del suolo propedeutiche per la messa a dimora delle specie;
    • descrizione delle eventuali opere infrastrutturali necessarie per realizzare l’impianto arboreo;
    • descrizione delle eventuali opere accessorie connesse al progetto di impianto, quali ad esempio cartellonistica, arredo, percorsi, interventi di desigillatura di superfici pavimentate;
    • stima dei benefici ambientali attesi relativamente alla cattura e stoccaggio della CO2 e alla rimozione degli inquinanti;
    • collocazione territoriale e funzionale degli interventi;
    • modalità di affidamento in relazione all’esecuzione delle opere e agli interventi manutentivi (nel caso di interventi la cui esecuzione sia esternalizzata);
  • piano di gestione e di manutenzione delle nuove aree verdi per almeno sette anni successivi alla realizzazione degli impianti;
  • piano di monitoraggio annuale a partire dal primo impianto, per verificare e consolidare i risultati del progetto.

Criteri di selezione

Ai fini della localizzazione degli interventi, sono considerati ambiti di attuazione preferenziale i territori delle città metropolitane ricompresi nelle suddette zone interessate dalle procedure di infrazione.

I criteri di selezione dei progetti finanziabili, infatti, danno priorità:

  • alla valenza ambientale e sociale dei progetti;
  • al livello di riqualificazione e di fruibilità dell’area;
  • ai livelli di qualità dell’aria e della localizzazione nelle zone oggetto delle procedure di infrazione comunitaria.

edificius-land
edificius-land
Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Singole inesattezze non pregiudicano l’offerta di gara

Secondo il Tar Lombardia singole inesattezze non possono declassare un’offerta di gara giudicata nel suo complesso seria ed affidabile

Il Tar Lombardia con la sentenza n. 2044/2020 precisa che, in corso di verifica di anomalia, un’offerta non può retrocedere in graduatoria a causa di singole inesattezze riscontrate.

Il caso

In sede di aggiudicazione di una gara pubblica per i lavori di realizzazione di una nuova scuola, un raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) arrivato secondo in graduatoria si opponeva all’aggiudicazione della gara a favore di un altro RTI concorrente, ritenendone anomala l’offerta.

I motivi?

A parere del concorrente arrivato secondo, l’aggiudicatario prevedeva una presenza ridotta dei tecnici in cantiere tale da determinare un sostanziale risparmio alla base del prezzo più basso contenuto nell’offerta selezionata in sede di gara.

Se fosse stata contabilizzata un’adeguata presenza dei tecnici in cantiere (secondo l’RTI ricorrente) ci sarebbe stato un sostanziale incremento dell’offerta proposta dal RTI vincitore, dovuto al valore economico dei giorni lavorativi mancanti.

Il Comune rispondeva che la validità dell’offerta vincitrice era fondata sull’apprezzamento globale e sintetico, sulla serietà dell’offerta nel suo insieme e non sulla singola voce di costo.

L’RTI arrivato secondo decideva di far ricorso al Tar.

La sentenza del Tar Lombardia

Per i giudici del Tar, il ricorrente non ha fornito una prova circa l’anomalia dell’offerta nel suo complesso.

I togati citano l’art. 97 del dlgs n. 50/2016 (Codice degli appalti) che recita:

Gli operatori economici forniscono, su richiesta della stazione appaltante, spiegazioni sul prezzo o sui costi proposti nelle offerte se queste appaiono anormalmente basse, sulla base di un giudizio tecnico sulla congruità, serietà, sostenibilità e realizzabilità dell’offerta.

Sulla scorta di quanto enunciato dall’art. 97 del Codice appalti:

la verifica dell’anomalia non mira ad individuare singole inesattezze, quanto piuttosto ad accertare che la proposta contrattuale sia nel suo complesso seria ed affidabile, consentendo una corretta esecuzione del servizio

I togati spiegano che i presunti errori per difetto del computo economico delle giornate di presenza sul cantiere dei tecnici costituiscono un giudizio irrilevante ai fini dell’accertamento di anomalia dell’offerta.

Infatti, proseguono i giudici, la valutazione di serietà e attendibilità dell’offerta, nel quale si esprime il giudizio di anomalia, non è volta ad accertare se l’offerta è corretta nei valori espressi dai proponenti, per cui debba essere ritoccata al rialzo od al ribasso, ma se sia in sé sostenibile, cioè se gli errori nel computo di alcuni elementi economici dell’offerta siano in grado di erodere quella soglia minima di utile al di sotto della quale l’offerta deve essere considerata anomala.

In conclusione, quando il margine di spesa non risulti uguale a zero, non è possibile stabilire una soglia minima di utile al di sotto della quale l’offerta deve essere considerata anomala, poiché anche un utile modesto può comportare un vantaggio significativo, sia per la prosecuzione in sé dell’attività lavorativa, sia per la qualificazione, la pubblicità, il curriculum che possono derivare a vantaggio dell’impresa nell’essere aggiudicataria ed esecutrice a buon fine di un appalto pubblico.

Per tali motivi, il ricorso non è accolto.

primus
primus
estimus
praticus-ct
Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Tettoie: è l’uso stabile nel tempo a farne nuove costruzioni

Per il Tar Lazio una tettoia è ritenuta nuova costruzione a causa del suo uso permanente nel tempo: è irrilevante che non sia stabilmente infissa al suolo

Con la sentenza n. 11379/2020 il Tar Lazio aggiunge nuovi chiarimenti sul titolo edilizio necessario per l’installazione di una tettoia.

Il chiarimento sulla necessità di presentare un permesso di costruire è incentrato ancora una volta sulla relazione che intercorre tra una struttura più o meno stabilmente infissa a terra e l’uso temporaneo o permanente che se ne può fare nel tempo.

Il caso

Un privato realizzava tre tettoie (rispettivamente di 142,20 m², 223,50 m² e 190,50 m²), su un’area di sua proprietà adibita ad attività di officina e demolizione auto.

Una delle tettoie, infatti, proteggeva un sottostante manufatto ad uso ufficio.

Le opere erano state edificate senza alcun titolo edilizio, per cui il Comune ne ordinava la demolizione.

Il privato si opponeva giustificandosi principalmente con le seguenti motivazioni:

  • i manufatti in questione, di dimensioni medie, aperti sui lati e quindi non costituenti volumi, avrebbero avuto natura pertinenziale, accessori all’attività di autofficina;
  • le opere realizzate sarebbero state costituite da una struttura leggera, priva di elementi di fissità (in plastica e lamiera, a copertura/protezione delle parti di ricambio delle auto provenienti dalla demolizione).

La sentenza del Tar Lazio

I giudici premettono che, per consolidata giurisprudenza, per nuova costruzione s’intende:

la realizzazione di un manufatto che, anche se non stabilmente fissato al suolo, è destinato ad una utilizzazione perdurante nel tempo, senza che rilievi la sua eventuale precarietà strutturale, a meno che non sia rivolto ad uso assolutamente temporaneo e per fini contingenti o specifici

Ne consegue che per i giudici del Tar non rilevano i materiali utilizzati, ma l’uso prolungato nel tempo.

Infatti secondo quanto espresso nell’art. 6, comma 1, e-bis) del dpr 380/2001, in attività di edilizia libera rientrano quelle opere che soddisfano esigenze temporanee, da rimuoversi comunque entro 90 giorni.

Tali termini sono stati prolungati, e portati a 180 giorni, dopo le modifiche apportate dalla legge Semplificazioni al Testo unico dell’edilizia.

Per il Tar i manufatti in esame sono da considerarsi nuove costruzioni, essendo rivolti a soddisfare esigenze permanenti dell’attività di autofficina condotta sull’area dal ricorrente.

I giudici inoltre spiegano che la pertinenzialità di una tettoia ai fini edilizi ed urbanistici può sussistere solo laddove essa sia preordinata ad una oggettiva esigenza di un edificio principale, non già di una attività economica che viene svolta in gran parte all’aperto.

In questo caso si deve propendere per un uso funzionale della tettoia del tutto autonomo e quindi suscettibile di essere valutato separatamente dal suolo (mancando peraltro un edificio principale al quale riferirsi).

I giudici concludono che tali tettoie, facendo parte di un ampio complesso lavorativo e produttivo, tanto da ospitare al loro interno ambienti di lavoro a loro volta chiusi, costituiscono nuove opere e come tali avrebbero necessitato di permesso di costruire.

Il ricorso non è, quindi, accolto.

Per maggiori approfondimenti sulle tettoie, leggi anche questi articoli di BibLus-net.

praticus-ta
praticus-ta
Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Ecco la nuova guida sui servizi fiscali dell’Agenzia delle Entrate

La nuova guida illustra e sintetizza i servizi e le modalità di assistenza offerti dall’Agenzia delle Entrate puntando in primis sui servizi online

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida: “Benvenuti in agenzia! Gli attrezzi per un Fisco a portata di click“.

La guida illustra tutto ciò che c’è da sapere per richiedere i servizi fiscali offerti dall’Agenzia, soffermandosi in particolare sui servizi online, il canale maggiormente utilizzato soprattutto durante questa fase emergenziale.

La nuova guida sui servizi fiscali delle Entrate

Le indicazioni contenute nel manuale mostrano come sia facile ricevere assistenza e servizi senza uscire di casa/ufficio, utilizzando i canali telematici messi in campo e potenziati dall’Agenzia per evitare, soprattutto in questo periodo di pandemia, il contatto fisico e inutili file e assembramenti.

L’obiettivo è consentire ai cittadini di prendere sempre più confidenza con la rete, facendogli scoprire i servizi e gli adempimenti risolvibili online.

E se il canale telematico è quello preferenziale, la guida sui servizi fiscali dell’Agenzia chiarisce che per molti dei servizi disponibili non occorre alcuna registrazione, tra questi, il calcolo del superbollo, la ricerca del codice identificativo del contratto di locazione, le prenotazioni di appuntamenti, le richieste di richiamata telefonica e molti altri ancora.

Come richiedere assistenza

Per richiedere un servizio dell’Agenzia delle Entrate sono disponibili diverse modalità:

  • on line dal sito internet;
  • con e-mail o posta elettronica certificata (PEC);
  • dall’App mobile dell’Agenzia;
  • presso l’ufficio.

1 – ufficio

Se il contatto “a distanza” non è fattibile, basta prenotare un appuntamento presso l’ufficio, utilizzando il canale telefonico, il sito internet o l’app mobile.

La guida ricorda tutti i modi possibili per prenotare un appuntamento: la via più tradizionale è il telefono.

Per chi si reca in ufficio, è importante presentarsi il giorno dell’incontro con l’originale e la copia di un valido documento di identità (carta d’identità, patente, passaporto).

Inoltre, chiarisce il vademecum, se ci si reca in ufficio per conto di un’altra persona, è necessario avere: la delega, la copia di un documento di riconoscimento proprio, la copia di un documento del delegante.

2 – sito internet

Un’altra via, come detto, è la prenotazione online dalla home page del sito dell’Agenzia cliccando su “Contatti e assistenza” e poi scegliendo tra assistenza fiscale o catastale e ipotecaria e segnalando, infine, funzionario, sportello e data preferiti per l’incontro.

3 – app per smartphone 

Terza chance è la prenotazione tramite l’app mobile dell’Agenzia utilizzando la funzionalità “Appuntamenti e ticket”, senza bisogno di registrarsi o credenziali di accesso (Pin o Spid), è sufficiente avere un indirizzo e-mail e un numero di telefono.

factus
factus
Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Sicurezza pali per l’illuminazione stradale: disponibile la UNI 11479:2020

Disponibile in italiano la nuova norma UNI sulla sicurezza e sulla verifica dei pali di sostegno dell’illuminazione stradale e dei semafori

Parte predominante dell’arredo stradale a sostegno di illuminazione, semafori e quant’altro, è costituita dai pali; è chiara, quindi, l’importanza della resistenza e della tenuta che tali elementi devono possedere per garantire la sicurezza e la pubblica incolumità di persone e cose che si trovino a transitare nelle vicinanze.

UNI al riguardo ha pubblicato la nuova norma UNI 11479:2020 dal titolo: “Prove non distruttive – Tecniche di indagine diagnostiche sullo stato di conservazione di pali di acciaio per illuminazione e i semafori

La UNI è stata realizzata in collaborazione con la commissione Prove non distruttive (PND) che ha testato di recente una tecnica d’indagine relativa allo stato di conservazione dei pali di sostegno presenti sulle strade.

La UNI 11479:2020

Il documento è incentrato sul controllo del solo fusto dei pali di acciaio per l’illuminazione stradale e per i semafori, così come definiti nella UNI EN 40, mediante l’impiego di tecniche diagnostiche non distruttive per rilevare cedimenti e/o danneggiamenti dovuti a fenomeni corrosivi.

Previo accordo tra le parti la norma può essere applicata ad altre tipologie di pali per esempio pali di sostegno a servizio linee elettriche.

La norma fornisce uno strumento utile atto al suggerimento per l’adozione di eventuali iniziative a carattere manutentivo dei pali.

All’interno della nuova norma UNI sull’illuminazione stradale sono riportati i seguenti riferimenti normativi:

  • UNI/TS 11317 – Prove non distruttive – Controllo di tubazioni in acciaio fuori terra mediante onde guidate a propagazione assiale;
  • UNI EN 40 – (tutte le parti) Pali per illuminazione pubblica;
  • UNI EN 13018 – Prove non distruttive – Esame visivo – Principi generali;
  • UNI EN ISO 9712 – Prove non distruttive – Qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive;
  • UNI EN ISO 14001 – Sistemi di gestione ambientale – Requisiti e guida per l’uso;
  • UNI EN ISO 16809 – Prove non distruttive – Misurazione dello spessore mediante ultrasuoni;
  • UNI EN ISO 16810 – Prove non distruttive – Esame ad ultrasuoni – Principi generali;
  • UNI EN ISO 17640 – Controllo non distruttivo delle saldature – Controllo mediante ultrasuoni – Tecniche di controllo, livelli di prova e valutazione;
  • ASTM G59-97 – Standard Test Method for Conducting Potentiodynamic Polarization Resistance Measurements;
  • ASTM G96-90 – Standard Guide for Online Monitoring of Corrosion in Plant Equipment;
  • ASTM G102-89 – Standard Practice for Calculation of Corrosion Rates and Related Information from Electrochemical Measurements.

La UNI 11479:2020 sostituisce la UNI/TS 11479:2013.

Ricordiamo al riguardo la pubblicazione di un’altra UNI relativa all’illuminazione in galleria.

La UNI 11479:2020 sui pali di sostegno dell’illuminazione stradale è scaricabile a pagamento dal sito UNI

impiantus-elettrico
impiantus-elettrico

 edilus

edilus-crs
Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

---

Certificati bianchi: dal 16 al 30 novembre le richieste di annullamento

Aperta dal 16 al 30 novembre la sessione per comunicare al GSE la richiesta di annullamento dei TEE / certificati bianchi

Il GSE (Gestore servizi elettrici) rende noto che, come stabilito dalla Legge Rilancio, è aperta la sessione nella quale i distributori obbligati di energia elettrica e gas potranno comunicare la richiesta di annullamento dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE), meglio noti come certificati bianchi, per l’assolvimento dell’obbligo 2019.

La sessione sarà aperta dal 16 al 30 novembre 2020.

Modalità di comunicazione

I soggetti 0bbligati potranno comunicare il numero di TEE da annullare per l’assolvimento dell’obbligo 2019 e per compensare l’eventuale quota residua relativa agli anni 2018 e 2017; per tale scopo sarà disponibile l’acceso al portale informatico Efficienza Energetica.

Per l’anno d’obbligo 2019, sempre all’interno del portale informatico, sarà possibile richiedere l’emissione e il contestuale annullamento di TEE ai sensi dell’art. 14-bis del dm 11 gennaio 2017.

Si ricorda che le richieste di emissione e annullamento saranno accettate a condizione che ciascun soggetto obbligato abbia la disponibilità, sul proprio conto proprietà, di un ammontare di TEE pari almeno al 30% dei Certificati necessari al conseguimento del proprio obbligo minimo (60% dell’obbligo 2019).

Relativamente all’eventuale richiesta di annullamento di TEE in acconto per l’anno d’obbligo 2020, i soggetti obbligati dovranno indicare il numero di TEE da annullare compilando direttamente la Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

La stessa modalità è prevista anche per la richiesta di riscatto dei TEE richiesti per l’assolvimento dell’obbligo 2018.

Cosa sono i Titoli di efficienza energetica (TEE)

I Titoli di efficienza energetica (TEE), o certificati bianchi, sono titoli negoziabili che certificano e incentivano il conseguimento di risparmi negli usi finali di energia attraverso interventi e progetti di incremento dell’efficienza energetica nei settori:

  • industriale;
  • delle infrastrutture a rete;
  • dei servizi e dei trasporti;
  • civile.

Un certificato equivale al risparmio di una Tonnellata Equivalente di Petrolio (TEP).

Entrato in vigore nel 2005, il meccanismo dei certificati bianchi è il principale strumento di promozione dell’efficienza energetica in Italia.

Come funziona

Il GSE riconosce un certificato per ogni TEP di risparmio conseguito grazie alla realizzazione dell’intervento di efficienza energetica, tipo l’installazione di:

  • impianti di produzione di energia termica o di generatori di aria calda (come il solare termico);
  • l’installazione di motori termici;
  • l’acquisto di flotte di veicoli elettrici, ibridi o a idrogeno, come pure a gas naturale, GNL, GPL.
  • eccetera.

Su indicazione del GSE, i certificati vengono poi emessi dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) su appositi conti.

I certificati bianchi possono essere scambiati e valorizzati sulla piattaforma di mercato gestita dal GME o attraverso contrattazioni bilaterali. A tal fine, tutti i soggetti ammessi al meccanismo sono inseriti nel Registro Elettronico dei Titoli di Efficienza Energetica del GME.

Il valore economico dei titoli è definito nelle sessioni di scambio sul mercato.

Gli enti coinvolti, soggetti obbligati e soggetti volontari

Gli attori in gioco nel meccanismo dei TEE sono diversi:

  • si parte dal Ministero dello Sviluppo Economico che, insieme al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare svolgono il compito di fissare gli obiettivi di risparmio annuo e di definire ed aggiornare il quadro normativo di riferimento, provvedendo alla definizione e aggiornamento delle Linee Guida;
  • ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), ha il compito di definire le modalità operative per la regolamentazione del meccanismo, comunicando ai Ministeri competenti e al GSE la quantità di energia elettrica e di gas naturale distribuita sul territorio nazionale dai soggetti obbligati, le rispettive quote d’obbligo ed applica le sanzioni.

Il sistema prevede obblighi di risparmio di energia primaria per i distributori (soggetti obbligati) di energia elettrica e gas naturale che abbiano più di 50.000 clienti finali connessi alla propria rete di distribuzione, e attribuisce, per ogni anno, obiettivi da raggiungere.

I soggetti obbligati possono adempiere alla quota d’obbligo di risparmio in due modi:

  1. realizzando direttamente i progetti di efficienza energetica ammessi al meccanismo;
  2. acquistando i titoli dagli altri soggetti ammessi al meccanismo.

Oltre ai distributori di energia, possono partecipare al meccanismo anche altri soggetti volontari, come le società di servizi energetici (ESCO – Energy Service Company ) o le società che abbiano nominato un esperto in gestione dell’energia (EGE) certificato.

I soggetti volontari sono tutti gli operatori che liberamente scelgono di realizzare interventi di riduzione dei consumi negli usi finali di energia, e a cui si riconosce il diritto a ricevere la corrispondente quantità di certificati bianchi.

I certificati bianchi non possono essere cumulati con altri incentivi, comunque denominati, a carico delle tariffe dell’energia elettrica e del gas e con altri incentivi statali, destinati ai medesimi progetti.

Clicca qui per accede al portale informatico Efficienza Energetica

solarius-t
solarius-t
Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

Aggiungi l’indirizzo e-mail biblus-net@accasoftware.it alla tua rubrica per ricevere regolarmente le newsletter.

Per visualizzare le newsletter precedenti, consulta l'archivio on line.

Per pubblicare le notizie di BibLus-net sul tuo sito web, clicca qui e avvia la composizione guidata

Tutti i contenuti di BibLus-net sono di proprietà di ACCA software S.p.A. e possono essere riprodotti senza autorizzazione di ACCA software S.p.A. a condizione che sia chiaramente riportata la fonte: "BibLus-net - ACCA software - biblus.acca.it". ACCA software S.p.A. non si assume alcuna responsabilità per danni derivanti dall'uso professionale delle informazioni pubblicate. Leggi le condizioni d'uso.

Ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 "Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati" e del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 "Codice in Materia di Protezione dei Dati Personali", l'Interessato può richiedere di non ricevere più in futuro ulteriori informazioni cliccando qui