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Newsletter 558 del 22 marzo 2018

In questo numero:



Focus
Guida isolamento acustico (PARTE 1): requisiti, concetti teorici e DPCM 5 dicembre 1997
Opere edili
NTC 2018 in vigore dal 22 marzo. Cosa cambia?
Opere edili
NTC 2018, le prime indicazioni del CSLP
Fisco
Bonus ristrutturazioni 2018: la nuova guida dell’Agenzia delle Entrate
Fisco
Ecobonus e portale Enea 2018, a che punto siamo?
Opere edili
Dichiarazione telematica di successione, ok anche per gli ingegneri
Rinnovabili
Arrivano le semplificazioni per le autorizzazioni (CIL, CILA, ecc.) per installare gli impianti
Opere edili
Ampliamento di un edificio: ristrutturazione o pertinenza?
Opere edili
Disponibili le quotazioni immobiliari OMI II semestre 2017. Come usarle
Opere edili
Distanza tra edifici e sopraelevazione, vale il principio di prevenzione?
Tecnologie
La prima casa italiana stampata in 3D, pronta in poche settimane a costi ridotti
Opere edili
Attività produttive, ampliamenti più facili con la variante semplificata
Sicurezza
Meno rischi nella gestione rifiuti e nella prevenzione incendi: le linee guida del Ministero
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Guida isolamento acustico (PARTE 1): requisiti, concetti teorici e DPCM 5 dicembre 1997

Requisiti acustici passivi degli edifici, guida al calcolo: concetti teorici e considerazioni secondo il DPCM 5 dicembre 1997 e le norme UNI 12354:2017 (PARTE 1)


In questo nuovo approfondimento di BibLus-net forniamo una guida per il calcolo dei requisiti acustici passivi degli edifici e al DPCM 5 dicembre 1997, con casi pratici ed esempi con l’utilizzo di un software di calcolo.

In particolare, abbiamo suddiviso la guida in 3 parti:

  1. concetti teorici e considerazioni secondo il DPCM 5/12/97 e le UNI 12354: 2017 (PARTE 1)
  2. esempio pratico di calcolo dell’isolamento acustico su un appartamento (PARTE 2)
  3. calcolo dell’isolamento acustico di un appartamento tramite un software di calcolo (PARTE 3)

Requisiti acustici passivi degli edifici

Per garantire il benessere acustico negli edifici a partire già dalla fase di progettazione, è necessario prevedere interventi di riduzione del rumore interno con l’utilizzo di un buon grado di isolamento acustico delle componenti edilizie, il controllo del rumore delle sorgenti interne come gli impianti e, in alcuni casi, una riverberazione ottimale.

La “Legge quadro sull’inquinamento acustico” (legge 447/95) ha stabilito che compete ai Comuni l’adozione di regolamenti per l’attuazione della disciplina statale e regionale per la tutela dall’inquinamento acustico.

Per il contenimento dell’inquinamento da rumore all’interno degli ambienti abitativi è stato emanato il DPCM 5 dicembre 1997  “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici” (in vigore dal 20 febbraio 1998).

Il DPCM non riguarda sorgenti sonore quali strade, ferrovie, aeroporti, ecc., per cui sono stati emanati altri decreti attuativi della Legge 447/95, mentre definisce le prestazioni che devono possedere gli edifici in merito all’isolamento dai rumori:

  • tra differenti unità immobiliari
  • dai rumori esterni
  • di calpestio
  • di impianti a funzionamento continuo e discontinuo

Infine, si deve considerare il tempo di riverbero per le aule e le palestre delle scuole, secondo la circolare del Ministero Lavori Pubblici n° 3150 (maggio 1967) e il Decreto Ministeriale 18/12/75.

Tutte le prestazioni valutate in sede progettuali devono, poi, essere verificate in opera, ad edificio ultimato.

Le grandezze di riferimento

Le grandezze che caratterizzano i requisiti acustici passivi degli edifici sono:

  1. il tempo di riverberazione (T60), definito dalla norma UNI ISO 3382
  2. il potere fonoisolante apparente di elementi di separazione fra ambienti (R’), definito dalla norma EN ISO 140-5
  3. l’isolamento acustico standardizzato di facciata (D2m,nT)
  4. il livello di rumore di calpestio di solai normalizzato (L’n) definito dalla norma EN ISO 140-6
  5. LA Smax: livello massimo di pressione sonora ponderata A con costante di tempo slow
  6. LAeq: livello continuo equivalente di pressione sonora ponderata A.
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NTC 2018 in vigore dal 22 marzo. Cosa cambia?

Entrano in  vigore dal 22 marzo le Norme tecniche per le costruzioni (NTC 2018). Ecco le novità e cosa cambia rispetto al passato

Dopo ben 10 anni di servizio, le NTC 2008 (approvate con dm 14 gennaio 2008) vanno in pensione e lasciano spazio alle NTC 2018 approvate con il decreto MIT del 17 gennaio 2018, pubblicate sulla Serie Generale n. 42 del 20-2-2018.

Ricordiamo che le NTC 2018 sono normative fondamentali in quanto definiscono i principi da seguire per il progetto, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni e specificano le prestazioni che gli edifici devono raggiungere in termini di resistenza meccanica e stabilità.

Circa le indicazioni applicative per l’ottenimento delle prestazioni, per quanto non espressamente specificato nelle NTC 2018, si può far riferimento a normative di comprovata validità e ad altri documenti tecnici (ad esempio gli Eurocodici).

Nuove NTC 2018 , i contenuti del decreto

Il decreto ministeriale è costituito da 3 articoli e un allegato contenente il testo relativo alla revisione delle norme:

  • nell’articolo 1 si stabilisce l’approvazione del testo contenuto nell’allegato
  • nell’articolo 2 si precisa la durata del periodo transitorio successivo alla pubblicazione delle NTC 2018
  • nell’articolo 3 si indica che l’entrata in vigore delle nuove Norme Tecniche sarà a 30 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

In allegato al dm è presente il testo della nuova norma che risulta diviso in 12 Capitoli:

  1. Oggetto
  2. Sicurezza e prestazioni attese
  3. Azioni sulle costruzioni
  4. Costruzioni civili e industriali
  5. Ponti
  6. Progettazione geotecnica
  7. Progettazione per azioni sismiche
  8. Costruzioni esistenti
  9. Collaudo statico
  10. Redazione dei progetti strutturali esecutivi e delle relazioni di calcolo
  11. Materiali e prodotti ad uso strutturale
  12. Riferimenti tecnici.

Le novità introdotte dalle NTC 2018

Semplificazioni per la messa in sicurezza

Una delle principali novità delle nuove NTC 2018 è l’introduzione di semplificazioni per gli interventi di adeguamento sismico degli edifici esistenti: secondo le nuove regole, in caso di mutamento di destinazione d’uso (§ 8.4.3. lettera c) e di modifiche di classe d’uso che conducano a costruzioni di classe III ad uso scolastico o di classe IV, è previsto uno sconto del 20% sulla verifica. In particolare, il livello di sicurezza della costruzione, quantificato attraverso il rapporto ζE (rapporto tra lʹazione sismica massima sopportabile dalla struttura e l’azione sismica massima che si utilizzerebbe nel progetto di una nuova costruzione) deve essere pari almeno 0.8 (invece di 1).

Tale semplificazione è stata introdotta anche al fine di migliorare il funzionamento del sismabonus e di consentire la realizzazione di interventi di ristrutturazione con costi sostenibili ed evitare operazioni di ristrutturazione troppo costose.

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NTC 2018, le prime indicazioni del CSLP

Il CSLP (Consiglio superiore dei lavori pubblici) ha pubblicato la nota 3187 del 21 marzo con cui fornisce le prime indicazioni circa l’applicabilità delle nuove norme tecniche per le costruzioni

Nella Gazzetta ufficiale 42 del 20 febbraio 2018 è stato pubblicato il decreto ministeriale del 17.01.2018 che contiene le nuove norme tecniche per le costruzioni (NTC 2018). Le nuove norme entrano in vigore il 22 marzo 2018.

Introduzione

Il CSLP (Consiglio superiore dei lavori pubblici) ha pubblicato una nota (3187 del 21 marzo 20218) con cui fornisce le prime indicazioni sulle nuove norme tecniche.

Secondo il CSLP le nuove norme si pongono in continuità con le precedenti norme tecniche per le costruzioni del 2008 (dm 14.01.2008), riconfermandone l’impostazione concettuale e metodologica.

Il testo nuovo normativo è stato comunque parzialmente rivisto, integrato ed aggiornato nei contenuti specifici, sia in relazione all’evoluzione tecnico-scientifica del settore delle costruzioni, sia a seguito dell’aggiornamento delle disposizioni dell’Unione europea sulla libera circolazione dei prodotti da costruzione (Regolamento UE n. 305/2011 del 9 marzo 2011), sia nella prospettiva di una sempre maggiore integrazione delle norme nazionali con i documenti normativi europei e con gli Eurocodici.

Per molti aspetti, il testo normativo è stato anche semplificato e chiarito: 

  • sono state riscritte intere parti delle norme per renderne più chiaro il contenuto
  • è stata apportata una maggiore uniformazione terminologica e lessicale
  • sono stati eliminati refusi, sono stati aggiornati i riferimenti normativi.

Le norme tecniche per le costruzioni NTC 2018 entrano in vigore il 22 marzo 2018.

In attesa della Circolare?

Il CSLP chiarisce sin da subito che le norme tecniche per le costruzioni di cui al dm 17 gennaio 2018 sono pienamente applicabili dal 22 marzo 2018, indipendentemente dalla emanazione della relativa Circolare esplicativa con le relative istruzioni applicative. Nelle more dell’emanazione della nuova Circolare, attualmente in fase di lavorazione, si potranno seguire le indicazioni riportate nella precedente Circolare (617/2009), per quanto non in contrasto con quanto riportato nelle nuove NTC 2018.

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Bonus ristrutturazioni 2018: la nuova guida dell’Agenzia delle Entrate

Bonus ristrutturazioni 2018, dalle Entrate la guida che riassume le novità introdotte dall’ultima legge di Bilancio e l’elenco degli interventi ammissibili sulle singole unità abitative e su parti comuni

Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio beneficiano, tra le altre, di un’importante agevolazione fiscale: il bonus ristrutturazioni.

Disciplinato dall’art. 16-bis del dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi), l’agevolazione consiste nella possibilità di detrarre dall’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) una parte dei costi sostenuti per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali.

La legge di bilancio 2018 (legge n. 205 del 27 dicembre 2017) ha esteso la detrazione detrazione Irpef del 50%, del limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare, fino al 31 dicembre 2018.

Salvo nuova proroga, dal 1° gennaio 2019 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite massimo di 48.000 euro.

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Ecobonus e portale Enea 2018, a che punto siamo?

Entro fine marzo 2018 dovranno essere trasmesse le comunicazioni all’Enea per le detrazioni fiscali (ecobonus) per gli interventi ultimati agli inizi del 2018. Ma al momento nessuna notizia del portale

La Legge di Bilancio 2018 ha prorogato la possibilità di usufruire delle detrazioni per riqualificazione energetica, ma alcune regole sono cambiate.

Riassumiamo brevemente gli interventi ammessi e la quota di detraibilità nella seguente tabella.

INTERVENTI AMMESSI

ALIQUOTA DETRAIBILE

Serramenti e infissi

50%

Schermature solari
Caldaie Biomassa
Caldaie a condensazione classe A
Caldaie a condensazione classe A+ (con sistema di termoregolazione evoluto)

65%

Pompe di calore
Scaldaccqua a PDC
Coibentazione involucro
Collettori solari
Generatori ibridi
Sistemi di Building Automation
Microgeneratori
Interventi condominiali (superficie >25%) 70%
Interventi condominiali (superficie >25% + qualità media) 75%
Interventi condominiali combinati efficientamento energetico + riduzione 1 classe rischio sismico 80%
Interventi condominiali combinati efficientamento energetico + riduzione 2 classi rischio sismico 85%

La normativa vigente impone che entro 90 giorni solari dal termine dei lavori sia trasmessa all’Enea la dichiarazione telematica tramite l’applicativo relativo all’anno in cui sono terminati.

La dichiarazione da trasmettere varia in funzione dell’intervento; generalmente si tratta di compilare l’Allegato A al “decreto edifici” e la scheda descrittiva degli interventi realizzati (Allegato E), oppure la documentazione semplificata, costituita dal solo Allegato E o dal solo Allegato F.

Effettuata la trasmissione, il mittente ottiene una ricevuta telematica dall’Enea con il CPID (Codice Personale IDentificativo), valida a tutti gli effetti come prova dell’avvenuto invio.

Da notare che all’Enea non vanno inviate asseverazioni, relazioni tecniche, fatture, copia di bonifici, elaborati grafici, ecc. Tuttavia tale documentazione deve essere conservata a cura del contribuente ed esibita in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Tra l’altro è facoltà dell’Agenzia delle Entrate richiedere l’esibizione degli originali degli Allegati inviati (A, E o F), debitamente compilati, firmati e datati.

Comunicazione 2018 e portale Enea 2018

I contribuenti che hanno eseguito lavori di riqualificazione energetica terminati nel 2018 dovranno adottare l’apposito portale Enea 2018. In particolare, chi ha terminato i lavori nei primi giorni del 2018 deve inoltrare la dichiarazione entro i primi giorni di aprile (90 giorni dall’ultimazione), pena la perdita del beneficio.

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Dichiarazione telematica di successione, ok anche per gli ingegneri

Anche gli ingegneri sono abilitati alla dichiarazione telematica di successione. Lo ricorda il CNI con un’apposita circolare

Con provvedimento del 9 marzo 2018 dell’Agenzia delle Entrate anche gli ingegneri sono stati ufficialmente abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni di successione (V. articolo BibLus-net).

Il CNI, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, ha pubblicato al riguardo la circolare 207/2018 con cui ha ricordato che è stata estesa anche agli iscritti all’albo degli ingegneri l’abilitazione alla trasmissione telematica della dichiarazione di successione e domanda di volture catastali.

Riepilogando, sono abilitati alla trasmissione delle dichiarazione di successione:

  • società tra professionisti iscritte all’albo dei Geometri e Geometri laureati allo svolgimento del servizio di registrazione telematica dei contratti di locazione e del versamento delle relative imposte
  • gli iscritti all’ordine degli Ingegneri e gli iscritti all’albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori con il titolo di “Architetto” o “Architetto iunior”, anche riuniti in forma associativa, nonché le agenzie che svolgono, per conto dei propri clienti, attività di pratiche amministrative presso  imministrazioni ed enti pubblici

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Arrivano le semplificazioni per le autorizzazioni (CIL, CILA, ecc.) per installare gli impianti

Decreto efficienza energetica e fonti rinnovabili: novità per il rilascio delle autorizzazioni, certificatori, costi e obbligo di adeguamento dei moduli unificati per CIL e CILA

Semplificare e armonizzare gli iter per l’installazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e dei dispositivi per l’efficienza energetica in ambito residenziale e terziario: questo è l’obiettivo del decreto (bozza del 21 febbraio 2018) ora all’esame della Conferenza Unificata per l’intesa e proseguire, poi, il suo iter.

Lo schema di decreto, recante attuazione dell’art. 14, comma 5, del dlgs 102/2014, contiene le linee guida valide su tutto il territorio nazionale per semplificare e armonizzare le procedure autorizzative per l’installazione di impianti per l’efficienza energetica e per le fonti rinnovabili su residenze e terziario, nonché per l’armonizzazione delle regole sull’attestazione della prestazione energetica degli edifici.

Il decreto prevede, inoltre, che entro 120 giorni dall’entrata in vigore (dalla data di pubblicazione in Gazzetta), le Regioni e gli Enti locali devono adeguare la propria normativa; decorso tale termine, le disposizioni contenute nelle linee guida troveranno diretta applicazione.

Le linee guida, i contenuti

Le autorizzazioni da richiedere

Nelle linee guida sono ribadite e sistematizzate le autorizzazioni da richiedere per l’installazione di:

  • di pompe di calore
  • generatori di calore
  • impianti solari termici
  • generatori ibridi compatti

Tali procedure, ricordiamo, sono state recentemente disciplinate dai decreti SCIA 1 – dlgs 126/2016 e SCIA 2 – dlgs 222/2016.

Le linee guida si applicano alle nuove installazioni e/o alla sostituzione di impianti tecnologici per i servizi di climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria, a prescindere dal vettore energetico utilizzato.

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Ampliamento di un edificio: ristrutturazione o pertinenza?

Secondo la Cassazione l’ampliamento di un fabbricato preesistente diventa parte stessa dell’edificio e non può essere considerato pertinenza, ma ristrutturazione edilizia

Con la sentenza n. 4139 la Cassazione ha chiarito che l’ampliamento di un fabbricato preesistente diventa parte dell’edificio di cui completa la struttura per meglio soddisfare i bisogni cui è destinato.

L’ampliamento, in quanto privo di autonomia rispetto all’edificio medesimo, rientra nella fattispecie di ristrutturazione edilizia piuttosto che in quello di pertinenza.

Il caso

La Corte di Cassazione si è pronunciata su interventi edilizi eseguiti su un trullo (rientrante tra i beni paesaggistici), comportanti un ampliamento dell’edificio preesistente.

Il ricorso in Cassazione avveniva da parte di committente, direttore dei lavori ed esecutore dell’opera, già condannati in Appello e primo grado, a seguito di lavori effettuati senza valido titolo, avendo presentato unicamente una DIA, in area sottoposta a vincolo paesaggistico: i lavori erano relativi ad un ampliamento di un immobile preesistente consistente nella realizzazione di un vano tecnico e di un bagno a solaio piano, un muro in tufo e pietra con trave in cls e sedute in tufo.

La sentenza

Con la sentenza in oggetto la Corte di Cassazione rigetta il ricorso.

In merito alla questione dell’ampliamento, i giudici di Cassazione fanno propri gli accertamenti dei giudici di Appello, che avevano appurato che gli interventi eseguiti avevano comportato un ampliamento del preesistente edificio, con predisposizione di un muro con aperture e sporgenze tali da far ragionevolmente prevedere la successiva collocazione di un pergolato.

La natura e consistenza delle opere realizzate, secondo i giudici, ne esclude radicalmente la natura pertinenziale: gli interventi eseguiti completano la struttura diventando parte dell’edificio, e pertanto l’ampliamento deve considerarsi ristrutturazione edilizia.

Sugli altri temi del ricorso:

  • in tema di responsabilità, la Suprema Corte ha ribadito che il reato paesaggistico sanziona chiunque trasgredisca le disposizioni poste a tutela dei vincoli e non solo i proprietari o i committenti dei lavori; mentre nel reato urbanistico sussiste una responsabilità dell’esecutore dei lavori, a titolo di dolo, in caso di inizio delle opere nonostante l’accertamento negativo dell’esistenza del titolo abilitativo, e, a titolo di colpa, nell’ipotesi di omesso accertamento
  • in tema di prescrizione del reato, la sentenza ha ricordato che il principio del “favor rei”, va applicato solo in caso di incertezza assoluta sulla data di commissione del reato o sull’inizio del termine di prescrizione, ma non quando sia possibile eliminare tale incertezza, anche se attraverso deduzioni logiche.

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Disponibili le quotazioni immobiliari OMI II semestre 2017. Come usarle

Pubblicate le nuove quotazioni OMI 2017 II semestre, utili anche ai tecnici per le stime immobiliari. Ecco i dettagli su come usarle

L’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) cura la rilevazione e l’elaborazione delle informazioni di carattere tecnico-economico relative ai valori immobiliari, al mercato degli affitti e ai tassi di rendita e la pubblicazione di studi ed elaborazioni e la valorizzazione statistica degli archivi dell’Agenzia delle Entrate.

La banca dati OMI costituisce una rilevante fonte d’informazioni relative al mercato immobiliare nazionale, proponendosi come un utile strumento per tutti gli operatori del mercato, per i ricercatori e gli studiosi del settore immobiliare, per istituti di ricerca pubblici e privati, per la pubblica amministrazione e, più in generale, per il singolo cittadino.

La banca dati OMI fornisce una serie di informazioni, tra cui:

  • valori delle quotazioni immobiliari: per gli 8.100 comuni dell’intero territorio nazionale sono quotati i valori di mercato per le destinazioni: Residenziale, Commerciale, Terziaria e Produttiva. Per ogni destinazione vengono esposti semestralmente i valori di mercato ed i canoni per tipologia edilizia (residenziale, terziaria, commerciale, produttiva)
  • volumi di compravendita immobiliare a livello nazionale e con dettaglio provinciale e comunale
  • valori agricoli medi
  • le note trimestrali congiunturali (riferite a tutto il territorio nazionale)
  • rapporti immobiliari annuali (residenziali e non residenziali)
  • le note territoriali semestrali (riferite a singoli contesti provinciali e comunali)
  • le statistiche catastali (riferite a tutto il territorio nazionale)

Sono state rese disponibili le quotazioni immobiliari OMI relative al secondo semestre 2017.

Quotazioni immobiliari

Le quotazioni immobiliari semestrali individuano, per ogni delimitata zona territoriale omogenea (zona OMI) di ciascun Comune, un intervallo minimo/massimo, per unità di superficie in euro/m², dei valori di mercato e locazione, per tipologia immobiliare e stato di conservazione.

Si avverte che nell’ambito dei processi estimativi, le quotazioni OMI non possono intendersi sostitutive della stima puntuale, in quanto forniscono indicazioni di valore di larga massima. Solo la stima effettuata da un tecnico professionista può rappresentare e descrivere in maniera esaustiva e con piena efficacia l’immobile e motivare il valore da attribuirgli.

Come consultare le quotazioni OMI

È possibile consultare le quotazioni in base a:

  • semestre
  • Provincia
  • Comune
  • zona OMI
  • destinazione d’uso

utilizzando o la tradizionale ricerca testuale, oppure la ricerca su mappa tramite il servizio di navigazione territoriale GeoPOI.

Accedendo al servizio GeoPOI è disponibile il download gratuito dei perimetri delle zone OMI.

Inoltre, è possibile accedere alle quotazioni anche attraverso smartphone e tablet grazie all’applicazione Omi Mobile.

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Distanza tra edifici e sopraelevazione, vale il principio di prevenzione?

Cassazione: il diritto di prevenzione si esaurisce con la ultimazione della costruzione, per cui ognuno dei proprietari frontisti può sopraelevare in regime di libertà nel rispetto reciproco delle distanze legali

Con l’ordinanza n. 5049 del 5 marzo 2018 la Suprema Corte ha ribadito che la sopraelevazione di un edificio deve essere considerata una nuova costruzione e non una ristrutturazione e pertanto devono applicarsi le normative in materia di distanze tra le costruzioni vigenti al momento della sua effettuazione, senza che possa essere invocato il principio della prevenzione.

II diritto di prevenzione, riconosciuto a chi per primo edifica, si esaurisce infatti con il completamento, dal punto di vista strutturale e funzionale, della costruzione. Di conseguenza, la prevenzione non può giovare automaticamente per un successivo manufatto, anche se accessorio ad una preesistente costruzione.

In altri termini quindi il preveniente, alla pari del prevenuto, è obbligato al rispetto della disciplina delle distanze legali, in quanto la prevenzione è un diritto riconosciuto al primo che edifica e si esaurisce con la realizzazione della costruzione medesima, quando questa abbia le caratteristiche proprie di un’opera edilizia, ultimata dal punto di vista strutturale e funzionale.

Nel caso della sopraelevazione il criterio della prevenzione non esclude che il preveniente, alla pari del prevenuto, è obbligato al rispetto della disciplina delle distanze legali, con la conseguenza che, ove lo strumento urbanistico locale, anche se successivamente intervenuto, abbia sancito l’obbligo inderogabile di osservare una determinata distanza dal confine, possa essere escluso il diritto a sopraelevare in allineamento con l’originaria costruzione

Il caso

In un comune della provincia di Macerata due proprietari di un fabbricato avevano costruito in sopraelevazione, senza aver cura delle distanze e determinando una riduzione di una veduta all’ampiezza originale.

Il vicino è ricorso al tribunale di primo grado per ottenere, ricevendola, la condanna dei proprietari all’eliminazione della sopraelevazione ed al ripristino dello stato dei luoghi.

Contro tale sentenza i proprietari hanno proposto appello, rigettato dalla Corte che ne riteneva infondati i motivi. Da qui il ricorso in Cassazione.

La pronuncia della Cassazione

La Corte di Cassazione rigetta il ricorso dei due proprietari. Secondo i due proprietari ricorrenti, che ammettevano l’esistenza di una veduta (anche se la definiscono luce) nel fabbricato del vicino (appellato), i giudici di appello avevano omesso di considerare la preesistenza del loro fabbricato.

I giudici di Cassazione non sono dello stesso parere ritenendo che, pur a voler ammettere che il fabbricato dei ricorrenti fosse preesistente rispetto a quello del frontista, resta il fatto che la sopraelevazione dagli stessi eseguita, quale nuova costruzione, poteva essere eseguita solo con il rispetto della normativa sulle distanze legali dalle costruzioni esistenti sul fondo confinante.

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La prima casa italiana stampata in 3D, pronta in poche settimane a costi ridotti

Una casa unica nel suo genere: sostenibile e flessibile, di circa 100 metri quadrati, con zona giorno, notte, cucina e bagno, può essere realizzata nell’arco di due o tre settimane con una stampante 3D

Al via la costruzione della prima casa realizzata in materiale cementizio con la tecnologia delle stampanti 3D in Italia.


Sarà realizzata ed esposta in occasione della settimana del Salone del mobile e della Design Week, in programma dal 17 al 22 aprile a Milano, in piazza Beccaria.

Sono case che costeranno molto meno delle tradizionali e alleggeriranno le famiglie che oggi fanno fatica a pagare un mutuo. Inoltre con questo metodo si potranno costruire rapidamente case che potranno essere dedicate al social housing, o destinate a popolazioni colpite da calamità naturali” ha spiegato l’ingegnere responsabile del laboratorio innovazione della società italiana che sta completando il progetto.

Si tratta di una tecnologia innovativa, che permette di realizzare in poco tempo, in maniera sostenibile e con criteri di flessibilità incredibili, case e strutture in materiale cementizio, anche con dimensioni e geometrie particolari.

3Housing 05, questo il nome della casa, è realizzata con una speciale miscela di polveri cementizie, inerti e leganti e presenta anche l’importante caratteristica della sostenibilità.

Nel tempo, la casa può anche essere demolita, polverizzata e ricostruita con lo stesso materiale, ma anche essere ampliata, rialzata e persino traslocata. E’ composta da una zona giorno, una zona notte, una cucina, un bagno e un tetto vivibile e, una volta realizzata, verrà completata con serramenti in ottone, sanitari in marmo e un intonaco liscio, oltre che arredata in tutte le sue stanze.

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Attività produttive, ampliamenti più facili con la variante semplificata

Secondo una sentenza del Tar di Brescia l’utilizzo della variante semplificata è legittimo anche per l’ampliamento di edifici già esistenti

Con la sentenza del 14 febbraio 2018 n. 180 il Tar di Brescia ha stabilito l’ammissibilità del ricorso alla variante semplificata nel caso di ampliamento di uno stabilimento esistente, che per forza di cose non può essere fatto altrove.

I giudici hanno inoltre chiarito che in caso di ampliamento i Comuni possono condurre un’istruttoria limitata al singolo progetto che richiede la variante, senza essere tenuti a condurre un controllo di dettaglio circa la sufficienza di standard sull’intero territorio comunale.

In pratica non sono tenuti a motivare di conseguenza.

Il caso

Una società di autotrasporti (che chiameremo B) acquisisce dal comune un’area originariamente destinata a verde per la realizzazione di un box prefabbricato per deposito attrezzi (di 20 mq. e di altezza inferiore a 3 metri) e di un muro di recinzione del terreno e la trasformazione dell’area in piazzale per i mezzi della ditta.
Successivamente la società B presenta richiesta di variante urbanistica tramite procedimento di SUAP per realizzare un deposito di automezzi, oltre al progetto di costruzione degli uffici per la ditta di autotrasporti (una palazzina di 80 mq.), lo spostamento e la messa a dimora di alberi in loco, nonché l’intenzione di realizzare un parcheggio e una zona di lavaggio per autocarri (assistita dall’impianto di depurazione).

La ditta A intima al comune di effettuare le verifiche ed esercitare i poteri di autotutela in relazione alle opere effettuate oggetto della D.I.A (modifica della destinazione d’uso dell’area, violazione della convenzione urbanistica del PL, contrasto con la disciplina urbanistica, eliminazione di aree a standard nel comparto).

A questo punto il Comune diffida la società B a ripristinare lo stato autorizzato, e pervenute le controdeduzioni reiterava l’ordinanza di rimessione in pristino; la società B dava esecuzione al provvedimento.

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Meno rischi nella gestione rifiuti e nella prevenzione incendi: le linee guida del Ministero

Dal Ministero le indicazioni pratiche per la riduzione dei rischi nella gestione dei rifiuti e le misure di prevenzione rischio incendio da seguire

Al fine di prevenire eventuali infortuni nelle aree di stoccaggio dei rifiuti, il Ministero dell’ambiente ha pubblicato la circolare 14 marzo 2018, recante:

Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi.

Il documento ha lo scopo di individuare le opportune iniziative, nate dal confronto tra il Ministero, i Vigili del Fuoco, le Amministrazioni regionali e le agenzie ambientali maggiormente interessate, atte a prevenire o quanto meno a ridurre i rischi connessi allo sviluppo di incendi presso impianti che gestiscono rifiuti.

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