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Newsletter 638 del 14 novembre 2019

In questo numero:



DeCuius
Dichiarazione di successione 2019 online
Sicurezza
Antincendio: presentata la bozza della Regola Tecnica per strutture sanitarie
Lavori pubblici
Fondi per piccoli comuni e opere immediatamente cantierabili: domande entro l’11 dicembre
Titoli edilizi
Apertura su parete esterna e titolo edilizio
Professioni tecniche
Geometri, building manager degli immobili pubblici
Varie e brevi
Legge di Bilancio 2020, il testo del ddl al Senato
Lavori pubblici
Contributi di gara: pagamento più semplice con il nuovo portale ANAC
Sicurezza
Antincendio, arriva la regola tecnica per stoccaggio e trattamento rifiuti
Rinnovabili
Ecco i nuovi portali GSE per assistenza clienti ed autoconsumo
Opere edili
Abusi edilizi e fine lavori: a chi spetta l’onere della prova?
Opere edili
Piano casa Puglia, proroga al 31 dicembre 2020
Varie e brevi
Accessori per serramenti: in italiano le UNI 13126 parti 15/16/17
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Dichiarazione di successione 2019 online

Dichiarazione di successione online 2019, il focus sulle nuove regole, con il download dei modelli e con il confronto tra software gratuito e professionale per l’invio telematico


/ di Nicola Furcolo

La successione ereditaria è un processo giuridico che comporta il trasferimento del patrimonio ereditario dal soggetto defunto (anche denominato “de cuius“) ai suoi successori.

Per patrimonio ereditario si intende l’insieme dei rapporti patrimoniali attivi e passivi trasmissibili che fanno capo al defunto al momento della sua morte.

Esistono due tipi di successione:

  • successione testamentaria, quando è regolata da un testamento;
  • successione legittima, quando è disciplinata esclusivamente dalla legge.

Nel caso esista un testamento, ma non disciplini l’intera successione, la stessa sarà in parte testamentaria e in parte legittima.

A taluni soggetti, quali il coniuge, i discendenti e gli ascendenti in mancanza di discendenti, spetta in ogni caso il diritto ad una quota di eredità. Questo diritto alla quota di legittima configura un limite all’autonomia testamentaria e si inquadra nell’ambito della cosiddetta successione necessaria.

Successibili, legittimari ed eredi legittimi

Nella successione legittima la legge individua 5 categorie di soggetti che possono diventare eredi, cosiddetti successibili:

  1. il coniuge
  2. i discendenti
  3. gli ascendenti
  4. i collaterali;
  5. gli altri parenti e lo Stato

La devoluzione a tali soggetti segue le regole dettate dagli artt. 565 e successivi del Codice civile.

Nella categoria dei successibili si individuano:

  • i legittimari: il coniuge, i discendenti (ossia i figli) ed, in caso di mancanza di figli, gli ascendenti (genitori)
  • gli eredi legittimi (che verranno alla successione solamente in mancanza dei legittimari): collaterali, altri parenti sino al sesto grado ed, in mancanza di un successibile, lo Stato Italiano, il quale acquista di diritto senza accettazione.

La dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione è un particolare adempimento a carico degli eredi chiamati all’eredità da effettuarsi entro 12 mesi dalla data di apertura della successione. La data di apertura della successione coincide generalmente con la data del decesso del de cuius.

La dichiarazione può essere presentata:

  • direttamente dal contribuente
  • tramite un intermediario

Come si presenta la dichiarazione di successione

Secondo le nuove regole, la dichiarazione di successione con la relativa domanda di voltura catastale, con riferimento alle successioni aperte successivamente al 3 ottobre 2006, deve essere presentata per via telematica. L’uso del modello cartaceo era consentito fino al 31 dicembre 2018.

Se il decesso è avvenuto prima del 3 ottobre 2006 è necessario, comunque, utilizzare le vecchie regole con la compilazione del Modello 4. Anche per le dichiarazioni integrative, sostitutive o modificative di una precedente dichiarazione presentata con il Modello 4, occorre continuare ad utilizzare questo modello seguendo le relative modalità di presentazione.

Chi deve presentare la dichiarazione di successione

Sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione:

  • gli eredi
  • i chiamati all’eredità (purché non vi abbiano espressamente rinunciato o – non essendo nel possesso dei beni ereditari – chiedono la nomina di un curatore dell’eredità, prima del termine previsto per la presentazione della dichiarazione di successione)
  • i legatari
  • i rappresentanti legali degli eredi o dei legatari
  • gli immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta
  • gli amministratori dell’eredità
  • i curatori delle eredità giacenti
  • gli esecutori testamentari
  • i trustee.

Se più persone sono obbligate alla presentazione della dichiarazione è sufficiente presentarne una sola.

Contribuenti esonerati dalla dichiarazione di successione

Non c’è obbligo di dichiarazione se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario ha le seguenti caratteristiche:

  • valore dell’eredità non superiore a 100.000 euro
  • l’eredità non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.

Come versare le imposte di successione

Quando nell’attivo ereditario è presente un immobile, prima di presentare la dichiarazione di successione occorre autoliquidare:

  • l’imposta ipotecaria
  • l’imposta catastale
  • l’imposta di bollo
  • la tassa ipotecaria
  • i tributi speciali (per esempio, per le formalità ipotecarie).

Il pagamento delle somme dovute e calcolate in autoliquidazione avviene con addebito su un conto aperto presso un intermediario della riscossione, convenzionato con l’Agenzia delle Entrate, ed intestato al dichiarante oppure al soggetto incaricato della trasmissione telematica, identificati dal relativo codice fiscale. Per questo, quando si compila la dichiarazione vanno indicati il codice Iban del conto sul quale addebitare le somme dovute ed il codice fiscale dell’intestatario del conto corrente.

In caso di addebito su conto corrente, occorre compilare preventivamente questo modello.

Relativamente all’imposta di successione, questa è liquidata dall’ufficio territoriale competente sulla base della dichiarazione presentata e può essere pagata anche a rate in base alle seguenti modalità:

  • almeno il 20% dell’importo deve essere versato entro sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione
  • la parte restante è versata in otto rate trimestrali (dodici, per importi superiori a ventimila euro), sulle quali sono dovuti gli interessi calcolati dal primo giorno successivo al pagamento della tranche iniziale. Le rate scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre.

La rateazione non è ammessa per importi inferiori a 1.000 euro.

La decadenza è esclusa in caso di “lieve inadempimento”, cioè:

  • insufficiente versamento della rata, per una frazione non superiore al 3% e, in ogni caso, a 10.000 euro
  • tardivo versamento della somma pari al 20%, non superiore a 7 giorni.

Il lieve inadempimento è applicabile anche al versamento in unica soluzione.

Download modelli di dichiarazione (aggiornamento ottobre 2019)

L’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento del 21 ottobre 2019 n. 728796/2019, ha aggiornato il Modello di “Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali”, le relative istruzioni per la compilazione e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica.

  • Modello – pdf
  • Istruzioni fascicolo 1 – pdf
  • Istruzioni fascicolo 2 – pdf

Vecchio Modello 4

  • Modulo 04 – Dichiarazione di successione – pdf

A far data da 20 dicembre 2019 non potrà più essere utilizzato il precedente modello di successione e l’Agenzia delle Entrate accetterà solo le successioni inviate nel rispetto delle nuove specifiche tecniche per la trasmissione.

DeCuius è già pronto e risponde a tutte le nuove indicazioni dell’Agenzia delle Entrate.

Software “SuccessioniOnLine” dell’Agenzia delle Entrate, guida all’installazione e all’uso

SuccessioniOnLine è il software delle Entrate che consente la compilazione della dichiarazione di successione secondo le nuove regole.

Per installare il software è necessario procedere a tutta una serie di preliminari, tra cui l’installazione del software Java Virtual Machine 1.7.

Java

Dopo aver installato la macchina virtuale di Java, occorre lanciare il software dal collegamento che viene creato nel seguente percorso:

Start -> Tutti i programmi -> Atti registro -> Dichiarazione di successione 

Lanciato l’applicativo, bisogna compilare il proprio “Profilo Utente”

scelta-profilo-utente

Occorre specificare se il contribuente trasmetterà direttamente la dichiarazione (attraverso altri servizi e procedure. NB: precisiamo sin da ora che con SuccessioniOnLine non si può inviare la dichiarazione, ma solo generare un file da trattare successivamente) oppure se l’utilizzatore è un soggetto intermediario che invierà la dichiarazione per conto di altri.

Dopo aver lanciato il programma, è possibile avviare la compilazione di una nuova dichiarazione di successione, premendo il bottone “Nuova dichiarazione”.

Si avvia una sorta di compilazione assistita, che ricorda innanzitutto all’utente i limiti del programma, tra cui quello di poter usare il programma solo per le successioni aperte successivamente al 3 ottobre 2006.

Wizard iniziale SuccessioniOnline

Wizard iniziale SuccessioniOnline

Si procede ad inserire manualmente i dati richiesti: codice fiscale e dati anagrafici del defunto, codice fiscale e dati anagrafici del dichiarante, codice carica, ecc.

Il software effettua controlli sulla correttezza dei dati (come ad esempio del codice fiscale), ma non offre alcuna utility per correggere/definire i valori corretti.

wizard-controlli

Completata la compilazione del Wizard, si passa alla compilazione del frontespizio (con i dati generali) e dei vari quadri.

Occorre compilare i campi richiesti; tuttavia non è presente una guida puntuale per la spiegazione dei dati, né vengono forniti particolari aiuti. In caso di errore e mancata compilazione di dati necessari, viene semplicemente indicato che il dato è errato o mancante, senza funzionalità di diagnostica.

errore

Purtroppo, durante la compilazione della pratica ci si è anche trovati nella condizione di dover provare a modificare diversi campi, riuscendo a “sbloccare” la situazione di stallo dopo un bel po’ di tempo.

Si procede poi a compilare l’attivo ereditario, compilando tutti i dati richiesti. I valori relativi a Codice Comune, valore catastale, ecc. vanno inseriti manualmente. Il programma non prevede la definizione automatica.

Nei quadri EB, EC è possibile aggiungere nuovi beni, selezionando il bottone “nuovo modello”, posto nella parte in basso a destra della finestra.

Terminata la compilazione dei quadri relativi ai beni posseduti, si procedere alla liquidazione delle imposte.
liquidazione-delle-imposte

Il software definisce in automatico le imposte; tuttavia, ravvedimenti, sanzioni, interessi o altro tipo di imposte vanno inseriti manualmente.

Occorre anche inserire le coordinate bancarie con codice fiscale e iban dell’intestatario del conto.

Relativamente ai documenti allegati (dichiarazione sostitutiva atto di morte, autoliquidazione, albero genealogico, ecc.) non è presente un editor che guidi il contribuente nella compilazione, ma vanno semplicemente allegati alla pratica. A tal fine, nel quadro EG, per ogni documento occorre procedere nel seguente modo, non troppo intuitivo:

  1. specificare il numero di allegati per ogni rigo: esempio “1”
  2. cliccare sul bottone “+”
  3. attendere l’apertura del dialogo e scegliere il file da allegare
  4. confermare con il bottone “Apri…”
  5. inserire una descrizione
  6. confermare

allegati

Occorre ripetere l’operazione per ogni allegato.

Infine, solo se tutti i dati immessi sono corretti, la cartella del quadro EH diventa verde ed è possibile procedere alle dichiarazioni sostitutive, ecc.

quaxdro-eh

Diventa finalmente possibile visualizzare il quadro EE con il prospetto riepilogativo dell’asse ereditario.

Selezionando “Chiudi” si completa l’iter di generazione del file XML; in particolare, il file con estensione “.suc” viene salvato nella cartella: “C:\AttiRegistro\arc\”.

creazione-xml

Da notare che il file “.suc” dovrà poi essere validato e trattato per il successivo invio telematico.

Di seguito si analizza l’iter per la compilazione e l’invio della nuova dichiarazione di successione mediante l’utilizzo di un software professionale, ossia DeCuius versione 9.00 di ACCA software.

Dichiarazione di successione con il software professionale ACCA DeCuius

La nuova versione del software professionale DeCuius presenta nella parte sinistra della schermata un navigatore ad albero che guida l’utente nella compilazione di tutti i campi richiesti.

Il software è in grado di guidare e supportare costantemente l’utilizzatore con l’ausilio di una diagnostica in tempo reale; anche l’input dei dati appare agevole e assistito. I campi tipo (codice fiscale, CAP, codice comune, ecc.) sono generati automaticamente dal programma.

È possibile generare dichiarazioni di successione anche antecedenti al 3 ottobre 2006.

Nella maschera iniziale, dopo aver inserito i dati richiesti, viene visualizzata “diagnostica dinamica” che informa l’utente sullo stato della pratica: ad esempio se fossero già scaduti i termini di presentazione della pratica, il software ci informerebbe delle tempistiche e dei modi per avvalersi del ravvedimento operoso (qualora possibile). Anche i calcoli vengono effettuati in automatico.

Albero genealogico

Terminata la compilazione dei dati generali degli attori, DeCuius fornisce in automatico l’albero genealogico, sia in forma grafica che in forma testuale.

Definizione dell’asse ereditario e calcoli automatici

Anche l’input dei beni immobili (sia terreni che fabbricati) risulta snello e agevolato: basta inserire la rendita e il software determina in automatico il valore imponibile (mostrando anche i calcoli effettuati).

Inoltre, è possibile importare i dati catastali in maniera automatizzata direttamente da una visura catastale in formato PDF: il software riconosce tutti i cespiti presenti con i rispettivi dati (rendite, classi, categorie, consistenze, ecc.).

Diagnostica costante e help normativo

DeCuius offre una diagnostica completa che “vigila” sull’operato del tecnico, impedendogli di volta in volta di commettere errori in fase di compilazione.

Inoltre, è disponibile un help normativo sui vari quadri e campi, che “spiega” le nuove regole in maniera semplice e comprensibile.

help-de-cuius

Documentazione da allegare

Con DeCuius si ottiene direttamente, e senza possibilità di errore, la compilazione automatica degli allegati obbligatori.

Dopo aver inserito i dati richiesti, il software genera automaticamente i documenti:

  • prospetto di liquidazione
  • modello di pagamento (se necessario)
  • altri modelli (compilabili e personalizzabili con l’editor interno)

Tutti gli allegati generati dal programma sono già conformi al formato richiesto dall’Agenzia delle Entrate (PDF/A).

Infine, è possibile stampare la dichiarazione di successione e ottenere, in funzione dei casi:

  • il Modello di dichiarazione di successione 2017
  • il vecchio Modello 4
  • il file per l’invio telematico (.suc)

Vantaggi offerti da DeCuius

Pur apprezzando lo sforzo effettuato dall’Agenzia delle Entrate di offrire un software per la compilazione della dichiarazione di successione ed i vantaggi derivanti da un software gratuito, l’uso di un software professionale offre al tecnico una serie innumerevole di vantaggi.

Di seguito riportiamo alcuni dei vantaggi offerti da un software professionale come DeCuius:

  • semplicità d’utilizzo
  • assistenza tecnica telefonica gratuita
  • diagnostica continua e con controllo completo sull’input dei dati
  • diagnostica con un primo controllo per la produzione dei file per l’invio telematico
  • help in linea che guida il tecnico nella compilazione dei dati secondo le indicazioni tecniche del Fascicolo 1 e 2 e secondo i vari provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate
  • strumento unico ed integrato, con compilazione automatica di: codice fiscale, codice Comune
  • calcolo automatico di sanzioni e interessi
  • definizione automatica del ravvedimento operoso
  • compilazione automatica della modulistica da allegare
  • generazione automatica del prospetto di autoliquidazione
  • generazione automatica dell’albero genealogico sia in formato grafico che testuale
  • editor di testo per la compilazione e la personalizzazione dei modelli
  • possibilità di gestire la voltura anche in maniera separata dalla successione
  • possibilità di gestire successioni apertesi prima del 3 ottobre 2006
  • possibilità di modifica/integrazione di successioni aperte con la vecchia modalità
  • possibilità di generazione e stampa F24
  • allegati prodotti dal programma già validati secondo le regole e i formati previsti.

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Antincendio: presentata la bozza della Regola Tecnica per strutture sanitarie

Ecco il testo della bozza della Regola Tecnica Verticale in materia di prevenzione incendi nelle strutture sanitarie con più di 25 posti letto

Il Comitato Centrale Tecnico Scientifico (CCTS) il 16 ottobre scorso ha presentato, in materia di prevenzione incendi, le bozze di due nuove Regole Tecniche Verticali (RTV):

  • strutture sanitarie
  • impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti.

Strutture sanitarie e prevenzione incendi

La normativa nazionale prevede che tutte le strutture sanitarie, nuove ed esistenti, debbano dotarsi di adeguati sistemi di protezione antincendio.

Con l’entrata in vigore il 7 ottobre 2011 del nuovo regolamento di prevenzione incendi di cui al dpr n. 151/2011, gli ospedali (e simili) sono ricompresi al punto 68 dell’allegato I al decreto; inoltre, a differenza di quanto previsto dal vecchio elenco del dm del 1982, comprende anche attività prima non soggette (Strutture sanitarie che erogano prestazioni di assistenza specialistica in regime ambulatoriale, ivi comprese quelle riabilitative, di diagnostica strumentale e di laboratorio).

Ai fini della prevenzione incendi, le strutture sanitarie sono realizzate e gestite in modo da:

  • minimizzare le cause di incendio;
  • garantire la stabilità delle strutture portanti al fine di assicurare il soccorso agli occupanti;
  • limitare la produzione e la propagazione di un incendio all’interno dei locali;
  • limitare la propagazione di un incendio ad edifici e/o locali contigui;
  • assicurare la possibilità che gli occupanti lascino il locale indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo;
  • garantire la possibilità per le squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza.

Bozza RTV strutture sanitarie

La bozza della nuova Regola Tecnica Verticale circa le strutture sanitarie contiene un aggiornamento delle disposizioni di prevenzione incendi riguardanti:

  • le strutture sanitarie, con numero di posti letto P > 25, che erogano prestazioni:
    • in regime di ricovero ospedaliero o residenziale a ciclo continuativo o diurno
    • residenze sanitarie assistenziali (RSA)
  • le strutture sanitarie che erogano prestazioni di assistenza specialistica in regime ambulatoriale, ivi comprese quelle riabilitative, di diagnostica strumentale e di laboratorio, di superficie complessiva superiore a 500 m(per superficie complessiva si considera la superficie lorda della struttura compresa di servizi e depositi funzionali alla struttura sanitaria medesima).

Per la progettazione della sicurezza antincendio delle case di riposo per anziani con numero di posti letto P > 25 può essere impiegata la RTV V.5 “Attività ricettive turistico-alberghiere”.

I contenuti sono:

  • Scopo e campo di applicazione
  • Definizioni
  • Classificazioni
  • Valutazione del rischio di incendio
  • Strategia antincendio
    • Reazione al fuoco
    • Resistenza al fuoco
    • Compartimentazione
    • Esodo
    • Gestione della sicurezza antincendio
    • Controllo dell’incendio
    • Rivelazione ed allarme
    • Controllo di fumi e calore
    • Operatività antincendio
    • Sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio
  • Altre indicazioni
  • Opera da costruzione con un numero di posti letto P ≤ 25
  • Riferimenti

In allegato la bozza non in vigore della nuova RTV che sarà integrata nel Codice di prevenzione incendi (dm 3 agosto 2015), specificatamente nella sezione V.

antifuocus
antifuocus

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Fondi per piccoli comuni e opere immediatamente cantierabili: domande entro l’11 dicembre

Pubblicato il decreto del MIT che stabilisce come presentare istanza per i lavori immediatamente cantierabili nei piccoli comuni fino a 3.500 abitanti: domande entro l’11 dicembre

E’ stato pubblicato il Decreto MIT n. 14472, che segue il Decreto Interministeriale MIT-MEF n. 400/2019, per l’attuazione del Programma di interventi infrastrutturali per piccoli comuni fino 3.500 abitanti, di cui alla Legge n. 55/2019 (Sblocca Cantieri).

Il provvedimento ha destinato 7.535.118,69 di euro per il finanziamento per lavori di immediata cantierabilità, relativi a:

  • manutenzione di strade;
  • illuminazione pubblica;
  • strutture pubbliche comunali;
  • abbattimento delle barriere architettoniche.

Decreto MIT dell’ 11 novembre (dettagli per l’invio delle domande)

L’ultimo decreto del Ministero stabilisce che le domande devono essere inviate via PEC entro l’11 dicembre 2019 e devono contenere:

il progetto esecutivo o, nei casi previsti dal decreto legge 18 aprile 2019, n. 32 il progetto definitivo, costituito almeno da:

  • una relazione generale;
  • l’elenco dei prezzi unitari delle lavorazioni previste;
  • il computo metrico estimativo;
  • il piano di sicurezza e di coordinamento con l’individuazione analitica dei costi della sicurezza da non assoggettare a ribasso.

Nello specifico i Comuni presentano richiesta di finanziamento accompagnata da delibera di Giunta Comunale contenente:

  1.  approvazione del progetto, dell’elenco elaborati e del quadro economico relativo all’intervento oggetto della richiesta di finanziamento;
  2. elenco dei pareri, permessi e nulla osta propedeutici all’approvazione e all’avvio dell’intervento con indicazione degli estremi di acquisizione;
  3. dichiarazione della rispondenza dell’intervento proposto alle finalità del programma ministeriale con specifico riferimento al requisito dell’immediata cantierabilità dei lavori e con indicazione della qualificazione tecnico giuridica dell’intervento ai sensi dell’art.3 del dPR 380/2001;
  4. nomina del Responsabile del Procedimento ai sensi della legge 241/90 e del dlgs. 50/2016;
  5. indicazione, ai fini dell’accreditamento delle erogazioni, del codice IBAN del conto corrente della Tesoreria Provinciale dello Stato competente per territorio o, nei casi previsti dalla legge, del conto corrente della Tesoreria Comunale.

Alla delibera dovranno essere allegati tutti gli elaborati relativi al progetto approvato.

Decreto Interministeriale MIT-MEF n. 400/2019 (elenco Comuni ammessi a presentare istanza)

Ricordiamo che il citato Decreto Interministeriale  n. 400/2019 ha come allegato l’elenco dei Comuni ammessi a presentare istanza per accedere al finanziamento, selezionati in base al grado di urbanizzazione e all’Indice di Vulnerabilità Sociale e Materiale.

Sono stati esclusi dal finanziamento i piccoli Comuni che hanno già avuto accesso ad altri programmi (come: Nuovi progetti di intervento e 6.000 Campanili).

L’importo massimo finanziabile per intervento è di 200.000 euro (di cui fino a 150.000 euro per lavori, fino a 50.000 euro per somme a disposizione).

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Apertura su parete esterna e titolo edilizio

Dalla Cassazione i chiarimenti: per la modifica di un’apertura effettuata sulla parete esterna di un edificio occorre il permesso di costruire

Non potendo considerare la modifica di un’apertura esterna di un edificio un intervento di manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo, ma ristrutturazione pesante, è necessario il permesso di costruire.

Questa la risposta della Corte di Cassazione, sentenza n. 44503/2019, intervenuta in merito al ricorso presentato da una proprietaria contro la condanna della Corte di Appello per aver realizzato opere senza permesso di costruire e senza autorizzazione paesaggistica in zona sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale ed archeologico (di cui agli artt. 44, comma 1, lett. c, dpr n. 380/2001 e 181 dlgs n. 42/2004).

Gli interventi in esame riguardano il restauro di due aperture lignee con trasformazione delle stesse in un’unica apertura a vetri, di dimensioni inferiori a quelle preesistenti.

Intervento che, a detta della ricorrente, sul piano urbanistico avrebbe dovuto essere considerato come manutenzione straordinaria o restauro conservativo e comunque non assoggettato a permesso di costruire; su quello paesaggistico non sarebbe stata necessaria l’autorizzazione, rientrando le opere tra quelle disciplinate nell’art. 149 dlgs. 42/2004 e, comunque, nell’art. 2 dPR 31/2017, da applicarsi retroattivamente trattandosi di norma più favorevole.

Parere della Corte di Cassazione

Gli ermellini hanno chiarito che la modifica delle aperture effettuata sulla parete esterna di un edificio non sono riconducibili né alla categoria della manutenzione straordinaria, né a quelle del restauro o risanamento conservativo; è invece qualificabile come ristrutturazione edilizia pesante ed, in quanto tale, è richiesto il previo rilascio del permesso di costruire.

L’art. 10, comma 1, lett. del Testo Unico Edilizia prevede, infatti, l’assoggettamento al permesso di costruire gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni.

Nel caso in esame, conclude la Cassazione, l’intervento oltre ad essere soggetto al rilascio del permesso di costruire necessitava anche del  rilascio della relativa autorizzazione paesaggistica, in quanto stante il vincolo paesaggistico.

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Geometri, building manager degli immobili pubblici

Building manager: accordo tra Consiglio Nazionale Geometri e Geometri laureati e Invimit per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici

I  geometri diverranno veri e propri building manager di grandi immobili pubblici, gestendo e valorizzando gli edifici della pubblica amministrazione (PA) anche sotto il profilo energetico. Questa la nuova linea di azione alla base dell’accordo fra Invimit Sgr e il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati (CNGeGL).

La collaborazione tra i Geometri e la società partecipata al 100% dal Ministero Economia e Finanze, di gestione del patrimonio immobiliare pubblico, estende la convenzione esistente dal 2014, ampliandola anche alla gestione e all’efficientamento energetico di grandi complessi immobiliari.

La riforma del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) e la riorganizzazione dell’informatizzazione della PA tra i motivi alla base della rideterminazione della sinergia.

Lo spirito dell’iniziativa trova conferma nelle parole del Presidente Invimit sgr:

I nostri obiettivi sono due: gestire e manutere il patrimonio già messo a reddito e valorizzare per dismettere i beni non più in uso. In entrambi i casi, i Geometri sono per noi una risorsa preziosa, perché oltre ad essere presenti in modo capillare su tutto il territorio, conoscono già nel dettaglio la situazione edilizia, urbanistica e catastale di ogni comune.

Questa la posizione del CNGeGL nelle parole del suo Presidente:

Noi forniremo a Invimit una short list di colleghi, mettendo loro a disposizione le candidature ricevute dai Collegi, il tutto con una procedura trasparente che sarà resa nota con una circolare. Sarà necessario, inoltre, aver seguito il nostro corso di formazione online, specifico sulla valorizzazione dei beni immobili. Grazie inoltre all’intervento di Cassa Geometri nell’accordo, i nostri professionisti potranno essere saldati subito, tramite il fondo rotativo che anticiperà le somme, evitando eventuali i ritardi nei pagamenti.

I Geometri dovranno occuparsi dei cosiddetti “immobili complessi”, edifici da valorizzare dislocati su tutto il territorio nazionale conferiti da enti pubblici statali e locali: il valore degli immobili individuati da Invimit è di circa 1,6 miliardi di euro, e si tratta di appartamenti, caserme in uso ai Carabinieri (comprese quelle storiche della Moscova a Milano o della Bergia a Torino), ma anche immobili di pregio, come l’ospedale S. Giacomo di Roma, chiuso da tempo e in attesa di nuova destinazione o l’ex colonia Inps a Giulianova (Teramo).

building manager

Building Manager: cos’è

Il Building Manager si differenzia dal classico Amministratore di Condominio in quanto ne rappresenta l’evoluzione in termini più moderni e tecnici: è un professionista in grado non solo di amministrare il condominio, ma anche di offrire servizi integrati agli utenti e sviluppare l’economia del condominio stesso, passando dalla tradizionale “amministrazione” degli immobili alla “gestione” degli stessi e dei servizi integrati.

Un amministratore di condominio 4.0, potremmo dire, con competenze professionali che esulano dalla classica mediazione e sconfinano in materie più specifiche, quali la gestione dell’energia o le valutazioni immobiliari, giusto per citare due ambiti che ne caratterizzeranno sempre di più il lavoro.

termus
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Legge di Bilancio 2020, il testo del ddl al Senato

Legge di Bilancio 2020 novità per imprese, professioni, famiglie, tasse, pensioni, lavoro: dal bonus facciate, proroga agevolazioni edilizie alla lotta all’evasione

Dopo l’approvazione del Consiglio dei Ministri, nella riunione n. 09 del 15 ottobre 2019, della legge di Bilancio 2020 (e con essa anche del decreto fiscale), il testo è stato inviato (il 2 novembre) al Senato, dando così il via ufficiale all’iter parlamentare che porterà all’approvazione definitiva entro il 31 dicembre 2019.

Tante le novità: stop all’aumento IVA;  stop alla cedolare secca sugli affitti; stretta sul regime forfettario; previsto un ampio capitolo fiscale con proroghe alle agevolazioni edilizie; revisione detrazioni e nuove imposte (plastic tax, sugar tax, auto aziendali);taglio del cuneo fiscale con aumenti in busta paga per i lavoratori.

Ci sono, inoltre, norme per il lavoro, l’ambiente e la lotta all’evasione; nonché investimenti per la famiglia e la disabilità. Misure che consentono, quindi, di avviare le politiche contenute ed anticipate con la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza.

Detrazioni fiscali per il 2020

Vengono prorogate a tutto il 2020 le seguenti detrazioni edilizie:

  • riqualificazione energetica (65%),
  • ristrutturazioni edilizie (50%);
  • bonus mobili (al 50%, fino a 10.000 euro).

Per il 2020 è previsto, inoltre, il “Bonus Facciate” il nuovo beneficio fiscale introdotto nella legge di Bilancio dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, al fine di promuovere gli interventi di restauro e recupero delle facciate di palazzi e condomìni. Una misura che servirà a migliorare l’aspetto delle città italiane.

Si tratta di un credito di imposta del 90% sulle spese sostenute per il restauro ed il recupero delle facciate degli edifici, senza limiti di spesa, come previsto dall’art. 25 della legge di Bilancio 2020:

 All’articolo 16, comma l del decreto- legge 4 giugno 2013, n.63, convertito, con  modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n .90, dopo il comma l è  inserito il seguente: «1.1 Per le spese documentate, sostenute nell’anno 2020, relative agli interventi edilizi, ivi inclusi quelli di manutenzione ordinaria, finalizzati al recupero o restauro della facciata degli edifici la detrazione dall’imposta lorda di cui al comma l è incrementata al 90 per cento. Non si  applicano i limiti massimi di spesa di cui al comma l del presente articolo e dei commi l e 3 de li’ articolo 16-bis del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modificazioni. Restano ferme le ulteriori disposizioni contenute nel suddetto articolo 16-bis.». 

L’agevolazione mira, quindi, alla riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale ed al decoro urbano, con effetti sicuramente positivi anche per il settore edile. Infatti, come scrive il ministro Franceschini:

Nella legge di bilancio una norma coraggiosa che renderà più belle le città italiane. Con il Bonus Facciate un credito fiscale del 90% per chi rifà nel 2020 la facciata di casa o del condominio, in centro storico o in periferia, nelle grandi città o nei piccoli comuni.

Non c’è la proroga del bonus verde.

Tasse

Le detrazioni Irperf al 19% si applica solo se le spese sono state effettuate con pagamenti tracciabili, eccezion fatta per le detrazioni sanitarie.
Plastic tax: pari a 1 euro al chilo, su imballaggi e confezioni monouso in plastica. Le imprese dl settore che, invece, effettuano investimenti tecnologici per produrre manufatti biodegradabili compostabili hanno un credito d’imposta al 10%.

E’ prevista, poi, la sugar tax: imposta sulle bevande che contengono zuccheri, pari a 10 euro per ettolitro, oppure 0,25 euro al chilo per i prodotti predisposti ad essere utilizzati previa diluizione.

Anticipata al 2022 la deducibilità integrale IMU reddito d’impresa; nel 2020 la deducibilità è al 50% e sale al 60% nel 2021. Accorpamento IMU-TASI per tutti i proprietari di immobili; rimane l’esenzione per la prima casa.

La cedolare secca resta al 10% sugli affitti a canone concordato.

Lavoro

Prende il via un percorso di diminuzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e di riforma complessiva del regime Irpef per tutti i lavoratori dipendenti: già dal 2020 si riduce il cuneo fiscale a carico dei lavoratori, con l’istituzione di un fondo, 3 miliardi di euro per il 2020 e 5 mld l’anno successivo.

In merito alle assunzioni agevolate continua ad applicarsi agli under 35 per tutto il 2020 (e non solo fino ai 30 anni) l’esonero contributivo al 50%, fino a un tetto di 3.000 euro, previsto dalla manovra 2018 per le assunzioni di giovani.

Diventa più oneroso per il dipendente il possesso dell’auto aziendalenel reddito Irpef del lavoratore confluisce il 60% (e non più il 30% del fringe benefit), il valore convenzionale del costo chilometrico.

Per i buoni pasto, invece, la detassazione scende a 4 euro per i buoni cartacei ma sale ad 8 euro per quelli digitali.

Piano Cashless

Prevista la realizzazione di un piano finalizzato ad aumentare i pagamenti elettronici predisponendo, inoltre:

  • l’introduzione di un super bonus da riconoscersi all’inizio del 2021 in relazione alle spese effettuate con strumenti di pagamento tracciabili nei settori in cui è ancora molto diffuso l’uso del contante;
  • l’istituzione di estrazioni e premi speciali per le spese pagate con moneta elettronica;
  • le sanzioni per la mancata accettazione dei pagamenti con carte di credito o bancomat.

Imprese e innovazione

Si stanziano le risorse necessarie a proseguire gli incentivi del programma “Industria 4.0” per sostenere gli investimenti privati e favorire il rinnovo dei sistemi produttivi. Tra questi:

  • proroga superammortamento al 130%super e iper ammortamento (per beni tecnologici, software ed economia circolare);
  • rifinanziamento della legge Sabatini che finanzia gli investimenti delle PMI in beni strumentali e tecnologie, nell’ambito della quale una quota del 25% è destinata a progetti ambientali;
  • credito di imposta per la “Formazione 4.0”;
  • nuovo credito d’imposta al 10%, fino a un massimo di 60.000 euro a impresa, sugli investimenti tecnologici nell’ambito di progetti green.

Fra le altre misure per le imprese: torna l’ACE, aiuto alla crescita economica, con coefficiente nozionale pari a 1,3%, previsto un nuovo Piano Made in Italy, e un pacchetto di misure per il Sud.

Investimenti pubblici e privati e ambiente

Prevista l’istituzione di 2 nuovi fondi:

  • uno per finanziare gli investimenti dello Stato e degli enti territoriali;
  • uno per contribuire (con garanzie, debito o apporto di capitale di rischio) alla realizzazione di investimenti privati sostenibili nell’ambito del green new deal.

Alle suddette risorse vanno, inoltre, aggiunte quelle relative al sostegno degli investimenti privati sotto forma di contributi e di incentivi.

Mezzogiorno

Vengono destinate risorse ad interventi per incentivare gli investimenti delle imprese, alle infrastrutture sociali e al risparmio energetico nelle regioni del Mezzogiorno.

Contratti pubblici

Sono stati aumentati gli stanziamenti del triennio 2019-2021 per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego del comparto Stato.

Lotta all’evasione

Al fine di contrastare l’evasione e le frodi fiscali in più settori è previsto:

  • un inasprimento delle pene per i grandi evasori;
  • l’introduzione di misure per contrastare l’illecita somministrazione di manodopera e l’aggiramento della normativa contrattuale in tema di appalti da parte di cooperative o imprese fittizie;
  • il rafforzamento di misure contro le frodi nel settore dei carburanti;
  • il rafforzamento al contrasto all’evasione e all’illegalità nel settore dei giochi, attraverso l’istituzione del registro unico degli operatori del gioco pubblico e il blocco dei pagamenti per i soggetti che operano dall’estero senza concessione, anche attraverso l’istituzione dell’agente sotto copertura.

Famiglie

Vengono destinate ulteriori ingenti risorse agli interventi per la famiglia, che saranno oggetto di un piano di razionalizzazione e semplificazione.

Salute

A partire dalla seconda metà del 2020 è prevista la cancellazione del superticket nella sanità ed un incremento delle risorse per il sistema sanitario nazionale, destinate comunque ad aumentare nel prossimo triennio.

Previdenza e welfare

Prevista la conferma del sussidio economico che accompagna alla pensione le categorie di lavoratori da tutelare (cosiddetta APE Social) e la possibilità per le lavoratrici pubbliche e private di andare in pensione anticipata anche per il 2020 (la cosiddetta Opzione Donna).

Canone RAI

Confermata anche per il 2020 l’esenzione dal canone RAI per gli anziani a basso reddito.

Persone diversamente abili

Vengono stanziate risorse necessarie all’attuazione della delega per le politiche di sostegno alle persone diversamente abili.

Previste anche nuove risorse in 3 distinti fondi:

  • la tutela del diritto al lavoro;
  • l’assistenza;
  • le esigenze di mobilità.

Rimaniamo in attesa della pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale, per essere poi convertito in legge entro 60 giorni.

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Contributi di gara: pagamento più semplice con il nuovo portale ANAC

L’ANAC ha aderito al sistema pagoPa attraverso cui è possibile effettuare i pagamenti dei contributi di gara in modo più semplice, rapido e sicuro

L’autorità anticorruzione (ANAC) ha aderito al sistema pagoPA, così come  previsto dall’art. 5 del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD).

Tale sistema di pagamenti elettronici è stato realizzato dall’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid), per rendere più semplice, sicuro e trasparente qualsiasi pagamento verso la Pubblica Amministrazione.

Il nuovo portale dei pagamenti ANAC consente, mediante il sistema pagoPA, di:

  • consultare la propria posizione debitoria (avvisi di pagamento pagoPA);
  • effettuare pagamenti spontanei;
  • effettuare pagamenti conto terzi;
  • consultare i pagamenti effettuati in favore dell’Autorità;
  • ottenere le ricevute e le quietanze dei pagamenti effettuati.

Il servizio è disponibile a partire dall’11 novembre 2019.

A chi è rivolto

In questa prima versione il servizio è dedicato al contribuente operatore economico (OE) che intende partecipare a procedure di scelta del contraente per l’affidamento di lavori, servizi e forniture.

Il servizio permette di pagare gli avvisi di pagamento pagoPA (identificati dallo IUV, Identificativo Univoco Versamento), generati attraverso il servizio di Gestione Contributi Gara (GCG).

Modalità di pagamento

E’ possibile scegliere tra le seguenti modalità di pagamento:

  • pagamento on line – scegliendo uno dei canali di pagamento disponibili sul sistema pagoPA;
  • pagamento mediante avviso – utilizzando le infrastrutture messe a disposizione da un Prestatore dei Servizi di Pagamento (PSP) abilitato a pagoPA (sportelli ATM, applicazioni di home banking – servizio CBILL e di mobile payment, punti della rete di vendita dei generi di monopolio – tabaccai, SISAL e Lottomatica, casse predisposte presso la Grande Distribuzione Organizzata, ecc.).

Cosa si paga e come funziona

In questa prima versione è possible pagare unicamente il contributo gara OE, previa generazione di un avviso di pagamento pagoPA, identificato dallo IUV (Identificativo Univoco Versamento), attraverso il nuovo servizio GCG.

Le ricevute di pagamento saranno disponibili nella sezione “Pagamenti effettuati”, a conclusione dell’operazione di pagamento con esito positivo e alla ricezione, da parte dell’Autorità, della ricevuta telematica inviata dai PSP.

Per poter accedere al servizio occorre essere registrati come utenti dei servizi dell’Autorità secondo le modalità descritte nella sezione “Registrazione e Profilazione Utenti”, senza la necessità di richiedere uno specifico profilo.

Il servizio è disponibile dal lunedì al venerdì dalle ore 08.00 alle ore 18.00.

Al di fuori di queste fasce orarie potrà essere soggetto a temporanee interruzioni senza preavviso e non è attivo il servizio di supporto dell’Autorità mediante contact center.

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Antincendio, arriva la regola tecnica per stoccaggio e trattamento rifiuti

Dai VVFF la bozza della Regola Tecnica Verticale (RTV) per la prevenzione degli incendi nello stoccaggio e trattamento dei rifiuti

Nella seduta del 16 ottobre scorso, il Comitato Centrale Tecnico Scientifico (CCTS) ha presentato, in materia di prevenzione incendi, la bozza della Regola Tecnica Verticale stoccaggio e trattamento rifiuti.

Ambito di applicazione e definizioni

La bozza si riferisce a stabilimenti ed impianti che effettuano stoccaggio di rifiuti combustibili, infiammabili o esplosivi in via esclusiva o a servizio dell’attività di produzione o trattamento, nonché ai centri di raccolta.

Ai fini della presente regola tecnica verticale, per la definizione di rifiuto, di stoccaggio, di trattamento, di produttore del rifiuto e centro di raccolta si rimanda a quanto indicato alla parte IV del dlgs n. 152/06 e s.m.i.

Classificazioni

La definizione dei livelli di prestazione delle strategie antincendi da attribuire alle aree di stoccaggio, deve tenere conto delle caratteristiche di pericolo dei rifiuti in esse stoccati nonché dei carichi d’incendio specifico.

Contenuti

Di seguito i contenuti del documento:

  • Scopo e campo di applicazione
  • Definizioni
  • Classificazioni
  • Profili di rischio
  • Strategia antincendio
    • Compartimentazione
    • Distanza di separazione per limitare la propagazione
    • Procedura per la determinazione tabellare della distanza di separazione
    • Procedura per la determinazione analitica della distanza di separazione
    • Gestione della sicurezza antincendio
    • Controllo dell’incendio
    • Rivelazione ed allarme
    • Sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio
    • Prescrizioni aggiuntive di sicurezza antincendio
    • Deposito di combustibili
    • Impianti di security
    • Impianti di raccolta acque piovane e di spegnimento
    • Impianti di rivelazione temperature
  • Riferimenti

La RTV stoccaggio e trattamento dei rifiuti sarà aggiunta al Codice di Prevenzione nella sezione V.

antifuocus
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Ecco i nuovi portali GSE per assistenza clienti ed autoconsumo

Il nuovo portale sull’autoconsumo fornisce tutte le informazioni relative alla creazione, istallazione e promozione del fotovoltaico; il portale per l’assistenza è stato rinnovato e chiarisce ogni possibile dubbio sulle rinnovabili

Il Gestore Servizi Energetici (GSE) è la società individuata dallo Stato italiano per perseguire e conseguire gli obiettivi di sostenibilità ambientale, nei due pilastri delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. A tal fine l’ente ha rinnovato due portali rivolti ai cittadini:

  • il portale sull’autoconsumo;
  • il portale per l’assistenza clienti.

Presentati in anteprima alle principali Associazioni di installatori, produttori e consumatori, i Portali sono ora a disposizione di tutti gli utenti: imprese, privati e Pubblica Amministrazione.

Portale sull’autoconsumo

La piattaforma consente, a chi intende installare un impianto fotovoltaico, di ottenere tutte le informazioni e i dati necessari, oltre ad effettuare simulazioni sul giusto dimensionamento dell’impianto e sul relativo costo dell’investimento, proponendo anche diverse soluzioni.

Inserendo l’indirizzo dell’immobile, la superficie del tetto e i consumi annui di energia elettrica è possibile, ad esempio, testare il necessario dimensionamento dell’impianto, sia in termini di potenza che di superficie interessata, il costo dell’installazione, il tempo necessario per rientrare della spesa e come usufruire delle agevolazioni fiscali previste.

Il portale mostra, inoltre, se nelle vicinanze ci sono impianti simili a quello che si vuole installare ed è prevista l’analisi e la mappatura delle aree occupate da grandi edifici industriali o commerciali. In questo modo le imprese possono valutare i vantaggi derivanti dall’installazione di impianti fotovoltaici sui propri siti.

Il portale, che vuole essere di supporto a tutti coloro che vogliono istallare un impianto fotovoltaico, è suddiviso in tre sezioni:

  • area dedicata ai privati (soggetti senza partita IVA) e ai Condomìni (impianti al servizio delle utenze comuni degli edifici);
  • area dedicata alle imprese, lavoratori autonomi, enti non commerciali e PA con consumi fino a 500.000 kWh/annui;
  • area dedicata alle imprese e PA con elevati consumi di energia.

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Clicca qui per accedere al portale GSE sull’autoconsumo

Portale assistenza clienti

E’ stato totalmente rinnovato anche il portale dell’assistenza clienti del GSE.

La barra di ricerca presente sulla home page è stata ottimizzata ed è ora molto più funzionale, suddividendo le ricerche per argomenti:

  • Accesso Area clienti
  • Antimafia
  • Aste CO2
  • Autoconsumo
  • Biometano e Biocarburanti avanzati
  • Certificati Bianchi – Certificati Verdi
  • Cogenerazione Alto Rendimento
  • Conto Energia – Conto Termico
  • Dispacciamento Rinnovabili
  • FER Elettriche
  • Fuel Mix
  • Garanzia d’Origine
  • Impianti a Fonti Rinnovabili GRIN
  • Isole Minori
  • Mancata Produzione Eolica
  • Obbligo Immissione e CO2 nei Trasporti
  • Piattaforma Performance Impianti
  • PMG – ML
  • Ritiro Dedicato
  • Scambio sul Posto / Scambio sul Posto Altrove
  • Sistemi Semplici di Produzione e Consumo
  • Tariffa Omnicomprensiva
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Clicca qui per accedere al portale GSE per l’assistenza clienti
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Abusi edilizi e fine lavori: a chi spetta l’onere della prova?

Secondo la Cassazione in tema di abusi edilizi l’onere di provare l’ultimazione dei lavori per la prescrizione compete a chi trae vantaggio da tale istituto giuridico

Con la sentenza n. 44510/2019 la Suprema Corte (Terza Sezione) ha ribadito il principio per il quale:

il ricorrente che intende retrodatare la data di prescrizione ha l’onere di fornire prova dell’ultimazione del manufatto.

Inoltre, ai fini del decorso del termine di prescrizione, l’ultimazione dei lavori che segna il dies a quo coincide proprio con la conclusione dei lavori di rifinitura interni ed esterni, che comprendono anche gli intonaci.

Consolidato che, in materia di abusi edilizi, la prescrizione opera soltanto in ambito penale, ci si chiede: “da quando decorre il tempo per disporre la prescrizione del reato di abuso edilizio? E su chi ricade l’onere di provare la fine dei lavori in un contenzioso per la realizzazione di un’opera abusiva?”

Il caso dell’abuso edilizio

Il caso in questione si riferisce ad un ampliamento, di 16,70 m², (tettoia chiusa sui lati con pareti in muratura e vetrate non amovibili) che alterava la fisionomia originaria del manufatto ed era realizzato senza i necessari titoli ed in difformità da un’autorizzazione ottenuta in sanatoria, oltre che in violazione delle prescrizioni per la costruzione di opere in zona sismica.

A seguito dell’accertamento dell’attività edilizia era conseguito un procedimento penale conclusosi con la condanna del costruttore per reati edilizi. Quest’ultimo, tuttavia, lamentava che i giudici si erano pronunciati dopo molto tempo e che, nel frattempo, il reato si era prescritto. Inoltre, a suo avviso, i lavori erano terminati molto prima di quanto rilevato dal Tribunale.

Di parere opposto i tecnici del Comune, secondo cui l’opera era “di recentissima fattura”.

La decisione della Cassazione

La Cassazione era chiamata ad intervenire a seguito del ricorso presentato dal costruttore per la riforma della decisione della Corte di appello, che lo vedeva soccombente per i motivi su espressi.

I giudici di Cassazione prendono una precisa posizione sulla questione: è compito del soggetto che richiede a proprio favore l’intervenuta prescrizione dare la prova certa del momento in cui siano cessati i lavori abusivi.

Dall’esame degli atti relativi all’accertamento da parte dell’autorità emergevano secondo i giudici elementi che portavano a far ritenere che i lavori illeciti fossero ancora in corso al momento dell’accesso dei pubblici ufficiali. Pertanto, in assenza di altri elementi dei quali abbia dato prova il ricorrente, il termine necessario a prescrivere avrebbe dovuto essere calcolato dal momento del sopralluogo da parte dell’autorità, che come ovvio determinava la cessazione di ogni ulteriore attività illecita.

Il costruttore, che al contrario voglia dare prova di una precedente cessazione dei lavori edilizi, deve fornire ben precisi elementi dai quali risulti in maniera evidente la definitiva sospensione di ogni attività.

Se, al contrario, fossero stati i giudici a voler dimostrare la mancata prescrizione del reato, sarebbe stato loro richiesto di fornire informazioni attendibili sulla fine dei lavori.

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Piano casa Puglia, proroga al 31 dicembre 2020

In attesa della ‘Legge sulla bellezza del territorio‘ il Consiglio Regionale ha approvato la proroga del Piano casa Puglia al 31 dicembre 2020

Il Piano casa Puglia, in scadenza al 31 dicembre 2019, sarà prorogato per un altro anno.

Le domande di ampliamento volumetrico potranno essere presentate entro il 31 dicembre 2020 e viene spostata al 1° agosto 2019 anche la data entro la quale gli immobili devono risultare “esistenti” per poter essere interessati dagli interventi di ampliamento o sostituzione edilizia.

Non cambiano le percentuali di ampliamento volumetrico consentite, che partono dal 20% e possono raggiungere il 35% in caso di demolizione e ricostruzione o al 45% se alla demolizione segue la delocalizzazione dell’edificio e la rigenerazione urbana dell’area su cui sorgeva.

La proroga del Piano casa

Basandosi su quanto contenuto nel Rapporto Svimez 2019 “L’economia e la società del Mezzogiorno”, in cui si sostiene che anche per il 2018 il settore trainante in Puglia è stato quello delle costruzioni (+ 4,4%) e che tale dato è ovviamente legato al Piano casa, la V Commissione del Consiglio Regionale della Puglia ha deciso di ampliare la validità temporale del Piano Casa.

Oltre questo, per il legislatore regionale

il motivo della proroga consiste nell’assicurare i benefici delle disposizioni normative in discorso anche ai cittadini che per motivi congiunturali (per esempio la mancata disponibilità economica per intraprendere l’iniziativa edilizia) non siano stati nelle condizioni di avanzare la propria istanza progettuale.

In assenza di proroga, oppure con proroghe accompagnate a modifiche restrittive rispetto all’impianto originario della legge, si consoliderebbe la valorizzazione del patrimonio edilizio appartenente ai cittadini la cui disponibilità economica sia stata in grado di intercettare con tempestività (ovvero con le precedenti proroghe) le misure di sostegno all’attività edilizia.

E ciò rappresenterebbe un’apprezzabile ingerenza dei poteri pubblici nel normale andamento del mercato, a fronte dell’ancora sussistenti finalità individuate dal legislatore storico

Questa la ratio che ha accompagnato le modifiche agli articoli 5 e 7 della Legge Regionale n. 14/2009.

Piano casa Puglia

Il Piano casa è la norma, lanciata per la prima volta nel 2009 ai tempi del governo Berlusconi, che prevede bonus volumetrici del 20% per l’ampliamento delle abitazioni. In Puglia fu recepito con la legge 14/2009 e da allora i termini sono stati prorogati sei volte, in particolare dal 2014 di anno in anno.

edificius
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Accessori per serramenti: in italiano le UNI 13126 parti 15/16/17

Pubblicate in italiano le parti 15/16/17 della UNI 13126 relativa agli accessori per serramenti ed ai requisiti/metodi di prova per finestre e porte finestre

L’UNI (ente italiano di normazione) ha pubblicato le parti 15,16 e 17 della UNI EN 13126:2019 con oggetto:

 Accessori per serramenti – Requisiti e metodi di prova per finestre e porte finestre

Parte 15 : Carrelli e rulli per scorrevoli e aperture a libro o a fisarmonica

Parte 16: Accessori per scorrevole alzante

Parte 17: Accessori per vasistas scorrevole

Le norme, in vigore dal 6 giugno 2019, sono ora state tradotte in italiano.

UNI EN 13126-15:2019 – Carrelli e rulli per scorrevoli e aperture a libro o a fisarmonica

La norma specifica i requisiti e i metodi di prova per la durabilità, la resistenza, la sicurezza, la funzionalità di carrelli e rulli per scorrevoli e aperture a libro o fisarmonica per finestre e porte finestre in conformità alle comuni applicazioni previste dall’appendice C.

Il documento è applicabile a carrelli e rulli per scorrevoli e aperture a libro o a fisarmonica indipendentemente dal fatto che siano regolabili o meno e dal metodo o tipo di fissaggio o dal fatto che siano utilizzati in maniera indipendente, o in multipli o in combinazioni.

Tutti i componenti degli accessori (per esempio binari guida, guide laterali, binari, cerniere) utilizzati durante le prove di carrelli e rulli per scorrevoli e aperture a libro o a fisarmonica per finestre e porte finestre (finestre tipo Q, R e S) sono considerati parte integrante della serie completa di accessori per scorrevoli e aperture a libro o a fisarmonica.

UNI EN 13126-16:2019 –  Accessori per scorrevole alzante

Il documento specifica i requisiti e i metodi di prova per la durabilità, la resistenza, la sicurezza e la funzionalità di accessori per scorrevole alzante per finestre e porte finestre in conformità all’applicazione comune come illustrato nelle figure C.1 e C.2 nell’appendice informativa C, indipendentemente dal fatto che l’accessorio consenta un’ulteriore posizione di ribaltamento.

UNI EN 13126-17:2019 –  Accessori per vasistas scorrevole

La norma specifica i requisiti e i metodi di prova per la durabilità, la resistenza, la sicurezza, la funzionalità di accessori per vasistas scorrevole.

termus
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