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Newsletter 561 del 12 aprile 2018

In questo numero:



focus edilus
NTC 2018 e riqualificazione sismica di un edificio in cemento armato
newsletter 556
Edilizia libera, la lista degli interventi che puoi realizzare senza permessi
Opere edili
Differenza tra tenda e pergolato: nuovi chiarimenti dal Tar
Sicurezza
Inquinamento indoor, cosa fare per migliorare la qualità dell’aria nelle nostre case? Ecco un utile opuscolo
Certificazione energetica
Caldaie a condensazione: come fare per beneficiare dell’ecobonus 2018
Varie e brevi
Risparmiare energia, dall’Enea le 10 regole d’oro per un consumo intelligente
Tecnologie
Con Spid tutti i servizi del Fisco online, dall’affitto al catasto. Ecco come funziona
Professioni tecniche
Professionisti: ecco le Casse convenzionate con l’Inps per il cumulo gratuito contributi
Fisco
Ecobonus, come detrarre correttamente il 50% delle spese sostenute per serramenti e infissi
Lavori pubblici
Ok all’estensione della responsabilità solidale anche ai subfornitori
Sicurezza
Reti e infrastrutture interrate, pubblicata la prassi di riferimento
Varie e brevi
Iper ammortamento, si perde l’agevolazione in caso di perizia giurata tardiva?
Opere edili
Confermato il sismabonus anche per gli immobili in affitto!
Lavori pubblici
Prezzi materiali da costruzione 2017, pubblicato il decreto per l’adeguamento dei prezzi
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NTC 2018 e riqualificazione sismica di un edificio in cemento armato

NTC 2018 e riqualificazione sismica di un edificio in cemento armato: dall’analisi strutturale al sismabonus, con guide e strumenti di calcolo pronti all’uso

In questo focus proponiamo il progetto di intervento di miglioramento sismico di un edificio esistente in cemento armato, con tutte le peculiarità e difficoltà connesse. L’intervento ha la finalità di migliorare la capacità della struttura sfruttando anche le detrazioni fiscali previste dal sismabonus.

Di seguito vengono illustrate e commentate le varie fasi progettuali sviluppate mediante l’ausilio di un software di calcolo strutturale. In allegato proponiamo i vari file utilizzati per il progetto, cui corrispondono le classi ri rischio sismico per il sismabonus.

Descrizione dell’opera

L’opera oggetto dello studio è un edificio a telai in cemento armato realizzato negli anni ‘70 nel comune di Roma. La struttura è destinata ad uffici privati non aperti al pubblico con 2 piani fuori terra più la copertura. L’opera riflette le caratteristiche tipiche di una progettazione per soli carichi verticali con telai in entrambe le direzione realizzati con travi in spessore di solaio. Di seguito si riportano delle immagini della struttura, la carpenteria tipo dei primi 2 livelli e una tabella descrittiva delle caratteristiche della struttura.

Immagine che rappresenta una vista 3D della struttura

Vista 3D della struttura

Vista in prospetto

Carpenteria dei primi due livelli

Tipologia Struttura a telai in cemento armato
Dimensioni in Pianta 13,9m x 18,4m
Interasse Pilastri 4,5 in x ; 4,5 y
Altezza Interpiano piano 1 piano 2 copertura
3,20 3,00 2,40-3,70
Sezione Pilastri 40×40
Sezione Travi 100×20 in x 60×20 in y
Solai piano 1 e 2 Laterocementizi per uffici non aperti al pubblico h=20 Peso proprio G1    2800     [N/m2]
Sovraccarico Permanente G2    2360     [N/m2]
Sovraccarico Variabile Q    2000     [N/m2]
copertura Laterocementizi per coperture non accessibili h=20 Peso proprio G1 2800   [N/m2]
Sovraccarico Permanente G2 1360     [N/m2]
Sovraccarico Variabile Q       500   [N/m2]
Neve      480   [N/m2]
Tamponature esterne Doppia fodera 30cm (12+8)                                                                    2340   [N/m2]
Fondazioni trave a T rovescia in cemento armato

Normativa di riferimento

La verifica verrà eseguita in riferimento al DM 17.01.2018 e per quanto non riportato in esso si farà riferimento alla Circolare n.617/2009.

Conoscenza della struttura

Il primo passo per l’analisi di un edificio esistente è quello di definire come è fatta la struttura per ciò che riguarda: il modello geometrico, le proprietà dei materiali, i dettagli costruttivi. In base al bagaglio di informazioni che si riesce ad ottenere da documentazioni e prove in situ, si accederà ad uno dei tre livelli di conoscenza previsti dalla norma LC1, LC2, LC3.

Dell’edificio in oggetto si possiede il progetto dell’epoca di costruzione con gli elaborati grafici e le indicazioni dei materiali. Visto il bagaglio di informazioni di partenza, si decide di completarlo con una serie di ispezioni e prove sui materiali per raggiungere il livello di conoscenza intermedio LC2. Si riportano di seguito le tabelle della circolare che riportano l’individuazione dei Livelli di Conoscenza:

Quindi per l’edificio in esame avremo quanto riportato nella seguente tabella di sintesi:


Elementi presenti Elementi da indagare
Dettagli Costruttivi 60 pilastri 95 travi 9 pilastri 15 travi

Materiali superficie del piano 256m2 1 prova per cls e 1 per acciaio per piano

Nell’edificio in esame si decide di non eseguire la valutazione come indicato al punto 8.3 delle NTC 2018 riportato di seguito:

“Qualora sia necessario effettuare la valutazione della sicurezza della costruzione, la verifica del sistema di fondazione è obbligatoria solo se sussistono condizioni che possano dare luogo a fenomeni di instabilità globale o se si verifica una delle seguenti condizioni:

  • nella costruzione siano presenti importanti dissesti attribuibili a cedimenti delle fondazioni o dissesti della stessa natura si siano prodotti nel passato;
  •  siano possibili fenomeni di ribaltamento e/o scorrimento della costruzione per effetto: di condizioni morfologiche sfavorevoli, di modificazioni apportate al profilo del terreno in prossimità delle fondazioni, delle azioni sismiche di progetto;
  • siano possibili fenomeni di liquefazione del terreno di fondazione dovuti alle azioni sismiche di progetto.”

Pertanto si esclude completamente il piano di fondazione dalla valutazione del livello di conoscenza.

Inoltre nella circolare, in calce alla tabella delle percentuali degli elementi da indagare C8A.1.3a, è presente la seguente nota:

“(a) Nel controllo del raggiungimento delle percentuali di elementi indagati ai fini del rilievo dei dettagli costruttivi si tiene conto delle eventuali situazioni ripetitive, che consentano di estendere ad una più ampia percentuale i controlli effettuati su alcuni elementi strutturali facenti parte di una serie con evidenti caratteristiche di ripetibilità, per uguale geometria e ruolo nello schema strutturale.”

Siccome la struttura in esame presenta delle evidenti condizioni di ripetitività, in quanto è stata progettata per telai identici che si ripetono e calcolati solo per carichi verticali, ciò consente di ridurre il numero di elementi da indagare. Ad esempio, come illustrato nell’immagine seguente, i telai dello stesso colore avranno le stesse caratteristiche.

Vista 3D con individuazione dei telai analoghi in direzione X

Vista 3D con individuazione dei telai analoghi in direzione Y

In virtù di queste considerazioni, il numero di elementi totali e da indagare diventano quelli riportati nella seguente tabella:

Elementi presenti Elementi da indagare totale
18 pilastri 61 travi 4 pilastri 9 travi 13
superficie del piano 256m2 1 prova per cls e 1 per

acciaio per piano per tipologia di elemento

6

All’interno del software EdiLus è presente una procedura guidata per la definizione del livello di conoscenza, nella quale si può costruire, direttamente sul modello, un database tridimensionale di informazioni. In questo modo, il software individua in automatico il livello di conoscenza in virtù delle indicazioni previste dalla norma e riportate nelle tabelle precedenti.

In un’apposita finestra è possibile indicare la documentazione di base disponibile (vedi immagine):

Finestra di EdiLus-EE per l’indicazione della documentazione disponibile

Mediante l’oggetto “prove d’indagine” (vedi immagine seguente) è possibile localizzare i punti in cui:

  •  è stato indagato il dettaglio costruttivo;
  • è stata eseguita una prova distruttiva sul calcestruzzo (carotaggio) con indicazione del relativo risultato;
  •  è stata eseguita una prova non-distruttiva sul calcestruzzo (sclerometrica, ultrasonica, Sonreb) con indicazione del relativo risultato;
  • è stata eseguita una prova sull’acciaio con indicazione del relativo risultato.
Oggetto "prova di indagine"

Oggetto “prova di indagine”

Per escludere gli elementi che non si ritiene necessario considerare nella valutazioni delle percentuali di elementi da indagare, sia per i motivi illustrati in precedenza, sia per superare questioni legati alla modellazione, si può ricorrere all’oggetto “escludi per analogia”. Come si evince dall’immagine seguente, il pilastro (o la trave) può essere suddiviso in più elementi finiti per esigenze di modellazione pur continuando ad essere un elemento unitario sotto il punto di vista delle caratteristiche dei materiali, per cui può risultare ragionevole prenderlo in considerazione una volta soltanto.

Oggetto “escludi per analogia”

Dopo avere inserito tutte le informazioni menzionate in precedenza (informazioni di base, prove, dettagli costruttivi), il programma restituisce in automatico il valore del livello di conoscenza.

Vista 3D livello di conoscenza

Pertanto si conferma che per il nostro edificio avremo:

  • Livello di Conoscenza LC2
  • Fattore di Confidenza FC= 1,2

Si ricorda che il Fattore di Confidenza è quel termine con cui si abbattono le resistenze dei materiali nelle verifiche.
Nella sezione Livello di Conoscenza è possibile anche determinare le resistenze dei materiali dedotte dai risultati delle prove mediante la funzione “wizard materiali”. Con questo strumento, selezionando tutta  o una parte della struttura, il software ci restituirà, in base ai dati immessi, la resistenza media del materiale calcestruzzo o acciaio. Per il calcestruzzo, il risultato sarà derivante dalla elaborazione dei dati di prove distruttive  e non-distruttive. Nel nostro esempio abbiamo eseguito solo prove distruttive (carotaggi):

Wizard materiali per calcestruzzo armato

Quindi le resistenze dei materiali saranno:

  • Calcestruzzo:  Resistenza media cubica              Rm =   26,32 N/mm2
  • Acciaio: Resistenza media allo snervamento     Fy   = 409,00 N/mm2

Per completare la ricostruzione dell’edificio per poi passare alla valutazione, l’ultimo passo è quello dell’inserimento della armature dei vari elementi strutturali. Nel caso in esame si è in possesso delle tavole esecutive del progetto originario che sono state verificate con le ispezioni eseguite.

Quella riportata di seguito è l’armatura tipo della trave interna ortogonale all’orditura dei solai (direzione X), quindi quella destinata ad assorbire i carichi. Si notano le caratteristiche di una tipica trave continua progettata per carichi verticali.

Armatura tipo delle travi nella direzione principale

Quella che vediamo nell’immagine seguente invece, è la tipica armatura delle travate interne nella direzione Y. Si evince chiaramente che essa è concepita per fungere solo da collegamento tra i telai.

Armatura tipo delle travi nella direzione secondaria

Dati Sismici

I dati di analisi sismica sono i seguenti:

Accelerazione del sito Ag/g = 0,118
Classe d’Uso II
Terreno prevalente C
Categoria topografica T1

Per quanto riguarda il tipo di analisi da eseguire, siccome siamo in LC2 possiamo eseguire qualsiasi tipo di analisi, nel nostro caso scegliamo un’ analisi lineare con utilizzo del fattore di struttura q.

Riepiloghiamo nella seguente tabella le caratteristiche dell’analisi:

tipo di analisi tipo di meccanismo Tipo di verifiche Verifiche q Resistenze
Analisi lineare con

fattore di struttura q

duttili resistenza Pressoflessione retta/deviata 1,5 – 3 R/ FC
fragili resistenza taglio, torsione, rottura del nodo 1,5 R/(γm*FC)

Come si evince dalla tabella riportata, vanno distinte le analisi e le verifiche per meccanismi duttili e fragili, e molto importante è la scelta del fattore di struttura per i meccanismi duttili.

Scelta del fattore di struttura q per i meccanismi duttili

Per la scelta del fattore di struttura per i meccanismi duttili, si riporta lo stralcio della circolare con le relative indicazioni:

Per valutare i tassi di lavoro sotto i carichi statici, si potrebbe sfruttare nel programma la mappatura del coefficiente di sicurezza delle tensioni in esercizio. Affinché tale valutazione sia significativa si prendono in considerazione gli effetti  sui pilastri dei primi due livelli:

Mappatura dei coefficienti di sicurezza per tensioni in esercizio

Da questa visualizzazione si evince che:

  •  Il minimo Coefficiente di Sicurezza è 2,71, quindi piuttosto alto;
  •  La variazione tra i vari elementi risulta contenuta (max/min=5,94/2,71=2,2).

Inoltre la struttura risulta piuttosto regolare in altezza quindi si potrebbe optare per un fattore di struttura abbastanza alto. In realtà la presenza di molte travi in spessore e la presenza sul perimetro di travi con inerzia maggiore rispetto ai pilastri (possibile meccanismo di piano debole) fa preferire una soluzione più cautelativa, pertanto si utilizza un fattore di struttura:

q = 2

a questo punto si può passare al passo successivo. La valutazione.

Analisi dello stato di fatto

Un’opportuna valutazione della vulnerabilità sismica dello stato di fatto parte imprescindibilmente dalla valutazione della struttura sotto l’effetto dei soli carichi verticali. Infatti la prima analisi eseguità è quella sotto l’effetto dei soli carichi statici, i cui risultati sono sintetizzati nelle due schermate successive, dove si vedono le mappature dei coefficienti di sicurezza per pressoflessione retta e deviata e a taglio. Dall’analisi non emerge nessun problema significativo per flessione (CSmin=0,91) se non nelle sezioni di estremità, ma qualche carenza più diffusa a taglio sulle travi portanti (CSmin=0,85).

Mappatura dei coefficienti di sicurezza per taglio

Coefficienti di sicurezza flessione

Coefficienti di sicurezza flessione

Si passa quindi all’analisi sismica.

Occorre precisare che il software EdiLus consente di ottimizzare l’analisi di vulnerabilità eseguita sulla struttura mediante degli strumenti, a disposizione dell’utente, per escludere alcuni elementi/meccanismi dalla verifica.

Ad esempio, come discusso in precedenza, si ritiene non necessario eseguire la valutazione delle verifiche geotecniche delle fondazioni.

Altresì, nella verifica di resistenza dei nodi, ha senso portare in conto tutti i nodi più significativi da un punto di vista sismico, pertanto si riterrà opportuno escludere dalla verifica i nodi della copertura. Queste operazioni si eseguono mediante il meccanismo delle eccezioni. Fatte queste premesse si riportano i risultati dell’analisi di vulnerabilità rappresentate mediante una mappatura delle accelerazioni sismiche di collasso (PGAC) espresse come percentuale rispetto alle accelerazioni di domanda (PGAC/PGAD) per i meccanismi analizzati flessione, taglio, rottura del nodo:

Mappatura delle PGA per flessione

Mappatura delle PGA per flessione

Mappatura delle PGA per taglio

Mappatura delle PGA per taglio

Mappatura delle PGA per rottura del nodo

Mappatura delle PGA per rottura del nodo

Scheda di vulnerabilità sismica

Scheda di vulnerabilità sismica

Come si vede dalle immagini e dalla scheda di vulnerabilità sismica, la capacità globale dell’edificio dello stato di fatto è  PGAC,FATTO=0,266   (26,6%) e il meccanismo condizionante è quello della rottura del nodo.

Classificazione Rischio Sismico

Siccome l’intervento è finalizzato al miglioramento sismico favorito dalle incentivazioni fiscali legate al sisma bonus, occorre procedere alla classificazione sismica dell’edificio. Seguendo le indicazioni delle  “Linee Guida per la classificazione del Rischio Sismico delle Costruzioni” per eseguire tale classificazione per il caso in esame occorre ricorrere al Metodo Convenzionale. In alternativa esiste anche un Metodo Semplificato che non richiede analisi. Le caratteristiche dei due metodi sono riepilogati nella seguente tabella:

Metodo Convenzionale Semplificato
Tipo di edificio Tutti Muratura

Edifici assimilabili a capannoni

Edifici in C.A. con telai in entrambe le direzioni

Tipo d’intervento Miglioramento Intervento Locale
Passaggio di Classi 2 1
Detrazione 80% (85%) 70% (75%)
Tipi di Analisi Tutti quelli previsti dalle NTC Nessuno

Il metodo Convenzionale si basa sulla individuazione di 2 parametri: un parametro tecnico, l’IS-V, ed un parametro economico il PAM. Con ognuno di questi 2 parametri si entra in una classificazione (vedi immagine), la peggiore tra le due rappresenta la Classe Sismica dell’edificio.

Occorre ricordare che sia l’IS-V che il PAM, in maniera diversa dipendono direttamente dall’indicatore di rischio sismico riportato nella scheda di vulnerabilità.

Perdita Media Annua Attesa (PAM) classe PAM
PAM≤0,5% A+PAM
0,5% < PAM ≤ 1,0% APAM
0,5% < PAM ≤ 1,0% BPAM
1,0% < PAM ≤ 1,5% CPAM
1,5% < PAM ≤ 2,5% DPAM
2,5% < PAM ≤ 3,5% EPAM
3,5% < PAM ≤ 4,5% FPAM
7,5% ≤ PAM GPAM
Indice di Sicurezza Classe IS-V
IS-V > 100% A+IS-V
80% ≤ IS-V < 100% AIS-V
60% ≤ IS-V < 80% BIS-V
45% ≤ IS-V < 60% CIS-V
30% ≤ IS-V < 45% DIS-V
15% ≤ IS-V < 30% EIS-V
 IS-V ≤ 15% FIS-V

Classificazione del rischio sismico

All’interno di EdiLus mediante il servizio EdiLus-CRS PRO è possibile avere in automatico la classificazione sismica dello stato di fatto e dello stato di progetto, nel caso in esame l’edificio risulta essere:

Classe sismica dello stato di fatto

Classe sismica dello stato di fatto

Quindi nello Stato di Fatto l’edificio risulta avere un IS-V 26,59% un PAM 7,29% quindi è di Classe F.

Definizione degli interventi per il miglioramento/adeguamento

Obiettivo dell’intervento è il miglioramento sismico sfruttando il sisma bonus. Affinchè si abbia il passaggio delle due classi per avere il massimo delle detrazioni fiscali, bisogna arrivare almeno in classe D (PAM<3,5%; IS-V> 30%), ma in realtà l’obiettivo è quello di migliorare in maniera significativa la sicurezza strutturale, ovviamente compatibilmente con i budget di spesa a disposizione.

Pertanto, l’obiettivo che ci si pone è di portare la struttura ad avere una capacità 60% <ζE < 70%. Le NTC 2018 non impongono un limite minimo per il valore dell’indicatore di rischio sismico nel caso di miglioramento, si indica soltanto che l’incremento deve essere almeno del 10% (ΔζE>10%).
Analizzando le criticità emerse sullo stato di fatto si decide di:

  • Rinforzare a flessione e taglio con FRP le travi in spessore centrali che portano i solai;
  • Aumentare la sezione di alcuni pilastri mediante incamiciatura in cemento armato;
  • Confinare con FRP tutti i nodi dei primi due livelli.
Placcaggio con FRP per flessione

Disposizione di tessuto unidirezionale per l’intera larghezza di fibre di carbonio sia sulla faccia inferiore che superiore. Anche se i problemi si sono riscontrati a flessione sulle sezioni di estremità, si preferisce disporre le fibre sull’intera lunghezza della trave.

Avvolgimento con FRP per Taglio

Disposizione nelle zone di estremità per una lunghezza di 1m dal nodo di fasce continue di tessuto unidirezionale in FRP in avvolgimento completo.

Incamiciatura in Cemento Armato

Ringrosso delle sezioni in cemento armato come evidenziato in figura. Le sezioni vengono portate da 40×40 a 50×60 ad eccezione dei due pilastri sul lato corto opposto alla scala che vengono portati da 40×40 a 50×70. Questo intervento ha la finalità di equilibrare le rigidezze ed ridurre al minimo i comportamenti torsionali della struttura in virtù della presenza della zona scala. Inoltre con questi interventi ci si prefige di eliminare i potenziali meccanismi di piano debole.

Fasciatura dei nodi con FRP

Fasciatura dei nodi con tessuto quadriassiale in FRP.

Analisi dello stato di Progetto

Con gli interventi descritti, si migliora il comportamento della struttura rispetto ad una serie di meccanismi fragili  (taglio su travi e  pilastri, rottura del nodo, meccanismi di piano), pertanto si può ritenere ragionevole ipotizzare una maggiore capacità dissipativa della struttura rispetto allo stato di fatto. Di questo si può tenere in conto adottando un diverso fattore di struttura per lo stato di progetto:  q = 2,4

Mappatura delle PGA per flessione nello stato di progetto

Mappatura delle PGA per flessione nello stato di progetto

Mappatura delle PGA per taglio nello stato di progetto

Mappatura delle PGA per taglio nello stato di progetto

Mappatura delle PGA per rottura del nodo nello stato di progetto

Mappatura delle PGA per rottura del nodo nello stato di progetto

Scheda di vulnerabilità sismica dello stato di progetto

Confronto stato di fatto e stato di progetto

EdiLus consente di redigere una scheda in cui si mettono a confronto i dati di vulnerabilità sismica tra lo stato di fatto e lo stato di progetto:

Scheda di confronto

Come si evince dalla scheda di confronto, l’indicatore di rischio è passato da 0,266 a 0,665 quindi in termini percentuali:

26,7%  ->  66,5%

Quindi con gli interventi predisposti si è riusciti a raggiungere l’obiettivo di miglioramento previsto (60% – 70%) e l’incremento di capacità minimo previsto dalle NTC per gli interventi di miglioramento sismico (ΔζE>10%).

Classificazione Rischio Sismico

Siccome per l’intervento di miglioramento sismico si intendeva accedere ai benefici fiscali concessi dal sisma bonus, occorre verificare se si è riusciti a conseguire il passaggio delle classi di rischio previsto. Nello stato di progetto è possibile verificare la classificazione sismica  dello stato di progetto mettendola a confronto con quella dello stato di fatto:

Classificazione del rischio sismico: confronto tra stato di fatto e di progetto

Come si evince dalla immagine precedente, la struttura passa da :

Classe      F Classe      B
ClassePAM  F ClassePAM  A
ClasseIS-V  E ClasseIS-V  B

Quindi si ha il passaggio di più di 2 classi di rischio, pertanto si può accedere al massimo delle detrazioni fiscali disponibili, 85% in quanto si tratta di un edificio condominiale.

Download file di esempio e strumenti di calcolo

In allegato forniamo ai lettori tutti gli strumenti per analizzare la struttura proposta. In particolare, rendiamo disponibile il  seguente materiale:


Clicca qui per accedere ai contenuti completi e scaricare gli allegati

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Edilizia libera, la lista degli interventi che puoi realizzare senza permessi

Non ci sono più dubbi sull’edilizia libera! Ecco la lista dei lavori da fare senza permessi (gazebo, pergotende, climatizzatori, infissi, porte). Ecco il testo del dm 2 marzo 2018

Edilizia libera, finalmente la lista degli interventi che puoi realizzare senza permessi

Molto spesso, quando occorre realizzare interventi edili “non pesanti”, sorgono dubbi – ai cittadini ma anche ai tecnici più esperti – sul fatto se sia necessario o meno ottenere un titolo abilitativo o quanto meno procedere a una comunicazione al comune. Inoltre, se necessaria, la comunicazione deve essere semplice o asseverata (quindi accompagnata da un’apposita relazione a firma di un tecnico abilitato)?

A dire il vero il testo unico sull’edilizia (dpr 380/2001) già definisce le categorie di intervento realizzabili liberamente, i cosiddetti interventi in edilizia libera, ma si tratta di categorie di interventi e non di specifiche opere da realizzare o elementi da adottare. Quindi molto spesso sorgevano dubbi interpretativi proprio perché (almeno fino ad oggi) non esisteva una classificazione precisa di ogni opera.

Finalmente le regole sono cambiate. Da qualche settimana la Conferenza unificata Stato-Regioni ha siglato l’accordo sul glossario unico con l’esatta definizione degli interventi che non richiedono titolo abilitativo.

Ricordiamo che un intervento in edilizia libera è un intervento che non prevede la necessità di alcun titolo abilitativo e non richiede, quindi, permesso di costruire, SCIA o CILA.

Prima di analizzare il glossario unico, ricordiamo cosa prevede il testo unico per l’edilizia.

Interventi edilizia libera secondo il dpr 380/2001

Il dpr 380/2001 (testo unico edilizia) definisce all’art. 6 le diverse categorie di interventi realizzabili in edilizia libera.

In particolare, fatte salve alcune eccezioni, possono essere senza alcun titolo abilitativo i seguenti interventi:

  1. gli interventi di manutenzione ordinaria
  2. gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW;
  3. gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio;
  4. le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato;
  5. movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;
  6. le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola;
  7. le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni contenute entro l’indice di permeabilità, compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati;
  8. pannelli solari, fotovoltaici a servizio degli edifici fuori della zona A) di cui al dm 1444/68;
  9. le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.

Sono considerati interventi in edilizia libera, ma necessitano una comunicazione di avvio lavori al comune, anche le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a 90 giorni.

Analisi del glossario dell’edilizia libera

Il glossario per l’edilizia libera specifica, per ogni categoria prevista dall’art. 6 del dpr 380/2001, quali opere ed elementi che possono realizzarsi.

Procediamo all’analisi di ciascuno di questi.

Interventi di manutenzione ordinaria

Le opere e gli elementi che rientrano nella manutenzione ordinaria sono i seguenti:

  1. Manutenzione riparazione, sostituzione, rinnovamento (comprese le opere correlate quali guaine, sottofondi, etc.) di:
    • pavimentazione esterna
    • pavimentazione interna
  2. Rifacimento, riparazione, tinteggiatura (comprese le opere correlate) di:
    • intonaco interno
    • intonaco esterno
  3. Riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • elemento decorativo delle facciate (es. marcapiani, modanature, corniciature, lesene)
  4. Riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • opera di lattoneria (es. grondaie, tubi, pluviali)
    • impianto di scarico
  5. Riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • rivestimento interno
    • rivestimento esterno
  6. Riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • serramento e infisso interno
    • serramento e infisso esterno
  7. Installazione, comprese le opere correlate, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • inferriata
    • altri sistemi anti intrusione
  8. Riparazione, sostituzione, rinnovamento, inserimento eventuali elementi accessori, rifiniture necessarie (comprese le opere correlate) di:
    • elemento di rifinitura delle scale
  9. Riparazione, sostituzione, rinnovamento, inserimento eventuali elementi accessori, rifiniture necessarie (comprese le opere correlate)
    • scala retrattile e di arredo
  10. Riparazione, sostituzione, rinnovamento, messa a norma di:
    • parapetto e ringhiera
  11. Riparazione, rinnovamento, sostituzione nel rispetto delle caratteristiche tipologiche e dei materiali (comprese le opere correlate quali l’inserimento di strati isolanti e coibenti) del:
    • manto di copertura
  12. Riparazione, sostituzione, installazione
    • controsoffitto non strutturale
  13. Riparazione, rinnovamento
    • controsoffitto strutturale
  14. Riparazione, sostituzione, rinnovamento, realizzazione finalizzata all’integrazione impiantistica e messa a norma di:
    • comignolo o terminale a tetto di impianti di estrazione fumi
  15. Riparazione, rinnovamento o sostituzione di elementi tecnologici o delle cabine e messa a norma di
    • ascensore
    • impianti di sollevamento verticale
  16. Riparazione e/o sostituzione, realizzazione di tratto di canalizzazione e sottoservizi e/o messa a norma di:
    • rete fognaria e rete dei sottoservizi
  17. Riparazione, integrazione, efficientamento, rinnovamento e/o messa a norma
    • impianto elettrico
  18. Riparazione, integrazione, efficientamento, rinnovamento, compreso il tratto fino all’allacciamento alla rete pubblica e/o messa a norma di
    • impianto per la distribuzione e l’utilizzazione di gas
  19. Riparazione, integrazione, efficientamento, rinnovamento, sostituzione e integrazione apparecchi sanitari e impianti di scarico e/o messa a norma di:
    • impianto igienico e idro-sanitario 
  20. Installazione, riparazione, integrazione, rinnovamento, efficientamento e/o messa a norma di
    • impianto di illuminazione esterno
  21. Installazione, adeguamento, integrazione, rinnovamento, efficientamento, riparazione e/o messa a norma di:
    • impianto di protezione antincendio
  22. Installazione, adeguamento, integrazione, efficientamento (comprese le opere correlate di canalizzazione) e/o messa a norma
    • impianto di climatizzazione
  23. Riparazione, adeguamento, integrazione, efficientamento (comprese le opere correlate di canalizzazione) e/o messa a norma di:
    • impianto di estrazione fumi
  24. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e/o messa a norma di:
    • antenna/parabola
    • altri sistemi di ricezione e trasmissione
  25. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e/o messa a norma di
    • punto di ricarica per veicoli elettrici

Pompe di calore di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW

  1. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e/o messa a norma di
    • pompa di calore aria-aria
  2. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e/o messa a norma di
    • deposito di gas di petrolio liquefatti

Eliminazione delle barriere architettoniche

  1. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento, messa a norma, purché non incida sulla struttura portante di:
    • ascensore, montacarichi
  2. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento, messa a norma di:
    • servoscala e assimilabili
  3. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • rampa
  4. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • apparecchio sanitario e impianto igienico e idro-sanitario
  5. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • dispositivi sensoriali

Attività di ricerca nel sottosuolo

  1. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • opere strumentali all’attività di ricerca nel sottosuolo attraverso carotaggi, perforazioni e altre metodologie

Movimenti di terra

  1. Manutenzione, gestione e livellamento di:
    • terreno agricolo e pastorale
  2. Manutenzione e gestione di:
    • vegetazione spontanea
  3. Manutenzione e gestione di:
    • impianti di irrigazione e di drenaggio, finalizzati alla regimazione ed uso dell’acqua in agricoltura

Serre mobili stagionali

  1. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • serra compresi elementi di appoggio e/o ancoraggio

Pavimentazione di aree pertinenziali

  1. Realizzazione, riparazione, sostituzione, rifacimento di:
    • intercapedine
  2. Realizzazione, riparazione, sostituzione, rifacimento di:
    • locale tombato
  3. Realizzazione, riparazione, sostituzione, rifacimento di:
    • pavimentazione esterna, comprese le opere correlate, quali guaine e sottofondi
  4. Realizzazione, riparazione, sostituzione, rifacimento di:
    • vasca di raccolta delle acque

Pannelli fotovoltaici a servizio degli edifici

  1. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • pannello solare
    • pannello fotovoltaico
    • generatore microeolico

Aree ludiche ed elementi di arredo delle aree di pertinenza mobili stagionali

  1. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • opera per arredo da giardino e assimilate; es.:
      • barbecue in muratura
      • fontana
      • muretto
      • scultura
      • fioriera
      • panca
      • ecc.
  2. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • gazebo, di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo
  3. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • gioco per bambini e spazio di gioco in genere, compresa la relativa recinzione
  4. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • pergolato, di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo
  5. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • ricovero per animali domestici e da cortile, voliera e assimilata, con relativa recinzione
  6. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • ripostiglio per attrezzi, manufatto accessorio di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo
  7. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • sbarra, separatore, dissuasore e simili, stallo biciclette
  8. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • tenda
    • tenda a pergola
    • pergotenda
    • copertura leggera di arredo
  9. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento
    • elemento divisorio verticale non in muratura, anche di tipo ornamentale e similare

Manufatti leggeri in strutture ricettive

  1. Installazione, riparazione e rimozione
    • manufatti leggeri in strutture ricettive all’aperto:
      • roulottes
      • campers
      • case mobili
      • imbarcazioni e assimilati

Opere contingenti temporanee

  1. Installazione, previa Comunicazione Avvio Lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione per i quali non è necessaria la Comunicazione di:
    • gazebo
  2. Installazione, previa Comunicazione Avvio Lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione per i quali non è necessaria la Comunicazione di:
    1. stand fieristico
  3. Installazione, previa Comunicazione Avvio Lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione per i quali non è necessaria la Comunicazione di:
    • servizi igienici mobili
  4. Installazione, previa Comunicazione Avvio Lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione per i quali non è necessaria la Comunicazione di:
    • tensostrutture, pressostrutture e assimilabili
  5. Installazione, previa Comunicazione Avvio Lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione per i quali non è necessaria la Comunicazione di:
    • elementi espositivi vari
  6. Installazione, previa Comunicazione Avvio Lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione per i quali non è necessaria la Comunicazione di:
    • aree di parcheggio provvisorio, nel rispetto dell’orografia dei luoghi e della vegetazione ivi presente

Osservazioni sugli interventi liberalizzati

Innanzitutto va precisato che le opere “liberalizzate” vanno realizzate comunque nel rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e di tutte le normative sull’attività edilizia applicabili:

  • norme antisismiche
  • norme di sicurezza
  • norme antincendio
  • norme igienico-sanitarie
  • norme sull’efficienza energetica
  • norme di tutela dal rischio idrogeologico
  • disposizioni del codice dei beni culturali e del paesaggio

Inoltre, va evidenziato che l’elenco delle opere e degli elementi oggetto di intervento non è esaustivo.

Detto ciò, analizzando attentamente gli interventi relativi alla manutenzione ordinaria non troviamo grosse sorprese: sono inclusi tutti gli interventi di sostituzione, rinnovamento e riparazione di vari oggetti (infissi, pavimenti, intonaco, ascensore, ecc.) e dei vari impianti (elettrico, idrico, gas, illuminazione, estrazione fumi, ecc.).

E’ inclusa tra gli interventi di manutenzione ordinaria l’installazione anche di controsoffiti non strutturali, mentre per quelli strutturali sono previsti solo la riparazione e il rinnovamento.

Quindi, chi ad esempio  deve realizzare un controsoffitto in cartongesso non strutturale per esigenze estetiche e/o per alloggiare faretti o strip led non ha bisogno di alcun permesso, ma può operare direttamente, avvalendosi ovviamente di figure specializzate che rilascino le dovute certificazioni post operam (dichiarazione di conformità, ecc.).

La manutenzione di tutti gli impianti domestici è consentita, ma risulta anche possibile installare ex-novo i seguenti impianti, senza alcun permesso:

  • antenna TV – antenna parabolica 
  • antenne per la ricezione di altri segnali (es. internet banda larga in 4G, Wi-Max, ecc:)
  • impianto di climatizzazione (condizionatori d’aria, ecc.) e relative canalizzazioni
  • illuminazione esterna
  • impianti antincendio

E’ possibile installare inferriate e altri sistemi anti-intrusione (barre di protezione, sistemi antifurto, ecc.).

In merito alle pompe di calore, non ci sono grossi dubbi: è ammessa l’installazione (oltre alla riparazione, sostituzione, rinnovamento e messa a norma) di pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW.

Ascensori e montacarichi di vario genere sono installabili senza titolo, purché non creino nuovi volumi e non alterino la sagoma dell’edificio.

Relativamente alle aree ludiche e all’arredo delle aree di pertinenza, il glossario prevede espressamente la realizzazione di opera per arredo da giardino, come ad esempio:

  • barbecue in murature
  • fontana
  • panchina
  • giochi per bambini e relative recinzioni
  • ecc.

Espressamente prevista anche la realizzazione di gazebo e pergolati, purché di limitate dimensioni e non stabilmente infissi nel suolo.

E’ possibile anche installare senza alcun permesso tende e pergotende  di cui molto spesso si discute.

Infine, relativamente ai manufatti leggeri in strutture ricettive all’aperto, nessun permesso sarà richiesto per

  • roulottes
  • campers
  • case mobili
  • imbarcazioni
  • assimilati

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Differenza tra tenda e pergolato: nuovi chiarimenti dal Tar

La differenza tra tenda e pergolato è data dalla funzione cui la copertura è destinata: la semplice presenza di bracci metallici fissi nella tenda non la trasforma in un pergolato

Nella sentenza n.486 del 5 aprile 2018 il Tar Toscana ha spiegato che per comprendere la differenza tra tenda e pergolato vale il criterio funzionale, ossia è necessario valutare la funzione cui la copertura è destinata, a prescindere dalle dimensioni, dagli elementi che la compongono e dalle tecniche utilizzate per l’installazione.

La tenda serve a migliorare la fruibilità di uno spazio già esistente (ad esempio un balcone o un giardino), il pergolato crea un nuovo ambente coperto.

Il caso

Il proprietario di un immobile nella provincia di Grosseto aveva realizzato alcune opere dichiarate abusive; tali opere erano consistite in:

  • rifacimento del rivestimento in cotto di un piano di muratura
  • tendaggio con bracci metallici a copertura di un balcone
  • posizionamento di un armadio metallico
  • della pavimentazione di una corte con mattonelle in cotto.

Il proprietario dell’immobile chiedeva la sanatoria edilizia delle predette opere munendosi di preventivo nulla osta paesaggistico.

Il comune rigettava la domanda per le seguenti motivazioni:

  1. il tendaggio è stato qualificato come pergolato non avente le dimensioni massime previste nel vigente regolamento edilizio
  2. l’armadio e il piano di lavoro sono state considerate opere eccedenti la manutenzione straordinaria
  3. la pavimentazione è stata considerata come opera di impermeabilizzazione del suolo.

Nel negare la sanatoria il comune disponeva anche la rimozione dei manufatti abusivi.

Il proprietario dell’immobile impugnava quindi il ricorso dinanzi alla giustizia amministrativa.

La sentenza del Tar

Il Tar Toscana accoglie il ricorso del proprietario.

I giudici toscani hanno chiarito che l’intelaiatura metallica non deve essere considerata come elemento fine a sé stesso, ma come elemento costitutivo della tenda, componente di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici, finalizzata ad una migliore fruizione dello spazio esterno dell’unità abitativa.

E’ pertanto il criterio funzionale che deve guidare la classificazione del manufatto.

Dunque il tendaggio non può essere qualificato, come erroneamente fatto dal comune, come pergolato, ma piuttosto come tenda retrattile: quest’ultima è considerata dalla legge regionale come opera priva di rilevanza edilizia, ossia inidonea di integrare una trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio.

I giudici, inoltre, hanno ritenuto fondate anche le altre due censure.

Definizione di tenda e di pergolato

Ricordiamo che nei giorni scorsi è stato pubblicato il glossario unico per le opere di edilizia libera (vedi l’articolo di BibLus).

Le tende rientrano a pieno titolo nelle attività di edilizia libera, che non richiedono nessun tipo di autorizzazione. In base al dpr 31/2017, inoltre, l’installazione di tende non richiede neanche l’autorizzazione paesaggistica.

Per quanto riguarda i pergolati, possono essere considerati interventi di edilizia libera a condizione che siano di limitate dimensioni e non stabilmente infissi al suolo.

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Inquinamento indoor, cosa fare per migliorare la qualità dell’aria nelle nostre case? Ecco un utile opuscolo

Dall’Istituto Superiore di Sanità l’opuscolo con gli accorgimenti da seguire contro l’inquinamento indoor. Suggerimenti anche per l’acquisto di mobili e ristrutturazione ambienti

L’inquinamento indoor è tra i principali rischi per la salute umana, come confermato anche dai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che sottolinea quindi l’importanza della qualità dell’aria indoor.

Nelle case, in particolare, sono presenti numerose sorgenti di inquinanti dell’aria che possono costituire un rischio per la nostra salute.

L’Istituto Superiore di Sanità, al riguardo, ha predisposto l’opuscolo divulgativo L’aria nella nostra casa: come migliorarla?

Opuscolo

L’opuscolo pone particolare attenzione agli ambienti domestici, lavorativi (uffici, ospedali, banche, posta, ecc.), scolastici e ricreativi, in cui la presenza di inquinanti dell’aria può provocare gravi rischi alla salute umana.

Le case, in particolare, sono i tipici ambienti indoor dove si trascorre gran parte del tempo e sono presenti numerose sorgenti inquinanti dell’aria, quali ad esempio: materiali da costruzione, vernici, solventi, colle, arredi, mobili e tappezzerie, detergenti per la cura della casa e della persona, disinfettanti, insetticidi, antitarlo e antiparassitari, stufe e camini a legna o altre biomasse, candela, bastoncini di incenso e il fumo di sigaretta.

Nel documento vengono illustrate le sorgenti dell’inquinamento dell’aria indoor, l’impatto dei comportamenti individuali e una serie di azioni utili a ridurre l’inquinamento.

Cause inquinamento indoor

L’inquinamento dell’aria in ambienti chiusi, indoor, è causato da comportamenti errati messi in atto inconsapevolmente, ad esempio cucinare senza areare l’ambiente, o dalla presenza di mobili da arredo che possono contenere e sprigionare determinate sostanze inquinanti.

Laddove non c’è un corretto ricambio d’aria si possono accumulare gli inquinanti prodotti da diverse sorgenti come:

  • composti organici volatici (es. naftalina)
  • acidi e basi (es. candeggina e ammoniaca, per citare le sostanze più in uso)
  • polveri
  • prodotti da combustioni (NOx e CO)
  • umidità, muffe, e acari

Gli accorgimenti

Nell’opuscolo sono presenti alcuni semplici suggerimenti, quali:

  • usare aceto e bicarbonato di sodio e candeggina per la pulizia solo se necessario e ricordare che il buon profumo non è indice di pulito. E soprattutto ricordarsi di non miscelare mai i detersivi e di leggere attentamente le etichette dei prodotti
  • areare il più possibile i locali
  • non fumare in casa perché gli inquinanti rilasciati dal fumo persistono su pareti, vestiti, tende e arredi
  • areare l’abitazione ed intensificare l’uso dell’aspirapolvere e dello straccio umido in caso di animali domestici

Infine, vengono anche forniti utili suggerimenti per l’acquisto di mobili e ristrutturazione di ambienti.

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Caldaie a condensazione: come fare per beneficiare dell’ecobonus 2018

Per le caldaie a condensazione sono agevolate solo le spese per la sostituzione, integrale o parziale dell’impianto. Le condizioni per l’agevolazione

L’ENEA ha pubblicato i nuovi Vademecum per guidare il contribuente circa l’invio telematico della documentazione necessaria per usufruire dell’ecobonus (detrazione fiscale a partire dal 50% fino all’85%).

Gli interventi edilizi analizzati nei documenti riguardano:

  • Parti comuni condominiali (detrazioni del 70 e 75%)
  • Serramenti e infissi
  • Caldaie a condensazione
  • Collettori solari
  • Pompe di calore
  • Coibentazione strutture
  • Riqualificazione globale
  • Caldaie a biomassa
  • Schermature solari
  • Building automation
  • Sistemi ibridi
  • Microcogeneratori

In questo articolo tratteremo il vademecum circa le caldaie a condensazione.

Caldaie a condensazione

Le caldaie a condensazione rientrano tra le spese che possono usufruire delle detrazioni per la riqualificazione energetica; nel vademecum dell’ENEA è presente una scheda riepilogativa dei requisiti tecnici richiesti e della documentazione da approntare.

Tutti i contribuenti, che posseggono un diritto reale sulle unità immobiliari e che sostengono le spese di riqualificazione energetica, possono usufruire delle detrazioni per i seguenti edifici:

  • esistenti (ossia accatastati o con richiesta di accatastamento in corso e in regola con il pagamento di eventuali tributi) alla data della richiesta di detrazione
  • dotati di impianto termico

Tipologie di intervento ammissibili

Le 3 tipologie di intervento ammissibili sono:

  1. sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza energetica stagionale per il riscaldamento d’ambiente (ηs) ≥ 90%, pari al valore minimo della classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione del 18 febbraio 2013
  2. sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di cui al superiore punto a) e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02
  3. sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori d’aria calda a condensazione

Detrazione consentita

Tipologia 1: per la prima tipologia di intervento si ha una detrazione del 50% delle spese totali sostenute dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018; per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2017 si applica l’aliquota del 65%.

Tipologia 2 e 3: per gli altri 2 tipi di intervento spetta una detrazione del 65%.

Il limite massimo di detrazione ammissibile è di 30.000 euro per unità immobiliare.

Spese agevolabili

Per le caldaie a condensazione sono agevolate solo le spese per la sostituzione, integrale o parziale dell’impianto. In particolare:

  • smontaggio e dismissione dell’impianto di climatizzazione esistente
  • fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, delle opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione a regola d’arte dell’impianto termico esistente con un generatore a condensazione
  • spese per l’adeguamento della rete di distribuzione, dei sistemi di accumulo, dei sistemi di trattamento dell’acqua, dei dispositivi di controllo e regolazione nonché sui sistemi di emissione
  • spese per le prestazioni professionali necessarie alla realizzazione degli interventi nonché della documentazione tecnica necessaria

Vademecum Enea

Di seguito il link a tutti i Vademecum dell’ENEA:

  • Parti comuni condominiali (detrazioni del 70 e 75%)
  • Serramenti e infissi
  • Caldaie a condensazione
  • Collettori solari
  • Pompe di calore
  • Coibentazione strutture
  • Riqualificazione globale
  • Caldaie a biomassa
  • Schermature solari
  • Building automation
  • Sistemi ibridi
  • Microcogeneratori

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Risparmiare energia, dall’Enea le 10 regole d’oro per un consumo intelligente

Dall’illuminazione all’uso delle scale, ecco i consigli per risparmiare energia grazie ad un consumo intelligente, facendo attenzione ai gesti quotidiani

Il rapido sviluppo industriale sta generando una rapida crescita nella domanda di energia elettrica; è stato stimato che entro il 2030 il fabbisogno energetico globale dovrebbe crescere del 40%, con un conseguente impatto negativo dal punto di vista ambientale, sociale ed economico per l’aumento delle emissioni di anidride carbonica.

Al fine di ridurre i consumi e tutelare l’ambiente, l’Enea insieme all’Ong ambientalista Green Cross ha realizzato il decalogo del consumo intelligente, 10 consigli per un uso “intelligente” dell’energia, senza per questo rinunciare al comfort e ai servizi a cui siamo abituati.

Il documento ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini, in particolare studenti ed insegnanti, ad un uso consapevole dell’energia: dalla classe energetica dei prodotti alla gestione dell’illuminazione e della stampa dei documenti, dall’uso delle scale al risparmio di acqua.

Prestare costante attenzione al contenimento dei consumi di elettricità attivando le piccole azioni quotidiane, come spegnere le luci nei locali non utilizzati oppure non lasciare in stand-by TV, radio, PC ecc. sono azioni solo apparentemente piccole ma che contribuiscono, in una attuazione su larga scala, un notevole risparmio energetico.

Infatti, secondo gli esperti Enea, il 10% dei consumi di un apparecchio sono imputabili allo stand-by, mentre il PC assorbe dai 3W a 6W anche da spento.

Ecco i 10 consigli presenti nel decalogo del consumo intelligente, pensati per suggerire piccoli cambiamenti nei gesti di tutti i giorni:

  1. Suggerisci l’acquisto di prodotti in classe energetica A o superiore e con certificazioni energystar ed ecolabel.
  2. Accendi solo l’apparecchio che ti serve e spegni gli apparecchi staccandoli dalla presa elettrica.
  3. Attiva le funzioni “risparmio energia” e “disattiva il salvaschermo”.
  4. Evita di stampare più volte un documento ancora in lavorazione, fai le modifiche sul video e stampa solo se è veramente necessario.
  5. Ricorda di spegnere le luci quando esci da una stanza e illumina solo dove serve.
  6. Sali e scendi le scale a piedi anziché prendere l’ascensore.
  7. Riduci il tempo impiegato per fare la doccia.
  8. Se in casa o a scuola la temperatura non è confortevole, non aprire le finestre ma chiedi di regolare la temperatura ambiente.
  9. Per i tuoi spostamenti usa i mezzi pubblici o la bicicletta e, quando puoi, fai una salutare camminata.
  10. Non lasciare la porta del frigorifero aperta.

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Con Spid tutti i servizi del Fisco online, dall’affitto al catasto. Ecco come funziona

Dal 9 aprile grazie allo SPID è possibile accedere a tutti i servizi online dell’Agenzia delle Entrate: sarà più facile registrare un contratto di locazione, consultare i dati catastali, visualizzare la propria posizione nel cassetto fiscale

E’ stato pubblicato il 9 aprile 2018 il Provvedimento AE n.75242/2018 con le regole di determinazione dell’identità digitale (Spid).

Attraverso un unico nome utente e un’unica password i cittadini possono utilizzare in modo semplice, veloce e sicuro i servizi erogati online da oltre 4mila Pubbliche Amministrazioni, connettendosi da computer: con il provvedimento emesso dall’Agenzia delle Entrate la chiave unica di accesso viene estesa a tutti i servizi online offerti dall’amministrazione finanziaria.

Un unico identificativo, dunque, per iscrivere i figli a scuola, prenotare una visita in ospedale, richiedere il Bonus Mamma, registrare un contratto di locazione, presentare la dichiarazione precompilata.

Che cos’è SPID

Il Sistema pubblico di identità digitale rappresenta il documento di identificazione online del cittadino.

Nato nel marzo 2016 e utilizzato già da 2,3 milioni di persone (61% donne e il 39% uomini), Spid è il sistema di autenticazione che permette a cittadini ed imprese di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti con un’identità digitale unica.

L’identità Spid è costituita da credenziali (nome utente e password) che vengono rilasciate all’utente e che permettono l’accesso a tutti i servizi online.

In merito alla privacy dei dati, il sistema non consente la profilazione garantendo la protezione dei dati personali e il livello di sicurezza adottato (Spid Livello 2) corrisponde ad un’autenticazione forte a due fattori (password e PIN “dinamico”, ossia che cambia sempre ad ogni accesso), ed è lo stesso già implementato in fase di autenticazione ai servizi “Dichiarazione precompilata” e “Fatture e Corrispettivi”.

Come registrarsi

Per ottenere SPID basta aver compiuto 18 anni ed avere:

  • un documento di riconoscimento
  • la tessera sanitaria con codice fiscale
  • un indirizzo e-mail valido
  • un numero di telefono

Occorre registrarsi, a scelta, sul sito di uno degli 8 gestori di identità digitale (Aruba, Infocert, Poste, Sielte, Tim, Register.it, Namirial, Intesa), seguendo i vari step per l’identificazione.

Gli Identity Provider non possono utilizzare i dati personali dell’utente né cederli a terze parti senza autorizzazione da parte dell’utente stesso. Al momento della registrazione, infatti, dovranno essere esplicitamente distinti i dati necessari all’ottenimento dell’identità digitale Spid dalle ulteriori informazioni – non obbligatorie – che il gestore di identità potrà eventualmente richiedere.

Tutte le modalità di registrazione e tutte le possibilità per poter ottenere Spid sono disponibili sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale – spid

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Professionisti: ecco le Casse convenzionate con l’Inps per il cumulo gratuito contributi

Cumulo gratuito contributi: Inarcassa (architetti e ingegneri), Eppi (periti industriali) e Cipag (geometri) tra le Casse dei professionisti

Firmata la convenzione fra Inps e l’Associazione delle Casse di previdenza dei professionisti, Adepp, prende operativamente il via il meccanismo previsto dalla legge di Bilancio 2017, il cumulo gratuito dei contributi pensionistici, con i primi pagamenti previsti a partire dal 20 aprile.

Cumulo gratuito contributi

Il cumulo gratuito dei contributi offre la possibilità di mettere insieme i contributi versati in più gestioni per conquistare una sola pensione.
Fermo restando le vigenti disposizioni in materia di totalizzazione e di ricongiunzione, i soggetti iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria nonché alle Casse Professionali che non siano già titolari di trattamento pensionistico presso una delle predette gestioni, hanno facoltà di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti al fine del conseguimento di un’unica pensione; il tutto gratuitamente e senza costi esorbitanti delle ricongiunzioni.

Dal 1° gennaio 2017 questa possibilità è stata estesa anche ai professionisti (ingegneri, architetti, geometri, geologi, ecc. ) che hanno versamenti sia all’Inps che alle loro Casse privatizzate.

Convenzione Inps-Adepp

La Convenzione Inps-Adepp fissa le regole per applicare il cumulo dei contributi; in particolare stabilisce che:

  • la domanda è presentata all’Ente/Cassa di ultima iscrizione, ovvero, a quello presso il quale l’assicurato è iscritto al momento del verificarsi dell’evento inabilitante o del decesso. In caso di ultima iscrizione a più forme assicurative è facoltà dell’assicurato scegliere l’Ente/Cassa cui presentare la domanda
  • l’INPS metterà a disposizione degli Enti/Casse coinvolti nella gestione della domanda di pensione in totalizzazione o in cumulo una procedura automatizzata. Questa procedura consentirà:
    • l’acquisizione e/o la validazione delle informazioni necessarie e dei dati contributivi e assicurativi
    • l’accertamento del diritto e della misura della pensione
    • la predisposizione del prospetto riepilogativo dei dati utili per l’adozione del provvedimento
    • la visualizzazione dell’esito della domanda e del trattamento pensionistico complessivo spettante
  • a seguito della presentazione della domanda di pensione in regime di totalizzazione/cumulo ciascun Ente/Cassa valida, con carattere certificativo nella procedura automatizzata, i dati relativi alle anzianità contributive utili per il diritto e la misura ed i periodi di riferimento, presenti negli archivi del Casellario centrale degli iscritti attivi relativi al soggetto richiedente
  • l’Ente istruttore accerta la sussistenza del diritto al trattamento richiesto, ne indica la decorrenza, determina la quota di propria competenza e acquisisce dal sistema le quote di competenza delle altre forme assicurative interessate alla totalizzazione o al cumulo da quest’ultime determinate

Casse aderenti alla Convenzione

Ad oggi risulta che le Casse previdenziali private che hanno firmato la Convenzione con l’Inps per l’erogazione del pagamento delle pensioni in cumulo per i professionisti sono:

  • Enpam (medici)
  • Inarcassa (architetti e ingegneri)
  • Enpav (veterinari)
  • Enpapi (infermieri)
  • Eppi (periti industriali)
  • Cipag (geometri)
  • Enpaf (farmacisti)
  •  Enpap (psicologi)

I dati

L’Inps stima che ci siano circa 702.000 professionisti interessati dal cumulo gratuito dei contributi, 70.000 dei quali hanno più di 60 anni.

I 5.000 lavoratori che hanno già fatto domanda all’INPS non dovranno ripresentarla e saranno valutati con le nuove regole.

Per quel che riguarda il pagamento delle spese delle pratiche amministrative per le pensioni (circa 65 euro a pratica), che l’Inps vorrebbe dividere con gli altri Enti mentre questi ultimi no, la decisione è stata rimandata ad un tavolo tecnico.

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Ecobonus, come detrarre correttamente il 50% delle spese sostenute per serramenti e infissi

Vademecum ENEA serramenti e infissi: requisiti, spese ammissibili e documentazione necessaria. Nei condomini la scheda va sottoscritta da un tecnico abilitato

L’ENEA ha da pochi giorni attivato il nuovo portale per l’invio telematico della documentazione necessaria per usufruire dell’ecobonus (detrazione fiscale a partire dal 50% fino all’85%). Inoltre, la stessa ENEA ha aggiornato e pubblicato i nuovi Vademecum per guidare il contribuente all’invio telematico dei dati.

In particolare, sono stati pubblicati i Vademecum relativi ai seguenti interventi edilizi:

Parti comuni condominiali (detrazioni del 70 e 75%)

  • Serramenti e infissi
  • Caldaie a condensazione
  • Collettori solari
  • Pompe di calore
  • Coibentazione strutture
  • Riqualificazione globale
  • Caldaie a biomassa
  • Schermature solari
  • Building automation
  • Sistemi ibridi
  • Microcogeneratori

In questo articolo vediamo come accedere all’agevolazione in caso di interventi che riguardano la sostituzione di serramenti e infissi.

Vedemecum ENEA – Serramenti e infissi

Anche per il 2018 gli interventi di sostituzione di finestre comprensive di infissi danno diritto alla detrazione del 50% (ecobonus), a condizione che:

  • l’edifico sia esistente alla data della richiesta della detrazione
  • l’edifico sia dotato di impianto termico

L’agevolazione fiscale consiste nella possibilità di detrarre il 50% delle spese totali sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018, per un limite di spesa ammissibile di 60.000 euro per unità immobiliare.

Nel documento l’ENEA indica:

  • requisiti dell’intervento
  • spese ammissibili
  • documentazione necessaria da tramettere all’ENEA
  • documentazione necessaria da da conservare

Requisiti

L’intervento per poter essere detraibile deve:

  • configurarsi come sostituzione o modifica di elementi già esistenti (e non come nuova installazione)
  • delimitare un volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati
  • deve assicurare un valore di trasmittanza termica (Uw) inferiore o uguale al valore di trasmittanza limite riportato in tabella 2 del dm 26 gennaio 2010

Spese ammissibili

Le spese che possono essere portate in detrazione sono:

  • fornitura e posa in opera di una nuova finestra comprensiva di infisso o di una porta d’ingresso
  • integrazioni e sostituzioni dei componenti vetrati
  • prestazioni professionali, comprensive della redazione dell’APE, ove richiesto

Documentazione necessaria

Tra la documentazione da trasmettere all’ENEA c’è la scheda descrittiva dell’intervento, da trasmettere esclusivamente attraverso l’apposito sito web entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori, come da collaudo delle opere o come da dichiarazione di conformità.

In particolare, la scheda:

  • può anche essere redatta dal singolo utente nel caso di interventi in singole unità immobiliari, ossia univocamente definite al Catasto urbano
  • deve essere sottoscritta da un tecnico abilitato in tutti gli altri casi, ad esempio in caso di interventi che riguardano parti condominiali

Vademecum ENEA

Di seguito il link a tutti i Vademecum dell’ENEA:

  • Parti comuni condominiali (detrazioni del 70 e 75%)
  • Serramenti e infissi
  • Caldaie a condensazione
  • Collettori solari
  • Pompe di calore
  • Coibentazione strutture
  • Riqualificazione globale
  • Caldaie a biomassa
  • Schermature solari
  • Building automation
  • Sistemi ibridi
  • Microcogeneratori

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Ok all’estensione della responsabilità solidale anche ai subfornitori

I chiarimenti nella circolare Inps: la responsabilità solidale va riferita anche ai subfornitori, come precisato dalla Corte costituzionale nella sentenza 254/2017

Il committente è obbligato in solido (responsabilità solidale) al pagamento delle retribuzioni (crediti lavorativi, contributivi e assicurativi) anche dei dipendenti del subfornitore.

A chiarirlo è la circolare Inps 6/2018 che analizza la sentenza 254/2017 della Corte Costituzionale, intervenuta circa l’ambito applicativo dell’art. 29, comma 2, del dlgs 276/2003, in materia di responsabilità solidale negli appalti.

Circolare Inps 6/2018

La circolare parte analizzando l’art. 29, comma 2, del dlgs 276/2003 che prevede quanto segue.

in caso di appalto di opere o di servizi il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell’inadempimento.

L’art. 29 limita, quindi, il regime di solidarietà ai soli casi espressamente previsti di appalto e subappalto, negando così la medesima garanzia legale ai dipendenti del sub-fornitore, in contrasto con l’art. 3 e 36 della Costituzione.

Sentenza 254/2017, la Corte Costituzionale

Con la sentenza 254/2017, la Corte Costituzionale è intervenuta sull’ambito applicativo del citato art. 29, ribaltando un consolidato orientamento attraverso un’interpretazione della norma basata sulla ratio della responsabilità solidale. Stabilisce l’estensione del vincolo solidaristico anche ai rapporti commerciali di subfornitura, dichiarando non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata in relazione all’art. 29, in contrasto con gli artt. 3 e 36 Costituzione.

In definitiva, al fine di dare maggiore tutela ai lavoratori impiegati nell’esecuzione delle prestazioni negoziali non inquadrabili in termini di appalto o subappalto, l’art. 29 va interpretato nel senso che

la responsabilità solidale del committente relativamente ai crediti lavorativi, contributivi ed assicurativi si applica non soltanto negli appalti e nei subappalti come afferma la norma, ma anche nei confronti dei dipendenti delle aziende che operano con un contratto di subfornitura.

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Reti e infrastrutture interrate, pubblicata la prassi di riferimento

Pubblicata la UNI/PdR 38:2018 sulle reti e infrastrutture interrate (Tecnologie trenchless). Definite le specifiche sulla marcatura a uso di committenti e progettisti


Terminata la fase di consultazione pubblica, con scadenza 14 gennaio 2018, è disponibile gratuitamente sul sito UNI la Prassi di Riferimento UNI/PdR 38:2018 circa le tecnologie trenchless dal titolo:

Marcatura elettronica di reti interrate e infrastrutture nel sottosuolo.

Finalità

Le prassi di riferimento inerenti le tecnologie trenchless si pongono l’obiettivo di fornire elementi utili alle organizzazioni che intendono adottare e implementare tali tecnologie, al fine di garantire un elevato livello di sicurezza in occasione di:

  • lavori effettuati in prossimità di reti di stoccaggio
  • trasporto o distribuzione sotterranee
  • reti viarie e di opere militari

Contenuti

La UNI/PdR 38:2018 fornisce specifiche descrittive sulla marcatura, sottosuolo e soprasuolo, delle infrastrutture di servizi interrati a uso dei committenti e progettisti.

Vengono, inoltre, definite le modalità di marcatura elettronica nelle fasi di intervento nel sottosuolo relative a:

  • saggi
  • verifiche localizzate
  • opere manutentive anche di piccola entità
  • interventi di posa nuove infrastrutture sotterranee

Tecnologie trenchless e riduzione dei rischi

Lo scavo è tra le attività lavorative che provoca il maggior numero di infortuni mortali nei cantieri temporanei o mobili.

Pertanto, per alcune attività, come la realizzazione di condotte interrate, è possibile l’adozione di tecnologie alternative denominate no dig o trenchless (letteralmente “senza scavo” o “senza trincea”) che consentono di ridurre e, in alcuni casi, di eliminare i rischi derivanti dalle lavorazioni.

Le tecnologie trenchless consistono in una serie di sistemi e tecniche che permettono la posa, il risanamento e la sostituzione delle reti sotterranee limitando o addirittura eliminando la realizzazione di scavi a cielo aperto.

Tali sistemi hanno un elevato contenuto tecnologico e richiedono, pertanto, un alto livello di professionalità da parte di chi le utilizza.

Prassi di riferimento

Si ricorda che le prassi di riferimento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori, sotto la conduzione operativa di UNI, e da esso emanati, verificata l’assenza di norme o progetti di norma allo studio (in ambito nazionale, europeo o internazionale).

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Iper ammortamento, si perde l’agevolazione in caso di perizia giurata tardiva?

Secondo le Entrate l’agevolazione dell’iper ammortamento può essere fruita solo a decorrere dal periodo di imposta in cui si realizza il requisito dell’interconnessione

L’acquisizione della perizia giurata da parte dell’impresa nel periodo di imposta successivo a quello di interconnessione produce un semplice slittamento del momento dal quale si inizia a fruire del beneficio, ossia dell’iper ammortamento.

Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 27/2018, a seguito delle numerose richieste di chiarimento in riferimento ai termini per l’acquisizione della perizia giurata da parte dell’impresa.

In particolare, delle imprese che, per diverse ragioni, sono riuscite a interconnettere i beni entro fine 2017, ma non hanno fatto in tempo a realizzare (o anche semplicemente a formalizzare) la perizia giurata o l’attestazione di conformità chiedono se tale ritardo comporti o meno la perdita dell’agevolazione.

Iper ammortamento

Ricordiamo che l’iper ammortamento, introdotto dalla legge di Bilancio 2017, riguarda il riconoscimento ai soli titolari di redditi d’impresa di una maggiorazione del 150% sul costo di acquisto di beni materiali strumentali di nuova produzione, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa così come previsto dal modello “Industria 4.0”.

Per i beni di valore superiore a 500.000 euro è necessario ai fini delle fruibilità del beneficio produrre una perizia tecnica rilasciata da un esperto che ne attesti le caratteristiche tecniche e la sua interconnessione all’interno della realtà aziendale.

Infatti, come precisato dall’art. 1 della legge di bilancio 2017, per poter beneficiare delle maggiorazioni del 150% e del 40%, i beni materiali e immateriali di cui agli allegati A e B devono rispettare il requisito della interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

L’interconnessione, requisito che risulta indispensabile per la spettanza dell’agevolazione insieme agli altri previsti dalla legge, deve essere attestata dai seguenti documenti:

  • dichiarazione del legale rappresentante per i beni aventi ciascuno un costo di acquisizione superiore a 500.000 euro
  • perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali

o ppure

  • attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato

Tali documenti devono essere acquisiti dall’impresa entro il periodo d’imposta in cui il bene entra in funzione, ovvero, se successivo, entro il periodo d’imposta in cui il bene è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. In quest’ultimo caso, l’agevolazione sarà fruita solo a decorrere dal periodo di imposta in cui si realizza il requisito dell’interconnessione.

Tuttavia, non è previsto alcun termine entro il quale, a pena di decadenza, devono essere presentati i documenti attestanti la sussistenza dei requisiti necessari per la fruizione dell’agevolazione.

Risoluzione AE

Il provvedimento delle Entrate fornisce utili indicazioni al riguardo.
Nella particolare ipotesi in cui l’acquisizione dei documenti attestanti il rispetto del requisito dell’interconnessione, indispensabile per la spettanza e per la fruizione del beneficio, avvenga in un periodo di imposta successivo a quello di interconnessione, la  fruizione dell’agevolazione inizia dal periodo di imposta in cui i documenti vengono acquisiti.

Ad esempio:

Nel caso di un bene rientrante nell’allegato A, acquistato, entrato in funzione e interconnesso nel 2017, per il quale la perizia giurata viene acquisita nel 2018, l’impresa potrà fruire dell’iper ammortamento a partire dal periodo di imposta 2018, mentre per il 2017 beneficerà del super ammortamento.
La quota di iper ammortamento annualmente fruibile dal 2018 sarà calcolata applicando il coefficiente di ammortamento fiscale alla differenza tra la maggiorazione complessiva relativa all’iper ammortamento e la quota di maggiorazione fruita a titolo di super ammortamento nel periodo d’imposta precedente.

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Confermato il sismabonus anche per gli immobili in affitto!

Nuovi chiarimenti delle Entrate: ok al sismabonus anche se l’immobile agevolato è dato in locazione dalla società che ha realizzato gli interventi antisismici

Il sismabonus è riconosciuto anche per gli interventi riguardanti immobili posseduti da società che non li utilizzano direttamente ma li danno in locazione: l’agevolazione è finalizzata alla messa in sicurezza degli edifici.

Il chiarimento arriva dall’Agenzia delle Entrate in risposta alla domanda di un contribuente (rivista Fiscooggi delle Entrate) in merito alla detrazione del 50% riconosciuta dal comma 1-bis dell’art. 16 del dl 63/2013), il cosiddetto sismabonus.

In riferimento al quesito, circa la possibilità da parte di una società che realizza interventi antisismici su un immobile locato di poter comunque beneficiare del sisma bonus, le Entrate hanno chiarito che:

La detrazione Irpef del 50% per le spese relative agli interventi finalizzati all’adozione di misure antisismiche (sisma bonus – articolo 16, comma 1-bis, Dl 63/2013) spetta anche ai soggetti passivi Ires che sostengono le spese per gli interventi agevolabili (a condizione che le stesse siano rimaste a loro carico) e possiedono o detengono l’immobile in base a un titolo idoneo. Dato che la disciplina agevolativa è finalizzata, in senso ampio, alla messa in sicurezza degli edifici, il sisma bonus può essere riconosciuto anche per gli interventi riguardanti immobili posseduti da società non utilizzati direttamente, ma destinati alla locazione (risoluzione n. 22/E del 12 marzo 2018).

Pertanto, in riferimento ai beneficiari dell’agevolazione, la risoluzione 22/E delle Entrate ha chiarito che i soggetti Ires (ossia le società) possono usufruire della detrazione per interventi di adeguamento antisismico, sismabonus, anche se gli immobili messi in sicurezza verranno destinati alla locazione e non saranno utilizzati direttamente a fini produttivi (Vedi art. BibLus-net Sismabonus: la detrazione vale anche per gli immobili in affitto?).

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Prezzi materiali da costruzione 2017, pubblicato il decreto per l’adeguamento dei prezzi

Prezzi materiali da costruzione 2017: nessuna variazione percentuale superiore al 10% relativa all’anno 2016

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto 27 marzo 2018 del Mit (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) relativo a prezzi materiali da costruzione 2017 e variazioni percentuali annuali, in aumento o in diminuzione, superiori al 10%, in particolare:

Rilevazione dei prezzi medi per l’anno 2016 e delle variazioni percentuali annuali, in aumento o in diminuzione, superiori al dieci per cento, relative all’anno 2017, ai fini della determinazione delle compensazioni dei singoli prezzi dei materiali da costruzione più significativi.

In attuazione a quanto disposto dagli artt. 133 e 253 del dlgs 163/2006 (prevedono che entro il 30 giugno di ogni anno il Mit rilevi con proprio decreto le variazioni percentuali dei singoli prezzi dei materiali da costruzione più significativi), il decreto rileva che il prezzo dei materiali da costruzione più significativi nell’anno 2017, rispetto all’anno 2016, non ha subito variazioni percentuali superiori al 10%, in aumento o in diminuzione.

Ricordiamo che prezzi medi e variazioni percentuali annuali sono utilizzati come riferimenti per la determinazione delle compensazioni relative ai materiali da costruzione impiegati nelle lavorazioni, qualora il prezzo dei singoli materiali subisca variazioni superiori al 10 % rispetto al prezzo rilevato dal Ministero nell’anno di presentazione dell’offerta.

La compensazione è determinata applicando la percentuale di variazione che eccede il 10% al prezzo dei singoli materiali e nel limite delle risorse previste tra imprevisti e le somme relative al ribasso d’asta.

Prezzi materiali da costruzione, la tabella con le variazioni percentuali

Di seguito la tabella con le variazioni dei materiali, dal 2003 al 2017:

Periodo [2003-2004]

Profilati in acciaio a caldo + 39,42%
Tubazioni in ferro + 18,57%
Ferro – acciaio tondo per cemento armato + 41,30%
Rete elettrosaldata + 41,30%
Ferro profilato a freddo + 41,16%
Lamiere in ferro + 29,61%
Lamiere zincate + 25,70%
Ghisa fusa + 28,16%
Tubazioni in acciaio saldato + 17,14%
Tubazioni in acciaio nero + 17,38%
Acciaio armonico + 33,93%
Fili di rame conduttori + 33,30%
Condutture e tubi in rame + 20,29%

Periodo [2004-2005]

Bitume  + 15.47%

Periodo [2005-2006]

Filo rame conduttore dn 0,5  + 41,64%
Conduttore e tubi in rame  + 43,93%

Periodo [2006-2007]

Filo rame conduttore dn 0,5 mm + 14,09%
Lamiere in acciaio (Corten) + 13,39%

Periodo [2007-2008]

Acciaio tondo per cemento armato + 27,50%
Rete elettrosaldata + 15,46%
Laminati in acciaio profilati a freddo  + 22,01%
Lamiere in acciaio di qualsiasi spessore  + 15,80%
Lamiere in acciaio “Corten” + 23,64%
Lamiere in acciaio zincate per lattoneria + 12,12%
Nastri in acciaio per barriere stradali  + 10,83%
Filo di rame conduttori + 15,30%
Travi laminate in acciaio + 14,68%
Tubazioni in ferro senza saldatura  + 11,83%
Fibre in acciaio per rinforzo calcestruzzo + 17,66%
Cemento tipo 325  + 10,36%
Gabbioni in ferro zincato  + 11,28%

Periodo [2008-2009]

Ferro – Acciaio tondo per cemento armato  – 26,09%
Rete elettrosaldata  – 21,54%
Laminati in acciaio profilati a freddo  – 19,21%
Lamiere in acciaio di qualsiasi spessore – 16,31%
Lamiere in acciaio “Corten”  – 17,26%
Lamiere in acciaio zincate per lattoneria  – 12,12%
Nastri in acciaio per barriere stradali  – 15,16%
Binari ferroviari  – 17,67%
Tubazione in PVC rigido  – 13,50%
Travi laminate in acciaio  – 17,97%
Filo di rame conduttore  – 20,32%
Profilati in rame – 20,13%
Geotessile tessuto non tessuto  + 11,78%

Periodo [2009-2010]

Nessun materiale ha subito variazioni percentuali superiori al 10%

Periodo [2010-2011]

Ferro – acciaio tondo per cemento armato + 10,98%
Rete elettrosaldata  + 10,82%
Filo di rame conduttore  + 10,27%
Profilati in rame per lattoneria e lastre  + 13,69%
Bitume  + 12,31%

Periodo [2011-2012]

Bitume + 12,87%

Periodo [2012-2013]

Nessun materiale ha subito variazioni percentuali superiori al 10%

Periodo [2013-2014]

Nessun materiale ha subito variazioni percentuali superiori al 10%

Periodo [2014-2015]

Nessun materiale ha subito variazioni percentuali superiori al 10%

Periodo [2015-2016]

Nessun materiale ha subito variazioni percentuali superiori al 10%

Periodo [2016-2017]

Nessun materiale ha subito variazioni percentuali superiori al 10%


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