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Newsletter 596 del 10 gennaio 2019

In questo numero:



Varie e brevi
Legge di Bilancio 2019, le principali novità per il settore edile
Fisco
Tabelle ACI 2019, come determinare rimborso chilometrico e fringe benefit
Fisco
Bonus casa 2019: le tabelle di sintesi delle detrazioni previste per il 2019
Professioni tecniche
Titolo abilitativo previo pagamento della parcella: anche in Campania è legge
Professioni tecniche
Liberi professionisti: finanziamenti fino a 50.000 euro e parte a fondo perduto
Titoli edilizi
La traslazione di un fabbricato rispetto al progetto assentito è una variazione essenziale
Opere edili
Sismabonus per demolizione e ricostruzione: l’agevolazione spetta anche se l’aera di sedime è diversa?
Fisco
Modello 730 / 2019 ecco le novità per le detrazioni fiscali
Fisco
Memorizzazione fatture elettroniche e protezione dati personali, le nuove indicazioni delle Entrate
Sicurezza
Bando ISI 2018: in arrivo 370 milioni di euro per le imprese
Fisco
Fatturazione elettronica e codice destinatario, le 5 cose da sapere
Certificazione energetica
Contabilizzatori di calore: in arrivo l’obbligo di lettura da remoto
Professioni tecniche
Pubblicati altri 106 indici sintetici di affidabilità, addio agli studi di settore!
Lavori pubblici
Opere di urbanizzazione a scomputo, il Consiglio di Stato risponde all’Anac
Fisco
Saldo e stralcio dei debiti, ecco il modello da presentare entro il 30 aprile
Sicurezza
Adeguamento antincendio alberghi con oltre 25 posti: ok proroga SCIA parziale
Rinnovabili
Detrazione al 65% anche per gli impianti fototermici? La risposta delle Entrate
Opere edili
Detrazione acquisto casa antisismica: i chiarimenti delle Entrate
Certificazione energetica
Efficienza energetica degli edifici: ulteriori chiarimenti del Mise su APE e requisiti minimi
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Legge di Bilancio 2019, le principali novità per il settore edile

Pubblicata in Gazzetta il 31 dicembre la legge di Bilancio 2019, ecco le principali novità che riguardano il mondo dell’edilizia

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2018 è stata pubblicata la legge n. 145/2018 con oggetto: “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021“.

Di seguito illustriamo le principali novità  della nuova legge di Bilancio per il 2019 che riguardano l’edilizia:

  • detrazioni fiscali
  • affidamento diretto dei lavori
  • struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici
  • finanziamento infrastrutture
  • finanziamenti per nuove attività libero professionali.

Detrazioni fiscali

La legge di Bilancio 2019, modificando la legge n. 90/2013, all’art. 1 commi 67 e 68, proroga le detrazioni fiscali in materia edilizia.

Ecobonus

Le detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica, sono confermate anche per gli interventi effettuati nel 2019 e sono quindi prorogate al 31 dicembre 2019. 

Viene quindi confermata la detrazione IRPEF del 50% per la sostituzione di infissi e caldaie, mentre per gli interventi più importanti (come ad esempio la coibentazione dell’intero edificio) resta la detrazione al 65%.

Bonus ristrutturazioni

Le detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia sono prorogate al 31 dicembre 2019 nella misura del 50%.

Bonus mobili

Confermato per tutto il 2019 il “bonus mobili” legato agli interventi di ristrutturazione edilizia iniziati a partire dal 1 gennaio 2018 , nella misura del 50%.

Bonus verde

La detrazione del 36% per interventi di riqualificazione di giardini, parchi, terrazzi è confermata per tutto il 2019.

Affidamento diretto dei lavori pubblici

L’articolo 1 comma n. 912 prevede una modifica al Codice appalti e in particolare agli importi massimi per affidamenti diretti che, in attesa di una complessiva revisione del codice dei contratti pubblici, le stazioni appaltanti, in deroga all’art. 36, comma 2, possano procedere all’affidamento di lavori di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro mediante affidamento diretto previa consultazione, ove esistenti, di tre operatori economici e .

Inoltre, possono affidare i lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 350.000 euro mediante procedura negoziata, secondo quanto stabilito dal Codice appalti all’art. 36 comma 2, lettera b).

Struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici

Con i commi dal n.162 al n.170 della legge di Bilancio 2019 è previsto che con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro il 31 gennaio, sarà individuata un’apposita Struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici.

Il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri provvederà, altresì, a indicarne la denominazione, l’allocazione, le modalità di organizzazione e le funzioni.

Il comma 163 viene chiarito che fermo restando le competenze delle altre amministrazioni, la Struttura, su richiesta delle amministrazioni centrali e degli enti territoriali interessati, che ad essa possono rivolgersi ai sensi dell’art.24, del dlgs n.50/2016, previa convenzione e senza oneri diretti di prestazioni professionali rese per gli enti territoriali richiedenti, svolge le proprie funzioni, al fine di:

  • favorire lo sviluppo e l’efficienza della progettazione e degli investimenti pubblici
  • contribuire alla valorizzazione, all’innovazione tecnologica, all’efficientamento energetico e ambientale nella progettazione e nella realizzazione di edifici e beni pubblici,
  • contribuire alla progettazione degli interventi di realizzazione e manutenzione, ordinaria e straordinaria, di edifici e beni pubblici, anche in relazione
  • contribuire alla predisposizione di modelli innovativi progettuali ed esecutivi per edifici pubblici e opere similari e connesse o con elevato grado di uniformità e ripetitività.

Nel comma 164 è previsto che il personale tecnico della Struttura svolge le attività di propria competenza in piena autonomia e con indipendenza di giudizio nelle valutazioni tecniche, anche attivando opportune collaborazioni con gli altri organi dello Stato aventi competenze per le attività di cui trattasi.

La Struttura può operare in supporto e in raccordo con altre amministrazioni, nelle materie di propria competenza.

E’ autorizzata, al comma 165, l’assunzione a tempo indeterminato, con destinazione alla Struttura, a partire dall’anno 2019, di un massimo di 300 unità di personale, con prevalenza di personale di profilo tecnico per una percentuale almeno pari al 70 per cento, a livello impiegatizio e di quadro, nonché con qualifica dirigenziale nei limiti del 5%.

Tale personale è assunto, anche in momenti diversi, con procedura selettiva pubblica, le cui modalità di svolgimento e i cui criteri per la selezione sono improntati a princìpi di trasparenza, pubblicità, imparzialità e valorizzazione della professionalità.

Di queste 300 unità 120 saranno assegnate temporaneamente alle province delle regioni a statuto ordinario per lo svolgimento esclusivo delle attività di cui al comma 164 nell’ambito delle stazioni uniche appaltanti provinciali, previa intesa in sede di Conferenza unificata.

Per garantire l’immediata operatività della Struttura si può procedere al reclutamento delle prime 50 unità di personale, attingendo dal personale di ruolo, anche mediante assegnazione temporanea, con il consenso dell’interessato e sulla base di appositi protocolli d’intesa con le amministrazioni pubbliche e per singoli progetti di interesse specifico per le predette amministrazioni.


Finanziamenti infrastrutture

La legge di Bilancio 2019 rinnova/introduce lo stanziamento dei seguenti finanziamenti:

  • comma 95/96 – Fondo di 740 milioni di euro per il 2019 finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese. Una quota del fondo di cui al comma 95 è destinata alla realizzazione, allo sviluppo e alla sicurezza di sistemi di trasporto pubblico di massa
  • comma 97 – Finanziamento all’ANAS per gli svincoli delle tangenziali dei capoluoghi di provincia
  • comma 99 – Messa in sicurezza delle infrastrutture colpite dal sisma del 2016 in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria
  • comma 104 – Fondo di 2 milioni di euro per il 2019 per la realizzazione di autostrade ciclabili
  • commi dal 107 al 114 – Per i piccoli comuni è istituito un fondo da 400 milioni di euro, per favorire gli investimenti per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale
  • comma 125 – Finanziamento per eventi calamitosi in Liguria
  • comma 127  Riqualificazione di aree industriali dismesse
  • comma 128 – Elettrificazione della linea ferroviaria Biella-Novara
  • comma 131/132/133 – Ristrutturazione Aeroporti di Reggio Calabria e Crotone
  • commi dal 134 al 148 – Messa in sicurezza degli edifici e del territorio
  • commi 153/154/155 – Modifiche al Piano nazionale di interventi nel settore idrico
  • comma 232/233 – Riqualificazione energetica degli edifici della P.A. centrale con un finanziamento di 145 milioni di euro
  • comma 419/420/4210 – Viene autorizzata INAIL ad effettuare investimenti immobiliari nel settore termale e alberghiero-termale
  • comma 555/556 – Incremento delle risorse per gli interventi in materia di edilizia sanitaria e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico
  • comma 619 – Risorse per la sicurezza del patrimonio culturale nelle aree colpite dal sisma 2016/2017
  • comma 749 – Connessioni ferrovia-aeroporti/porti
  • comma 890 – Contributi alle province per la manutenzione di strade e scuole
  • comma 901– Spese per lavori pubblici urgenti degli enti locali
  • commi 931 e 933 – Fondi per l’emergenza buche a Roma e per la linea C della metropolitana
  • commi 1128 e 1129 –  Rinnovo fondi per il dissesto idrogeologico

Finanziamenti per nuove attività libero professionali

Al comma 601 dell’art.1 viene estesa, agli under 45 ed ai liberi professionisti, la possibilità di accedere ai finanziamenti del piano “Resto al sud” .

Troverai maggiori informazioni nell’apposito articolo di BibLus-net.

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Tabelle ACI 2019, come determinare rimborso chilometrico e fringe benefit

Pubblicate in Gazzetta le nuove Tabelle ACI 2019, utili per calcolare i rimborsi chilometrici e fringe benefit

Le tabelle ACI 2019 contengono i nuovi parametri in base ai quali viene effettuato il calcolo del rimborso chilometrico spettanti ai dipendenti e professionisti che utilizzano il proprio mezzo di trasporto per attività di lavoro (dlgs 314/1997 art. 3 comma 1).

Le tabelle, inoltre, sono utilizzate per la determinazione del fringe benefit, cioè della retribuzione in natura che deriva dalla concessione in uso promiscuo ai dipendenti di veicoli aziendali, ossia utilizzati per esigenze di lavoro e per esigenze private.

Tabelle  ACI 2019 in Gazzetta

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 295 del 20 dicembre 2018, Supplemento ordinario n. 57, è stato pubblicato il Comunicato dell’Agenzia delle Entrate, contenente:

Tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli elaborate dall’ACI – Art. 3, comma 1, del decreto legislativo 2 settembre 1997, n. 314.

Vengono, quindi, pubblicate le tabelle ACI 2019 con i costi chilometrici di esercizio per autovetture e motocicli.

Struttura delle tabelle ACI 2019

Le tabelle ACI 2019 sono così strutturate:

  • autoveicoli a benzina in produzione
  • autoveicoli a gasolio in produzione
  • autoveicoli a benzina-gpl, benzina-metano o metano esclusivo elettrici, ibridi e ibridi plug-in in
  • produzione autoveicoli a benzina fuori produzione autoveicoli a gasolio fuori produzione
  • autoveicoli a benzina-gpl, benzina-metano o metano esclusivo fuori produzione autoveicoli
  • elettrici, ibridi e ibridi plug-in fuori produzione motoveicoli

E’ possibile individuare i valori relativi ad ogni singolo veicolo, selezionando i seguenti parametri:

  • categoria di veicoli (autovettura, motociclo);
  • elenco marche (Alfa Romeo, Bmw, ecc..);
  • alimentazione (benzina, gasolio, ecc..);
  • autovetture in produzione e fuori produzione.

Come si usano le tabelle ACI 2019

I dipendenti che possono utilizzare anche a fini personali l’automezzo messo a disposizione dall’azienda devono assoggettare a tassazione (nonché a contributi previdenziali e assistenziali), il 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 Km calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle ACI. La soglia di percorrenza dei 15.000 chilometri è indipendente da quello che è l’effettivo utilizzo del dipendente, per cui ben potrà accadere che lo stesso percorra un maggiore o un minore numero di chilometri, senza che ciò incida sugli importi oggetto di tassazione.

L’autoveicolo deve essere ad uso promiscuo.

L’eventuale assegnazione al dipendente dell’autoveicolo per l’esclusivo uso personale deve essere infatti tassato al valore normale, sulla base di quelli che sono stati gli effettivi chilometri percorsi. Il fringe benefit così calcolato deve essere ragguagliato al periodi di effettivo utilizzo da parte del dipendente dell’automezzo.

La percorrenza convenzionale è stata stabilita su base annua, pertanto, l’ammontare da assoggettare a tassazione va rapportato al periodo dell’anno durante il quale il lavoratore ha utilizzato o poteva utilizzare in modo promiscuo il veicolo, ossia deve essere considerato il numero dei giorni per i quali il veicolo risulta assegnato, indipendentemente dal suo utilizzo.

Con riferimento ai nuovi modelli di veicoli, concessi in uso ai dipendenti, il reddito di riferimento dovrà essere calcolato prendendo a riferimento il modello di veicolo che, per tutte le sue caratteristiche, risulti più simile a quello non presente nell’elenco.

Tabelle ACI e rimborso chilometrico

Le tabelle ACI possono anche essere utilizzare per calcolare i rimborsi chilometrici da parte di professionisti che utilizzano propri mezzi di trasporto (es. CTU, Consulenti tecnici di ufficio).Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

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Bonus casa 2019: le tabelle di sintesi delle detrazioni previste per il 2019

Bonus casa 2019: ecobonus, ristrutturazioni, mobili e giardino, le agevolazioni fiscali confermate e prorogate dalla legge di Bilancio 2019


Anche per il 2019 sarà possibile usufruire di alcune agevolazioni fiscali in caso di interventi effettuati sulla propria abitazione: la legge di Bilancio 2019 (legge n. 145/2018), pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2018, ha infatti prorogato le detrazioni fiscali in materia di edilizia.

Di seguito, le tabelle di sintesi delle detrazioni confermate con la legge di Bilancio 2019, l’indicazione dei relativi interventi ammessi e le specifiche aliquote di detrazione.

Ecobonus

Le detrazioni fiscali riferite agli interventi di efficienza energetica, il cosiddetto “ecobonus”, sono confermate per il 2019. Prorogata, quindi, la detrazione Irpef del 50% e, per gli interventi più importanti, resta la detrazione al 65%; un’aliquota maggiore si ha per gli interventi nei condomini.

Interventi agevolabili  Detrazione
Serramenti e infissi 50%
Schermature solari
Caldaie a biomassa
Caldaie condensazione classe A
Coibentazione involucro opaco 65%
Pompe di calore
Scaldacqua a pompa di calore
Coibentazione involucro
Collettori solari per produzione di acqua calda
Generatori ibridi
Sistemi building information
Microgeneratori (per una detrazione massima consentita di 100.000 euro)
Interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente) 70%
Interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente+qualità media dell’involucro) 75%
Interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente+riduzione 1 classe di rischio sismico) 80%
Interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente+riduzione 2 o più classi di rischio sismico) 85%

Bonus ristrutturazioni

Le detrazioni fiscali per le spese sostenute in merito agli interventi di recupero del patrimonio edilizio “bonus ristrutturazioni”, sono state prorogate fino al 31 dicembre 2019. Prorogata, quindi, a tutto il 2019 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%) nel limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Interventi agevolabili

Detrazione
Manutenzione straordinaria:

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
  • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • rifacimento di scale e rampe
  • interventi finalizzati al risparmio energetico
  • recinzione dell’area privata
  • costruzione di scale interne
  • ecc.
50%

 

Restauro e risanamento conservativo

  • interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado
  • adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti
  • apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali
  • ecc.
50%
Ristrutturazione edilizia

  • demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente
  • modifica della facciata
  • realizzazione di una mansarda o di un balcone
  • trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda
  • apertura di nuove porte e finestre
  • costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti
  • ecc.
50%
Ricostruzione o ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi 50%
Eliminazione delle barriere architettoniche o favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone con disabilità gravi 50%
Prevenzione del rischio di atti illeciti da parte di terzi:

  • rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici
  • apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione
  • porte blindate o rinforzate
  • apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini
  • installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti
  • apposizione di saracinesche
  • tapparelle metalliche con bloccaggi
  • vetri antisfondamento
  • casseforti a muro
  • fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati
  • apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline
  • ecc.
50%
Cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico 50%
Conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia:

  • l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica
  • ecc.
50%
Adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica 50%
Bonifica dall’amianto e di opere volte a evitare gli infortuni domestici:

  • l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti
  • il montaggio di vetri anti-infortunio
  • l’installazione del corrimano
  • ecc.
50%

Ricordiamo, inoltre, che sulle parti condominiali, oltre agli stessi interventi realizzati sulle proprietà private, sono agevolabili anche quelli di manutenzione ordinaria.

Riguardo alle spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche, sono previste detrazioni più elevate, che possono arrivare fino all’85%.

Sismabonus

Ricordiamo, inoltre, che il sismabonus è già in vigore fino al 2021.

Bonus mobili

Confermato anche per il 2019 il “bonus mobili” legato all’acquisto di arredi se collegati ad interventi di ristrutturazione edilizia di un immobile, nella misura del 50%, a partire dal 1° gennaio 2018.

Interventi agevolabili Detrazione
Mobili nuovi

  • letti
  • armadi
  • cassettiere
  • librerie
  • scrivanie
  • tavoli
  • sedie
  • comodini
  • divani
  • poltrone
  • credenze
  • materassi
  • apparecchi di illuminazione
  • ecc.
50%
Grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+, (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica:

  • frigoriferi
  • congelatori
  • lavatrici
  • asciugatrici
  • lavastoviglie
  • apparecchi per la cottura
  • stufe elettriche
  • forni a microonde
  • piastre riscaldanti elettriche
  • apparecchi elettrici di riscaldamento
  • radiatori elettrici
  • ventilatori elettrici
  • apparecchi per il condizionamento
  • ecc.
50%

Bonus verde

Anche per il bonus verde è stata confermata la detrazione del 36%, per un importo non superiore a 5.000 euro, per i seguenti interventi

Interventi agevolabili Detrazione
Sistemazione del verde (giardini, giardini pensili, terrazzi e balconi), anche condominiali 36%
Installazione o rifacimento di impianti di irrigazione e realizzazione pozzi
Recupero del verde di giardini di interesse storico
Fornitura di piante e arbusti e loro messa a dimora
Riqualificazione di prati (con esclusione di quelli utilizzati per uso sportivo con fini di lucro)
Lavori e interventi per la trasformazione di un’area incolta in aiuole e giardini

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Titolo abilitativo previo pagamento della parcella: anche in Campania è legge

Campania: per il rilascio del titolo abilitativo è obbligatorio che il professionista dichiari l’avvenuto pagamento della parcella da parte del committente

Anche in Campania è in vigore dal 30 dicembre scorso la legge regionale per la tutela dei compensi professionali.

E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale della regione Campania (del 29 dicembre 2018, n. 100), la legge regionale 29 dicembre 2018, n. 59 recante:

Norme in materia di tutela delle prestazioni professionali per attività espletate per conto dei committenti privati e di contrasto all’evasione fiscale

Finalità

La norma ha l’obiettivo di tutelare le prestazioni professionali rese sulla base di istanze presentate alla pubblica amministrazione per conto dei privati cittadini o delle imprese contestualmente all’attenuazione di misure contro l’evasione fiscale.

Presentazione dell’istanza alla pubblica amministrazione

Il testo prevede che la presentazione dell’istanza autorizzativa o di istanza ad intervento prevista dalle norme e dai regolamenti regionali, provinciali e comunali sia corredata, oltre che da tutti gli elaborati previsti dalla normativa vigente, dalla lettera di affidamento dell’incarico sottoscritta dal committente, unitamente alla fotocopia di un documento d’identità.

Pagamenti per la prestazione professionale effettuata

L’amministrazione, al momento del rilascio dell’atto autorizzativo o della ricezione di istanze ad intervento diretto, acquisisce l’autodichiarazione del professionista o dei professionisti sottoscrittori degli elaborati progettuali, attestante il pagamento delle correlate spettanze da parte del committente.

La mancata presentazione della dichiarazione costituisce motivo ostativo per il completamento dell’iter amministrativo fino all’avvenuta integrazione. La documentazione è richiesta dagli uffici interessati dall’iter attivato.

La situazione nelle altre Regioni

La prima legge regionale in materia ad essere pubblicata, è stata quella della Regione Calabria nel luglio scorso (legge regionale Calabria del 3 agosto n. 25/2018); ad essa sono seguiti il ddl della Basilicata e l’odg del Lazio.

In Sicilia, invece, gli architetti hanno chiesto a fine agosto 2018 ai deputati regionali di approvare l’emendamento, fermo da un anno, che vincola il rilascio del certificato di agibilità all’avvenuto pagamento del progettista e del direttore dei lavori.

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Liberi professionisti: finanziamenti fino a 50.000 euro e parte a fondo perduto

Con la legge di Bilancio 2019 viene ampliata ai liberi professionisti la possibilità di beneficiare dei finanziamenti, fino ad un massimo di 50.000 euro di cui il 35% a fondo perduto, del piano “Resto al sud”

La legge n. 145/2018 (legge di Bilancio 2019) all’art. 1 comma 601 prevede modifiche alla legge n. 123/2017 (decreto mezzogiorno): viene ampliata la platea dei possibili beneficiari dei finanziamenti previsti dal piano “Resto al sud“.

In particolare, le nuove modifiche apportate riguardano:

  • comma 601 a – l’innalzamento dell’età massima degli aventi diritto da 35 anni a 45 anni
  • comma 601 b – per le attività libero-professionali è richiesto esclusivamente che i soggetti presentanti le istanze non risultino, nei dodici mesi precedenti la presentazione della domanda di agevolazione, titolari di partita IVA per l’esercizio di un’attività analoga a quella proposta

Le agevolazioni del piano “Resto al Sud”

Viene così estesa, agli under 45 ed ai liberi professionisti, la possibilità, fin ora prevista solo per gli under 35, di accesso alle agevolazioni per l’avvio di imprese nelle seguenti regioni:

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Calabria
  • Campania
  • Molise
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia

L’incentivo è gestito da Invitalia ed è finalizzato alla nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno.

Oltre al vincolo di avere un’eta inferiore ai 46 anni, e risiedere nelle suddette regioni, i liberi professionisti che intendono accedere all’incentivo non dovranno, nei dodici mesi che precedono la richiesta di agevolazione, essere titolari di partita Iva per un’attività analoga a quella proposta per il finanziamento.

L’obiettivo del piano è quello di permettere, a chi non ne aveva la possibilità, di aprire una propria attività (ad es. uno studio tecnico) ed inserirsi in maniera autonoma nel mercato del lavoro.

Finanziamenti

E’ previsto un finanziamento del 100% delle spese ammissibili, così suddiviso:

  • il 35% dell’investimento complessivo sarà a fondo perduto
  • il restante 65% dell’investimento complessivo sarà finanziato dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.

L’importo massimo del finanziamento erogabile è di 50.000 euro per ciascun socio, fino ad un ammontare massimo complessivo di 200.000 euro.

Le domande, corredate da tutta la documentazione relativa al progetto imprenditoriale, vanno inviate a Invitalia, attraverso la piattaforma dedicata.

L’Agenzia esaminerà i progetti in base all’ordine cronologico di arrivo e ne valuterà la sostenibilità tecnico-economica, dando una prima risposta formale entro 60 giorni dalla presentazione dell’istanza.

Nel 2018 con Resto al Sud sono nate oltre 2.200 imprese nel Mezzogiorno e sono stati creati più di 8.200 posti di lavoro.

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La traslazione di un fabbricato rispetto al progetto assentito è una variazione essenziale

Il Tar Puglia chiarisce che la traslazione di un fabbricato, anche di pochi metri, rispetto al progetto approvato con il permesso di costruire, costituisce variazione essenziale

Con la sentenza n. 1577/2018 il Tar Puglia ribadisce che costituisce variazione essenziale, facendo così decadere il permesso di costruire, anche la traslazione di pochi metri di un edificio in costruzione rispetto al progetto approvato.

I fatti in breve

I proprietari di un fabbricato in costruzione chiedevano l’annullamento del provvedimento a firma del Responsabile dell’Area Sviluppo Urbanistico del Comune, notificato nel 2017 ed avente ad oggetto: “Ordinanza sospensione lavori per la realizzazione di una casa rurale nell’ambito del suolo agricolo”.

Deve essere premesso che nel 2014 il Comune rilasciava regolare permesso di costruire e, di conseguenza, assentiva la realizzazione di una casa rurale come da progetto presentato. Detti suoli erano caratterizzati da una pendenza naturale del 6,5% lungo la direttrice nord-sud e dell’8% lungo la direttrice ovest-est ed erano posizionati ad una quota superiore di circa 15 m rispetto alla strada di accesso agli stessi.

A seguito di un sopralluogo dei tecnici comunali nel 2017, veniva riscontrato che:

 l’immobile in corso di costruzione nell’ambito del suolo agricolo è risultato plano-altimetricamente difforme da quanto assentito. […[ il fabbricato, assentito con il precitato permesso di costruire ed essenzialmente costituito da un piano interrato e sovrastante piano terra, si presentava, previo ampio sbancamento roccioso, con la costruzione dell’interrato posizionato a mezza costa rispetto all’originaria giacitura del terreno con consequenziali ampie zone e volumi fuori terra. Si accertava altresì, che l’intero manufatto risulta traslato e parzialmente ruotato con lo spigolo est del fabbricato tangente all’originario confine del fondo.

Il Comune sospendeva, quindi, i lavori:

preso atto che nell’eseguire le necessarie verifiche planimetriche, altimetriche e dimensionali dell’opera ed avendo riscontrato una presunta violazione urbanistico-edilizia dell’opera in oggetto. […] l’immobile assentito è stato realizzato in totale difformità dal titolo edilizio rilasciato ed in contrasto con le norme disposte dal vigente P.R.G. e dal Regolamento Edilizio comunale.

Il Tar Puglia nel respingere il ricorso precisava che:

il manufatto in questione risulta traslato ad oriente di circa 10 metri, ovvero la distanza che in origine sussisteva tra lo spigolo est del manufatto ed il confine con la limitrofa particella […]  siffatta traslazione comporta non solo una diversa localizzazione dell’edificio nell’area di pertinenza, ma anche un’estensione di quest’ultima alla particella limitrofa che in origine non era nemmeno interessata dalla trasformazione edilizia.

Variazione essenziale al permesso di costruire

Nella sentenza viene richiamata la definizione del dpr n. 380/2001, in base a cui:

sono interventi eseguiti in totale difformità dal permesso di costruire quelli che comportano la realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso per caratteristiche […] planovolumetriche […] da quello oggetto del permesso stesso.

Secondo il Tar:

costituisce variante essenziale rispetto al progetto approvato la modifica della localizzazione dell’edificio tale da comportare lo spostamento del fabbricato su un’area totalmente o pressoché totalmente diversa da quella originariamente prevista, trattandosi di modifica che comporta una nuova valutazione del progetto da parte dell’amministrazione concedente, sotto il profilo della sua compatibilità con i parametri urbanistici e con le connotazioni dell’area, mentre sono ininfluenti rispetto all’obbligo di acquisizione da parte dell’interessato di un nuovo permesso di costruire la circostanza che le altre caratteristiche dell’intervento (sagoma, volumi, altezze etc.) siano rimaste invariate rispetto all’originario permesso di costruire.

Nel caso in esame, la traslazione di ben 10 m della costruzione costituisce, ad avviso del Collegio, uno spostamento del fabbricato su un’area totalmente diversa da quella originariamente prevista e quindi integra gli estremi della variazione essenziale/difformità totale.

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Sismabonus per demolizione e ricostruzione: l’agevolazione spetta anche se l’aera di sedime è diversa?

Dalle Entrate: l’intervento di demolizione e ricostruzione di un edificio in un’area differente può comunque beneficiare del sismabonus se mantiene la stessa volumetria

Le spese sostenute per la demolizione e la ricostruzione di un edificio in un’area di sedime differente, possono beneficiare della detrazione d’imposta prevista dal sismabonus, a condizione che dal titolo abilitativo risulti che si tratti di intervento di ristrutturazione in quanto risulta invariata la volumetria.

Il chiarimento è arrivato dalle Entrate con la risposta del 27 dicembre 2018, n. 131.

L’istante chiede di fruire delle agevolazioni in riferimento ad un intervento di demolizione e ricostruzione di un edificio (il cosiddetto sismabonus) dal momento che, data la presenza di vincoli, è prevista la traslazione del fabbricato conservando la stessa volumetria ma con variazione di area di sedime.

L’agenzia delle Entrate ricorda che per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche su edifici adibiti ad abitazione e ad attività produttive ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità, il dl n. 63 del 2013 riconosce una detrazione di imposta del 50% delle spese sostenute (limite massimo delle spese pari a 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno, da ripartirsi in 5 quote annuali di pari importo nell’anno di sostenimento ed in quelli successivi).

Inoltre, la legge 232/2016 (legge di Bilancio 2017) prevede che qualora dagli interventi derivi una diminuzione del rischio sismico, la detrazione spetta nella misura del 70% in caso di diminuzione di una classe di rischio e nella misura dell’80% in caso di diminuzione di 2 classi di rischio.

La risoluzione 34/E del 27 aprile 2018 ha precisato che ai fini dell’applicazione della detrazione per un intervento di demolizione e ricostruzione, è necessario che dal titolo amministrativo che assente i lavori risulti che l’opera consista in un intervento di conservazione del patrimonio edilizio esistente e non in un intervento di nuova costruzione.

Premesso ciò, il caso in esame riguarda la demolizione e ricostruzione di un edificio con la medesima volumetria, ma in una differente area di sedime; pertanto, ricorda le Entrate, è necessario che dal titolo amministrativo che assente i lavori deve risultare che si tratta di un intervento di ristrutturazione perché risulta invariata la volumetria e, quindi,  inquadrabile come fedele ricostruzione ex art. 3, comma 1, lettera d) del dpr n. 380/2001 e peraltro ammesso alla detrazione di cui all’art. 16-bis del TUIR.

In definitiva, la detrazione è ammessa anche se l’intervento di ristrutturazione edilizia consistente nella demolizione e ricostruzione comporti anche lo spostamento di lieve entità rispetto al sedime originario.

Come già evidenziato con la circolare n. 7/2018, l’Agenzia ha ribadito che è possibile beneficiare della detrazione anche qualora l’intervento di ristrutturazione comporti lo spostamento di lieve entità rispetto al sedime originario, in riferimento al fatto che:

  • la nozione di sagoma edilizia è intimamente legata anche all’area di sedime del fabbricato
  • il legislatore ha eliminato il riferimento al rispetto della sagoma per gli immobili non vincolati

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Modello 730 / 2019 ecco le novità per le detrazioni fiscali

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova bozza del modello 730 / 2019 con le relative istruzioni per la compilazione. Novità per le detrazioni in materia di opere edili e abitazione

Sul portale dell’Agenzia delle Entrate sono stati pubblicati il modello 730/2019 e le relative istruzioni per la compilazione.

Le principali novità previste nel nuovo modello sono:

Bonus verde

Istituito dalla legge di Bilancio 2018 il “bonus verde” consiste in una detrazione Irpef del 36%, fino ad un limite massimo di 5.000 euro per unità immobiliare, per i seguenti interventi:

  • sistemazione del verde (giardini, giardini pensili, terrazzi e balconi (anche condominiali)
  • installazione o rifacimento di impianti di irrigazione e realizzazione pozzi
  • recupero del verde di giardini di interesse storico
  • fornitura di piante e arbusti e loro messa a dimora
  • riqualificazione di prati (con esclusione di quelli utilizzati per uso sportivo con fini di lucro)
  • spese di progettazione
  • lavori e interventi per la trasformazione di un’area incolta in aiuole e giardini

Per maggiori dettagli rimandiamo all’articolo di BibLus-net sul bonus verde.

Eco-sisma bonus per condomini

Le detrazioni previste riguardano gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 finalizzati contemporaneamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica;

  • detrazione dell’80% per il passaggio a una classe di rischio inferiore
  • detrazione dell’85% se il passaggio è di due classi di rischio inferiori

Per maggiori informazioni su ecobonus e sismabonus rimandiamo al link dell’articolo sulla guida Ance.

Assicurazione casa

E’ prevista una detrazione del 19% riguardante premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi stipulati per unità immobiliari ad uso abitativo.

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Memorizzazione fatture elettroniche e protezione dati personali, le nuove indicazioni delle Entrate

Ok alla memorizzazione fatture elettroniche solo se c’è l’assenso esplicito dei contribuenti. Adesione al servizio di consultazione entro il 2 luglio 2019

La legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di Bilancio 2018) ha previsto, a partire dal 1° gennaio 2019, l’obbligo di fatturazione elettronica in relazione alle operazioni di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti e stabiliti nel territorio dello Stato, utilizzando il Sistema di Interscambio (SdI).

Al fine di fornire nuove indicazioni circa la protezione dei dati personali, per lo più in merito alla memorizzazione della fattura elettronica, il 21 dicembre l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il provvedimento n. 524526/2018.

Il documento contiene delle modifiche ai provvedimenti del 30 aprile e del 5 novembre 2018, dando così attuazione alle soluzioni individuate nell’ambito del tavolo tecnico con il Garante e definendo, inoltre, ulteriori misure di sicurezza rispetto a quelle già disposte dal provvedimento del 30 aprile scorso.

Il provvedimento si è reso necessario a seguito di alcuni dubbi pervenuti dal garante della privacy nel mese di novembre 2018.

Ricordiamo, infatti, che:

  • il provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018 individua le regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche;
  • il provvedimento n. 291241 del 5 novembre 2018 disciplina le modalità per il conferimento/revoca delle deleghe per l’utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica;
  • il provvedimento n. 481 del 15 novembre 2018 riporta le osservazioni del Garante per la protezione dei dati personali ha formulato  in merito agli obblighi di fatturazione elettronica e alle misure attuative emanate dalle Entrate.

Memorizzazione fattura elettronica

Tra le novità di rilievo, spicca l’obbligo per l’Agenzia di memorizzare (archiviare) le fatture elettroniche previo assenso esplicito dei soggetti interessati.

Per la consultazione e acquisizione (download), le Entrate possono rendere disponibile l’intero file delle fatture elettroniche solo nel caso in cui i contribuenti, anche tramite intermediari opportunamente delegati, abbiano aderito espressamente al servizio di consultazione.

L’adesione si esplicita mediante la firma di uno specifico accordo di servizio che verrà resa disponibile pubblicato nell’area riservata del sito web dell’Agenzia entro il 3 maggio 2019.

Il termine ultimo per effettuare l’adesione al servizio è fissato al 2 luglio 2019.

In assenza di adesione, l’Agenzia memorizzerà e renderà consultabile e scaricabile l’e-fattura solo fino all’avvenuto recapito al destinatario; una volta consegnata la fattura saranno memorizzati esclusivamente i dati rilevanti ai fini fiscali, che verranno raccolti e archiviati in una banca dati separata e trattati per le attività istituzionali.

Il file memorizzato è in ogni caso cancellato entro 30 giorni dal termine del periodo disponibile per la consultazione fissato al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di ricezione dal parte dello SdI.

In definitiva, l’Agenzia delle Entrate cancellerà i file se si verificano entrambe le condizioni:

  • la presenza di una ricevuta di consegna o di impossibilità di consegna per le quali appaia effettuata la presa visione e il download dall’area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate
  • l’assenza di adesioni al servizio di consultazione effettuate da parte del cedente o del cessionario

Periodo transitorio

Durante il periodo transitorio, fino al 2 luglio 2019, l’Agenzia memorizzerà temporaneamente le fatture elettroniche che potranno essere consultabili, su richiesta, da parte di:

  • l’emittente
  • il destinatario
  • i loro intermediari delegati

Se il contribuente non ha aderito al servizio di consultazione, l’Agenzia cancellerà le fatture elettroniche memorizzate durante il periodo transitorio e manterrà solo i dati di natura fiscale, che verranno raccolti e archiviati nella banca dati separata.

Durante il periodo transitorio, l’Amministrazione informerà gli utenti in merito al trattamento dei dati personali presenti nelle fatture mediante avviso pubblicato nell’area riservata del sito dell’Agenzia (allegato C del provvedimento). Inoltre, il provvedimento contiene, nell’allegato A, il modulo di conferimento o deroga per i servizi di fatturazione elettronica, e nell’allegato B il file con i dati necessari al processo di fatturazione elettronica tramite SdI.

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Bando ISI 2018: in arrivo 370 milioni di euro per le imprese

In Gazzetta il bando ISI 2018 per migliorare la sicurezza delle imprese. Finanziamenti a fondo perduto, assegnati fino ad esaurimento delle risorse finanziarie

Pubblicato in Gazzetta ufficiale (n. 295 del 20 dicembre 2018) il bando ISI 2018, con cui l’Inail mette a disposizione circa 370 milioni di euro a fondo perduto per finanziare i progetti di investimento e per i progetti relativi all’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

I beneficiari

I soggetti beneficiari sono esclusivamente le imprese, anche individuali, a condizione che siano:

  • ubicate nel territorio nazionale
  • iscritte al registro delle imprese o all’albo delle imprese artigiane
  • in possesso dei requisiti previsti dal bando

Obiettivo

Le risorse mese a disposizione dall’Inail hanno lo scopo di:

  • incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori
  • incentivare le microimprese e le piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli per l’acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, ridurre il livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali, ciò al fine di soddisfare l’obiettivo del miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali dell’azienda agricola mediante una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione assicurando, al contempo, un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori

Fondi

I fondi messi a disposizione dall’Inail ammontano a 369.726.206 euro suddivisi, in base ai destinatari, in 5 assi di finanziamento, ossia:

  • Asse 1 (Isi Generalista) euro 182.308.344 ripartiti in:
    • asse.1.1: euro 180.308.344, per i progetti di investimento
    • asse 1.2: euro 2.000.000 per i progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
  • Asse 2 (Isi Tematica) euro 45.000.000 per i progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC)
  • Asse 3 (Isi Amianto) euro 97.417.862 per i progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
  • Asse 4 (Isi Micro e Piccole Imprese) euro 10.000.000 per i progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività (Ateco 2007 A03.1, C13, C14, C15)
  • Asse 5 (Isi Agricoltura) euro 35.000.000 per i progetti per le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli, così suddivisi:
    • asse 5.1: euro 30.000.000, per la generalità delle imprese agricole
    • asse 5.2: euro 5.000.000,  riservato ai giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria

I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento delle risorse finanziarie, secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande.

Accesso alla procedura online

Le domande devono essere presentate in modalità telematica, secondo le seguenti 3 fasi successive:

  1. accesso alla procedura online e compilazione della domanda attraverso il sito inail, da effettuarsi con i tempi e le modalità indicati dall’avviso pubblico ISI 2018
  2. invio della domanda online da effettuarsi con i tempi e le modalità indicati dall’avviso
  3. conferma della domanda on line tramite l’invio della documentazione a completamento da effettuarsi nei tempi e con le modalità indicati dall’avviso

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Fatturazione elettronica e codice destinatario, le 5 cose da sapere

Ecco le riposte alle domande più frequenti sulla fatturazione elettronica e sul codice destinatario

Di seguito vi riportiamo le domande più frequenti, con le relative risposte, sulla fatturazione elettronica, con particolare attenzione al “codice destinatario“.

Cos’è il codice destinatario?

Il codice destinatario è un codice alfanumerico di 7 cifre rilasciato dall’Agenzia delle Entrate. Costituisce una sorta di “indirizzo telematico”, in quanto consente al Sistema di Interscambio (SdI) di indirizzare (mediante un “postino virtuale”) la fattura elettronica al corretto destinatario.

Da sottolineare che il codice destinatario non è obbligatorio e non è l’unico modo per ricevere correttamente le fatture elettroniche; può essere infatti utilizzata anche la PEC.

Il codice destinatario può essere richiesto direttamente dal soggetto interessato all’Agenzia delle Entrate, attivando un canale diretto e continuo di comunicazione con questa; in alternativa si può utilizzare il codice destinatario di un intermediario che, in tal caso, riceverà le fatture del delegante.

Devo avere necessariamente il codice destinatario?

No. Non è obbligatorio avere il codice destinatario. Si può utilizzare la PEC (posta elettronica certificata) per ricevere e inviare correttamente le fatture elettroniche.

Nel caso di utilizzo della PEC, non occorre alcuna richiesta di accreditamento presso l’Agenzia delle Entrate.

Devo ricevere una fattura elettronica: cosa comunico all’emittente?

Per ricevere una fattura elettronica puoi comunicare la tua PEC all’emittente, che provvederà ad inviarti la fattura mediante questo canale.

Se hai un codice destinatario, tuo o di un intermediario, puoi comunicarlo all’emittente, che provvederà a inserirlo nella fattura.

Devo emettere una fattura: cosa inserisco nel campo “codice destinatario”?

Possono verificarsi 3 condizioni:

  1. disponi del codice destinatario (che ti è stato comunicato dal ricevente): in tal caso inserisci direttamente il codice alfanumerico
  2. disponi solo della PEC del destinatario: nel campo “codice destinatario” inserisci una stringa di 7 zeri: “0000000” e nel campo “PEC destinatario” inserisci la sua PEC
  3. non disponi né di PEC né di codice destinatario (esempio fatturazione B2C): inserisci stringa di 7 zeri; in tal caso, dovrai ricordare al cliente che la fattura elettronica è recuperabile nella sua area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate

Come posso richiedere un mio codice destinatario?

La richiesta di accreditamento finalizzata ad ottenere un proprio codice destinatario serve solo se un’azienda intende creare un canale telematico dedicato e sempre attivo (canale di tipo FTP o Web-Service) tra i suoi server e il SdI.

Come chiarisce la stessa Agenzia delle Entrate (link al portale), questa procedura è rivolta principalmente agli operatori caratterizzati da un particolare grado di informatizzazione, capaci di gestire con continuità e con costante presidio di personale il sistema informativo collegato al SdI e che devono trasmettere e/o ricevere un numero molto rilevante di file fatture elettroniche.

Per maggiori dettagli ecco i link agli articoli di BibLus-net con le FAQ dell’Agenzia delle Entrate.

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Contabilizzatori di calore: in arrivo l’obbligo di lettura da remoto

Pubblicata la nuova direttiva UE: dal 2020 i nuovi contatori e contabilizzatori di calore dovranno essere leggibili da remoto

Entro il 25 ottobre 2020 i contatori e i contabilizzatori di calore di nuova installazione dovranno essere leggibili e contollabili da remoto.

Si parla sempre più spesso di risparmio energetico nel settore industriale e residenziale: la termoregolazione e la contabilizzazione del calore sono i primi interventi da eseguire per predisporre l’edificio in tal senso.

La sola sostituzione delle valvole di ogni radiatore con le valvole termostatiche automatizzate e l’applicazione, su ciascun corpo scaldante, di un ripartitore atto a rilevare la quantità di calore emessa, consente all’utente di gestire in autonomia l’impianto di riscaldamento e pagare solo i consumi effettivi, escludendo inoltre la realizzazione di opere murarie.

La direttiva 2012/27/UE stabilisce un quadro comune di misure per la promozione dell’efficienza energetica nell’Unione Europea, al fine di garantire il conseguimento dei seguenti obiettivi per il 2020:

  • ridurre del 20% le emissioni di gas serra
  • ridurre del 20% il fabbisogno di energia primaria
  • soddisfare del 20% i consumi energetici con fonti rinnovabili

Riguardo la contabilizzazione negli edifici esistenti, l’art. 9 dispone che è necessaria l’installazione di contatori individuali per la misura del consumo di calore o raffreddamento o di acqua calda sanitaria per ciascuna unità immobiliare.

A dicembre scorso è stata anche pubblicata la nuova direttiva 2018/2002/UE con le misure per migliorare l’efficienza energetica del 32,5% entro il 2030, introducendo alcune modifiche alla precedente (direttiva 2012/27/UE).

In particolare, l’art. 9 quater stabilisce l’obbligo di lettura da remoto:

Entro il 25 ottobre 2020 è opportuno che i contatori di calore e i contabilizzatori di calore di nuova installazione siano leggibili da remoto affinché i consumatori dispongano, con frequenza e a costi convenienti, di informazioni sui consumi.

Inoltre:

Entro il 10 gennaio 2027 si dotano della capacità di lettura da remoto i contatori e i contabilizzatori di calore sprovvisti di tale capacità ma che sono già installati o si sostituiscono con dispositivi leggibili da remoto, salvo laddove lo Stato membro dimostri che ciò non è efficiente in termini di costi.

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Pubblicati altri 106 indici sintetici di affidabilità, addio agli studi di settore!

Con la pubblicazione in Gazzetta di nuovi 106 indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) vengono definitivamente cancellati gli studi di settore

Con la  pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 3/2019 del decreto 28 dicembre 2018 predisposto dal Ministero dell’Economia, sono stati introdotti 106 nuovi indici sintetici di affidabilità (ISA) fiscale dei contribuenti.

I nuovi indici, individuati con il provvedimento 93467/2018 l’Agenzia delle Entrate, seguono i primi 69 introdotti nel marzo scorso, raggiungendo così un totale di 175 indici sintetici di affidabilità.

I nuovi ISA, che subentreranno agli studi di settore, riguardano varie attività economiche quali:

  • agricoltura
  • manifatture
  • commercio
  • professioni

Essi saranno validi già per la dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2018.

Il nuovo sistema introduce una scala di valori con cui l’Agenzia delle Entrate potrà verificare normalità e coerenza della gestione aziendale e professionale dei contribuenti definendone il grado di affidabilità con un voto da 1 a 10: tanto più alto il punteggio raccolto, tanto più elevato il premio riconosciuto al soggetto virtuoso che potrà, con un 10, ritrovarsi anche esonerato dagli accertamenti sintetici.

Di seguito riportiamo gli indici relativi al mondo delle libere professioni:

  • ISA AK01U – applicabile agli studi notarili, codice attività 69.10.20
  • ISA AK03U – applicabile alle attività svolte da geometri, codice attività 71.12.30
  • ISA AK05U – applicabile alle attività di: Servizi forniti da dottori commercialisti, codice attività 69.20.11; Servizi forniti da ragionieri e periti commerciali, codice attività 69.20.12; Attività dei consulenti del lavoro, codice attività 69.20.30
  • ISA AK06U – applicabile ai servizi forniti da revisori contabili, periti, consulenti ed altri soggetti che svolgono attività in materia di amministrazione, contabilità e tributi, codice attività 69.20.13
  • ISA AK10U – applicabile agli studi medici di medicina generale, codice attività 86.21.00; Prestazioni sanitarie svolte da chirurghi, codice attività 86.22.01; Attività dei centri di radioterapia, codice attività 86.22.03; Studi di omeopatia e di agopuntura, codice attività 86.22.05; Centri di medicina estetica, codice attività 86.22.06; Altri studi medici specialistici e poliambulatori, codice attività 86.22.09; Laboratori radiografici, codice attività 86.90.11; Laboratori di analisi cliniche, codice attività 86.90.12
  • ISA AK17U – applicabile alle attività tecniche svolte da periti industriali, codice attività 74.90.91
  • ISA AK18U – applicabile alle attività degli studi di architettura, codice attività 71.11.00
  • ISA AK21U – applicabile alle attività degli studi odontoiatrici, codice attività 86.23.00
  • ISA AK22U – applicabile ai Servizi veterinari, codice attività 75.00.00
  • ISA AK23U – applicabile ai Servizi di progettazione di ingegneria integrata, codice attività 71.12.20

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Opere di urbanizzazione a scomputo, il Consiglio di Stato risponde all’Anac

Su richiesta dell’Anac il Consiglio di Stato esprime un nuovo parere sulle linee guida n. 4 circa le opere di urbanizzazione a scomputo

Con il parere della commissione speciale istituita dal CdS, espresso il 3 dicembre 2018, si rispondeva ad una nota dell’Anac con cui si chiedeva un parere in merito al punto 2.2 del paragrafo 2 (Il valore stimato dell’appalto) delle proprie linee guida n. 4 del 1 marzo 2018.

La richiesta di parere da parte dell’Anac è la diretta conseguenza della segnalazione della Commissione Europea in merito ad un possibile contrasto tra quanto contenuto nel punto 2.2 delle linee guida e l’art.5 della direttiva 2014/24/UE, paventando il rischio dell’apertura di una procedura di infrazione.

Quesito ed interpretazione dell’Anac

Il parere riguarda le opere di urbanizzazione a scomputo, ossia le opere eseguite dal titolare del permesso di costruire scomputando i relativi oneri dai contributi dovuti ai Comuni per le opere di urbanizzazione.

In particolare l’Anac si riferisce alle linee guida n. 4, con oggetto:

Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici – Opere di urbanizzazione a scomputo.

Nel punto 2.2 si legge testualmente che:

Per le opere di urbanizzazione a scomputo totale o parziale del contributo previsto per il rilascio del permesso di costruire, nel calcolo del valore stimato devono essere cumulativamente considerati tutti i lavori di urbanizzazione primaria e secondaria anche se appartenenti a diversi lotti, connessi ai lavori oggetto di permesso di costruire.

Nel caso di esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione primaria di cui all’art. 16 del dpr n. 380/2001, di importo inferiore alla soglia comunitaria, detto valore deve essere calcolato secondo i parametri stabiliti dall’articolo 5, paragrafo 8, della direttiva 2014/241 UE e dall’articolo 35 del Codice dei contratti pubblici.

In particolare il sottopunto n. 2.2 potrebbe rappresentare una previsione interpretativa che si pone in contrasto con quanto disposto dall’articolo 5, paragrafo 8, della direttiva 2014/24/UE, nella parte in cui sembra prevedere che, in caso di esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione primaria di tipo funzionale, per importi di rilievo infracomunitario, il valore di tali opere, appaltabile in deroga alle procedure di evidenza pubblica regolate dal Codice dei contratti pubblici, possa essere determinato senza tenere conto del valore complessivo delle opere di urbanizzazione (ossia escludendo anche le restanti opere di urbanizzazione secondaria, e primaria non funzionali).

L’Anac suggerisce un’interpretazione comunitariamente orientata nel senso che lo scorporo, dal valore complessivo dell’opera, degli interventi di cui all’art. 16 , comma 2 bis, del Presidente della Repubblica n. 380/2001 sia consentito solo a condizione che il valore complessivo dell’opera stessa non raggiunga l’entità della soglia comunitaria.

Unicamente in siffatta ipotesi, il valore di tali opere potrebbe essere scorporato dalle restanti opere di urbanizzazione e, per l’effetto, affidato dal titolare del permesso di costruire senza l’adozione delle procedure di evidenza pubblica previste dal Codice dei contratti pubblici.

Viceversa, laddove l’importo complessivo delle opere si situasse al di sopra dell’importo considerato dalle direttive comunitarie, allora anche la porzione di opere di urbanizzazione primaria di tipo funzionale, ancorché in sé di valore inferiore alla predetta soglia, dovrebbe essere ricompresa nell’ambito degli affidamenti che la stazione appaltante è tenuta a gestire nel (dovuto) rispetto del Codice dei contratti pubblici e ciò perché attratta verso la soglia comunitaria in ragione del valore totale delle opere di urbanizzazione da realizzare.

Pareri del Consiglio di Stato

Parere n.361 – febbraio 2018

La Commissione rileva e premette che il parere n. 361 del CdS del 12 febbraio 2018, permetteva già di superare il dubbio sottoposto espresso dall’Anac, non si palesava quindi la necessità di prospettare una “interpretazione comunitariamente orientata” come invece è stato suggerito dall’Anac nella richiesta del nuovo parere.

In particolare il suddetto parere evidenziava:

L’esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione primaria  funzionali all’intervento di trasformazione urbanistica del territorio, è a carico del titolare del permesso di costruire e non trova applicazione il dlgs n. 163/2006, che contiene una evidente (ed eccezionale) deroga normativa all’applicazione delle disposizioni codicistiche in materia di affidamento di commesse pubbliche laddove l’esecuzione di opere di urbanizzazione primaria (purché realizzate “Nell’ambito degli strumenti attuativi e degli atti equivalenti comunque denominati nonché degli interventi in diretta attuazione dello strumento urbanistico generale, (…) funzionali all’intervento di trasformazione urbanistica del territorio, (…)”) sia attuata direttamente dal titolare dell’abilitazione a costruire e l’importo delle stesse sia inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria;

Per “opere funzionali” si intendono le opere di urbanizzazione primaria (ad es., fogne, strade e tutte gli ulteriori interventi elencati, in via esemplificativa, dall’art. 16, comma 7, d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380) la cui realizzazione è diretta in via esclusiva al servizio della lottizzazione ovvero della realizzazione dell’opera edilizia di cui al titolo abilitativo a costruire (quest’ultimo nelle varie articolazioni previste dalle leggi, anche non nazionali) e, comunque, solo quelle assegnate alla realizzazione a carico del destinatario del titolo abilitativo a costruire.

Parere n. 2942 – dicembre 2018

Con un secondo quesito, del tutto nuovo rispetto alla richiesta che (a suo tempo) è stata all’origine del parere del Consiglio di Stato n. 361 del 2018, l’Anac ha chiesto conferma se l’articolo 35, comma 11, del Codice dei contratti pubblici ammetta, in coerenza con quanto stabilito dall’articolo 5, paragrafo 10 della direttiva 2014/24/UE, che uno o più lotti possano essere scorporati dai restanti lotti di cui si compone l’opera, a condizione, per i lavori, che il singolo lotto valga meno di 1 milione di euro e che la sommatoria dei lotti scorporati (e aggiudicati) meno del 20% del valore complessivo dell’opera.

La Commissione speciale ritiene che tale lettura della norma non si ponga in contrasto con il tenore letterale dell’articolo 5, paragrafo 10 della direttiva 2014/24/UE ed anzi costituisca uno strumento di “tolleranza” applicabile ogni qualvolta occorra sommare il valore di un affidamento suddiviso in più lotti.

[…] le opere di urbanizzazione a scomputo addossate al titolare del permesso di costruire deve essere considerato, agli effetti del calcolo delle soglie, come una unica “opera prevista” oggetto di un unico appalto. Si è già precisato che se la sommatoria di tale coacervo supera la soglia europea tutte le opere dovranno essere assoggettate al codice.

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Saldo e stralcio dei debiti, ecco il modello da presentare entro il 30 aprile

In arrivo il “saldo e stralcio” dei debiti fiscali e contributivi per chi versa in una grave e comprovata situazione economica. Cosa c’è da sapere

I contribuenti che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica potranno estinguere i debiti fiscali e contributivi riportati nelle cartelle e negli avvisi in maniera agevolata, con l’azzeramento delle sanzioni e degli interessi di mora: si tratta della definizione agevolata del “saldo e stralcio“.

Saldo e stralcio, cos’è

La procedura di “saldo e stralcio” dei debiti, contenuta nella legge di Bilancio 2019 (articolo 1, commi 184-199), consente alle persone fisiche in condizioni di grave e comprovata difficoltà economica di pagare i debiti fiscali e contributivi nelle cartelle e negli avvisi in forma ridotta, senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora e pagando una percentuale che varia dal 16 e il 35%, in base alla situazione economica del contribuente.

Secondo le regole definite dalla legge di Bilancio 2019, si parla di grave e comprovata situazione di difficoltà economica se:

  • l’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) riferito al proprio nucleo familiare non supera il limite di 20.0000 euro
  • alla data di presentazione della dichiarazione di adesione, sia stata aperta procedura di liquidazione (di cui all’art. 14-ter della legge 3/2012)

I soggetti beneficiari

Possono aderire alla procedura i soli contribuenti che hanno i suddetti requisiti reddituali (di grave e comprovata situazione di difficoltà economica) e che abbiano debiti affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017 derivanti esclusivamente da omesso versamento di:

  • imposte dovute in autoliquidazione in base alle dichiarazioni annuali e dalle attività di cui all’articolo 36-bis del dpr 600/1973 e all’articolo 54-bis del dpr 633/1972, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni
  • contributi previdenziali spettanti alle casse professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi Inps, esclusi quelli richiesti a seguito di accertamento

Precedenti rottamazioni

Rientrano nella definizione agevolata del “saldo e stralcio” anche i contribuenti che, nel rispetto dei requisiti Isee e per le sole tipologie di debiti previste dalla legge, hanno aderito alle precedenti “rottamazioni delle cartelle” previste dal dl 193/2016 e dal dl 148/2017, per le quali non siano stati perfezionati i pagamenti delle somme dovute.

Inoltre, per coloro i quali rimangono fuori dalla procedura, ossia in  caso di mancanza dei requisiti, scatta la “rottamazione-ter” per i debiti comunque definibili ai sensi dell’articolo 3 del dl 119/2018. Gli importi dovuti sono, quindi, calcolati secondo la “rottamazione-ter”, con le relative scadenze di pagamento.

Modello “SA-ST”, come si compila

Per presentare l’istanza di adesione alla procedura “saldo e stralcio”, è necessario inviare il modello “SA-ST”, reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, entro il 30 aprile 2019.

Di seguito la procedura da seguire per una corretta compilazione del modello:

  1. inserire i dati personali e indicare le cartelle o gli avvisi per i quali si richiede l’adesione alla procedura
  2. attestare la grave e comprovata situazione di difficoltà economica in cui ci si ritrova, riportando: i riferimenti della dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) presentata ai fini Isee e segnalando il valore Isee del proprio nucleo familiare o allegando la copia conforme del decreto relativo alla procedura di liquidazione
  3. specificare come si intende versare la somma dovuta: in un’unica soluzione o in 5 rate di importo variabile, con un interesse annuo del 2% a decorrere dal 1° dicembre 2019
  4. presentare il modello entro il 30 aprile 2019, con copia del documento di identità, tramite posta elettronica certificata,Pec, alla direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione di riferimento o direttamente presso un suo sportello

Entro il 31 ottobre 2019 l’agente incaricato comunicherà al contribuente l’ammontare delle somme dovute e le scadenze delle singole rate.

Come si paga

Il pagamento delle somme dovute può essere effettuato, come dichiarato nel modello, alternativamente:

  • in unica soluzione entro il 30 novembre 2019
  • in 5 rate pari al:
    • 35%, con scadenza fissata al 30 novembre 2019
    • 20%, con scadenza al 31 marzo 2020
    • 15%, con scadenza al 31 luglio 2020
    • 15%, con scadenza al 31 marzo 2021
    • restante 15%, con scadenza al 31 luglio 2021

In caso di pagamento rateale, dal 1° dicembre 2019 vanno applicati gli interessi al tasso del 2% annuo.

Quanto si paga

Per estinguere i debiti riportati nelle cartelle e negli avvisi interessati dal “saldo e stralcio” si verserà una percentuale che varia in base alla situazione economica del contribuente, ossia:

  • il 16% dell’importo dovuto a titolo di capitale e interessi, in caso di Isee del nucleo familiare non superiore a 8.500 euro
  • il 20% dell’importo dovuto a titolo di capitale e interessi, con Isee da 8.500 fino a 12.500 euro
  • il 35% dell’importo dovuto a titolo di capitale e interessi, se il contribuente ha un Isee compreso tra 12.500 euro e 20.000 euro

Nel caso di contribuenti per i quali risulti aperta la procedura di liquidazione, la percentuale per il pagamento è pari al 10% degli importi dovuti a titolo di capitale e interessi.

Controlli

In merito ai controlli, sono previsti controlli sull’Isee nei soli casi in cui sorgano fondati dubbi sulla veridicità dei dati dichiarati; in presenza, invece, di irregolarità o omissioni non costituenti falsità, il contribuente deve fornire entro un termine di almeno 20 giorni dalla comunicazione, la documentazione idonea a dimostrare la completezza e veridicità dei dati indicati nel modello.

Nei casi di mancato tempestivo invio della documentazione e nei casi di irregolarità od omissioni costituenti falsità, la definizione agevolata non ha luogo e il debito residuo sarà riaffidato in riscossione.

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Adeguamento antincendio alberghi con oltre 25 posti: ok proroga SCIA parziale

VVF: per l’adeguamento antincendio degli alberghi con attività temporaneamente sospesa e sotto i 25 posti la SCIA parziale è prorogata fino al 30 giugno 2019

Con la nota (prot. n. 16419) del 28 novembre 2018 i Vigili del Fuoco si esprimono circa la tempistica di adeguamento alla normativa antincendio per le attività ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto.

In particolare, a seguito di un quesito posto vengono forniti chiarimenti circa l’art. 1, comma 1122, lettera i) della legge 205/2017 (legge di Bilancio 2018), contenente la proroga per l’adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi entro il 30 giugno 2019, previa presentazione entro il 1° dicembre 2018 della SCIA parziale.

Proroga alberghi (art. 1, comma 1122, lettera i legge 205/2017)

Le attività ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell’interno 9 aprile 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 95/1994, ed in possesso dei requisiti per l’ammissione al piano straordinario di adeguamento antincendio, approvato con decreto del Ministro dell’interno 16 marzo 2012, completano l’adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi entro il 30 giugno 2019, previa presentazione, al Comando provinciale dei Vigili del fuoco entro il 1° dicembre 2018 della SCIA parziale, attestante il rispetto di almeno quattro delle seguenti prescrizioni, come disciplinate dalle specifiche regole tecniche:

  • resistenza al fuoco delle strutture;
  • reazione al fuoco dei materiali;
  • compartimentazioni; corridoi;
  • scale; ascensori e montacarichi;
  • impianti idrici antincendio;
  • vie d’uscita ad uso esclusivo, con esclusione dei punti ove è prevista la reazione al fuoco dei materiali;
  • vie d’uscita ad uso promiscuo, con esclusione dei punti ove è prevista la reazione al fuoco dei materiali;
  • locali adibiti a deposito.

Il quesito

La domanda rivolta ai VVF riguarda la possibilità di beneficiare della proroga al 30 giugno 2019 per il completo adeguamento alla normativa antincendio, con riferimento a quelle attività ricettive turistico alberghiere il cui esercizio è temporaneamente sospeso e momentaneamente sotto le soglie di assoggettabilità alle procedure di prevenzione incendi (sotto la soglia dei 25 posti letto).

Il quesito recita:

Devono comunque presentare la SCIA parziale entro il 1°dicembre 2018, così come previsto in generale dal provvedimento di proroga?

Il parere dei VVF

Secondo i VVF, tali attività ricettive turistico alberghiere possono comunque beneficiare del regime di proroga disposto, ossia possono presentare la SCIA parziale anche oltre il termine del 1° dicembre; tuttavia:

In tal caso, fermo restando il termine del 30 giugno 2019 per il completo adeguamento alla normativa antincendio, alla SCIA si dovrà allegare anche una dichiarazione da cui risulti che, medio tempore, l’attività sia stata sospesa, eventualmente anche per chiusura stagionale, ovvero mantenuta in esercizio parziale con numero di posti letto inferiore alle soglie di assoggettamento alle procedure di prevenzione incendi.

Ricordiamo, infine, che la legge di Bilancio 2019, ha prorogato al 31 dicembre 2019 il termine per l’adeguamento alle disposizioni in materia di prevenzione incendi previsto per le strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto ubicate nei territori colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici verificatisi a partire dal 2 ottobre 2018.

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Detrazione al 65% anche per gli impianti fototermici? La risposta delle Entrate

L’installazione di impianti fototermici non usufruisce della detrazione per interventi di riqualificazione energetica; tutt’al più della detrazione per interventi di recupero edilizio

Nuovo chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate in merito alle detrazioni fiscali spettanti per le spese relative agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti, di cui alla legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria 2007).

In particolare, un contribuente chiede di poter usufruire della detrazione d’imposta prevista dalla legge in relazione alle spese sostenute per la fornitura e posa in opera di un sistema fototermico, finalizzato alla produzione e recupero di energia elettrica.

Fototermico

Il fototermico è la tecnologia basata sul recupero del calore: una soluzione innovativa e d’integrazione termica ai comuni sistemi di produzione di acqua calda sanitaria e riscaldamento.

Il sistema consente di scaldare l’acqua esclusivamente tramite la conversione e relativo accumulo di tutta l’energia rinnovabile inutilizzata in energia termica; costituisce, quindi, una soluzione più efficiente dei comuni impianti solari, nei periodi autunnali, invernali e primaverili e non assorbe energia dalla rete elettrica nazionale.

La risposta delle Entrate

I sistemi fototermici sono classificabili tra quelli fotovoltaici e agevolati al 50% e non al 65%.

Con la risposta n. 135/2018 l’Agenzia delle Entrate chiarisce i dubbi relativi alla detrazione d’imposta prevista per gli interventi di riqualificazione energetica di cui alla legge n. 296 del 2006 e le spese sostenute per l’acquisto di un sistema fototermico.

In particolare, ai sensi del comma 346, della legge n. 296 del 2006, danno diritto alla detrazione le spese:

relative all’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università.

Inoltre, il dl 63/2013 ha elevato dal 55% al 65% la percentuale di detrazione per le spese (con limite di spesa di 92.307 euro e di detrazione di 60.000 euro) e, infine, la legge 205/2017 (legge di Bilancio 2018), ha prorogato le suddette detrazioni fino al 31 dicembre 2018.

Inoltre, con la circolare 27 aprile 2018, n. 7/E, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la detrazione non spetta per le spese sostenute per l’installazione di pannelli fotovoltaici in quanto gli stessi non sono finalizzati al contenimento dei consumi energetici, ma alla produzione di energia pulita.

Pertanto il sistema in esame, inquadrabile tra gli impianti fotovoltaici, non può fruire della detrazione del 65% prevista per gli interventi di riqualificazione energetica, in quanto finalizzato principalmente alla produzione e al recupero di energia elettrica prodotta in eccesso da un impianto fotovoltaico per riscaldare delle resistenze poste all’interno di boiler e/o accumulatori.

Tutt’al più, conclude l’Agenzia delle Entrate, per la fornitura e posa in opera del sistema in esame l’istante potrebbe fruire della detrazione Irpef del 50% prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis, comma 1, del dpr 917/1986 (TUIR).

Infatti, come chiarito nella già citata circolare 7/E, tra gli interventi agevolabili ci sono quelli:

relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia, prevedendo che tali opere possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette acquisendo un’idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente.

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Detrazione acquisto casa antisismica: i chiarimenti delle Entrate

Acquisto casa antisismica dall’impresa di costruzione: spetta una detrazione pari al 75% o all’85% del prezzo di acquisto, relativamente alla riduzione di 1 o 2 classi di rischio 

In un quesito posto da un contribuente sulla rivista telematica FiscoOggi, viene chiesto:

In cosa consiste la detrazione per l’acquisto di case antisismiche?

L’Agenzia delle Entrate prendendo spunto dalla domanda fatta, ricorda quali sono le condizioni per poter usufruire della detrazione in caso di acquisto di casa antisismica.

Sismabonus

Per la realizzazione di interventi finalizzati all’adozione di misure antisismiche sugli edifici, i contribuenti possono detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi; in particolare spetta:

  • una detrazione del 50% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021; la detrazione va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno) e va ripartita in 5 quote annuali di pari importo
  • una detrazione è più elevata pari al 70% o 80% se dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi
  • dell’80% o 85% quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali

Detrazione acquisto casa antisismica

L’agenzia delle Entrate chiarisce, inoltre, quale detrazione spetta a chi acquista una casa antisismica, ossia:

chi compra un immobile in un edificio demolito e ricostruito nei Comuni in zone classificate a “rischio sismico 1”, può detrarre dalle imposte una parte consistente del prezzo di acquisto (75 o 85%, fino a un massimo di 96.000 euro).

Pertanto, i soggetti che acquistano l’immobile nell’edificio ricostruito direttamente da un’impresa di costruzione o ristrutturazione possono usufruire una detrazione pari al 75% o all’85% del prezzo di acquisto, a seconda che dai lavori derivi rispettivamente il passaggio a 1 o 2 classi di rischio inferiore, per un ammontare massimo di 96.000 euro.

Per poter beneficiare di suddetta agevolazione le imprese devono vendere l’immobile entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori.

Infine, ricorda le Entrate, in luogo della detrazione i beneficiari possono optare per la cessione del credito alle imprese che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati, ad esclusione degli istituti di credito e intermediari finanziari (art. 16, comma 1-septies, dl 63/2013).

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Efficienza energetica degli edifici: ulteriori chiarimenti del Mise su APE e requisiti minimi

Efficienza energetica degli edifici: le nuove FAQ per facilitare l’applicazione del decreto requisiti minimi, decreto rinnovabili e dlgs 192/2005


Dal 2015 sono in vigore le nuove regole sui requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici e per la redazione dell’APE (Attestato di Prestazione Energetica): il decreto del 26 giugno 2015 (decreto requisiti minimi) indica quelle che sono le metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche, le prescrizioni ed i requisiti minimi.

FAQ dicembre 2018

Al fine di agevolare l’applicazione della normativa, il Ministero dello Sviluppo Economico ha predisposto delle nuove FAQ (risposte alle domande frequenti) a beneficio degli operatori del settore.

Il documento, predisposto con il supporto tecnico di ENEA e CTI, è aggiornato a dicembre 2018 ed integra le FAQ già pubblicate ad ottobre 2015 ed agosto 2016.

In particolare, si sofferma sulle modalità di applicazione della seguente normativa:

  • il  decreto 26 giugno 2015 (dm requisiti minimi), contenete metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche, applicazione di prescrizioni e requisiti minimi
  • il dlgs 28/2011 (decreto rinnovabili), recante attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili negli edifici
  • il dlgs 192/2005, contenete attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia

Per ogni disposizione normativa oggetto di dubbio, il documento riporta le domande più frequenti ed i relativi chiarimenti in materia di prestazioni energetiche degli edifici. Ad esempio:

Dm requisiti minimi:

Nel caso di sostituzione di generatori di calore destinati alla sola produzione di ACS, devono essere rispettati i requisiti del punto 5.3.1, comma 1, lettera d); nel caso di pompe di calore si rimanda alla verifica di COP o GUE in riferimento ai valori contenuti in appendice B. Non essendoci tabelle specifiche per il servizio ACS, quali tabelle sono da prendere a riferimento?

Dlgs 28/2011:

In caso di ampliamento superiore al 15% del volume lordo riscaldato esistente, essendo assimilato a nuova costruzione, occorre rispettare l’obbligo di installazione FER?

Dlgs 192/2005:

Nella definizione di “edificio ad energia quasi zero” e per quanto riguarda i relativi requisiti, con edifici di nuova costruzione si intende solo quelli “realmente” di nuova costruzione, o anche gli assimilati (demolizione e ricostruzione e ampliamenti)?

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