BibLus-net
Newsletter 609 dell' 11 aprile 2019

In questo numero:



Focus
Guida impianto elettrico (PARTE 4): esempio progetto con l’ausilio del software
Fisco
Via libera al DEF 2019 con le previsioni sulla situazione economica italiana
Professioni tecniche
Laurea obbligatoria per i geometri? Presentato in Senato il disegno di legge
Titoli edilizi
Frazionamento unità immobiliare: non serve il permesso di costruire, basta la SCIA
Professioni tecniche
Al via i tirocini per architetti che semplificano l’esame di abilitazione
Opere edili
Il Comune non deve dare preavviso dell’ordinanza di demolizione
Fisco
Detrazione ristrutturazione edilizia, è possibile recuperarla l’anno successivo?
Lavori pubblici
Dissesto idrogeologico: il piano del Governo
Fisco
Nuove funzionalità dell’app dell’Agenzia delle Entrate per i servizi catastali
Lavori pubblici
Decreto crescita 2019: arriva l’ok del CdM
Architettura e BIM
ACCA incontrus 2019: le prossime tappe dei corsi su BIM, NTC, DL ed e-fattura
Sicurezza
Assegnati 172 milioni di euro per la messa in sicurezza delle scuole. In Gazzetta il decreto
Professioni tecniche
Autocertificazione CFP ingegneri: c’è tempo fino al 30 aprile 2019
Varie e brevi
Decreto salva mare: i pescatori diventeranno gli “spazzini del Mediterraneo”
Opere edili
UNI EN 15129:2018 la norma sui dispositivi antisismici, cosa sono
Varie e brevi
Pubblicata la norma UNI 11742:2019 relativa all’attività di carpentiere
Architettura e BIM
ACCA software alla Milano Design Week: dal BIM alla realtà immersiva per l’edilizia
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Guida impianto elettrico (PARTE 4): esempio progetto con l’ausilio del software

Esempio pratico sul dimensionamento di un impianto elettrico civile: prestazioni, progettazione linee, calcolo corrente di impiego, dimensionamento cavi, caduta di tensione, centralino elettrico, schema unifilare


In questo nuovo focus di BibLus-net dedicato alla progettazione elettrica forniamo una guida completa all’impianto elettrico per civile abitazione che sarà corredata da una serie di strumenti operativi (piante, schemi, file di esempio, link per scaricare software di progettazione).

In particolare la guida è suddivisa nei seguenti focus:

  1. PARTE 1: criteri progettuali, livelli progettuali, schemi esemplificativi e norme di riferimento
  2. PARTE 2: progettazione componenti elettrici, simboli e schema unifilare
  3. PARTE 3: esempio pratico di progetto elettrico per civile abitazione
  4. PARTE 4: progettazione dell’impianto con l’ausilio del software

Impostazioni preliminari sul software progettazione impianti elettrici

Nel precedente focus abbiamo analizzato un esempio pratico di progetto per una abitazione di tipo civile. Riprendiamo la stessa abitazione e procediamo al calcolo con l’ausilio del software Impiantus-ELETTRICO.

Lanciamo il programma e creiamo un nuovo file selezionando “Impianto ELETTRICO”.

In “dati generali” inseriamo tutti i dati relativi al committente, al tecnico e all’edificio in esame.

Modellazione architettonica preliminare

Dalla barra multifunzione entriamo nella voce “tavole”.

Selezionando il layer architettonico, è possibile disegnare il modello utilizzando tutte le funzioni a disposizione: muro, finestra, vano, scala, ecc.

In alternativa possiamo importare il file dxf/dwg o l’immagine raster della planimetria dal menu architettonico. Il programma ci offre la possibilità di generare gli oggetti architettonici tramite il riconoscimento automatico delle entità.

Il programma di progettazione architettonica BIM Edificius consente di modellare l’architettonico e di integrarlo poi con il software di progettazione elettrica. Questo processo semplifica notevolmente la realizzazione del modello.

Terminata la modellazione architettonica passiamo al layer elettrico.

Modellazione impianto elettrico

Inseriamo il sistema di alimentazione, descrivendo i dati utili alla progettazione (sistema di distribuzione, potenza di fornitura, tensione di esercizio).

Dal nodo “impianto elettrico” in corrispondenza di “archivio default per dimensionamento protezioni” scegliamo la casa produttrice che intendiamo utilizzare fra le presenti.

Stabiliamo la posizione di tutti i componenti elettrici selezionandoli dalla barra laterale:

  • punto luce
  • quadro elettrico
  • prese
  • carichi elettrici specifici (pompa di calore)
  • punti di comando (pulsanti, interruttori, deviatori)
  • cassette di derivazione

Grazie alla finestra di visibilità elettrica è possibile selezionare gli oggetti visibili o più categorie.

Disegniamo poi i percorsi delle condutture collegando semplicemente con il mouse i vari oggetti elettrici.

Possiamo scegliere fra le varie tipologie di percorso:

  • a parete
  • diretto
  • a soffitto
  • virtuale
  • a pavimento.

Colleghiamo l’alimentazione al quadro elettrico tramite il fascio cavi.

Iniziamo quindi a creare lo schema unifilare del quadro dalla voce “schema unifilare”.

Colleghiamo poi tutti gli elementi dell’impianto con i fasci di cavo. Il software è in grado di trovare automaticamente i percorsi fra elementi poiché precedentemente individuati. Se il cerchietto presente nell’oggetto elettrico è giallo allora l’elemento è alimentato elettricamente.

Assegniamo i coefficienti di contemporaneità ai vari circuiti.


Calcolo

Procediamo con il calcolo e la verifica dell’impianto elettrico. Cliccando sul pulsante di calcolo il programma effettuerà automaticamente il dimensionamento di ogni elemento, avvisando l’utente di qualsiasi problematica tramite diagnostica.

Visualizzare i risultati di calcolo è immediato: cliccando sull’oggetto desiderato, compaiono tutti i dettagli di calcolo.

E’ possibile inoltre consultare l’albero elettrico di progetto per verificare e controllare l’architettura dell’impianto.

Se clicchiamo sul tasto “analisi cadute di tensione” si apre una tabella che analizza, in maniera del tutto automatica, la caduta di tensione in ogni condotto.

Il software ci consente inoltre di utilizzare una serie di funzioni importanti, quali:

  • gestione:
    • cavi
    • cassette di derivazione
    • fasci cavi
    • fasci cavi dati
    • condutture
    • stipamento condutture
  • equilibratura fasi
  • coordinazione fasi ( selettività e backup)
  • sovratemperatura
  • progettazione impianti di terra.

Dalla sezione quadri inoltre è possibile visionare e modificare lo schema unifilare, realizzare il fronte quadro e lavorare sullo schema dei circuiti.

Se entriamo nel nodo “progetto elettrico” sotto la voce “fronti quadro” possiamo configurare il quadro e generarne automaticamente la composizione del fronte.

Si possono generare i progetti esecutivi definendo tutte le entità da rappresentare in forma grafica. Dal nodo “PROGETTI ESECUTIVI” possiamo aggiungere un progetto e tramite le opzioni di disegno è possibile stabilire tutte le proprietà grafiche.

Si possono esportare gli elaborati grafici nei formati dwg/dxf o pdf in base alle esigenze in modo molto veloce.

Infine si può generare la relazione tecnica del progetto in maniera automatica.

Anche ottenere il computo metrico è molto semplice. Dalla voce “Computo” si apre automaticamente il software gratuito Primus-DCF.

Dalla barra multifunzione selezioniamo la voce computo e clicchiamo su composizione computo.

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Via libera al DEF 2019 con le previsioni sulla situazione economica italiana

Il CdM ha approvato il DEF 2019: il Pil dovrebbe crescere dello 0,2% nel 2019 e salire allo 0,8% nei 3 anni successivi

Nella seduta n. 54 del 9 aprile, il Consiglio dei Ministri ha approvato il DEF 2019, Documento di Economia e Finanza, previsto dalla legge di contabilità e finanza pubblica (legge 196/2009).

Il Documento, che contiene le previsioni sulla situazione economica italiana nel prossimo futuro, si compone di 3 sezioni:

  • programma di stabilità dell’Italia
  • analisi e tendenze di finanza pubblica
  • programma nazionale di riforma (PNR)

Partendo dai risultati conseguiti nei primi 10 mesi di attività del Governo, il documento indica quali saranno le linee guida della politica di bilancio e di riforma nei prossimi 3 anni.

Il Governo intende ribadire gli obiettivi fondamentali della sua azione: ossia ridurre progressivamente il gap di crescita con la media europea e, contemporaneamente, il rapporto debito/Pil (prodotto interno lordo).

A tale scopo viene ribadito il ruolo centrale degli investimenti pubblici come fattore fondamentale di crescita, ricordiamo il disegno di legge Crescita e il lo Sblocca cantieri.

I dati

Pil

Per quanto riguarda i principali indicatori economici e di finanza pubblica, il 2018 si è chiuso con un incremento del Pil reale dello 0,9%, mentre la crescita per il 2019 è stimata allo 0,2%, contrariamente all’1% stimato nella legge di Bilancio. Secondo le stime del Governo dovrebbe salire allo 0,8% nei prossimi 3 anni.

Debito/Pil

Il documento prevede anche l’aumento del debito pubblico che salirà nel 2019 al 132,6% del Pil, dal 132,2% del 2018, per poi scendere al 131,3% nel 2020, al 130,2% nel 2021 e al 128,9 nel 2022.

Deficit/Pil

Il DEF segnala, inoltre, la crescita del rapporto deficit/Pil che passerà al 2,4%, dal 2% stimato di recente dal Governo. Le previsioni sono che scenderà al 2,1% nel 2020 e all’1,8% nel 2021. Il deficit strutturale scenderebbe dall’1,6% del Pil di quest’anno allo 0,8% nel 2022.

Il programma nazionale di riforma (PNR)

Il programma nazionale di riforma (PNR), dell’attuale esecutivo, si inserisce nel solco dei provvedimenti già approvati, dando la priorità a:

  • inclusione sociale
  • contrasto alla povertà
  • avvio al lavoro della popolazione inattiva
  • miglioramento dell’istruzione e della formazione.

Oltre all’investimento in infrastrutture fisiche, si prevedono investimenti in:

  • innovazione tecnologica e della ricerca
  • diffusione della banda larga
  • sviluppo della rete 5G
  • rilancio della politica industriale dell’Italia.

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Laurea obbligatoria per i geometri? Presentato in Senato il disegno di legge

Alla professione di geometra si accederà con il corso di laurea triennale professionalizzante e abilitante; dal 2025 l’esame di Stato sarà eliminato

Una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda l’accesso alla libera professione di geometra: in arrivo la laurea obbligatoria.

E’ stato, infatti, presentato in Senato il disegno di legge n. 57 recante “Disciplina della professione di geometra e norme per l’adeguamento delle disposizioni concernenti le relative competenze professionali“, al fine di adeguare la normativa italiana a quella europea.

Il disegno di legge si articola in 5 articoli:

  • finalità
  • formazione alla professione di geometra
  • accesso alla professione di geometra
  • competenze professionali dei geometri
  • abrogazioni

Nel dettaglio, in riferimento alla formazione alla professione di geometra (art. 2), stabilisce che:

  • alla professione di geometra si accede con uno specifico corso di laurea professionalizzante e abilitante, istituito e attivato dalle università, anche in collaborazione con gli istituti tecnici, gli istituti tecnici superiori e i collegi professionali territoriali interessati
  • il corso di laurea comprende lo svolgimento di un tirocinio professionale della durata di 6 mesi, sostitutivo di quello previsto dall’articolo 6 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137. In pratica, il tiroci­nio dovrà essere svolto dai geometri all’interno del corso di laurea, diventando un’attività formativa specifica
  • ai sensi dell’art.10, comma 2, del decreto 270/2004, al tiro­cinio professionale devono essere riservati almeno 30 crediti
  • l’esame finale per il conseguimento della laurea ha valore di esame di Stato abilitante all’esercizio della professione di geometra; possono essere ammessi all’esame finale esclusivamente coloro che hanno conseguito, nell’ambito dello specifico corso di laurea, tutti i crediti previsti dall’ordinamento didattico
  • viene rimandato ad un successivo decreto ministeriale la configurazione dell’ordinamento didattico e le specifiche modalità dell’esame di laurea
  • ai laureati del corso di laurea spetta il titolo professionale di geometra laureato.

Per quanto riguarda, invece, l’accesso alla professione di geometra (art. 3) viene stabilito che:

  • l’esercizio della libera professione di geometra è riservato agli iscritti nel corrispondente albo professionale
  • per essere iscritti nell’albo dei geometri è necessario:
    • essere cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea
    • godere il pieno esercizio dei diritti civili
    • avere la residenza anagrafica o il domicilio professionale nella circoscrizione del collegio professionale presso il quale l’iscrizione è richiesta
    • essere in possesso del diploma di laurea

Inoltre, per le competenze professionali dei geometri (art. 4), il Governo è autorizzato ad adottare, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un regolamento recante integrazioni al regolamento per la professione di geometra di cui al regio decreto 11 febbraio 1929, n. 274, determinando le competenze professionali dei geometri che hanno conseguito il diploma di laurea, in relazione alla formazione culturale e professionale conseguita nel relativo corso di laurea.

Fino al 31 dicembre 2024 l’accesso alla professione di geometra è consentito sulla base delle norme previgenti; solo a decorrere dal 1° gennaio 2025 l’esame di abilitazione sarà soppresso e rimarrà in vigore esclusivamente il percorso universitario abilitante.

Rimaniamo in attesa dell’avvio dell’iter parlamentare.

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Frazionamento unità immobiliare: non serve il permesso di costruire, basta la SCIA

La Cassazione ribadisce che per il frazionamento di un’unità immobiliare che non altera né sagoma né prospetti esterni è sufficiente la SCIA

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 14725/2019 chiarisce quali titoli abilitativi siano necessari in caso di frazionamento di unità immobiliari abitative.

I fatti in breve

I proprietari di un immobile, a seguito di lavori, avevano frazionato un appartamento in 4 unità distinte.

Secondo il Comune tale operazione era stata eseguita senza permesso di costruire (era stata presentata soltanto una SCIA), pertanto era stato contestato il reato di abuso edilizio.

Per i giudici di primo grado il problema stava nel fatto che gli autori dell’intervento avevano presentato una SCIA poiché avevano qualificato illegittimamente l’operazione come un progetto di risanamento conservativo mentre si sarebbe trattato di una ristrutturazione, che avrebbe richiesto l’ottenimento di un permesso di costruire.

Con sentenza del 30 gennaio 2018, la Corte d’Appello di Firenze, respingendo il ricorso dei proprietari, aveva confermato la sentenza di primo grado che prevedeva la condanna ai sensi dell’art. 44, comma 1, lett. b), dpr n. 380/2001 (per aver realizzato un intervento di ristrutturazione edilizia in assenza di permesso di costruire) e per il reato di cui all’art. 19, comma 6, n. 241/1990 in relazione alle false attestazioni commesse dal tecnico nell’asseverazione allegata alla suddetta SCIA.

Per i proprietari, invece, il Comune aveva erroneamente qualificato l’intervento come ristrutturazione edilizia soggetta al permesso di costruire, piuttosto che come risanamento conservativo soggetto a SCIA, senza considerare che i lavori non avevano comportato un aumento della superficie utile lorda.

I proprietari pertanto presentavano ricorso in Cassazione.

La decisione della Cassazione

Per la Cassazione, pur convenendo sulla qualificazione giuridica dell’intervento in termini di ristrutturazione edilizia piuttosto che di risanamento conservativo “tenendo conto che si è trattato di un insieme sistematico di opere che ha indubbiamente portato ad un organismo edilizio diverso dal precedente, sia per la trasformazione di un appartamento in quattro distinte unità abitative, sia per la modifica di elementi costitutivi”, non sarebbe stato necessario il permesso di costruire.

Infatti per i giudici di Cassazione, i tribunali di primo e secondo grado avrebbero:

trascurato di considerare che non tutti gli interventi di ristrutturazione edilizia sono soggetti al previo rilascio del permesso di costruire, sì che l’esecuzione dei lavori in assenza del medesimo integra il reato di cui all’art. 44, comma l, lett. b), d.P.R. 380 del 2001.

Il permesso di costruire infatti sarebbe necessario soltanto per quegli interventi che: “portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti“.

Si tratta degli interventi definiti di ristrutturazione edilizia “pesante” che, a differenza delle residuali ipotesi rientranti nella categoria per la cui realizzazione è sufficiente la SCIA, sono assoggettati al previo rilascio del permesso di costruire con conseguente realizzazione della fattispecie penale contestata nel caso di assenza del titolo.

Se, per contro, si tratti di ristrutturazione edilizia “leggera” per cui è sufficiente la SCIA, quand’anche non fosse stata corretta la qualificazione dei lavori in termini di risanamento conservativo data dai richiedenti, il fatto non integrerebbe gli estremi del reato contestato.

Per la Cassazione i fatti oggetti di causa ricadono nella seconda categoria; il ricorso viene accolto e le sentenze di primo e secondo grado vengono ribaltate.

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Al via i tirocini per architetti che semplificano l’esame di abilitazione

Con le convenzioni tra alcuni Ordini degli architetti e le Università, gli studenti potranno svolgere tirocini formativi presso gli studi professionali in sostituzione della prova pratica dell’esame di abilitazione

Gli Ordini degli architetti del Veneto, Toscana e Liguria hanno sottoscritto, con le rispettive Università, delle convenzioni che permetteranno ai neo laureati di svolgere dei tirocini per architetti presso gli studi professionali presenti sul territorio, al posto della prova pratica dell’esame di abilitazione.

Ricordiamo che  in materia è vigente il dlgs n. 15/2016 che, in recepimento della direttiva europea 2013/55/Ue sulle qualifiche professionali,  pone al centro il tirocinio come raccordo tra formazione universitaria e attività professionale.

Inoltre gli artt. 17 e 18 del dpr n. 328/2001 dedicati all’iscrizione all’albo professionale prevedono l’esonero dalla prova pratica dell’esame di Stato in presenza di “attività strutturate di tirocinio professionale, adeguatamente regolamentate ed aventi una durata massima di un anno“.

Pertanto le nuove convenzioni stabiliscono che una volta completato il tirocinio presso:

  • studi professionali
  • imprese
  • pubbliche amministrazioni

verrà rilasciato un attestato, di compiuto tirocinio, che permetterà l’esonero dalla prova pratica dell’esame di Stato.

Seguendo l’esempio delle suddette Regioni, anche altri ordini professionali (come in Emilia Romagna e in Lombardia) hanno già avviato gli iter per la stipula di apposite convenzioni con le università.

Il rischio di tale semplificazione è che venendo meno quel filtro, seppur minimo e formale, rappresentato dall’esame di Stato, potrebbe aumentare in maniera considerevole il numero di architetti abilitati che si immettono nel mercato del lavoro; un settore già ampiamente saturo messo a dura prova dalla crisi dell’edilizia.

Regione Liguria

In Liguria ad esempio giovedì 31 gennaio 2019 è stata attivata la convenzione (in allegato) per i tirocini professionali tra il Dipartimento Architettura e Design dell’ Università di Genova e gli Ordini degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Genova, Imperia, La Spezia e Savona.

Il Direttore del Dipartimento Architettura e Design, e i Presidenti degli Ordini degli Architetti liguri hanno così firmato la Convenzione (ai sensi degli artt. 17 e 18 dpr n. 328/2001) che permette ai laureati in architettura di svolgere l’attività di tirocinio professionale presso Studi professionali e imprese del settore, ma anche presso Enti Pubblici, un tirocinio professionale tale da sostituire la prova pratica dell’esame di stato per la professione di Architetto P.P.C. presso l’Università di Genova.

Regione Toscana

In Toscana è in vigore già da tempo la convenzione stipulata dagli Ordini APPC Toscani con l’Università di Firenze, redatta in base alla suddetta normativa ed all’esperienza maturata nei 2 anni di attivazione in via sperimentale.

Recentemente il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze e gli Ordini A.P.P.C. Toscani, hanno rivisto tale Convenzione quadro, il relativo Regolamento e la modulistica completa, adeguandoli alla vigente normativa per l’ottimizzazione della procedura che, al termine del periodo di praticantato, consente ai tirocinanti l’esonero dalla prova pratica degli esami di Stato.

Regione Veneto

L’Università IUAV di Venezia e gli Ordini degli Architetti P.P.C. del Veneto in materia di qualificazione professionale dei giovani architetti, hanno  attivato una convenzione quadro che permetterà ai neolaureati di avvicinarsi alla professione attraverso un’esperienza di tirocinio professionale.

In base al protocollo di intesa tra FOAV e IUAV i neolaureati possono effettuare il tirocinio presso soggetti accreditati al fine dell’esonero della prova pratica dell’esame di Stato.

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Il Comune non deve dare preavviso dell’ordinanza di demolizione

A seguito di abusi edilizi il Comune non è tenuto a dover comunicare al proprietario l’avvio del procedimento di demolizione, tanto meno a verificare se l’opera è sanabile

Con la sentenza n. 4211/2019 del Tar Lazio viene chiarito che in caso di abuso edilizio, il Comune può procedere direttamente ad emanare l’ordinanza di demolizione.

Il ricorso al Tar Lazio è proposto da un proprietario a seguito di una determina dirigenziale del Comune con la quale è stata ordinata la demolizione delle opere abusive consistenti in una piattaforma in cemento armato sulla quale è stato edificato un manufatto in muratura di 15 x 15 x 3 metri di altezza.

La decisione del Tar

I giudici in primo luogo evidenziano che:

il carattere abusivo delle opere dell’ordine di demolizione non sia stato in alcun modo contestato da parte ricorrente, dovendo conseguentemente affermarsi, in applicazione del principio di non contestazione, che le stesse siano state realizzate in assenza di un titolo edilizio legittimante e, come tali, sono soggette al potere repressivo previsto dalla normativa di riferimento.

La comunicazione di avvio procedimento

Per il proprietario vi era stata la violazione del proprio diritto di partecipazione al procedimento, per effetto della mancata comunicazione dell’avvio dello stesso.

Per i giudici, invece, vige il consolidato principio in giurisprudenza in base al quale:

l’esercizio del potere repressivo degli abusi edilizi costituisce attività vincolata e doverosa della Pubblica amministrazione e, pertanto, i relativi provvedimenti, quale l’ordinanza di demolizione, costituiscono atti vincolati per la cui adozione non è necessario l’invio di comunicazione di avvio del procedimento, non essendovi spazio per momenti partecipativi del destinatario dell’atto.

Viene ricordato che l’omessa comunicazione di avvio del procedimento finalizzato alla repressione di abusi edilizi non vizia il provvedimento demolitorio laddove esso sia stato emesso per sanzionare esclusivamente violazioni edilizie od urbanistiche e risulti adeguatamente motivato a mezzo dell’affermazione della realizzazione di opere in assenza di titolo, costituendo atto doveroso e vincolato nel contenuto, per cui non deve essere preceduto da un avviso di avvio del relativo procedimento.

La natura urgente e strettamente vincolata degli atti di repressione degli abusi edilizi, essendo dovuti in assenza di titolo per l’avvenuta trasformazione del territorio, comporta che, ai fini della loro adozione, non sono richiesti apporti partecipativi del soggetto destinatario.

La verifica di sanatoria

Osserva, inoltre, il Collegio come non spetta all’Amministrazione comunale alcun dovere di verifica della compatibilità edilizia ed urbanistica delle opere abusivamente realizzate, essendo onere del privato attivare i rimedi che l’ordinamento appresta ai fini della sanatoria o dell’accertamento della conformità delle opere abusive.

Difatti la vigente normativa urbanistica non pone alcun obbligo in capo all’autorità comunale, prima di emanare l’ordinanza di demolizione, di verificarne la sanabilità ai sensi dell’art. 36, dpr n. 380/2001.

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Detrazione ristrutturazione edilizia, è possibile recuperarla l’anno successivo?

I chiarimenti delle Entrate: chi non ha potuto usufruire della detrazione per ristrutturazione edilizia, può comunque beneficiarne nei successivi periodi d’imposta

È possibile detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte dei costi sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali: si tratta della detrazione ristrutturazione edilizia, disciplinata dall’art. 16-bis del dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi).

E’ possibile usufruire delle seguenti detrazioni:

  • 50% delle spese sostenute (bonifici effettuati) dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2019, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare
  • 36%, con il limite massimo di spesa di 48.000 euro per unità immobiliare, delle somme che saranno pagate dal 1° gennaio 2020.

I lavori per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono gli interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’art. 3 del dpr n.380/2001 (Testo unico in materia edilizia), in particolare:

  • manutenzione straordinaria
  • restauro e risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia

Proprio in riferimento ad un intervento di recupero edilizio, un contribuente ha avanzato (sulla rivista telematica FiscoOggi) il seguente quesito:

L’anno scorso, essendo incapiente, non ho usufruito della detrazione per recupero edilizio. Posso riprendere quest’anno?

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito, al riguardo, che la detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi (articolo 16-bis, comma 7, Tuir). Tuttavia, continua le Entrate, chi non ha potuto usufruire dell’agevolazione in uno o più anni (come nel caso in esame per incapienza o perché non tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi), può comunque beneficiare della detrazione nei successivi periodi d’imposta, indicando in dichiarazione il numero della rata corrispondente.

Ricordiamo, infine, che dal 2018 è stato introdotto l’obbligo di trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici, al fine di monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito con la realizzazione degli interventi di recupero edilizio.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla guida dell’Agenzia delle Entrate.

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Dissesto idrogeologico: il piano del Governo

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge che nomina come commissari contro il dissesto idrogeologico i Presidenti delle Regioni

Il Consiglio dei Ministri n. 53/2019 su proposta del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha approvato, in esame preliminare, un disegno di legge che introduce disposizioni per la mitigazione del dissesto idrogeologico e la salvaguardia del territorio.

Il nuovo ruolo delle Regioni

Il testo attribuisce ai Presidenti delle Regioni il ruolo di commissari contro il dissesto idrogeologico; essi avranno il compito di predisporre un programma d’azione triennale per la mitigazione del rischio e per la salvaguardia del territorio, all’interno del quale saranno indicati, anno per anno, i comuni e i territori coinvolti, la descrizione tecnica e le singole stime di costo.

Ai commissari si attribuiscono anche le funzioni di coordinamento e realizzazione degli interventi previsti e si consente il ricorso all’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione di lavori sulla base del progetto definitivo, indipendentemente dall’importo dei lavori, nel rispetto di quanto previsto dalle enorme europee sugli appalti pubblici. Le autorizzazioni in tal modo rilasciate comportano dichiarazione di pubblica utilità.

Viene inoltre stanziata, a supporto di tale piano, un totale di oltre 6,5 miliardi di euro per la prevenzione del rischio e la messa in sicurezza del territorio.

Cambiano anche le priorità dei progetti: finora venivano privilegiati i progetti siti dove c’è una maggiore densità abitativa, e restavano fuori da questa scala di priorità i piccoli centri abitati: questo non sarà più possibile.

Nasce poi la figura del green manager: colui che presso la pubblica amministrazione è il referente dell’implementazione ambientale così come i NOS, i nuclei di supporto operativo, figure tecniche che vengono attivate su richiesta delle regioni. Presso il ministero viene creata una struttura tecnica operativa che, in coordinamento con la cabina di regia di Palazzo Chigi, assiste la fase progettuale e cammina al fianco dei commissari.

Il ddl, che passa ora alla Conferenza Stato regioni per l’approvazione definitiva, si propone di aumentare le risorse disponibili per i commissari di governo (i presidenti delle regioni) a partire dalla progettazione degli interventi così da superare le principali criticità degli ultimi anni.

Le dichiarazioni del Ministro

A tal proposito dichiara il ministro dell’ambiente Sergio Costa:

Avevamo promesso tempi rapidi e certi e ci siamo. Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi in via preliminare il ddl “cantiere ambiente” che è la risposta corposa, strutturata, sostanziale al dissesto idrogeologico. Il disegno di legge vuole razionalizzare la normativa vigente in materia di dissesto idrogeologico in quanto, allo stato attuale, manca una legge quadro sul tema mentre vi sono numerose disposizioni frammentate e disarticolate all’interno di decreti legge e leggi ordinarie. C’è un oggettivo ritardo nella progettazione da parte delle regioni, abbiamo un tasso medio di spesa del 7% e in questi mesi ci siamo confrontati con loro per poter migliorare il sistema

Il ministero dell’ambiente è ora al centro della progettazione e realizzazione delle opere come un hub che si interfaccia con le regioni e le altre istituzioni competenti. Aggiunge inoltre il ministro:

Vogliamo semplificare la procedura per la definizione e il finanziamento degli interventi, riducendo i tempi di esame delle proposte d’azione da parte dei commissari di governo e anticipando alla fase di programmazione degli interventi tutti i pareri e i visti previsti per legge. Entro 60 giorni verranno definiti i cantieri da aprire attraverso conferenze di servizio con le autorità di bacino e i commissari

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Nuove funzionalità dell’app dell’Agenzia delle Entrate per i servizi catastali

Web ticket, web mail ed assistenza telefonica: ecco le nuove funzionalità dell’app dell’Agenzia delle Entrate per servizi catastali

Con il comunicato stampa del 3 aprile scorso, si è reso noto che l’app dell’Agenzia delle Entrate dispone di nuove funzionalità per avere assistenza ai servizi catastali, tra cui:

  • il ticket virtuale, per evitare le code negli uffici del catasto
  • il servizio web, per avere risposte garantite in 5 giorni
  • il numero di assistenza telefonica

Web ticket

Il web ticket è un biglietto virtuale prenotato direttamente dal pc o tramite app del proprio smartphone o tablet, con cui professionisti e cittadini possono fissare un appuntamento presso l’ufficio richiesto per ricevere informazioni in ambito catastale e ipotecario.

La prenotazione può essere fatta dalle ore 6:00 fino ad esaurimento della disponibilità; è valida esclusivamente nella giornata stessa in cui è stato richiesta e va utilizzata dall’orario indicato nella prenotazione.

Si tratta, in pratica, di un “biglietto elimina code” per accedere in giornata all’ufficio desiderato.

Web mail

Il servizio web mail consente di inviare una email dal proprio smartphone o tablet all’Agenzia delle Entrate, al fine di poter chiedere ed avere informazioni di carattere generale in materia fiscale.

L’utente, una volta autenticato a Fisconline, seleziona il tasto sul proprio dispositivo mobile, sceglie l’argomento e inserisce il testo della richiesta. L’Agenzia assicura una risposta entro 5 giorni lavorativi.

Assistenza telefonica

Il servizio di assistenza telefonica  consente di contattare il call center dell’Agenzia delle Entrate dal proprio smartphone o tablet tramite il numero dedicato mobile digitando l’apposito tasto “avvia chiamata” all’interno dell’app.

Servizio via sms

Il servizio di assistenza via sms del Fisco per inviare le proprie richieste ha un nuovo numero: 339 9942645.

Il servizio consente di ricevere, in forma sintetica, informazioni su scadenze, codici tributo e risposte a quesiti semplici; inoltre, sarà possibile recapitare messaggi di testo più lunghi e dettagliati contenenti fino a 640 caratteri (prima erano 160).

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Decreto crescita 2019: arriva l’ok del CdM

Decreto crescita 2019: sgravi e incentivi fiscali, rilancio degli investimenti privati, tutela del made in Italy. Ecco le novità per professionisti ed imprese

Dal rafforzamento degli incentivi fiscali per riqualificare gli edifici, alla semplificazione degli adempimenti burocratici per sbloccare i cantieri: molte le novità in arrivo con l’approvazione del decreto crescita 2019, con l’obiettivo di accompagnare il DEF, Documento di Economia e Finanza, al fine di incentivare gli investimenti da parte di imprese e di privati cittadini.

Nella seduta n. 53 del 4 aprile 2019, il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato il decreto-legge, con la formula “salvo intese“, che introduce misure urgenti per la crescita economica.

Via libera, quindi, alla norma del provvedimento che prevede uno stanziamento di 500 milioni di euro a favore dei Comuni di tutta Italia per avviare opere pubbliche in materia di efficientamento energetico e di sviluppo sostenibile sul territorio.

Il testo prevede, in particolare, misure in ambito fiscale con sgravi e incentivi; misure per il rilancio degli investimenti privati; nonché norme atte a promuovere il made in Italy.

Misure fiscali

Per quanto riguarda le misure introdotte in materia fiscale si ha:

  • maggiorazione dell’ammortamento per i beni strumentali nuovi (reintroduzione del super ammortamento al 130% per i titolari di reddito d’impresa, arti e professioni che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi entro il 31 dicembre 2019)
  • revisione della mini-Ires, sostituita dalla riduzione strutturale dell’Ires che passerà al 22,5% nel 2019, al 21,5% nel 2020, al 20,5 nel 2021 e al 20% dal 2022 sugli utili dell’esercizio accantonati a riserva e nei limiti di incremento del patrimonio netto
  • maggiorazione della deducibilità Imu dalle imposte sui redditi, dal 40 al 50% per il 2019 e al 60% per il 2020
  • semplificata la procedura di accesso alla disciplina del patent box
  • proroga e rafforzamento del credito d’imposta per ricerca e sviluppo, al 25% dal 2021 e prorogato fino al 2023
  • modifiche al regime dei forfetari (obbligo di ritenuta per i datori di lavoro forfetari dal 1° gennaio 2019)
  • incentivi per la valorizzazione edilizia
  • rivisitazione del sisma bonus
  • nuovo regime fiscale per gli strumenti finanziari convertibili
  • norme in materia di banche popolari
  • modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico (prevista la possibilità di beneficiare della detrazione sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore)
  • incentivi alle aggregazioni d’imprese
  • nuova disciplina per la vendita di beni tramite piattaforme digitali e fatturazione elettronica (comunicazione trimestrale obbligatoria all’Agenzia delle Entrate)
  • estensione della definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali (rottamazione ter anche per i tributi locali la cui riscossione è affidata a società private)
  • credito d’imposta per le commissioni riferite a pagamenti elettronici da parte di distributori di carburante
  • misure di sostegno allo sviluppo dell’attività dei liberi professionisti (possibilità di attuare ulteriori misure assistenziali per gli iscritti) e per l’assunzione di personale nelle regioni a statuto ordinario e nei comuni
  • piano grandi investimenti nelle zone economiche speciali e nelle aree di crisi complessa, con particolare riferimento a Veneto e Campania.

Misure per il rilancio degli investimenti privati

Le misure riguardanti il rilancio degli investimenti privati sono le seguenti:

  • garanzia statale funzionale allo sviluppo della media impresa
  • semplificazione della gestione del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, Pmi
  • rifinanziamento del fondo di garanzia per la prima casa
  • aumento delle quote della Nuova Sabatini con aliquote differenziate per le Pmi e per le grandi imprese
  • capitalizzazione delle imprese e sui tempi di pagamento tra le imprese
  • sblocco degli investimenti nel settore idrico nel Sud
  • nuove dismissioni immobiliari enti territoriali
  • cartolarizzazioni
  • progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare
  • introduzione di un nuovo tipo di impresa: la Società di investimento semplice (Sis) che può investire solo in start-up non quotate in cambio di esenzione dalle imposte sui redditi da capitale
  • semplificazioni per la definizione dei patti territoriali e dei contratti d’area
  • creazione di nuove imprese “a tasso zero” e per la trasformazione digitale
  • contributi ai Comuni per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile.

Misure per il made in Italy

Al fine di tutelare e promuovere il made in Italy, il dl prevede l’introduzione delle seguenti misure:

  • contrasto all’italian sounding (imitazione di un prodotto/denominazione/marchio attraverso un richiamo alla presunta italianità)
  • incentivi al deposito di brevetti e marchi
  • marchio storico di interesse nazionale

Rimandiamo ai prossimi articoli gli approfondimenti relativi alle novità più importanti riguardanti professionisti ed imprese.

In allegato la bozza non in vigore del 2 aprile 2019 del decreto Crescita; rimaniamo, quindi, in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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ACCA incontrus 2019: le prossime tappe dei corsi su BIM, NTC, DL ed e-fattura

Le prossime tappe del tour 2019 con cui ACCA software fornisce corsi gratuiti ai tecnici italiani su diversi temi

Gli ACCA incontrus sono dei corsi di formazione gratuiti che ACCA software offre ai tecnici, per adempiere ai nuovi obblighi normativi in materia di aggiornamento professionale, in riferimento a:

  • progettazione BIM 
  • Norme Tecniche delle Costruzioni 2018 
  • piattaforme collaborative per la Direzione Lavori 
  • fatturazione elettronica

I prossimi incontri si terranno:

  • ROMA – 29 aprile
  • NAPOLI – 30 aprile
  • POTENZA – 3 maggio
  • RAVENNA – 7 maggio

Temi delle giornate di studio

Come lavorare in BIM su una piattaforma collaborativa aperta

  • Che cos’è il BIM
  • La piattaforma collaborativa usBIM.platform ONE

Progettazione architettonica BIM e MEP

  • Progettazione architettonica BIM
  • Controllo dei costi di progetto (5D)
  • Rilievo architettonico: dalla nuvola di punti al modello BIM
  • Intervento sugli edifici esistenti (foto inserimento e fotoritocco)
  • Rendering in tempo reale (RTBIM)
  • Realtà virtuale immersiva (VRI) del modello BIM
  • Progettazione impianti BIM (MEP)
  • Collaborative Working: lavorare in più persone su uno stesso modello

Certificazione energetica con modellazione BIM del sistema edificio/impianto Building Energy Model (BEM)

  • Modellazione BIM per la progettazione e certificazione energetica (modello BEM)
  • Localizzazione automatica del modello e definizione dei dati climatici
  • Il catalogo degli oggetti BIM e le relative proprietà energetiche
  • Controllo automatico dell’esposizione e dell’ombreggiamento
  • Definizione automatica dei ponti termici
  • Rappresentazione grafica del comportamento energetico del modello BEM
  • Import/Export del file IFC del modello BEM per la collaborazione nel processo BIM
  • Analisi dei risultati in forma numerica e grafica
  • Stampa degli elaborati di legge e degli elaborati grafici
  • La diagnosi energetica nell’ambiente BIM

Calcolo strutturale BIM e NTC 2018

  • La definizione del modello geometrico, la modellazione dei materiali e dei carichi
  • Le principali novità introdotte dalle NTC 2018
  • L’integrazione del calcolo strutturale nel processo di progettazione BIM (dal modello BIM al modello FEM)
  • Input sismico ed analisi della struttura: cosa cambia con le nuove NTC?
  • Lettura dei risultati, analisi dei dettagli costruttivi e gestione degli elaborati
  • Le novità di EdiLus BIM ONE

Fatturazione elettronica obbligatoria dal 1° gennaio 2019 per tutte le imprese e i professionisti dell’edilizia: cosa fare e come farla

  • Legge di Bilancio 2018: fatturazione elettronica obbligatoria dal 1° gennaio 2019
  • Le tipologie di fatturazione: B2B e B2C
  • I soggetti della fatturazione elettronica (chi deve osservare l’obbligo)
  • Il caso dei subappalti: obbligo anticipato al 1° luglio 2018
  • Gli elementi identificativi: Codice Destinatario e PEC
  • Gestione della fatturazione attiva e passiva
  • Disponibilità, archiviazione e conservazione delle fatture elettroniche
  • FacTus: la soluzione ACCA per la fatturazione elettronica

Computo, Contabilità, Sicurezza e Direzione Lavori con le nuove norme (Codice Appalti D.Lgs. 50/2016, Decreto BIM D.M. 560/2017, Direzione Lavori D.M. 49/2018) e la tecnologia BIM

  • Redazione e stampa degli elaborati di progetto e di contabilità
  • La piattaforma per la Direzione Lavori PriMus-PLATFORM e il monitoraggio di tutti i lavori attraverso il browser
  • Il computo e la contabilità lavori sul Web e il collaborative working con PriMus-WEB
  • Il computo con intelligenza artificiale applicata al modello digitale BIM nel formato IFC con PriMus-AI
  • La modellazione BIM del cantiere per l’analisi della sicurezza con CerTus-HSBIM e la realtà virtuale immersiva (VRI)
  • La sicurezza sul Web e il collaborative working con CerTus-WEB

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Assegnati 172 milioni di euro per la messa in sicurezza delle scuole. In Gazzetta il decreto

Aggiudicazione degli interventi entro il primo novembre 2019 e completamento entro ottobre 2020. In allegato l’elenco degli enti locali e dei progetti per la messa in sicurezza delle scuole

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 80 del 4 aprile 2019) il decreto del Miur n. 2/2019 che assegna 172.708.620,16 euro, provenienti dal decreto Mutui BEI 2015, agli enti locali per il finanziamento degli interventi di messa in sicurezza delle scuole o di costruzione di nuovi edifici scolastici.

Si tratta di economie derivanti dalla prima trance dei mutui BEI e spettanti agli enti locali inseriti nell’elenco allegato al provvedimento.

Decreto Mutui

Ricordiamo che il decreto Mutui, istituito dalla legge 128/2013 di conversione del 104/2013, prevede che le Regioni interessate possono essere autorizzate dal Mef, d’intesa con il Miur, a stipulare mutui trentennali con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato con:

  • la Banca europea per gli investimenti
  • la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa
  • la Cassa depositi e prestiti Spa
  • i soggetti autorizzati all’esercizio dell’attività bancaria

al fine di favorire i seguenti interventi:

  • interventi straordinari di ristrutturazione
  • di miglioramento
  • di messa in sicurezza
  • di adeguamento sismico
  • di efficientamento energetico di immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica e all’alta formazione artistica, musicale e coreutica
  • di efficientamento energetico di immobili adibiti ad alloggi e residenze per studenti universitari di proprietà degli enti locali
  • di costruzione di nuovi edifici scolastici pubblici
  • di realizzazione di palestre scolastiche nelle scuole
  • di interventi volti al miglioramento delle palestre scolastiche esistenti

I fondi potranno essere usati da Comuni, Province e Città metropolitane, sulla base delle graduatorie predisposte dalle Regioni, senza causare impatti sul patto di stabilità interno.

Per il triennio 2018-2020 sono disponibili complessivamente 1,7 miliardi di euro, che garantiranno i mutui BEI per l’edilizia scolastica.

Decreto 3 gennaio 2019, n. 2

Il dm 2/2019 assegna i 172 milioni di euro agli Enti locali delle Regioni con la lista dei circa 300 progetti che riguardano in gran parte interventi di messa in sicurezza, adeguamento impiantistico o riqualificazioni di spazi esistenti.

Gli enti locali devono provvedere ad avviare e/o completare gli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici, con aggiudicazione entro il 1° novembre 2019 (180 dalla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta), pena decadenza del finanziamento.

Gli enti, inoltre, sono tenuti a completare detti lavori entro il 15 ottobre 2020.

Di seguito l’elenco delle Regioni con il relativo importo:

Abruzzo 5.798.947,38 euro
Basilicata 3.915.405,85 euro
Calabria 8.301.234,25 euro
Campania 16.283.814,22 euro
Emilia Romagna 11.041.721,03 euro
Friuli Venezia Giulia 3.103.357,08 euro
Lazio 11.367.449,11 euro
Liguria 8.085.048,20 euro
Lombardia 29.159.498,83 euro
Marche 5.585.240,79 euro
Molise 726.569,47 euro
Piemonte 11.167.041,38 euro
Puglia 9.143.991,01 euro
Sardegna 5.827.056,77 euro
Sicilia 14.150.595,26 euro
Toscana 9.381.457,78 euro
Umbria 4.834.283,83 euro
Veneto 12.943.039,76 euro
Valle d’Aosta 6.651.473,00 euro

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Autocertificazione CFP ingegneri: c’è tempo fino al 30 aprile 2019

Prorogato al 30 aprile l’invio dell’autocertificazione CFP ingegneri, relativa all’aggiornamento informale dell’attività professionale 2018. Le modalità di invio

Con riferimento all’obbligo di formazione continua per gli ingegneri, in base a quanto previsto dal Regolamento nazionale per la formazione continua (dpr 137/2012), è possibile ottenere 15 crediti formativi professionali, CFP, attraverso l’autocertificazione delle attività di aggiornamento informale, necessario a garantire qualità ed efficienza della prestazione professionale resa al proprio cliente.

Con la circolare del 13 dicembre 2018, n. 328 avente ad oggetto “Formazione – autocertificazione aggiornamento informale“, il Consiglio nazionale degli ingegneri, CNI, aveva chiarito che dal 19 dicembre 2018 al 31 marzo 2019 è possibile compilare l’autocertificazione per il rilascio dei 15 CFP ingegneri relativi all’aggiornamento informale legato all’attività professionale svolta nel 2018.

Tuttavia, nella seduta del 5 aprile 2019, il CNI ha deliberato la proroga del termine entro cui sarà possibile compilare il modello di autocertificazione per i 15 CFP legati all’attività professionale svolta nel 2018: è fissato al 30 aprile 2019.

Criteri di riconoscimento CFP informali

È possibile acquisire i 15 CFP  relativi all’attività di aggiornamento informale nelle modalità di seguito specificate:

  • articoli su rivista
  • monografie
  • contributo su volume
  • brevetti nell’ambito dell’ingegneria
  • partecipazione qualificata ad organismi, gruppi di lavoro, commissioni tecniche nell’ambito dell’ingegneria
  • partecipazione a commissioni di esami di stato per l’esercizio della professione di ingegnere

Guida alla compilazione

Per la dichiarazione relativa all’anno 2018 l’istanza di riconoscimento dei CFP deve avvenire esclusivamente online attraverso la compilazione di un apposito modulo disponibile sulla piattaforma della formazione, cliccando sul tasto Richiedi CFP Informali disponibile nella pagina Autocertificazioni.

Segnaliamo al riguardo, la guida alla compilazione per l’autocertificazione CFP che, oltre ad utili chiarimenti in materia, descrive la modalità di riconoscimento e di invio dell’istanza, in particolare precisa che:

  • per compilare l’istanza è necessario disporre di credenziali personali di accesso al portale mying.it che potranno essere richieste, attraverso l’apposita procedura cliccando sul tasto richiedi credenziali (per coloro che sono già in possesso di credenziali non occorre richiederne nuove)
  • dopo aver effettuato l’accesso al portale, occorre cliccare sul tasto Autocertificazioni presente nel menù principale (il tasto comparirà solo dopo aver effettuato il login) e successivamente sul tasto Compila in corrispondenza del rigo autocertificazione 15 CFP
  • dopo aver compilato tutti i campi richiesti cliccare su Conferma per inoltrare l’istanza ed attendere che compaia il messaggio istanza correttamente inviata e l’indicazione dell’indirizzo email a cui è stata inoltrata copia dell’autocertificazione in formato PDF.

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Decreto salva mare: i pescatori diventeranno gli “spazzini del Mediterraneo”

Il nuovo dl salva mare prevede che i pescatori che recuperano accidentalmente rifiuti nelle proprie reti potranno conferirli in apposite isole ecologiche nei porti, usufruendo di particolare agevolazioni ed incentivi

Il Consiglio dei Ministri n. 53 del 4 aprile, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha approvato un disegno di legge (ribattezzato “decreto salva mare”) che introduce disposizioni per la promozione del recupero dei rifiuti in mare e per l’economia circolare.

I pescatori potranno finalmente portare a terra la plastica accidentalmente finita nelle reti; finora, infatti,  erano costretti a ributtarla in mare, perché altrimenti avrebbero compiuto il reato di trasporto illecito di rifiuti e sarebbero stati considerati produttori di rifiuti e avrebbero dovuto anche pagare per lo smaltimento.

Il nuovo ruolo dei pescatori

Con le nuove disposizioni, i rifiuti potranno essere portati nei porti dove saranno allestiti dei punti di raccolta e contestualmente saranno introdotti dei meccanismi premiali per i pescatori.

 Il testo ha l’obiettivo di:

  • contribuire al risanamento dell’ecosistema marino
  • promuovere l’economia circolare nel ciclo dei rifiuti
  • favorire il recupero dei rifiuti accidentalmente pescati
  • incentivare campagne volontarie di pulizia del mare
  • sensibilizzare la collettività per la diffusione di modelli comportamentali virtuosi rivolti alla prevenzione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti negli ecosistemi marini e alla corretta gestione degli stessi.

Il disegno di legge disciplina, quindi, la gestione e il riciclo dei rifiuti accidentalmente raccolti in mare, a mezzo delle reti durante le operazioni di pesca, e dei rifiuti volontariamente raccolti.

Al fine di evitare che i costi della gestione di tali rifiuti gravino esclusivamente sui pescatori e sugli utenti dei porti è previsto che questi siano coperti con una specifica componente della tassa sui rifiuti.

Inoltre, al fine di diffondere modelli comportamentali virtuosi rivolti alla prevenzione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti nell’ecosistema marino e alla loro corretta gestione, si prevede l’attribuzione di una certificazione ambientale agli imprenditori ittici che si impegnino a utilizzare materiali a ridotto impatto ambientale, partecipino a campagne di pulizia del mare o conferiscano rifiuti accidentalmente pescati.

L’emergenza plastica nel Mediterraneo

Il Mediterraneo è particolarmente esposto al problema della plastica, in quanto si tratta di un mare semichiuso: si pensa che siano almeno 250 miliardi i frammenti di plastica al suo interno. Nel Tirreno il 95% dei rifiuti galleggianti avvistati, più grandi di 25 centimetri, sono di plastica, il 41% di questi sono buste e frammenti.

In Italia esistono già dei progetti sperimentali di coinvolgimento dei pescatori nella raccolta della plastica che stanno dando ottimi risultati: nell’Arcipelago Toscano da un anno (a Livorno) e anche in Puglia, dove la Regione avvia proprio in questi giorni la sperimentazione.

Come ricordano i ricercatori, nel Mar Mediterraneo 134 specie animali sono vittime di ingestione di plastica, tra cui 60 specie di pesci, le 3 specie di tartarughe marine, 9 specie di uccelli marini e 5 specie di mammiferi marini. Tutte le specie di tartarughe marine presenti nel Mediterraneo presentano plastica nello stomaco.

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UNI EN 15129:2018 la norma sui dispositivi antisismici, cosa sono

L’ente italiano di normazione ha pubblicato in italiano la norma UNI EN 15129:2018 relativa alla progettazione dei dispositivi antisismici

Pubblicata in italiano da parte dell’UNI, ente italiano di normazione, la norma UNI EN 15129:2018 relativa alla progettazione dei dispositivi antisismici. Tali dispositivi sono inclusi nelle strutture con lo scopo di modificarne la risposta all’azione sismica.

Ricordiamo che la norma era stata pubblicata in inglese a giugno 2018 e solo ora è stata tradotta.

La norma specifica i requisiti funzionali e le regole generali di progettazione in situazioni sismiche e non sismiche, le caratteristiche dei materiali, i requisiti di fabbricazione e di esecuzione delle prove, nonché i criteri per la valutazione e verifica di costanza della prestazione, di installazione e di manutenzione. Fornisce anche i criteri per la marcatura CE.

I dispositivi sismici: isolatori e dissipatori

Sostanzialmente i sistemi moderni per la protezione sismica delle strutture si dividono in attivi e passivi con la possibilità di integrarli in sistemi ibridi.

Tra i due vi sono alcuni sostanziali differenze tra cui: la maggiore economicità e versatilità di utilizzo negli edifici già costruiti dei sistemi passivi, la complessità della messa in opera, nell’uso, nella manutenzione e gestione per i sistemi attivi; fattori questi che comportano la differente diffusione degli uni rispetto agli altri.

Per lo sviluppo e l’uso di tecniche di protezione passiva i principi seguiti sono sostanzialmente 2:

  • separare la struttura dal terreno per evitare che questo possa trasmettere le accelerazioni impresse dall’onda sismica; una tecnica, a quanto sembra, già appartenuta alle architetture antiche e storiche
  • assorbire parte dell’energia trasmessa dal sisma attraverso vincoli o dispositivi che riducono la quantità di sollecitazioni trasmesse all’edificio e ai suoi occupanti.

Pertanto le tecniche utilizzate sono quelle dell’isolamento e della dissipazione, essendo chiaramente possibile un’efficace combinazione tra le 2:

  • isolatori: (elastometrici ed a scorrimento) limitano le accelerazioni trasmesse alla struttura e riducono, quindi, le forze inerziali mediante l’aumento del periodo di oscillazione
  • dissipatori: dissipano parte dell’energia trasmessa alla struttura secondo la loro legge costitutiva, sulla base della quale si distinguono in 2 grandi famiglie: i dispositivi dipendenti dalla velocità e i dispositivi dipendenti dallo spostamento.

Tali tecnologie proteggono edifici residenziali, ponti, viadotti, o qualsiasi altra struttura, modificandone la risposta all’azione sismica o ad altre azioni dinamiche (ad esempio il vento).

La maggior parte dei dispositivi antisismici viene utilizzata nell’ambito dell’approccio innovativo all’ingegneria sismica, per modificare la risposta sismica di una struttura mediante l’isolamento sismico e/o la dissipazione di energia.

Clicca qui per scaricare la norma UNI

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Pubblicata la norma UNI 11742:2019 relativa all’attività di carpentiere

In vigore dal 21 marzo la UNI 11742:2019 contenente i nuovi requisiti di conoscenza, abilità, competenza del carpentiere di elementi e strutture di legno

Il 21 marzo scorso è stata pubblicata sul sito UNI la norma UNI 11742:2019 che regolamenta la professione di carpentiere, dal titolo:

 Attività professionali non regolamentate – Carpentiere di elementi e strutture di legno – Requisiti di conoscenza, abilità, competenza

laddove per “carpenteria” si intende l’attività di costruzione o assemblaggio di più elementi, standardizzati o preparati su misura, per la realizzazione di strutture fisse o mobili, provvisorie o definitive.

In riferimento all’attività professionale del carpentiere di elementi e strutture di legno, ossia di colui che svolge la propria attività professionale nell’ambito delle attività di cantiere che includono la posa in opera e eventuali lavorazioni al fine di realizzare un costruito in conformità ai disegni costruttivi, la norma definisce i seguenti requisiti di:

  • conoscenza
  • abilità
  • competenza.

All’interno della norma sono previste 2 figure:

  • carpentiere generico
  • carpentiere specializzato

contraddistinte da diversa esperienza e competenza.

Obiettivo della norma è di definire in ambito nazionale una misura a tutela del comparto industriale rappresentato, e valorizzare le maestranze specializzate presenti all’interno del nostro tessuto imprenditoriale.

I requisiti, infatti, sono individuati in termini di conoscenza, abilità e competenza in conformità al quadro europeo delle qualifiche (European Qualifications Framework – EQF).

Clicca qui per accedere al sito UNI

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ACCA software alla Milano Design Week: dal BIM alla realtà immersiva per l’edilizia

Il futuro dell’edilizia con i nuovi strumenti BIM per la sicurezza, la progettazione e la direzione lavori, attraverso la realtà virtuale immersiva, saranno in scena il 12 aprile al “Museo della sicurezza” di Milano

Si terranno dal 9 al 12 aprile, in concomitanza con il Salone Internazionale del Mobile, una serie di presentazioni dedicate alla realtà virtuale immersiva integrata ai modelli BIM ed applicata sia alla progettazione architettonica sia alla gestione della sicurezza in cantiere.

Le presentazioni di ACCA software rientrano all’interno dell’evento più ampio “Build our safety” che si tiene dal 9 al 14 aprile presso il “Museo della sicurezza” ospitato nella sede dell’Istituto Carlo Bazzi, in via Cappuccio, 2 a Milano.

Programma

In dettaglio: i giorni 9, 10 e 11 aprile i nostri tecnici presenteranno nell’area museale la nuova tecnologia VRiBIM, che integra BIM e realtà virtuale immersiva.

Successivamente, il 12 aprile, saranno presentati in Aula magna:

dalle ore 9:00 alle ore 13:00:

  • PriMus-PLATFORM, la piattaforma elettronica per la direzione lavori
  • CerTus, il software BIM per sicurezza nei cantieri edili con le nuove tecnologie per la modellazione 3D del cantiere e l’applicazione della Realtà Virtuale Immersiva alla prevenzione dei rischi
  • CerTus-PN, il BIM tool per la progettazione 3D dei ponteggi e la redazione del PiMUS

dalle ore 14:00 alle ore 16:00:

  • Edificius, il software BIM per la progettazione architettonica e le nuove integrazioni con il Real Time Rendering e la Realtà Virtuale Immersiva

La partecipazione agli eventi ACCA del 12 aprile è gratuita e richiede la registrazione.

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